ROMANZI 2.0

9 febbraio 2014

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Samuele Pivaro — artistico Buniva @ 22:00
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Questo romanzo parla di cosa si osserva in una città che è completamente diversa dalle nostre o in cui ci sono abitudini diverse. Il libro all’inizio non mi è piaciuto molto, perchè l’ho trovato diviso in molte parti e troppo descrittivo, ma verso la metà inizia a far capire cosa vuole sottolineare, cioè la “personalizzazione” che le città hanno fatto di se stesse.
Tutte le città che si trovano nel libro sono inventate e hanno tutte nomi di donne.
Una cosa che mi ha molto colpito è stato il tempo che si coglie.

Samuele Pivaro

16 marzo 2011

LE CITTÀ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Margherita Scorzelli — artistico Buniva @ 09:26
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Il protagonista è Marco Polo che, alla corte di Kublai Khan, fornisce attraverso delle lettere, le descrizioni accurate di città dove lui è stato in viaggio. L’imperatore viene trascinato in quei mondi meravigliosi e si crea una sorta di comunicazione tra questi due personaggi.

Le città rappresentano simbolicamente argomenti come l’amore, la morte, il rapporto con la tecnologia, ma anche come le città possano essere un riflesso delle nostre paure o desideri.

Leggendo questo libro mi ha colpito in particolar modo la città TAMARA “…dove invece delle scritte sono le figure ad informare sull’uso dei luoghi…” Questa città è densa di segni, insegne, immagini, riproduzioni che servono a indicare altro. L’eccesso di segni oscura l’essenza delle cose e ci impedisce di vedere ciò che conta realmente. Ed è proprio vero ormai la nostra vita è caratterizzata da segni, che invece di farci vedere l’essenza delle cose o delle persone ci fa vedere solo la parte esteriore, ormai la mia generazione non va oltre all’apparenza è se una cosa che è brutta fuori noi diamo per scontato che è brutta all’interno.

Margherita Scorzelli

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Sara Romagnoli — artistico Buniva @ 09:23
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Il romanzo ha uno spazio e un tempo molto vaghi; Calvino ci porta in un fantastico oriente dove possiamo trovare cenni di modernità e a volte anche descrizioni di megalopoli contemporanee.

La cosa più importante in questo libro è l’essenza delle città, di come si presentano al visitatore: sono città invisibili perché sono una raccolta immaginaria del famoso Marco Polo e dei suoi viaggi raccontati all’imperatore Kublai Kan. Tutte le città hanno nomi di donna e si dividono nella loro descrizione in undici gruppi da cinque. Il desiderio, i segni, gli scambi, i morti: tutte argomentazioni per descrivere le varie città. Naturalmente Calvino descrive in modo decisamente originale il rapporto fra città e uomini. Ogni descrizione può sembrare la rappresentazione di una città realmente esistita, ma sono città invisibili, nessuna esiste davvero. Si rispecchiano nelle città moderne grazie anche alle riflessioni in corsivo di Marco Polo e Kublai Kan che intervallano le piccole descrizioni.
A mio parere un grande capolavoro.

Sara Romagnoli

19 gennaio 2011

LE CITTA’ INVISIBILI, Italo Cavino

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 09:20
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Pubblicato nel 1972, le “Città Invisibili” di Italo Calvino, (Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985), è un romanzo fantastico; è il racconto che Marco Polo fa all’imperatore orientale Kublai Khan delle città che ha visitato durante i suoi lunghi viaggi.
Il romanzo è alternato da descrizioni di città e dialoghi tra Marco Polo e Kublai Khan; Polo non vuole presentare all’imperatore una dettagliata descrizione geografica delle città, ma vuole fargli capire l’importanza di esse e trasmettergli una più profonda conoscenza dell’impero.

Nel romanzo non sono descritte città reali, ma, come dice Calvino stesso, “immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici” .
Le “Città Invisibili” è composto da undici diversi gruppi , ognuno dei quali comprende la descrizione di 5 città.

. Le città e la memoria
. Le città e il desiderio
. Le città e i sogni
. Le città sottili
. Le città e gli scambi
. Le città e gli occhi
. Le città e il nome
. Le città e i morti
. Le città e il cielo
. Le città continue
. Le città nascoste

È un romanzo molto breve ma che coinvolge il lettore, poiché man mano che si legge un capitolo cresce il desiderio di vedere come Marco Polo descrive un’altra città.

Caterina Colaci

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino.

Filed under: Deborah Laggiard — artistico Buniva @ 09:14
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Il romanzo è nato come un puzzle, pezzo per pezzo: Calvino lo ha composto e lo ha fatto nascere poco per volta. Naturalmente la città è il punto focale: infatti il romanzo si divide in 9 capitoli suddivisi a loro volta in sottocapitoli, che portano ognuno un diverso nome di donna associato ad una città.
Calvino ha deciso di prendere il più straordinario viaggiatore di tutti i secoli, Marco Polo, rendendolo il protagonista dell’opera e immaginando una descrizione che egli fa all’imperatore del Catai, Kublai Kan. Si è immedesimato in Marco Polo scrivendo il romanzo come se fosse un diario descrittivo; certo è una struttura un po’ particolare, ma ha dato un’ intonazione diversa al racconto, lasciando spazio all’ immaginazione del lettore.
Si può definire un romanzo di pura astrazione, all’insegna della fantasia e dell’ immaginazione; per il lettore che si immerge nel romanzo la lettura  è piacevole, perché l’immaginazione viaggia di pari passo con la lettura, costruendo ed ipotizzando le città che Calvino descrive.

Deborah Laggiard.

18 gennaio 2011

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 09:27
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“Le città invisibili” di Italo Calvino racchiude la descrizione di una cinquantina di città inventate, ma per certi elementi non tanto diverse da quelle in cui viviamo oggi.  Marco Polo (l’autore/ il protagonista) vuole far capire a chi legge, a Kublai Kan che lo ascolta nella sua corte con grande interesse, spesso intervenendo con domande e riflessioni, rivolte al viaggiatore veneziano.
Molto particolari sono le relazioni descritte fra le città e coloro che le abitano e che le costruiscono o che le stanno costruendo, ma anche fra lo straniero e le città stesse; cosa lascia la città a coloro che ci entrano e che sono solo di passaggio; una delle città che mi ha attirato particolarmente e di cui mi è rimasto impresso il nome è Bauci, che è posta al di sopra della terra senza toccarla; vi abitano cittadini che non hanno edificato la loro città sulla terra perchè, a seconda delle ipotesi,  o la odiano oppure la rispettano a tal punto da non volerla toccare per preservarla come era prima che arrivassero loro; a me piace pensare all’ultima di queste.
Molte altre città in questo libro mi hanno incuriosito e allo stesso tempo fatto associare a cose che avevo visto nella mia esperienza da osservatrice e tuttora le posso vedere intorno a me.

Vanessa Bonino

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Samiana Gorni — artistico Buniva @ 09:20
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Questo romanzo fu scritto da Italo Calvino nel 1972 e pubblicato a Torino. Lo scrittore tenne inoltre molteplici conferenze parlando di questo testo e altri suoi capolavori, come “Il barone rampante”, “Il cavaliere inesistente”, “Le Cosmicomiche” o “Fiabe Italiane”, spiegando o raccontando i suoi scritti.

Nel romanzo lo scrittore ha messo assieme singoli pezzi di descrizioni di città, in un unica storia: al ritorno di molteplici viaggi Marco Polo descrive questi frammenti a Kan Kublai, l’ Imperatore dei Tartari. Le città però non sono reali come possiamo aspettarci ma sono tutte invenzioni, o per lo più sensazioni che ha provato Marco Polo nei suoi viaggi. Il nostro narratore ci racconta che mette un pò di Venezia, la sua città natia,  in quasi tutte queste società da lui descritte. Calvino ha deciso di mettere a ogni pagina un titolo di una serie: «Le città e la memoria, Le città e il desiderio, Le città e i segni; una quarta serie l’avevo chiamata Le città e la forma che finì per essere spartito tra altre categorie […] Le città sottili, Le città e gli occhi, Le città e gli scambi, Le continue e le nascoste» In realtà non trattava solo e semplicemente di descrizioni di città immaginarie ma era una sorta di diario che perseguiva i suoi pensieri e a volte il suo stato d’animo.

Non è stato un libro di facile lettura in quanto è distribuito quasi frammentariamente e in modo piuttosto sintetico, non si fa a tempo ad immaginare una città che ce ne appare un’altra e poi un’altra ancora, simile, diversa, gioiosa oppure triste, affollata o vuota.

Samiana Gorni

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artistico Buniva @ 09:08
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Romanzo particolare in quanto la sua struttura narrativa si presenta come una serie di storielle che vengono riprese una per volta nel corso della lettura. Questa sua caratteristica è un elemento che attrae il lettore oltre alla narrazione. Forse all’inizio non si capisce bene, ma continuando a leggerlo, o meglio, continuando a seguire le descrizioni che fa Marco Polo a Kublai Kan (imperatore dei Tartari), riusciamo a giungere a una conclusione: noi stiamo seguendo un percorso in cui siamo costretti poiché non siamo sicuri di quello che potrebbe succedere più avanti senza essere guidati da Marco Polo. All’interno della narrazione, anche se è divisa in paragrafi, succede di perdersi in tutte quelle città che il protagonista descrive, ma poi riusciamo a trovare l’uscita, in mezzo a tutte quelle città a cui vengono attribuite una serie di nomi femminili. Inoltre, queste città che il protagonista descrive e di cui con il tempo impara la lingua, fanno riferimento a città moderne, come San Francisco, Nuova York (IX capitolo).

E’ interessante sapere che il libro è nato un pezzetto per volta, come se fosse una poesia, in cui Italo Calvino seguitava a mettere su carta le sue ispirazioni. Le città che Calvino ci descrive nel corso del racconto sono una serie di città immaginarie di cui volta per volta ha continuato a scrivere e che, come dice nella presentazione del libro, alcune volte erano molto allegre e altre molto tristi. In conclusione Calvino descrive il suo libro più come una specie di diario in cui vengono descritte le sue riflessioni e i suoi umori.

Suggerimenti: leggere con molto cautela. Si corre il rischio di perdersi tra scale a chiocciola e stradine.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

10 novembre 2009

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Filed under: Virginia Giovani — artistico Buniva @ 10:47
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Il libro è particolare, come del resto l’intero repertorio di Calvino: non segue i tessuti di una trama normale, o per meglio dire classica.

Calvino scrive “Le città invisibili” ipotizzando un dialogo fra Marco Polo e l’imperatore Kublai Khan. Questo romanzo parla di come lo straniero, estraneo a quelle terre e giunto in ognuna delle 55 città per la prima volta, sia impressionato e incuriosito. Il Signor Polo deve però spiegarsi principalmente a gesti con il suo interlocutore, essendovi una grande differenza linguistica che li divide e  che rende titubante l’imparatore. Differenze mano a mano appianate con l’apprendere della lingua di Marco Polo.

L’opera di Calvino mette in risalto anche le paure che un uomo potente, all’apice della scala sociale, può incontrare durante il suo cammino. La scrittura di Calvino non è facile da comprendere e francamente ho trovato difficile arrivare alla conclusione del libro. Lo stile dello scrittore, seppure molto elogiato dalla critica internazionale e uno dei maggiori esponenti per la letteratura italiana del Novecento, non mi ha appassionato. Ma ciò non toglie che il libro possa interessare qualcuno che riesca ad apprezzare meglio di me questo scrittore.

Virginia Giovani

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