ROMANZI 2.0

13 marzo 2014

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Alice Gaudenzi — artistico Buniva @ 11:05
Tags: ,

Moby Dick è il nome della balena bianca protagonista di questa storia. Molti marinai le danno la caccia, ma soprattutto il capitano Achab che, insieme al suo equipaggio, cerca in tutti i modi di catturarla. Questa caccia per il capitano diventa una vendetta contro la balena, colpevole di avergli fatto perdere una gamba in un precedente incidente in mare. Moby Dick sarà la sua ossessione, il soggetto a cui rivolgerà tutta la sua rabbia. Quando finalmente riesce a trovarla, per 3 giorni prova a cacciarla ma rimane impigliato nei suoi stessi cavi annegando insieme alla sua nave e ai suoi marinai. L’unico che sopravvive è Ismaele, il narratore del romanzo, colui che racconta questa avventura. Ci narra la storia vivendola in prima persona, come se fosse un diario di bordo, aggiungendo le sue riflessioni e le sue paure. Parla poco di se stesso, ma mette in risalto ciò che gli accade intorno, quasi come se scomparisse dalla scena.                                   Il romanzo mi è piaciuto: mi ha colpito la dettagliata scrittura del narratore, sia delle avventure in mare, sia del caratteraccio del capitano.

Alice Gaudenzi

5 gennaio 2014

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Pasquale Campisano — artistico Buniva @ 18:54
Tags: ,

Un viaggio che diventa avventura, gli orrori di un ignobile lavoro che diventano gesta eroiche invidiabili anche agli eroi leggendari. Questo è il risultato di una psicologia inversa creata dall’animo sognatore del protagonista e narratore, Ismaele, che attraverso i suoi pensieri, tavolta psicologici, altre volte filosofici, etici e morali, ma anche biblici, riesce a incatenarti (grazie alla bravura dello scrittore) e ad accompagnarti verso il conflitto finale: quello tra Achab il grande capitano della Pequod con la sua superbia e la Balena bianca che da leggenda è divenuta una vera e propria dea dei mari: Moby Dick.

Achab è il classico capitano burbero con la gamba di legno, in questo caso d’osso di balena; è il capitano orgoglioso trafitto nell’animo: “….fu allora che il corpo squarciato e l’anima ferita sanguinarono l’uno nell’altro e mescolandosi così lo fecero impazzire”. Alla continua ricerca del leggendario Leviatano: ” ….per quell’ insensato di Achab… ogni male era personificato in modo visibile e reso raggiungibile praticamente in Moby Dick”. In realtà, in uno dei capitoli che fanno capire meglio l’oscuro passato di Achab, ovvero “La sinfonia”, si trovano i veri scheletri nell’armadio del vecchio capitano.

Oltre a questi due grandi personaggi degni di attenzione, un altro che ho amato e che per il suo animo nobile sarebbe da ricordare è Queequeg, il cannibale diventato il piu leale amico di Ismaele, che fin dai primi capitoli introduce un’altra importante questione, quella sui pregiudizi etnici.

Pasquale Campisano

22 dicembre 2013

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Luca Ariaudo — artistico Buniva @ 20:07
Tags: ,

E’ un racconto fantastico, entusiasmante e avvincente, con quel pizzico di paura che il capodoglio provoca sia nell’equipaggio della Pequod che nel lettore, lasciandolo con il fiato sospeso.
“Chiamatemi Ismaele” scrive Melville iniziando il libro. Il giovane marinaio è l’alter ego del narratore che, più che un romanzo, scrive un diario di bordo, riuscendo a descrivere anche i minimi particolari dei personaggi, come fa per il capitano Achab: un uomo scontroso e che metteva timore con quella gamba di legno e quel pensiero fisso che non era tanto cacciare Moby Dick per lavoro ma solo per vendetta. Le descrizioni dei luoghi e degli altri animali marini sono espresse con estremo ingegno, da trasportare il lettore a vivere in prima persona le vicende che succedono.
Certamente leggere questo libro è difficile, soprattutto quando si devono seguire i pensieri di saggezza di Ismaele, che però allo stesso tempo rendono la vicenda eccitante e vivace. Il finale è un pò strano: avrei preferito vedere il capitano Achab capire che non aveva speranze contro la balena che per molti era stata mandata dal diavolo, e tornare a casa.
Questo romanzo è molto bello anche se a volte bisogna tornare a rileggere alcune parti per seguire il discorso. Consiglierei di leggerlo perchè trasporta in un mondo che magari noi immaginiamo soltanto: quello dell’oceano e dei suoi animali.

Luca Ariaudo

9 gennaio 2010

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Gaia Acquarone — artistico Buniva @ 13:13
Tags: ,

“Moby Dick” è un viaggio in mare aperto. Con la capacità di far assaporare la vita di mare, la ricerca e la caccia della malvagia e misteriosa Moby Dick, della quale persino i pescecani hanno paura, che è inseguita ferocemente dal capitano Achab che guida l’intero eqiupaggio nella folle e disperata impresa di caccia. Achab è assetato di vendetta nei confronti della candida balena che gli aveva amputato una gamba, pieno di risentimento e straziato sia nell’anima che nel corpo mutilato.

Il protagonista e allo stesso tempo narratore di tutta la vicenda è Ismaele, giovane ragazzo che decide di abbandonare i propri insegnamenti per correre a scoprire il mare e la pace che si può trovare lontano dalla terra e dalla malinconia che spesso prendeva le redini del suo cuore e che gli annebbiava l’animo.

Le scene di caccia alla misteriosa ed affascinante Moby Dick sono spesso intervallate dalle riflessioni filosofiche, religiose e scientifiche del narratore che spesso si mette da parte e scompare per lasciar spazio alla scena e ai propri personaggi con le loro storie e la loro vita, tutti un po’ fuori dal comune. “Moby Dick” è un viaggio alla scoperta di un mare senza tempo, aperto a nuovi orizzonti capace di farti volare sulle ali dell’immaginazione, salpando sulla nave così ricca di fantasia e di storie avvincenti, dove la grande e immensa balena viene raccontata come un essere magico, che scompare e ricompare portata dalle onde del mare. Il viaggio è reso quasi un fantastico volo dell’immaginazione che porta nel cuore la libertà e la solitudine di una vita in mare aperto.

La lettura di questo romanzo porta ad un profondo senso di smarrimento tra le profondità e l’oscurità del mare e allo stesso tempo ad una libertà senza alcuna fine. La lettura è resa un po’ complicata perchè spesso accompagnata dalle citazioni storiche che l’autore utilizza ma che riesce ad esprimere con grande fascino e chiarezza.

Gaia Acquarone

14 giugno 2009

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 18:33
Tags: ,

Il libro narra di un capodoglio descritto come una sorta di mostro che faceva paura a tutti, persino ai pescecani, e di un capitano, il capitano Achab; di un equipaggio a bordo di una baleniera che gli dava la caccia. Ismaele è il personaggio attraverso il quale noi possiamo immaginare la continua battaglia che sembra non finire mai fra il capitano Achab e il capodoglio bianco.

In questo libro lo scrittore descrive il sentimento del capitano Achab come una fissazione, cioè intento a non pensare a nessun’altra cosa che non sia quella di porre fine alla vita del capodoglio.

Durante la lettura speravo nella fine del capitano Achab e della sua nave Pequod così come è stato, perchè secondo me c’era un esagerato accanimento da parte del capitano contro un essere vivente innocente, un po’ come succede ancora oggi in varie parti del mondo.

A parte il mio pensiero, il libro mi è piaciuto particolarmente.

Vanessa Bonino

15 aprile 2009

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 11:24
Tags: ,

Romanzo leggero come il vento e profondo come l’oceano, lo posso considerare uno dei più belli che abbia letto recentemente, nonostante la lettura sia un po’ faticosa a cause delle continue riflessioni filosofiche, religiose, scientifiche e artistiche del protagonista.
Impegnativo, per le numerose parti descritte dei tipi esistenti di balena, delle tecniche di caccia, ma senz’altro un gran romanzo degno di essere letto e vissuto contemporaneamente.
“Moby Dick”, scritto da Herman Melville, per un aspetto narra la storia del capitano Achab che, con l’aiuto dell’equipaggio del Pequod, dà la caccia alla leggendaria balena; dall’altro invece mostra un impatto profondo, magico, cosmologico intriso di stupende allegorie presenti in quasi tutte le pagine del libro, le quali durante la lettura sorprendono spesso a sorridere e addirittura a ridere. A questi capitoli si oppongono le improvvise fiammate di poesia, di gotico, di tragedia che innalzano Moby Dick fino al luogo più alto e profondo del cielo.

14 marzo 2009

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Sara Romagnoli — artistico Buniva @ 19:10
Tags: ,

La storia è ambientata su una nave di nome Pequod, gli anni in cui è collocata sono intorno al 1842. Inizia tutto col narrare di una ciurma e il suo capitano, dall’aspetto burbero e spaventoso, con quella gamba di legno che lo sorreggeva, e un atteggiamento come se fosse eternamente in pena. A quel tempo si sapeva che chiunque partiva per mare non sempre tornava.

L’equipaggio era composto da marinai di quasi tutte le razze. Il Pequod era partito con un preciso compito: raccogliere più grasso di balena possibile da poter rivendere quando sarebbero scesi a terra. Si narra però che il capitano Acab stesse cercando Moby Dick, la balena bianca, cioè quella che gli aveva mangiato la gamba anni orsono.

I nomi delle balene illustravano le loro gesta: secondo i marinai Moby Dick era immortale perchè, nonostante arpioni e corde, lei ricompariva sempre. Tra i marinai c’erano molte leggende: una di queste parlava di Moby Dick e del fatto che fosse mandata dal diavolo, e tutto ciò che sarebbe successo sarebbero state punizioni divine.

Il libro è espressivo e pieno di effetti speciali; a volte può sembrare macabro, non tanto per le scene che succedono, quanto per l’atteggiamento dei personaggi.

Ho sempre pensato che le balene fossero animali pacifici, invece in questo libro la balena bianca pare un mostro divoratore di uomini; devo ammettere che da questo punto di vista ci sono rimasta male. Nonostante ciò è scritto bene e mi è piaciuto tanto, quindi lo consiglio: un libro non troppo noioso nè troppo lungo.

Sara Romagnoli

13 marzo 2009

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Giacomo Poet — artistico Buniva @ 12:19
Tags: ,

Moby Dick è un romanzo difficile da esprimere, anche se la trama è relativamente semplice e non ci sono riferimenti o sottopensieri nascosti tra le righe. C’è da dire però che è un romanzo molto potente, ti prende in maniera ossessiva ed è difficile fermarsi ad esempio alla fine di una battaglia o di un incontro, aspettando sempre con ansia l’incontro fatidico tra il valoroso e fermamente vendicativo capitano Achab, al comando del Pequod, e la misteriosa balena bianca Moby Dick.
Il viaggio passa attraverso scontri con vari animali abitanti delle acque marine, dalle balene ai calamari giganti. La narrazione è molto dettagliata e precisa, riesce a trasmettere la potenza di un combattimento come pure la calma dopo la tempesta, appunto.
Alla partenza sul Pequod vengono imbarcati nell’equipaggio dal vecchio e sicuro capitano Achab, il giovane Ismaele e un vecchio ramponiere di nome Quiqueg, che diventerà un grande amico del giovane.
Ismaele sarà poi l’unico a salvarsi dopo lo scontro finale con Moby Dick, dopo che l’enorme balena bianca trascinerà il Pequod e il suo capitano negli abissi.
La vicenda si svolge principalmente intorno al desiderio di vendetta di Achab, e alla descrizione di quest’ultimo, un vecchio dagli occhi di fuoco che pare non possa morire prima di avere reincontrato il suo pensiero costante, il suo desiderio opprimente.

Giacomo Poet

14 febbraio 2009

MOBY DICK, di Herman Melville

Filed under: Marco Minetto — artistico Buniva @ 18:49
Tags: ,

Se dovessi consigliare un libro di avventura, consiglierei questo.

Siamo nei mari del sud, e Achab è pronto a partire con nuovi compagni alla ricerca di Moby Dick, un’enorme balena bianca che tutti temono. Il viaggio è descritto da un marinaio in cerca di avventura, Ismaele, il quale descrive luoghi e personaggi in modo fantasioso e riesce a fare assaporare sia suspence che tranquillità al tempo stesso. Il libro è emozionante anche dal punto di vista della battaglia per la realisticità e la precisione con la quale sono descritti i combattimenti tra i membri dell’equipaggio e gli animali marini. Leggendo il libro rimane spontaneo prendere le difese di Moby Dick nonostante la grossa balena terrorizzi tutti, anche oltre oceano.
Bello il finale, quando la balena combatte per tre giorni e dopo aver distrutto le scialuppe manda a picco negli abissi la nave del capitano Achab.

Marco Minetto

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.