ROMANZI 2.0

13 novembre 2016

UNO, NESSUNO, CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Jenie Righero — artistico Buniva @ 19:45
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“Uno, nessuno, centomila” narra la storia di Vitangelo Moscarda, un ventottenne che dopo una aspra osservazione fatta dalla moglie, va alla ricerca di se stesso, di quel sé estraneo che lui non conosce, ma che tutti gli altri vedono. La moglie all’inizio del libro gli fa notare un particolare, cambiando così la percezione di sé che lui aveva fino a quel momento. Tormentato dal suo aspetto, ora sconosciuto, cerca di studiare se stesso allo specchio e riflette in solitudine sui pensieri che gli altri fanno su di lui, in quanto, quando si guarda, vede che quella era come un’immagine, un sogno che viveva ma non sapeva di vivere. A questo punto il protagonista mostra i primi segni di pazzia approcciandosi al suo riflesso come se fosse una persona diversa da lui. Dopo Vitangelo inizia a chiedersi se anche gli altri potessero conoscere ognuno un Moscarda diverso e inizia a comportarsi diversamente con ogni amico e concittadino così da diventare “centomila” in un unico corpo.
Trovo questo romanzo molto interessante, divertente e di facile lettura. Le riflessioni del protagonista mi hanno fatto pensare molto a quanto il nostro aspetto sia spesso considerato più importante del nostro essere e che tra corpo e mente vi è uno strettissimo legame. Spesso mi sono alzata per guardarmi allo specchio e penso che leggendo questo libro sia normale fare questo gesto. Consiglierei a tutti di leggerlo, perchè non solo è molto bello e divertente, ma esamina anche la nostra mente e ci mette alla prova quasi sfidando se stessi a riscoprirsi.

Jenie Righero

8 gennaio 2014

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 00:44
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“Credevo ti guardassi da che parte ti pende”: tutto ha inizio da questa spiacevole affermazione da parte della moglie verso il protagonista di questo libro, Vitangelo Moscarda. Vitangelo si rende conto di essere visto dalla gente in modo diverso da come si è sempre visto lui allo specchio e decide così di dare una svolta alla propria vita, cambiandola radicalmente. In questo modo crede di trovare il vero sè. Questo cambiamento lo porterà a compiere azioni che prima di quel momento avrebbe ritenuto contro la sua natura; per di più il suo nuovo modo di vivere lo porterà ad essere ritenuto pazzo da parte della comunità: anche la moglie sarà cosi stufa dei sui atteggiamenti che deciderà di andarsene.
E’ diviso in otto libri a loro volta divisi in sette capitoletti all’incirca, che aiutano il lettore ad una lettura più piacevole e leggera. Alla fine ho trovato molto significativo e profondo il titolo che in tre semplici parole racchiude tutta la storia.

Federica Lobascio

28 dicembre 2013

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Sabrina Spiga — artistico Buniva @ 21:26
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Vitangelo Moscarda, chiamato Gengè dagli amici, aveva ereditato la banca dal padre e grazie ad essa poteva vivere una vita tranquilla. Un giorno per colpa di un ingenuo commento della moglie su un difetto fisico del naso, Vitangelo inizia a scoprire che le persone intorno a lui hanno un’immagine della sua persona completamente diversa da quella che lui ha di sé. Decide così di cambiare per riuscire a scoprire chi è veramente. Vitangelo sfratta uno squilibrato, Marco di Dio, che era in affitto, per poi donargli una casa,; cede la banca del padre e infastidisce chiunque gli stia vicino così da apparire daventi agli occhi di tutti come un pazzo. Egli peggiora sempre di più a tal punto che la  moglie abbandona la sua casa  e insieme ad alcuni amici fà un’azione legale contro Vitangelo per interdirlo. Lui viene avvisato però da Anna Rosa, un’amica della moglie che rimane fedele al marito, anche se poco tempo dopo  arriva anche al punto di sparargli, ferendolo gravemente, impaurita dai ragionamenti che lui faceva. Vitangelo sembra trovare una pausa alla sua pazzia solo grazie ad un religioso, Monsignor Partanna, che gli fa rinunciare ai suoi possedimenti terrieri per donarli ai più bisognosi. Moscarda conclude affermando che per raggiungere la vera vita non basta cambiare nome, ma rifiutare tutti i nomi; quindi “l’unico modo per vivere in ogni istante è vivere ogni attimo la propria vita rinascendo continuamente”.

Il romanzo è composto da otto capitoli accompagnati dalla voce di Gengè stesso. Il tema affrontato è  l’identità di ogni persona: il protagonista infatti vive per molto tempo pensando di conoscere se stesso ma scopre che esistono moltissime copie e decide così di non essere nessuno, visto che in ogni persona ci sono una moltitudine di personalità. Il libro è stato interessante anche se all’inizio la narrazione è un po’ lenta.

Sabrina Spiga

2 novembre 2013

UNO, NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello

Filed under: Melissa Chiale — artistico Buniva @ 20:54
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Il romanzo narra la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo normale come tanti altri e che sta bene con se stesso. Ben presto questo suo benessere terminerà grazie a critiche e pregiudizi, che hanno origine dalla moglie quando gli farà notare un difetto del suo naso. Tormentato dall’idea di essere diverso per gli altri a differenza di come si vede lui, deciderà di voler rivoluzionare la sua vita per far tacere i giudizi della gente. Ma questa “crisi esistenziale” lo porterà a comportarsi male e ad apparire peggio di ciò che si pensava.
E’ un romanzo toccante a livello psicologico, che porta chi legge a farsi continuamente domande e ricordare quanto l’apparire e l’immagine di se stessi, oggigiorno, siano più importanti della personalità e dell’essere di una persona. Inizialmente non trovavo legami tra il titolo e la storia, ma andando avanti mi son resa conto del significato, che descrive esattamente il protagonista, il quale inizierà col sentirsi uguale per se stesso e per tutti (Uno), per poi sentirsi inutile e senza personalità (Nessuno), fino ad arrivare a comportarsi diversamente con ogni persona che incontra ed avere così, tante personalità (Centomila). Siamo tutti differenti l’uno dall’altro e, per questo motivo, ci saranno sempre pregiudizi: questo è un dato di fatto.
Non essendo mai quello che si pensa di essere, a volte questo può suscitare in noi un senso di inferiorità o di superiorità che determinerà quello che non siamo veramente o che non vorremmo essere.

Melissa Chiale

UNO NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Edoardo Raviol — artistico Buniva @ 00:01
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“Uno nessuno e centomila” narra le vicende del ventottenne Vitangelo Moscarda. Un giorno, mentre Vitangelo si stava guardando allo specchio, la moglie con noncuranza gli chiese se fosse a conoscenza del fatto che il suo naso pendeva da un lato. Anche se era un informazione futile scaturì in lui un meccanismo che lo portò alla pazzia.

Con la frase “ogni realtà è un inganno “ Pirandello vuole esprimere che per ogni cosa ci sono molti punti di vista e non possiamo sapere quali di questi rispecchia la realtà. Il libro non è di difficile lettura: Pirandello si avvale di alcuni termini non di uso quotidiano ma non per questo il libro è incomprensibile ad un pubblico di ragazzi.
Nonostante Pirandello sia uno scrittore del passato, in questo libro tratta temi attuali, in voga specialmente tra i giovani e per questo lo consiglio ai miei coetanei. A me questo libro è piaciuto e ho trovato molto interessante il fatto che ci siano prevalentemente monologhi scritti come fossero una confidenza che lo scrittore fa al lettore.

Edoardo Raviol

18 giugno 2011

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 22:29
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Non essere per gli altri la persona che si è per se stessi, è ormai un dato di fatto per tutti. Vitangelo Moscarda lo scopre nel momento in cui la moglie, con ingenuità, gli descrive un piccolo difetto fisico che fino ad allora Vitangelo non aveva mai pensato di avere. Da questo momento per Vitangelo inizierà un percorso interiore che lo porterà a vivere nella pazzia.

Mille dubbi e mille domande da questo momento riempiranno la testa di Vitangelo e del lettore: una crisi esistenziale che rispecchierà il titolo “Uno, nessuno e centomila”.

Vitangelo passerà dal sentirsi unico per tutti, al sentirsi una nullità per il mondo ed infine a sentirsi centomila, un Vitangelo diverso per ogni persona con cui interagisce.

Pirandello tocca temi molto in voga anche oggi: la superficialità e l’importanza dell’ immagine, il conflitto tra essere e apparire, l’uniformarsi ad una società. Personalmente “Uno, nessuno e centomila” ha smosso in me un conflitto di pensieri e idee; l’ho trovato molto carino e di facile lettura ed ho apprezzato come ha scatenato tutta la vicenda interiore del protagonista.

Marta Piccato

9 gennaio 2010

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artistico Buniva @ 17:10
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“Uno, nessuno e centomila” è stato scritto da Luigi Pirandello, prima come romanzo a puntate in una rivista e in seguito come volume. Il romanzo fu iniziato nel 1909 e uscì nel 1926.

“Uno, nessuno e centomila” non è un romanzo d’amore o d’avventura, ma è un romanzo che ci mostra  come noi ci consideriamo internamente, e che per altre persone siamo diversi da come ci crediamo di essere. E’ come se l’uomo venisse diviso in tanti piccole parti, in modo da poter cercare la nostra vera essenza, ciò che ci rende unici rispetto agli altri.

Il titolo del romanzo non viene messo a caso, ma ha un significato (cosa che non avevo capito): “Uno” significa che il protagonista, Vitangelo, considera che la sua persona è vista dagli altri nello stesso modo come lui si vede; “Nessuno” quando si rende conto che tutto ciò che egli credeva in verità non è niente, nulla; mentre “Centomila” indica le diverse forme di come gli amici e la moglie Dida lo vedono.

Tutto comincia quando a Vitangelo Moscarda, chiamato dalla moglie Gengè, viene rivelato un suo difetto fisico. Questo fatto non passerà in secondo piano, ma anzì porterà il nostro protagonista a scoprire che anche i suoi amici lo considerano e lo vedono in centomila modi diversi da quello che lui ha di sè. Nel tentativo di distruggere i centomila preconcetti che hanno le persone di lui, egli viene preso per pazzo, perchè la gente non vuole accettare che il mondo sia diverso da come se lo immagina. Così Vitangelo intraprende l’idea di voler cambiare le opinioni che hanno i suoi amici e la moglie di lui, e allo stesso tempo scopre che tutto ciò che potrebbe aiutarlo è cercare la vera essenza, il vero se stesso. Ciò lo porterà alla pazzia, che però lo condurrà a una vita libera, spensierata, fatta senza quelle regole che sempre un uomo tiene in considerazione; in poche parole è come se fosse rinato, vedendo il mondo frenetico con occhi nuovi. Tipo uno spettatore che vede il tempo scorrere senza mai fermarsi e il mondo sempre in continua evoluzione, che per viverlo bisogna vivere attimo per attimo, cosa che Vitangelo fa, a dispetto delle persone che non hanno mai tempo per fermarsi ad osserervare ciò che cambia attorno a loro.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

10 novembre 2009

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello Susanna Bertolucci

Filed under: Susanna Bertolucci — artistico Buniva @ 10:53
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Il protagonista del romanzo si chiama Vitangelo Moscarda e ha ereditato una banca da suo padre. Un giorno però scopre, grazie alla moglie, un suo difetto fisico, e da quel momento capisce che le persone hanno un idea diversa da quella che ha lui di se stesso; quindi decide che non vuole che le persone lo vedano diversamente da come si vede lui. Andando avanti con questo tentativo, arriva alla follia vera e propria, che secondo me però non viene raccontata come un male ma come un modo per liberarsi dagli schemi. Infatti grazie alla follia lui vede il mondo diversamente, in quanto la pazzia libera dalle regole a cui bisogna sottostare, e quindi alla fine il protagonista dice che per cambiare il modo in cui si è non bisogna cambiare nome, ma non dare più un nome che identifichi le cose: infatti il nome rappresenta la morte, perchè la vita è un continuo evolversi, un continuo cambiamento.

Questo romanzo mi è piaciuto  molto in quato tratta il tema della follia non in modo negativo, ma anzi come un modo per liberarsi dalle regole che ci vengono imposte, e questa non è un idea comune, perchè la follia viene vista sempre come una cosa negativa, come una cosa maligna che fa paura, ma anche a mio parere non è sempre così.

Susanna Bertolucci

6 luglio 2009

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Ivan Siondino — artistico Buniva @ 00:49
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Il protagonista di questo romanzo è Vitangelo Moscarda, un giovane che eredità la banca di famiglia e vive di rendita, affidando la gestione a due collaboratori. La sua vita viene sconvolta quando le persone intorno a lui iniziano a fargli notare i suoi difetti. Vitangelo non capendo più chi è in realta diventa pazzo.

Pirandello con questo romanzo tragicomico incide sulla psiche umana spingendo i lettori a porsi domande, tenendoli costantemente all’interno del libro.

Ivan Siondino

13 marzo 2009

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Giacomo Poet — artistico Buniva @ 12:13
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“Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo. Tutt’al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto cn un estraneo attorno”.

Così parla Vitangelo Moscarda, protagonista assoluto di questo lungo monologo che al tempo rappresentava un nuovo taglio narrativo, fuori dagli schemi e dalle convenzioni ordinarie del romanzo. Uno, nessuno e centomila racconta quindi la storia di quest’ uomo, Vito Moscarda, dal suo punto di vista. Analizzando in prima persona il dramma di un uomo normale e felice con il suo Io, contento di se stesso e di come si presenta agli altri; sicurezza interiore che una sciocchezza distrugge in un sol colpo, facendolo cadere in un tunnel senza apparente via di uscita.
Tutto inizia quando la moglie Dida (che lo chiama Gengè), gli fa notare che il suo naso pende leggermente verso destra. Un commento banale a cui la donna non dà particolare importanza, ma che per Moscarda è l’inizio di una vera e propria crisi esistenziale. A partire da questo inizia a cercare tutti i difetti presenti su di sè e di cui lui non si era mai reso conto, e che secondo lui sono l’unica cosa che gli altri notano di lui.
Vitangelo Moscarda da qui parte in un monologo pieno di sfaccettature che a me lettore paiono assurde, ma che dopotutto sono domande interiori che a volte capita di rivolgersi. Luigi Pirandello sa trasmetterci una forte idea del relativo, di come noi sempre ci proccupiamo dell’idea degli altri su di noi, delle centomila sfaccettature che potremmo avere o davvero abbiamo nel relazionarci con gli altri.
Moscarda passa dall’idea di essere unico, Uno, per gli altri che lo circondano, ad un pensiero di nullità. Nullità perché Moscarda non trova più qualcuno che sia davvero lui, si è perso, ha perso il suo Io. E perdendo questo, perderà anche la famiglia e il lavoro e la sua intera vita sociale, finendo addirittura per vivere in un ospizio. Perde l’immagine vera di se stesso, confusa e nascosta nelle centomila immagini che i suoi amici e le altre persone hanno di lui. Molto intrigante e persuasivo nel suo stile, non passa inosservato.

Giacomo Poet

21 gennaio 2009

UNO NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 17:26
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Questo romanzo racconta di un uomo che vuole riuscire a scoprire se stesso, come lo vedono gli altri. Vuole scoprire i propri difetti senza che sia la moglie a farglieli notare. E’ un viaggio attraverso il quale Pirandello fa sì che il protagonista si conosca e si comprenda per quello che realmente è. Il modo di scrivere dell’autore è’ complicato e molto intrecciato, fino a farti venire mille domande a cui è impossibile rispondere. E’ un manuale che insegna a farti scoprire le tante personalità che si hanno. L’ho trovato simpatico ma abbastanza pesante dal punto di vista psicologico poichè come lettore capisci che non si è mai quello che si pensa di essere.

Susanna Garis

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