ROMANZI 2.0

9 febbraio 2014

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 22:21
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“Un amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista”  È così che vengono descritte in poche e semplici parole, tutte le pagine dell’opera di Vladimir Nabokov.
Temi pesanti, crudi, ma allo stesso tempo toccanti.  Un argomento tutt’altro che semplice da affrontare, ma Nabokov ha avuto la capacità di renderlo pressoché poetico. Ha messo in contrasto i lati opposti: innocenza, fragilità, ma allo stesso tempo attrazione nei riguardi di Humbert, della figura della fanciulla, quasi adolescente, Dolores Haze, la sua Lolita.
Era Lo, semplicemente Lo, ritta sul suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”   È così che inizia lo spettacolare romanzo. Probabilmente la sua passione verso la fanciulla si sprigiona per la morte del suo amore, a causa di una malattia.
I temi sono quelli dell’abuso sessuale, della perversione, ma allo stesso tempo del desiderio passionale, definito forse anche amore, intrigo. Sono tutte sensazioni che descrivono la storia che ci presenta l’autore, questa storia così avvincente ma scioccante da alcuni punti di vista. Humbert sottolinea specialmente come, successivamente all’allontanamento dalla sua Lolita, si renda conto di quanto può essere incisiva una tale mancanza. Intriga particolarmente, soprattutto per come viene narrato, per il senso di poeticità che si scorge tra le righe.

Silvia Cavallaro

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2 gennaio 2014

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Chiara Scrivo — artistico Buniva @ 00:21
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Questo libro con la sua scrittura comprensibile e scorrevole è adatto per degli adolescenti.  Racconta una storia  che potebbe essere davvero accaduta e fa riflettere su quanto amara, beffarda e crudele possa essere la vita; basti pensare che a soli 15 anni Lolita era soggetta ad abusi da parte del professore e che nemmeno 2 anni dopo troverà il suo ragazzo, il quale diventerà il suo promesso sposo. Questo è un chiaro esempio del fatto che il mondo è un posto orribile e affascinante allo stesso tempo: a volte qualcosa può ferirti profondamente nell’animo e lasciare cicatrici, altre volte risollevarti quando meno te lo aspetti, proprio come succede a Lolita.
Fa pensare molto anche all’ingenuità di alcuni giovani, perchè sempre a 15 anni Lolita oltre ad essere soggetta a quegli abusi,  poco tempo prima aveva avuto dei rapporti sessuali al campo estivo con un ragazzo più piccolo di 2 anni, non avendo piena coscienza di ciò che faceva, essendo ancora immatura.   Oltre all’ingenuità, risalta l’odio che un’uomo può provare verso altri, ma non solo: anche la felicità che si può trovare facendo teatro o una qualsiasi altra attività in compagnia dei propri amici. La protagonista non aveva questa opportunità purtroppo, per questo apprezzava di più questa gioia, cogliendo ogni singola opportunità. Mentre oggi è scontato uscire con gli amici a soli 15 anni e  frequentare ragazzi o viceversa, perciò questa felicità si perde un pò dandola per scontato. Mi sono immedesimata molto nel racconto grazie all’impegno che lo scrittore ha dimostrato, trattando argomenti forti con tanta semplicità e gentilezza.

Chiara Scrivo

30 dicembre 2013

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Jennifer Conrad — artistico Buniva @ 11:00
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Un libro che ti tiene letteralmente incollato alle pagine, nonostante il tema importante della pedofilia l’autore racconta la sua storia con la disinvoltura e il tatto che si userebbe nel parlare con un proprio amico.
Questa storia, che in alcuni tratti sembra quasi irreale, viene raccontata attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e perciò ci si immedesima talmente nel protagonista che a volte si arriva persino a pensare che qullo che viene raccontato sia in qualche modo qualcosa di innocente e giusto.
L’incontro con Lolita cambia l’idea di perfezione del protagonista ma di certo non cambierà l’attrazione che esso prova verso l’innocenza della fanciullezza.

Jennifer Conrad

29 dicembre 2013

LOLITA di Vladimir Nabokov

Filed under: Giulia Pilone — artistico Buniva @ 21:54
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Il romanzo racconta la storia di una ragazzina in fase pre-adolescenziale che viene sedotta dal patrigno. Si può dividere in tre parti: la prima, in cui si racconta la vita del patrigno Humbert Humbert prima di incontrare Lolita, la seconda in cui si parla del matrimonio di Humbert con la madre di Lolita e di come, alla fine, Humbert si mette in viaggio con la figliastra; la terza, in cui si parla della vita di Humbert dopo la sua Lolita. La prima parte è avvincente e piena di dettagli sul suo passato e sulle vicende; la seconda a mio parere abbastanza monotona, sempre continuamente in viaggio; la parte finale è la parte migliore del libro.
Classico esempio di illusione: desiderare qualcosa che non si può avere, e quand’anche si riesce ad ottenerlo, si scopre che non è affatto come lo avevamo immaginato.
Il sentimento di Humbert Humbert per Lolita è un misto tra perversione e amore. I suoi pensieri e il suo comportamento che non vuole, almeno all’inizio, infastidire o recar danno alla piccola Lolita, commuovono e disgustano allo stesso tempo.

Giulia Pilone

27 dicembre 2013

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Giorgia Boccardo — artistico Buniva @ 00:44
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“Lolita”, il grande romanzo del russo Vladimir Vladimirovic Nabokov. Opera incompresa, avvincente e sconvolgente allo stesso tempo, in quanto narra della passione proibita di Humbert Humbert, uomo parigino di mezza età, verso la piccola Dolores Haze, la sua ribelle e spregiudicata Lolita. L’innocenza e la spensieratezza della fanciulla, combinata ad una buona dose di carica seduttiva, avevano incantato e reso schiavo Humbert di ogni suo gesto, del suo essere bambina ma estremamente donna. Il professore finirà così per essere sedotto dalla ”ninfetta”, quindi i due si legheranno con una passione insana, dapprima lieve, che li porterà in seguito a vivere in un mondo di ‘male assoluto’, conducendo insieme una vita che trasgredisce completamente la moralità dell’essere. L’amore innaturale e senza futuro, il difficile carattere della fanciulla, il timore dell’essere scoperti e l’ossessiva gelosia di Humbert, saranno il motivo dell’allontanamento tra i due. Lolita, dodicenne che gioca a fare la donna per estrema insicurezza, si libererà in seguito del protagonista, per poi passare il resto della sua vita con un altro uomo, capace di amarla con un natural amore, e da cui avrà un figlio. Humbert sembra non darsi pace: l’amore malato per Lolita gli pervaderà l’anima, e continuerà ad amarla nonostante la fuga, nonostante il rivelato disprezzo che la ninfetta nutriva nei suoi confronti, nonostante tutto. Ne era consapevole: l’avrebbe amata per sempre. Tuttavia trovaeràmconsolazione in Rita, donna estremamente comprensiva, ma pur sempre donna, così diversa dalla ‘non più sua’ Lolita, dai tratti ormai maturi e priva delle maschere di debolezza tanto indossate da Dolly.

Penso che sia un romanzo indiscutibilmente scandaloso, anche se privo di descrizioni oscene, in quanto allude a diversi particolari ma senza una descrizione esplicita di essi. I contenuti presenti rimangono tuttavia piuttosto forti , e penso che per cogliere fino in fondo l’eleganza del romanzo bisognerebbe liberarsi di qualsiasi tipo di pregiudizio prima di iniziare la lettura. Lo stile e il linguaggio estremamente sofisticato hanno reso quella che sarebbe stata una mediocre opera, un romanzo degno di nota e assolutamente di successo.

Giorgia Boccardo

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Martina Cinanni — artistico Buniva @ 00:29
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“Lolita”, o “La confessione di un vedovo di razza bianca” erano  i due titoli del particolare manoscritto riguardante la vita dell’ autore “Humbert Humbert”, ricevuto da Nabokov, cugino di un suo amico.

Il racconto di Humbert inizia quando lui tredicenne si innamora  di  Annabel sua coetanea,  ma  questa storia finisce  tragicamente con la scomparsa prematura di lei.  Ecco spiegata forse l’infatuazione  verso la giovanissima Lolita, ovvero Dolores, figlia di Charlotte Haze. Anche Lolita aveva solo tredici anni  quando Humbert se ne innamorò follemente. Dopo varie donne, Humbert si sposò con Charlotte, che purtroppo morì investita da un’auto, poco tempo dopo il matrimonio. Quindi egli andò a riprendere Lolita che in quel periodo era al campeggio Q, e insieme iniziarono un lungo viaggio negli Stati Uniti. La prima notte nel motel lui provò ad approfittare di lei, invano.
Iniziò per Lolita un anno molto difficile: il patrigno arrivò persino a pagarla in cambio di favori sessuali, vietandole di rivolgersi alla polizia. Humbert decise di iscrivere Lolita ad una scuola femminile, impedendole però ogni contatto con altri estranei; lei nonostante tutto lo convinse a iscriverla ad una scuola di teatro, dove conoscerà Quitly, uno  scenografo che poi la salverà aiutandola a cambiare vita.
In seguito ad una malattia Lolita fu ricoverata in ospedale, da qui riuscì a scappare grazie all’aiuto di Quitly. Humbert la cercò invano ma non la trovò. Al compimento del suo diciassettesimo compleanno Lolita gli inviò una lettera dove gli diceva di essersi sposata, di aspettare un figlio e di aver bisogno di soldi, Humbert le chiese allora chi l’avesse aiutata a scappare e Lolita gli disse che era stato Quitly. A questo punto, nella più completa follia, Humbert andò a cercare Quilty a casa sua e lo uccise a colpi di rivoltella. Arrestato per l’omicidio scrisse in carcere il romanzo.

Ho trovato il libro abbastanza interessante ma capisco come mai quando uscì in Francia per la prima volta fece così tanto scalpore. Sinceramente non lo consiglierei perché è un libro molto pesante, ma allo stesso tempo è anche molto profondo e fa riflettere su cosa può arrivare a fare una persona con problemi di quel tipo.

Martina Cinanni

26 dicembre 2013

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Alice Vinelli — artistico Buniva @ 19:08
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Humbert Humbert, il protagonista, a tredici anni conobbe Annabel: una ragazzina della sua stessa età di cui si invaghì follemente. La sua passionale ossessione per Lolita è probabilmente scaturita dalla morte del suo giovane amore in seguito ad una malattia. Quando il nostro  Humbert, ormai un uomo di quarant’anni, incontra Dolores Haze (Dolly, Lola, Lo) è come se ritrovasse l’Annabel dei suoi tredici anni.

Nabokov scrive  di un amore che nella vita reale non è un amore. Scrive di un peccato come se fosse la più romantica storia d’amore, che fa battere il cuore e fa sognare, nascondendo agli occhi dei lettori la perversione e il delitto. Ci si innamora di questo romanzo per come è raccontato, dimenticandosi facilmente di quello che in realtà è: Humbert Humbert era un quarantenne innamorato di una dodicenne, e non si potrà certo negare che ciò possa “risultare più o meno scioccante” (cit. John Ray jr., Ph.D.), specie per l’epoca in cui il romanzo fu scritto. Questo scritto, infatti, non è soltanto un racconto, ma uno dei primi studi di psicanalisi che tratta appunto il caso del protagonista, che pare essere esistito realmente. L’opera quindi potrebbe collocarsi perfettamente all’interno di quel filone di romanzi novecenteschi sperimentali scritti sulla scia delle scoperte di Freud, ma sarebbe riduttivo volerlo classificare in questo modo.
Il libro non racconta soltanto di un “maschio” innamorato di una “femmina”, o più scandalosamente di un “uomo” innamorato di una “bambina”, ma riferisce di un uomo che con l’innocua intenzione di amare “un’altra Annabel” finisce per incappare in pensieri maliziosi e varie perversioni. Si intende quindi che questo non è soltanto un romanzo di psicanalisi o banalmente una comune storia d’amore ma una spasmodica ricerca della felicità inquinata dall’ossessione,  dall’ostinatezza e dalla mancanza di scrupoli, inciampando malamente nella via sbagliata e proseguendo rovinosamente lungo di essa sino al tragico finale. Sul percorso del professore si verificheranno diversi incidenti, alcuni dei quali fatali, e sono ciò che renderanno questo” falso” romanzo d’amore  un’ avventura agghiacciante.

Ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima parola. Ho adorato il modo di scrivere di Nabokov, altamente particolareggiato, appassionato e coinvolgente; ha saputo emozionarmi, ma anche farmi ridere, ad esempio di fronte alla perversione quasi comica di Humbert Humbert,  per quanto comunque fosse tragica.

Alice Vinelli

2 novembre 2013

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Beatrice Gulfi — artistico Buniva @ 18:07
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”Lolitaè una spregiudicata confessione del protagonista Humbert, un colto e benestante uomo di quarant’anni che narra alla giuria le vicende che lo hanno spinto a questo suo folle, devastante, adorante e bruciante amore per la giovane dodicenne Dolores Haze, ovvero Lolita. La ragazzina, figliastra di una donna che Humbert aveva preso in  moglie e successivamente morta in un incidente, si rivela al tempo stesso ingenua e volgare, innocente e corrotta, concedendosi e stuzzicando il protagonista.
Quello che mi ha colpito di questo libro è lo stile con  cui è scritto, che porta il lettore a vedere la vicenda attraverso le rosate lenti d’amore di Humbert, attraverso le quali lui sembra solo una vittima d’amore, non un pedofilo, non un assassino (in seguito ucciderà il ragazzo che aiuterà Dolores/Lolita a fuggire).
La storia mi è piaciuta: ho trovato molto affascinante il personaggio di Lolita,  anche se spesso la narrazione si fa lenta e si perde nei giri di parole dell’autore che a tratti possono far perdere interesse o annoiare.

Beatrice Gulfi

18 giugno 2011

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 22:25
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E’ un romanzo inizialmente noioso, che narra di un uomo, un professore di nome Humbert che si innamora di una dodicenne, Lolita. E’ un amore proibito verso questa “ninfetta”, infatti ad un certo punto il professore è costretto a spacciarsi per padre per iscrivere la “figlia” ad una scuola rigorosamente femminile. Successivamente entrerà in scena un nuovo personaggio che sconvolgerà definitivamente la vita di entrambi.

Il libro man mano diventa sempre più intrigante ed emozionante. Ma nonostante cio non mi ha appassionato troppo.

Susanna Garis

16 marzo 2011

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Nadina Grahic — artistico Buniva @ 09:56
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Lolita è una piccola bambina che irrompe nella vita di questo particolare uomo, un uomo che viene affascinato da questa piccola creatura, che non riesce più a staccarsi da lei, non riesce più a vivere senza di lei! Un amore quello del professore che va al di la dei confini, un amore ossessivo….Una storia che all’inizio non affascina più di tanto, ma poi ecco il BUM! Quello stile artificioso, pieno di particolari e dettagli, minuzioso nella descrizione che a volte ti fa perdere il filo del racconto, che però ti cattura, non ti lascia più, ti fa rimanere li incollato a continuare a leggere. Una scrittura piena di magia e una storia travolgente, particolare, unica, che anche alla fine ti fa rimanere con quell’unico dubbio…

Nadina Grahic

13 gennaio 2011

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 10:11
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Questo romanzo narra la storia di una dodicenne, Dolores Haze, che suscita sensualità in un insegnante, Humbert. Hembert, quarantenne insegnante di letteratura francese, perde praticamente subito la testa per lei, tanto da sposare sua madre, perché il desiderio di Hembert è quello di stargli accanto sempre. Per l’insegnante si complicano le cose quando la madre di Dolores muore, e iniziano a cambiare spesso posti, hotel… fin che riescono a stabilirsi. Dolores frequenta una scuola femminile, ed è tenuta sotto stretta sorveglianza dall’insegnante che muore di gelosia per lei. Dolores ad un certo punto riesce a convincere Hembert a farle frequentare una scuola di teatro, li incontra Quilty, colui che la farà scappare e verrà ucciso per questo motivo dall’insegnante. Lolita scrive dopo anni di lunga assenza una lettera a Hembert dove spiega che si è ormai sposata ed è in attesa di un bambino, ma che è in difficoltà economiche; in questo modo Hembert verrà a scoprire chi l’ha aiutata a fuggire, e così avviene la fine della tragica storia del romanzo, con lui che viene sbattuto in carcere.

Questo romanzo credevo fosse più pesante a livello di storia, invece la tragicità si coglie ragionandoci, non nella lettura. Il tema della pedofilia viene trattato in diverso modo in questo romanzo; penso che non si noti molto, forse per il fatto che ho specificato prima, cioè che la tragedia è nel retroscena. Al giorno d’oggi una storia del genere sarebbe stata raccontata diversamente, probabilmente la tragedia sarebbe stata protagonista e quindi anche la storia sarebbe stata raccontata diversamente. Giustamente gli anni passano e ci sono sempre più persone che si occupano della pedofilia.

Questo libro non so se lo consiglierei a qualcuno, perché la storia di Lolita la sanno un po’ tutti; forse per leggere questo libro bisogna avere la curiosità che ti spinge a voler sapere gli avvenimenti veri e propri di questa ragazzina, che non ha realmente avuto la sua età.

Martina Bilancieri

1 febbraio 2009

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Gaia Acquarone — artistico Buniva @ 22:19
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Lolita, sogno perduto, amore profano, non lascia respiro, non dà tregua. Riempie e svuota l’anima, lascia le tracce vive del suo amore e sconfina nel cuore.
Romanzo senza limiti: la storia di un amore che non si dovrebbe conoscere, che dovrebbe essere dimenticato ma che batte, batte forte nei cuori; amore pazzo, senza età, che lascia a bocca aperta e toglie il respiro ma che sà anche profondamente commuovere, quasi come fosse parte di te. Un amore troppo grande non si può tener nascosto nè dimenticarne il sapore.
Ed i battiti malati e forsennati del cuore di Humbert riempiono la mente e volano liberi, senza vergogna tra le pagine. Lolita, così giovane, così ninfa, così perfetta: una ninfetta che non può non essere desiderata da Humbert e amata con pazzia. Lolita che scorre nel corpo di Humbert e non dà tregua, non lascia scampo, non se ne può fare a meno. Humbert che ama oltre ogni frontiera la magica Lolita, adorata e irraggiungibile in modo così tormentoso e allettante, persa nel mondo dal quale vuole scappare, il mondo che l’ ama. Un romanzo che commuove e possiede in sè un’abbagliante grandezza.

Gaia Acquarone

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