ROMANZI 2.0

15 dicembre 2016

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Mattia Bricco — artistico Buniva @ 11:58
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Essendo stato scritto e pubblicato intorno al 1900, ho trovato il linguaggio abbastanza complicato, per il fatto che nel frattempo la lingua si è evoluta e, al giorno d’oggi, non si parla più come si parlava a quel tempo.
Mattia Pascal mi è sembrato una persona che non avesse ancora trovato un posto nel mondo anche perché era rimasto orfano da giovane. Dopo essersi fidanzato ha cominciato a vivere una vita infelice e a fare un lavoro con il quale non guadagnava molto: il bibliotecario. Decise allora di cambiare completamente vita, scappò di casa e, considerato morto per un equivoco pubblicato dai giornali, cambiò anche identità, diventando Adriano Meis. Questo cambiamento di identità sottolinea il fatto che Mattia Pascal avesse davvero voglia di ricominciare tutto da capo. Riuscì a vincere al casinò un discreta somma di denaro che gli permise di continuare il suo viaggio ancora per un po’. Dopo aver fallito miseramente decise di tornare a casa, ma al suo ritorno trovò quella che era stata sua moglie, sposata con un altro con cui aveva anche avuto un bambino.
Mattia era un personaggio che aveva problemi nel farsi degli amici, non riusciva a legare con nessuno a causa della sua personalità chiusa; era una persona che non faceva dei piani ma prendeva la maggior parte delle sue decisioni sul momento.

Mattia Bricco

13 novembre 2016

UNO, NESSUNO, CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Jenie Righero — artistico Buniva @ 19:45
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“Uno, nessuno, centomila” narra la storia di Vitangelo Moscarda, un ventottenne che dopo una aspra osservazione fatta dalla moglie, va alla ricerca di se stesso, di quel sé estraneo che lui non conosce, ma che tutti gli altri vedono. La moglie all’inizio del libro gli fa notare un particolare, cambiando così la percezione di sé che lui aveva fino a quel momento. Tormentato dal suo aspetto, ora sconosciuto, cerca di studiare se stesso allo specchio e riflette in solitudine sui pensieri che gli altri fanno su di lui, in quanto, quando si guarda, vede che quella era come un’immagine, un sogno che viveva ma non sapeva di vivere. A questo punto il protagonista mostra i primi segni di pazzia approcciandosi al suo riflesso come se fosse una persona diversa da lui. Dopo Vitangelo inizia a chiedersi se anche gli altri potessero conoscere ognuno un Moscarda diverso e inizia a comportarsi diversamente con ogni amico e concittadino così da diventare “centomila” in un unico corpo.
Trovo questo romanzo molto interessante, divertente e di facile lettura. Le riflessioni del protagonista mi hanno fatto pensare molto a quanto il nostro aspetto sia spesso considerato più importante del nostro essere e che tra corpo e mente vi è uno strettissimo legame. Spesso mi sono alzata per guardarmi allo specchio e penso che leggendo questo libro sia normale fare questo gesto. Consiglierei a tutti di leggerlo, perchè non solo è molto bello e divertente, ma esamina anche la nostra mente e ci mette alla prova quasi sfidando se stessi a riscoprirsi.

Jenie Righero

4 marzo 2014

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 17:24
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Il protagonista Mattia Pascal è immerso nella monotonia, sempre a contatto con le parole in un lavoro  poco soddisfacente da bibliotecario  e in un matrimonio sempre più al ribasso. Una vita colma di ansie, come fosse incastrato, ma ad un certo punto decide di scappare da tutto e da tutti e si rifugia a Montecarlo, riuscendo a cavarsela anche con il denaro. Tuttavia non sa che a casa è stato dato per morto e, quando lo scopre, a sostituire la sua persona defunta nasce Adriano Meis.
Questa nuova identità è il tuffo di Mattia in una visione tutta nuova, o almeno così pare all’inizio. Successivamente torna con i piedi per terra, perché il nostro cervello fatica a mentire: la maggior parte di noi non si sente bene con se stesso nel momento in cui è immerso in una bugia. E’  il lato del libro che riesce a far riflettere di più sulle azioni che possiamo compiere, rendendoci conto di tante cose solamente dopo, solamente quando tutto forse è difficile da recuperare, quando tornare indietro fa più male di quanto sembri. Mattia ha scelto la via più libera, ma non la più semplice: invece abbandona Adriano e fa ritorno a Miragno, la sua città.
Nonostante abbia vissuto nella menzogna per un periodo di tempo, ho trovato il comportamento di Mattia Pascal ammirevole sotto molti punti di vista, specialmente per il messaggio che colpisce particolarmente: come nascondersi dietro una maschera non serva a nulla, scappare non risolve problemi, e non sempre torna tutto alla normalità senza muovere un dito, anzi, a volte non si può neanche tornare indietro, ma solo accettare gli errori e, ripeto, non nascondersi.

Silvia Cavallaro

30 gennaio 2014

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Gabriel Paquola — artistico Buniva @ 15:44
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Nonostante il linguaggio chiaramente arcaico, che mi ha reso più difficoltosa e pesante la lettura, soprattutto per la presenza di certi termini caduti in disuso come cagione, seco, trabaccolo, stollo, nonostante ciò, sì riesce a notare un velo di ironia che alleggerisce la trama ed è riuscito a strapparmi più di un sorriso. Specialmente nei primi capitoli, che spesso risultano noiosi e complicati. Inoltre mi è piaciuto questo suo modo di spiegare un po’ colloquiale che ti accompagna per tutta lettura e ne fa un libro, nonostante i temi trattati, relativamente semplice e leggibile per un pubblico molto ampio. Questo romanzo si pone in linea con le principali correnti artistiche dell’epoca, mettendo in relazione l’individuo con la società e con se stesso, con tutte le complicazioni e riflessioni che una persona di per sé non particolare, se non per le situazioni che, per sorte o per decisioni proprie, si trova ad affrontare. Le certezze si sgretolano una dopo l’altra, anche lo stesso nome, che a noi tutti pare così scontato e rappresenta l’essenza stessa del nostro essere, diventa un punto di domanda. Le situazioni e le conclusioni che ne derivano non sono però campate in aria, dimostrando una conoscenza non indifferente in materia, fatto che rende il romanzo un immaginario esperimnteo psico-sociale, un paradosso neo-zenoniano che si conclude dimostrando come l’individuo estraniato dalla società sia solo un entità astratta, la quale concretamente, non trova ragione di esistere in quanto sono le stesse circostanze e i giudizi sociali a fare di lui quello che è.

Gabriel Paquola

8 gennaio 2014

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 00:44
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“Credevo ti guardassi da che parte ti pende”: tutto ha inizio da questa spiacevole affermazione da parte della moglie verso il protagonista di questo libro, Vitangelo Moscarda. Vitangelo si rende conto di essere visto dalla gente in modo diverso da come si è sempre visto lui allo specchio e decide così di dare una svolta alla propria vita, cambiandola radicalmente. In questo modo crede di trovare il vero sè. Questo cambiamento lo porterà a compiere azioni che prima di quel momento avrebbe ritenuto contro la sua natura; per di più il suo nuovo modo di vivere lo porterà ad essere ritenuto pazzo da parte della comunità: anche la moglie sarà cosi stufa dei sui atteggiamenti che deciderà di andarsene.
E’ diviso in otto libri a loro volta divisi in sette capitoletti all’incirca, che aiutano il lettore ad una lettura più piacevole e leggera. Alla fine ho trovato molto significativo e profondo il titolo che in tre semplici parole racchiude tutta la storia.

Federica Lobascio

28 dicembre 2013

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Sabrina Spiga — artistico Buniva @ 21:26
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Vitangelo Moscarda, chiamato Gengè dagli amici, aveva ereditato la banca dal padre e grazie ad essa poteva vivere una vita tranquilla. Un giorno per colpa di un ingenuo commento della moglie su un difetto fisico del naso, Vitangelo inizia a scoprire che le persone intorno a lui hanno un’immagine della sua persona completamente diversa da quella che lui ha di sé. Decide così di cambiare per riuscire a scoprire chi è veramente. Vitangelo sfratta uno squilibrato, Marco di Dio, che era in affitto, per poi donargli una casa,; cede la banca del padre e infastidisce chiunque gli stia vicino così da apparire daventi agli occhi di tutti come un pazzo. Egli peggiora sempre di più a tal punto che la  moglie abbandona la sua casa  e insieme ad alcuni amici fà un’azione legale contro Vitangelo per interdirlo. Lui viene avvisato però da Anna Rosa, un’amica della moglie che rimane fedele al marito, anche se poco tempo dopo  arriva anche al punto di sparargli, ferendolo gravemente, impaurita dai ragionamenti che lui faceva. Vitangelo sembra trovare una pausa alla sua pazzia solo grazie ad un religioso, Monsignor Partanna, che gli fa rinunciare ai suoi possedimenti terrieri per donarli ai più bisognosi. Moscarda conclude affermando che per raggiungere la vera vita non basta cambiare nome, ma rifiutare tutti i nomi; quindi “l’unico modo per vivere in ogni istante è vivere ogni attimo la propria vita rinascendo continuamente”.

Il romanzo è composto da otto capitoli accompagnati dalla voce di Gengè stesso. Il tema affrontato è  l’identità di ogni persona: il protagonista infatti vive per molto tempo pensando di conoscere se stesso ma scopre che esistono moltissime copie e decide così di non essere nessuno, visto che in ogni persona ci sono una moltitudine di personalità. Il libro è stato interessante anche se all’inizio la narrazione è un po’ lenta.

Sabrina Spiga

26 dicembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Noemi Polliotto — artistico Buniva @ 12:37
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Il protagonista di questo intrigante romanzo è Mattia Pascal, un uomo sempre in costante movimento poiché in cerca della propria identità. Mattia scappó di casa, fu ritenuto da tutti morto, intraprese alcuni viaggi e cercò di ricrearsi una vita propria.
Questo romanzo mi ha fatto riflettere e capire che bisogna cercare di accettarsi per ciò che si è, non immaginarci in una vita differente perché si finisce per essere nessuno. Cercare di ricreare una propria vita, migliore di quella in cui si vive e cercare di scappare dai problemi che incontriamo è come indossare una maschera e nascondersi dietro di essa e fingere di essere felici, e non ci porta ad essere in pace con se stessi. Se cerchiamo di cambiare, sarà poi complicato ritornare alla vita precedente e ritrovare noi stessi.
Il fu Mattia Pascal è ricco di brevi dialoghi e flash back che rendono il libro più interessante.

Noemi Polliotto

12 dicembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Roberta Micol — artistico Buniva @ 15:25
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Questo romanzo racconta la storia di Mattia Pascal, un comunissimo cittadino di un paese ligure, Miragno. Si occupava della Biblioteca con scarso interesse, fino a quando decise di dover raccontare la sua storia per iscritto, in quanto strana e bizzarra. Inizia ritenendosi fuori dalla solita vita, introducendosi nelle più complicate libertà.
Mattia si sentiva intrappolato dalla sua famiglia “allargata”, a causa delle continue discussioni, quindi si spinse nella lettura filosofica, fino a sostenere che i filosofi sono solamente personaggi abitanti delle nuvole.  Travolto da miseria e depressione, Mattia partì dirigendosi al casinò di Montecarlo, dove vincerà una grande somma di denaro, utile magari per formare una famiglia in grado di rimanere unita. Ma a Nizza, leggendo un articolo sul giornale,  scoprì di essere stato dato per morto. Si trovava in mano due possibilità: o farsi rivedere in paese, oppure approfittare di questa situazione per scappare da famiglia e debiti. Scelse  la seconda possibilità e si inventò una nuova identità come Adriano Meis, un ragazzo con una bella infanzia e una fama ancor migliore. Tutto subito conviveva con questa libertà sconfinata, ma con il passare del tempo scoprì tutte le sue sfaccettature: noia, finzione, menzogne. Mattia, o meglio Adriano, si sentiva l’ombra di un uomo, vivo per la morte, ma morto per la vita, non si riconosceva più, si sentiva perso e impaurito. Decise allora di allontanarsi da questa identità fingendosi nuovamente morto e ritornò in Italia, dove si sentiva libero dalla finzione. Infine ritornò al suo lavoro iniziale in biblioteca.

All’inizio era noioso, ma immedesimandomi nelle varie avventure di Mattia sono riuscita a scovare il lato divertente e intrigante. Penso che la maturazione del personaggio sia straordinaria.
Solo sbagliando si può imparare.

 Roberta Micol

2 novembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Andrea Bergantin — artistico Buniva @ 21:00
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Questo romanzo narra le vicende della vita di un uomo, o meglio, delle vite di un uomo. Mattia vive una vita vuota, oppresso dal peso di un lavoro inutile, da una moglie che non lo ama, dalla morte dei suoi cari, finché non tenta la fortuna in una giocata alla roulette, a Montecarlo. Vinta una discreta somma scopre che a casa è stato dato per morto, ed è così che in quel preciso istante “nasce” Adriano Meis. Vivendo da pensionante si innamora, ma sa di non potersi sposare poiché Adriano non esiste. Unica via d’uscita: il suicidio con annessa resurrezione.

L’opportunità di cominciare una nuova vita mi ha sempre affascinato e grazie a questo romanzo in soggettiva ho avuto l’opportunità di provare questa sensazione. Mi rendo anche conto che coi tempi che corrono sarebbe estremamente improbabile vivere un’avventura simile, ma è anche questo a renderla ancor più interessante.

Andrea Bergantin

UNO, NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello

Filed under: Melissa Chiale — artistico Buniva @ 20:54
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Il romanzo narra la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo normale come tanti altri e che sta bene con se stesso. Ben presto questo suo benessere terminerà grazie a critiche e pregiudizi, che hanno origine dalla moglie quando gli farà notare un difetto del suo naso. Tormentato dall’idea di essere diverso per gli altri a differenza di come si vede lui, deciderà di voler rivoluzionare la sua vita per far tacere i giudizi della gente. Ma questa “crisi esistenziale” lo porterà a comportarsi male e ad apparire peggio di ciò che si pensava.
E’ un romanzo toccante a livello psicologico, che porta chi legge a farsi continuamente domande e ricordare quanto l’apparire e l’immagine di se stessi, oggigiorno, siano più importanti della personalità e dell’essere di una persona. Inizialmente non trovavo legami tra il titolo e la storia, ma andando avanti mi son resa conto del significato, che descrive esattamente il protagonista, il quale inizierà col sentirsi uguale per se stesso e per tutti (Uno), per poi sentirsi inutile e senza personalità (Nessuno), fino ad arrivare a comportarsi diversamente con ogni persona che incontra ed avere così, tante personalità (Centomila). Siamo tutti differenti l’uno dall’altro e, per questo motivo, ci saranno sempre pregiudizi: questo è un dato di fatto.
Non essendo mai quello che si pensa di essere, a volte questo può suscitare in noi un senso di inferiorità o di superiorità che determinerà quello che non siamo veramente o che non vorremmo essere.

Melissa Chiale

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Angelica Piras — artistico Buniva @ 20:36
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“Giacchè, per il momento, io sono morto, si, già due volte, ma la prima per errore, e la seconda… sentirete.” Si parla di Mattia Pascal, bibliotecario del paesino ligure di Miragno, con una vita resa ansiosa dai debiti, dalla moglie e dalla suocera. Parte per la Francia di nascosto; accumulando beni, decide di tornare a Miragno, ma scopre di esser creduto morto dagli abitanti del suo paese. Decide di cambiare identità e diventa Adriano Meis. Cercando un alloggio conosce il signor Paleari e si innamora della figlia Adriana. Ma non potendola sposare perchè Adriano Meis in realtà non esiste, torna a Miragno come Mattia Pascal.
Il romanzo all’inizio è noioso, ma diventa più interessante leggendolo. La lettura non è stata molto scorrevole a causa del dialetto ligure. A parer mio non è una storia tanto avvincente o intrigante ma ha comunque la magia di essere un classico. Come dice Pirandello, un opera tragica e comica al tempo stesso.

Angelica Piras

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 18:22
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Questo libro, che tratta la vita e la morte di Mattia Pascal, pur non essendo propriamente il genere di romanzo che leggo io, ha soddisfatto abbastanza le mie aspettative. La storia tratta di Mattia che, leggendo sul giornale che un cadavere ormai irriconoscibile era stato trovato nei pressi della sua dimora, si fa passare per morto, potendo così ricominciare una nuova vita lontano dalla famiglia e dal piccolo paese ligure in cui viveva. Il nuovo Mattia, camuffatosi in Adriano Meis, spera di trovare più fortuna e felicità, ma sembra perseguitato dalla cattiva sorte.
Nemmeno mascherandosi riuscirà mai nelle sue imprese; questo fattore evidenzia appunto la questione del destino che ci guida sempre, anche nelle piccole faccende quotidiane. Mai e poi mai riusciremo ad essere sinceri con noi stessi se prima non lo siamo nella società in cui viviamo, la quale non riesce nemmeno ad accettarci sotto le maschere che quotidianamente ognuno di noi indossa per tentare di essere migliore. Il riferimento può valere sia ai giorni nostri, sia ai tempi descritti nel libro. La circostanza che risulta più chiara è quanto sia assurda ed imprevedibile la vita.

Debora Banchio

UNO NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Edoardo Raviol — artistico Buniva @ 00:01
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“Uno nessuno e centomila” narra le vicende del ventottenne Vitangelo Moscarda. Un giorno, mentre Vitangelo si stava guardando allo specchio, la moglie con noncuranza gli chiese se fosse a conoscenza del fatto che il suo naso pendeva da un lato. Anche se era un informazione futile scaturì in lui un meccanismo che lo portò alla pazzia.

Con la frase “ogni realtà è un inganno “ Pirandello vuole esprimere che per ogni cosa ci sono molti punti di vista e non possiamo sapere quali di questi rispecchia la realtà. Il libro non è di difficile lettura: Pirandello si avvale di alcuni termini non di uso quotidiano ma non per questo il libro è incomprensibile ad un pubblico di ragazzi.
Nonostante Pirandello sia uno scrittore del passato, in questo libro tratta temi attuali, in voga specialmente tra i giovani e per questo lo consiglio ai miei coetanei. A me questo libro è piaciuto e ho trovato molto interessante il fatto che ci siano prevalentemente monologhi scritti come fossero una confidenza che lo scrittore fa al lettore.

Edoardo Raviol

1 novembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Giorgia Boccardo — artistico Buniva @ 23:43
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Mattia Pascal, protagonista indiscusso dell’opera, avrà a che fare con una miriade di avvenimenti al limite del reale. Dopo il matrimonio attraverserà un periodo di crisi, quindi deciderà di fuggire a Montecarlo lasciando la famiglia, e riuscirà a moltiplicare la misera somma di denaro iniziale.Comincerà per lui una nuova vita, e tenterà di costruirla sulla più completa libertà: una vita priva di responsabilità. Inizierà ad apprezzare le gioie del momento e nascerà così Adriano Meis. Da quel momento cambia aspetto e modo di agire, ha una visione differente della vita, e tutto sembra la realtà perfetta da lui tanto desiderata. Fino a quando non si troverà a dover riflettere sulla sua condizione, e constaterà alcuni inconvenienti che non aveva valutato. La sua libertà è in realtà molto limitata, frutto di un errore a cui non avrebbe più potuto porre rimedio. Ed è qui che la storia pirandelliana riesce a farmi riflettere: quali sono dunque i veri valori? E’ evidente che spesso, come in questo caso, vengono scambiati con le avventure e le gioie precarie di un istante. Infatti la vita di Adriano è un concentrato di fallimenti, eventi frustranti, impossibilità di agire in diverse situazioni. Si sente in gabbia, e in più non può legarsi a nessuno, così decide di morire, e qui rinasce il signor Pascal. Torna a Miragno, ma si rende conto che è stato dimenticato, sostituito, e la vita di tutti è proseguita nel migliore dei modi anche senza di lui. Ha perso tutto, ma non pretende che nulla gli venga ridato . Alla fine assume un comportamento onorevole: non turba la felicità altrui, preferisce vivere in disparte. Medita a lungo sulla sua vita, e si accorge che la scelta del destino dell’uomo è completamente in mano a sé stesso e ai suoi intenti.
Trovo che la maturazione del personaggio sia sorprendente, e penso che sia il fulcro dell’opera; tutto il resto trovo che sia solo una degna cornice di questo straordinario romanzo.

Giorgia Boccardo

27 ottobre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Viviana Cappa — artistico Buniva @ 12:19
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Questo romanzo non è a mio parere particolarmente accattivante, ma comunque degno di nota. Racconta di un bibliotecario, Mattia Pascal, residente in un piccolo paesino della Liguria che, dopo aver perso tutti i suoi averi a causa del Signor Malagna, decide di andare in Francia lasciando la famiglia. Al suo paesino però lo credono morto a causa di un errore. Questo gioca a suo favore e cambia identità diventando Adriano Meis, scoprendo presto che “fare il morto non è una bella professione”.
L’autore parla in prima persona, rendendo il lettore più partecipe nel racconto di Mattia. Il linguaggio è piuttosto difficile, non tanto nei termini o nei concetti, ma nei passaggi temporali della vicenda. In questo romanzo è forte l’impronta psicologica del personaggio, in quanto mostra chiaramente i suoi pensieri e i suoi sentimenti.

Viviana Cappa

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Andrea Guerriero — artistico Buniva @ 12:10
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Questo libro narra di Mattia, un giovane abitante di un paesello di nome Miragno. Stufo di subire le lamentele della moglie e dell’antipatica suocera, la vedova Pescatore, decide di partire senza meta e senza avvisare nessuno. Si ritvoverà a Montecarlo dove vincerà al casinò e da qui una serie di eventi lo avranno come protagonista finchè scoprirà di essere considerato morto dagli abitanti di Miragno, che lo hanno riconosciuto nel cadavere di un giovane a lui somigliante. Egli allora deciderà di approfittarne, desiderando un cambiamento totale. Dopo varie avventure scoprirà in sé una solitudine che lo incatena e deciderà di far ritorno a Miragno.
Mattia si trova perseguitato in entrambe le vite, tanto da non poter mai raggiungere i suoi desideri.
Pirandello vuole che Mattia Pascal sia il testimone esemplare della condizione di uomo prigioniero dalle “maschere sociali”, ovvero obbligato ad un certo tipo di atteggiamento e finzione. Ho trovato particolarmente intensa la descrizione delle frasi, anche da un’identità all’altra.
Numerosi sono i riferimenti al dialetto siculo. Sono presenti molte riflessioni filosofiche, sopprattutto nei discorsi di Anselmo Paleari.
La prima parte del romanzo risulta più lenta, ma il finale invece risulta molto scorrevole. L’ho letto velocemente e l’ho trovato molto coinvolgente ed interessante.

Andrea Guerriero

18 giugno 2011

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 22:29
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Non essere per gli altri la persona che si è per se stessi, è ormai un dato di fatto per tutti. Vitangelo Moscarda lo scopre nel momento in cui la moglie, con ingenuità, gli descrive un piccolo difetto fisico che fino ad allora Vitangelo non aveva mai pensato di avere. Da questo momento per Vitangelo inizierà un percorso interiore che lo porterà a vivere nella pazzia.

Mille dubbi e mille domande da questo momento riempiranno la testa di Vitangelo e del lettore: una crisi esistenziale che rispecchierà il titolo “Uno, nessuno e centomila”.

Vitangelo passerà dal sentirsi unico per tutti, al sentirsi una nullità per il mondo ed infine a sentirsi centomila, un Vitangelo diverso per ogni persona con cui interagisce.

Pirandello tocca temi molto in voga anche oggi: la superficialità e l’importanza dell’ immagine, il conflitto tra essere e apparire, l’uniformarsi ad una società. Personalmente “Uno, nessuno e centomila” ha smosso in me un conflitto di pensieri e idee; l’ho trovato molto carino e di facile lettura ed ho apprezzato come ha scatenato tutta la vicenda interiore del protagonista.

Marta Piccato

20 gennaio 2011

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Margherita Scorzelli — artistico Buniva @ 01:38
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Racconta la storia di Mattia Pascal che, intrappolato in difficili rapporti familiari, preoccupato dai litigi di famiglia e dai debiti, si vede prospettare un giorno la possibilità di fingersi morto, quando nelle acque di un vecchio mulino viene ritrovato il cadavere di un suicida, cui viene attribuita frettolosamente la sua identità.

Prendendo l’identità fittizia di Adriano Meis, sembra assaporare l’eccitazione della nuova libertà, riuscendo a mantenersi con una cospicua vincita al casinò di Montecarlo, ma quando, solo e annoiato dai viaggi, si innamora di Adriana, scopre che fare il morto non è una bella professione. Decide quindi di farla finita anche con la nuova identità, simulando il suicidio di Adriano Meis nelle acque del Tevere. Non gli rimane che tornare nel paese d’origine, scoprendo però che nessuno lo riconosce più.

Malgrado siano passati soltanto due anni, la moglie intanto si è risposata con Pomino, un amico d’infanzia di Mattia. Arrivato con propositi di vendetta, Mattia Pascal ben presto li abbandona. Infine riprende il vecchio posto alla biblioteca e qualche volta visita al cimitero la propria tomba, dove depone pure dei fiori.

Il tema principale è l’identità ma durante il romanzo Pirandello introduce altri temi come l’amore, la morte, la solitudine, il gioco e la fortuna. Uno dei temi che comunque mi ha colpito di più è stato l’identità come una maschera , e Pirandello usa proprio questa tematica per far capire che la persona che noi rappresentiamo non è il nostro vero essere ma è solo una fantomatica maschera che mettiamo ogni giorno. Diciamo che ci conviene molto di più interpretare un’altra persona invece di essere noi stessi con i nostri pregi e difetti. La maschera si può sempre cambiare se non ci piace o agli altri non va a genio ma il nostro essere no.

Margherita Scorzelli

16 gennaio 2011

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 23:54
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Coinvolgente ed affascinante, ”Il fu Mattia Pascal” si rivela un romanzo singolare ed originale sia per la particolarità della vicenda narrata sia per l’impegno dell’autore nell’attenersi il più possibile alla realtà e fornire al lettore le sole notizie che considera necessarie. “Maledetto sia Copernico” è la curiosa affermazione che il protagonista antepone alla narrazione della propria vita e che costituisce la chiave di lettura di questo romanzo.
Deluso e stanco di un’esistenza insoddisfacente, Mattia coglie al volo l’occasione per cambiare vita, quando, a causa di un malinteso, tutti lo credono morto. Abbandona moglie, amici, il paese e inizia la sua fuga alla ricerca di una nuova identità. Diventa così Adriano Meis e, dopo un lungo vagare, si stabilisce a Roma. La sua nuova vita non si dimostra però semplice e felice come sperava: l’amore per una donna ed altre vicissitudini lo portano a ragionare sul senso di questo cammino intrapreso e lo convincono a tornare sui propri passi e quindi essere “il fu Mattia Pascal”. Il punto su cui veniamo esplicitamente invitati a ragionare è se sia possibile vivere “fuori della legge e fuori di quelle particolarità, lieti o tristi che sieno, per cui noi siamo noi”.

La fluidità e la scrittura convincente di Pirandello fanno di questo romanzo una lettura piacevole, e la monotonia che di tanto in tanto si può avvertire viene improvvisamente spezzata da colpi di scena che sconvolgono la vicenda ed appassionano il lettore.

Sonia Revel

9 gennaio 2010

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Sara Romagnoli — artistico Buniva @ 17:39
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Di certo non è uno dei miei romanzi preferiti, comunque non è male per quanto riguarda il contenuto di per sè. Il protagonista si chiama Mattia e di certo non è uno dei personaggi più fortunati a questo mondo; in effetti è un po’ sfortunato…

Prima di tutto il matrimonio tanto frizzante e bello all’inizio, piano piano diventa monotonia e quasi odio. Di conseguenza per staccare la spina lui decide di andare a Montecarlo, ma non tornando e non avvisando nessuno del suo viaggio, lo danno per disperso. Naturalmente non tutte le situazioni avvengono nel momento più giusto: la moglie trova nel fiume di famiglia un cadavere in putrefazione e, credendo fosse il marito, fa celebrare il funerale. Mattia da Montecarlo vede la sua foto su un giornale e, leggendo che era stato sepolto, decide di cambiare nome. Poi si innamora di una ragazza che vorrebbe sposare, ma non esistendo non può, così decide di tornare a essere Mattia Pascal. In effetti è un casino perchè la sua prima morte non è la sua vera morte, ma quella di un altro. La seconda morte non è fisica, ma solo di un personaggio sentito a Montecarlo, e la terza e ultima è quella vera del vero fu Mattia Pascal.

Sara Romagnoli

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