ROMANZI 2.0

21 aprile 2014

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Francesca Toppino — artistico Buniva @ 09:46
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Le avventure di Huckleberry Finn sono ambientate nell’epoca della schiavitù negli Stati Uniti, dove Huck, a causa delle violenze subite da parte del padre, scappa dal villaggio in cui era nato insieme a Jim, uno schiavo di colore anche lui fuggitivo. Questa storia introduce il lettore nella mentalità di quell’epoca, nella quale un  uomo di colore era visto solo come uno schiavo e non come una persona. Alla fine Huck e altri personaggi riescono a capire che anche in una persona di colore come Jim c’è del buono. A quei tempi le persone credevano fermamente nelle superstizioni e avevano un’eccellente abilità nel mentire per salvare la propria vita o quella dei loro cari (come fa spesso Huck nel corso delle sue vicende). Oltre a ciò il racconto fa intendere quanto il mondo sia piccolo: Huck attraversa tutto il paese e alla fine si ritrova nella casa dei parenti di Tom, l’amico con il quale ha passato l’infanzia. Il lieto fine ci fa capire che alla fine ognuno ha quello che si merita, che le azioni che ognuno compie alla fine tornano indietro, come un boomerang, e se son fatte con buone intenzioni porteranno benefici, mentre chi compie cattive azioni alla fine verrà punito.

Francesca Toppino 

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5 gennaio 2014

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Francesca Ribet — artistico Buniva @ 21:52
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Questo romanzo è la continuazione del primo libro di Mark Twain intitolato “Le avventure di Tom Sawyer”. Nonostante ciò, si comprende facilmente la trama della narrazione pur non avendo letto il primo. Il libro è scritto in prima persona, raccontato dal protagonista, facendo diventare il romanzo una sorta di diario al quale il ragazzo racconta le sue avventure. A rafforzare l’idea del diario sono i numerosi errori formali e grammaticali che si riscontrano durante la lettura, soprattutto nel gestire i tempi verbali, nonchè il lessico tipico di un ragazzino di 12-13 anni, privo di termini complessi. Questo però non influenza negativamente la lettura, anzi, permette al lettore di immedesimarsi maggiormente nel protagonista e, dunque, di vedere il mondo dal punto di vista di un ragazzo. Compaiono raramente descrizioni dettagliate, sia per quanto riguarda l’ambientazione, sia per i personaggi, che al massimo riempiono due o tre righe. Il romanzo, infatti, racconta le azioni del protagonista, proprio com’è d’abitudine nei ragazzini quando si cimentano nel raccontare le loro avventure. Questa caratteristica rende il libro più incalzante, e la voglia di continuare la lettura diventa sempre più forte andando avanti con i capitoli.

Sono rimasta colpita dall’intelligenza e dall’astuzia del protagonista: testardo, convinto delle proprie azioni, ma allo stesso tempo generoso e sensibile. Huck non ha affatto un’infanzia felice, e nonostante ciò non ha nessuna intenzione di arrendersi. Dall’inizio alla fine del romanzo non esita neanche un istante per tornare indietro, ma, al contrario, mette in gioco addirittura la sua stessa vita pur di riuscire a raggiungere i suoi obbiettivi. È dunque un esempio per tutti, adulti e bambini.

Il romanzo tratta temi che sicuramente suscitano numerose riflessioni, come il razzismo e la compravendita di gente di colore: persone guardate dall’alto in basso dalla società americana di quegli anni (periodo precedente all’abolizione della schiavitù). In questo, il protagonista si distingue dalla massa, aiutando e diventando amico di Jim, uno schiavo domestico di colore.
Un altro tema presente nel libro è il maltrattamento dei minori. Spesso, il povero Huck è picchiato e bastonato dal padre, ma nessuno mai cerca di difendere il ragazzo e di mettere fine ai maltrattamenti. Ciò significa che anche questo era, purtroppo, molto diffuso. Fortunatamente, il romanzo presenta anche temi positivi, che rispecchiano soprattutto le caratteristiche del protagonista, come l’audacia, la generosità, il rispetto del prossimo e l’amicizia.

Francesca Ribet

4 gennaio 2014

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Alice Vinelli — artistico Buniva @ 23:22
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Dopo aver narrato le avventure di Tom Sawyer, Mark Twain  scrive “le avventure di Huckleberry Finn”, amico di Tom. Il romanzo racconta di Huck che, abbandonato dal padre, diventa vagabondo. Viene adottato da una gentile vedova, che metterà in banca il suo tesoro e gli insegnerà ad essere un ragazzo educato, a leggere e scrivere. Huck, sentendo la mancanza della vita da vagabondo scappa, ma verrà convinto da Tom a ritornare dalla vedova.  Intanto il padre, attirato dal tesoro, riesce ad ottenere la custodia del figlio, ma il povero Huck verrà solo picchiato e maltrattato dal padre sempre ubriaco. Arrivato al limite, Huck, finge la sua morte e riesce a scappare. Troverà una canoa proprio sugli argini del fiume Mississipi, e si lascerà trasportare dalla corrente. Arrivato su un’isola incontrerà  Jim, uno schiavo nero fuggito dalla sua padrona, e con lui, su una zattera, comincerà le sue avventure.

Huckleberry significa mirtillo e ci da un ritratto di Huck come di un ragazzo “selvatico”, proprio come la pianta che nasce spontanea in natura: infatti Huck è proprio un ragazzo desideroso di libertà e molto esuberante. Il fiume Mississipi invece è un grande simbolo di libertà, e infatti è proprio il fiume ad aiutare Huck a scappare e intraprendere le sue avventure.
Rispetto al “Tom Sawyer” scritto in terza persona,  qui il romanzo viene narrato direttamente dal protagonista, e  il lessico è quello di tutti giorni, quello parlato, quello di un bambino che non ha mai frequentato la scuola: ci permette di essere così coinvolti nel racconto tanto da immedesimarci in quel piccolo vagabondo. L’ho trovato sorprendente, nonostante all’inizio fossi scoraggiata dalla presenza di troppe pagine. Con questo libro mi sono immersa in un’avventura, una di quelle che tutti quanti sognamo. Chi non vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle e partire libero per una sconvolgente e coraggiosa avventura?

Alice Vinelli

27 gennaio 2010

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN di Mark Twain

Filed under: Gaia Acquarone — artistico Buniva @ 23:51
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Huck é un giovane ragazzo cresciuto e abbandonato da un padre violento e ubriacone che agita la vita del ragazzo e porta disordine spesso in città. Huck, adottato e riportato ad una vita degna e pulita dalla zitella Miss Watson, non sopporta la scuola e qualsisasi ordine e regola, ma presto cerca di adeguarsi alla vita della zitella cercando di sfuggire al padre contrarissimo alla sua educazione. Huck viene presto raggiungo dal padre che lo porterà via con se in una capanna lungo il Missisipi dove il giovane resterà rinchiuso il più delle volte. Huck stanco delle botte violente e sempre più frequenti del padre tenterà la fuga. La sua voglia di fuggire, di tornare a quella vita libera e spensierata, senza scuola nè regole, completamente immerso nella natura selvaggia, lontano da un padre sempre più burbero e violento che lo costringe in una capanna lurida e piccola, lo porterà presto ad inseguire e a vivere numerose avventure insieme al caro amico Jim, uno schiavo nero, scappato perchè minacciato di essere venduto dai padroni al mercato. Le avventure dei due ragazzi saranno ricche di avvenimenti e di piccole e grandi sorprese, mantenute vive dal racconto avventuroso e vivace che scorre attraverso un linguaggio un po’ dialettale e rude ma spesso simpatico e chiaro.

Quello di Huck si può quindi definire un vero e proprio viaggio iniziatico, ricco di scoperte e che lascia spesso intravedere i profondi problemi razziali che attanagliavano la nazione americana e che dividevano e laceravano il popolo sempre più vicino ad un’assurda guerra civile. Huck è un ragazzo ricco di risorse, libero che preferisce l’avventura all’istruzione e che nessuno riesce a tenere a bada.

Coinvolgente e spesso commovente è un romanzo ricco di sorprese!!

Gaia Acquarone

11 novembre 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Federica Finizio — artistico Buniva @ 23:17
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Lo scrittore vuole farci gustare le spensieratezze dei ragazzi del Mississippi, la loro genialità, le burle, gli scherzi, la corsa verso la libertà senza regole; una sorta di diario non puntualizzato da date, ma da episodi vissuti nella quotidianità innocente. E’ il protagonista stesso a raccontarci le sue avventure e lo fa usando il suo linguaggio, quello della vita di tutti i giorni, senza dare importanza agli errori grammaticali o alla forma.
Nella seconda parte del romanzo, una sorta di avventura nell’avventura, un cambiamento di ambientazione… Twain ci lascia viaggiare con al nostra fantasia, facendoci chiudere il libro ma lasciandoci viaggiare con i pensieri..

Federica Finizio

31 agosto 2009

LE AVVENTURE DI HUCLEBERRY FINN, di Mark Twain.

Filed under: Arianna Collino — artistico Buniva @ 12:05
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Questo romanzo è il seguito di “Le avventure di Tom Sawyer”, dello stesso scrittore.

Il protagonista della storia è Huckleberry Finn, amico di Tom, e che ha dei problemi in famiglia: il padre è un alcolizzato che lo ha abbandonato a se stesso, sino a quando non viene a sapere che il figlio è entrato in possesso di un’ingente somma di denaro, scoperto in una caverna dal ragazzo al termine di una precedente avventura con Tom. Nel frattempo il giovane, non avendo alcun tutore, viene affidato alle cure di una vedova e della sorella zitella di quest’ultima. Una sera il padre lo viene a cercare e lo minaccia per avere i soldi, poi lo rapisce. Il ragazzo per sfuggirgli mette in atto un piano ingegnoso, che lo porterà ad un periodo di continue fughe insieme a Jim, uno schiavo nero che lavorava dalla vedova, fuggito perchè stava per essere venduto. Le loro vicissitudini proseguono fino a quando tutto non si sistema per il meglio.

Questo racconto è per Twain un passaggio da un protagonista bambino (Tom, nel precedente libro), che pensa solo al gioco e ad avventure fantastiche, ad un tipo di personaggio maturo, che nonostante la giovane età, deve vedersela con il mondo degli adulti.

Questo libro mi è piaciuto perchè affronta la delicata situazione dei bambini costretti a crescere troppo inf retta a causa di genitori assenti o degeneri.

Arianna Collino

31 maggio 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Susanna Bertolucci — artistico Buniva @ 16:41
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Questo libro racconta la storia di un ragazzo di nome Huck che ha il padre ubriacone che lo tratta male e che lo abbandona lasciandolo solo, e che ad un certo punto viene adottato da una vedova. Ad un certo punto Huck vuole tornare alla vita libera e quindi fugge, però viene convinto a tornare dalla vedova anche se non molto volentieri. Il padre attratto dai soldi torna e si riprende il figlio che però dopo un po’ riesce a fuggire e si rifugia in un isola dove incontra uno schiavo nero anche lui fuggito. Tra i due nasce una grande amicizia e decidono di fuggire insieme.

Questo libro mi è piaciuto perchè avventuroso e perchè tratta un tema importante come quello dell’amicizia tra due persone che arrivano da situazioni complicate e che cercano di fuggire per trovare qualcosa di meglio. Inoltre mi è piaciuto anche il modo di raccontarlo dell’autore, attraverso gli occhi del protagonista, facendo vedere le cose a modo suo e con il suo linguaggio, in modo che anche chi legge possa entrare più a fondo nella storia e possa anche guardare la vita dagli occhi di un ragazzino che ha vissuto comunque esperienze difficili.
Mi è piaciuto il modo in cui è scritto.

Susanna Bertolucci

15 aprile 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Giacomo Poet — artistico Buniva @ 22:35
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Huckleberry vuole dire mirtillo, significato non dato a caso, ma per rispecchiare e evocare ancor di più la natura di Huck, il ragazzo fuori dalle regole e dagli schemi, che rispecchia la libertà, proprio come la spontaneità della nascita della pianta del mirtillo.

Le avventure di Huckleberry Finn rappresentano un romanzo importantissimo per la cultura letteraria americana, un pilastro per la nascita di uno stile unicamente d’oltreoceano. Quest’opera sarebbe un seguito/non seguito del precendente romanzo “Le avventure di Tom Sawyer”, sempre di Twain.
Entrambi narrano le vicende di questi due ragazzi, Tom Sawyer e Huck Finn, due giovani ragazzi amici e compagni di tante avventure che rappresentano due diversi tipi di carattere, quello educato del primo e quello selvaggio e al di fuori delle regole del secondo.
Ma tra i due romanzi la differenza è sostanziale; infatti mentre “Le avventure di Tom Sawyer” è scritto in terza persona, con un narratore tra i ragazzi e il lettore, nelle avventure di Huckleberry Finn vi è una scrittura diretta in prima persona: è il ragazzo che ci parla delle sue vicende e avventure appunto, con una semplicità sorprendente e con uno stile e linguaggio tutto suo, personalissimo.

Il ragazzo Huck, abbandonato dal padre, vive in una botte, con il solo avere che è la sua parte del tesoro trovato con Tom nel precedente romanzo. Viene adottato da una vedova, la signora Douglas, che riesce a fargli avere una vita migliore e un’educazione adeguata, anche se lui ne soffre e ricorda con tristezza la sua povera libertà.

Tornato il padre, attirato dai soldi del giovane, riesce ad ottenerne la custodia, cosicchè Huck ritorna vivere con il padre, e cioè rinchiuso e preso a botte dall’uomo quasi sempre ubriaco.

Dopo la fuga e mille peripezie al fianco dell’amico Jim, uno schiavo nero fuggito anche lui per paura di essere venduto, Huck  riesce a ritrovare l’amico Tom, che lo credeva morto.

Mark Twain non mette completamente la parola fine a questi due romanzi, ma lascia uno spazio alle immaginazioni, alla fantasia, e orizzonti aperti a nuove avventure.

Giacomo Poet

14 marzo 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 23:40
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Questo libro narra di un bambino di nome Huck che viveva con suo padre che, spesso lo picchiava furioso perchè era ubriaco; così un giorno lui scappa e si inoltra con una zattera e conosce Jim, un bambino di colore che era stato fatto schiavo.

I due diventano molto amici e vivono una grande avventura insieme; ma la storia si può dire che non abbia una conclusione, perchè secondo me lo scrittore ha voluto lasciare a noi lettori l’immaginazione di continuarla anche se questa storia non avrebbe potuto avere un lieto fine, almeno per quanto riguarda Jim; qui si tratta di uno dei problemi che invade ancora il mondo di oggi, cioè il razzismo e l’ipocrisia della gente.

Il libro mi è piaciuto molto, soprattutto  l’immagine che  dà di Huck, ovvero di uno spirito libero.

Vanessa Bonino

2 febbraio 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: anonimo — artistico Buniva @ 01:24
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Twain mette in questo libro il modello dell’eroe ragazzo, alla ricerca di sè, che si scontra con i pericoli, superando i condizionamenti e proseguendo il viaggio.

Huck vive in un ambiente aperto, non urbano, senza abbandono grazie alla presenza di Jim, l”uomo natura”. Incontra inoltre persone nuove che, invece di aiutarlo, lo vogliono prendere per avere la ricompensa, perchè Huck veniva ritenuto colpevole dell’omicidio di suo padre.
Oltre ad avere un istinto naturale di rifiutare l’educazione, Huck è l’innocenza: attraverso di lui viene vista la società americana, con le sue tradizioni, messe da Twain contro il ”sogno americano”, quello di un paese senza vincoli, un paese libero.

In questa storia viene anche affrontato il tema della schiavitù, del ”diverso”, di cui fa parte Jim; dell’individualismo e del potere.
In questa avventura non è presente una fine, proprio per far capire che Huck è un vagabondo, uno senza meta.

È quasi un’ autobiografia, una ricerca di libertà da parte di Twain, oltre le condizioni imposte dalla società ottocentesca in cui vive, per opporsi alle regole e sognare un mondo migliore, senza differenze e con più libertà personali.

anonimo

1 febbraio 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Davide Bernardini — artistico Buniva @ 22:49
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L’ampio e vasto Mississipi come scenario del sogno di ogni adulto
diventato ormai grande, Huck e Tom Sawyer sono due inseparabili amici di avventure che forse nemmeno Peter Pan sarebbe in grado di sognare.
Nel sud del paese spezzato dall’odio razziale due ragazzi scappati dalla
loro vita di miserie e violenze si ritrovano nella spensieratezza di essere
liberi, non legati ai vincoli a cui la loro tenera età li costringerebbe; poter addormentarsi guardando le stelle, far di ogni momento un gioco ma
soprattutto un’avventura. Il narratore usa un linguaggio semplice e
a volte quasi gergale, facendo così entrar meglio l’idea di un’avventura
tra bambini, anche se comunque molto intensa.

Davide Bernardini

27 gennaio 2009

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Samiana Gorni — artistico Buniva @ 22:15
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Divertente, frizzante e solare. Così si può definire “Le avventure di Huckleberry Finn”, uno dei primi grandi romanzi americani scritto da Mark Twain. Il romanzo fu pubblicato tra il 1884 e il 1885, raccontato in prima persona da Huck, il miglior amico di Tom Sawyer; entrambi protagonisti di un’altro famosissimo romanzo di Twain. Difatti, questo romanzo lo si può quasi considerare una continuazione del primo libro, scritto nove anni prima.
Nel libro, Twain, crea una satira sulla Democrazia Americana, poiché il protagonista è politicamente scorretto. Lo scrittore fa anche in modo che il romanzo non sia grammaticalmente corretto, spesso e volentieri sbagliando la sintassi e la grammatica nella parlata di Huck, oppure divertendosi a trasformare le parole del  servo di colore in altre, inventate.

Il romanzo inizia con il ritorno del padre di Huck, che viene a conoscenza della scoperta di un grande tesoro da parte di suo figlio e dell’amico Tom Sawyer. Al ritorno, ingolosito dal tesoro che Huck trovò, lo riprese sotto la sua custodia. Ma, essendo una persona spesso ubriaca e violenta, Huck inscenò il suo omicidio e scappò dalle grinfie del padre. Così, iniziarono le sue avventure, su una zattera, accompagnato da Jim, un servo che doveva essere venduto ma ricercato per il sospetto omicidio di Huck.

Un libro di grande fantasia, divertente e scorrevole, perfetto per un pubblico giovanile e anche per chi non ha molta voglia di leggere.

Samiana Gorni

27 dicembre 2008

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artistico Buniva @ 18:11
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Huckleberry Finn è un ragazzino che ha trovato dei soldi e che viene accudito e civilizzato nellla casa della vedova Douglas. Come qualunque ragazzino, non amava studiare molto, ma soprattutto non amava essere trattato come un damerino, come diceva lui .

Tutto andava bene, finchè un giorno il padre ritorna e pretende dal figlio dei soldi, ma non solo: lo obbliga a non frequentare la scuola, cosicchè il figlio non possa diventare, riguardo alle conoscenze, superiore a lui.
Le sue avventure cominciano quando, dopo essere stato rapito dal padre, scappa mettendo in scena un omicidio perfetto. Ma non è tutto, perchè da quando scappa dalle grinfie del padre, Finn trova il servo di Miss Watson, Jim.
Jim e Huck Finn ne passano delle belle, finchè Jim non viene venduto, e quindi Finn deve cercare di liberarlo facendosi aiutare dal suo amico Tom , che lo ritrova per caso. E come in ogni storia tutto finisce bene: Jim diventa un uomo libero mentre Huck Finn ritorna alla sua vita originale.

Questo romanzo mi ha coinvolto molto, perchè è stato molto interessante e particolarmente divertente ed emozionanti le sue avventure, che trasportano il lettore in un ambiente quasi magico, che ti fa viaggiare e partecipare alle emozioni e ai pericoli che accadono nel racconto.
Tutto il romanzo viene raccontato dal protagonista. Ci sono due momenti importanti. Il primo riguarda l’amicizia di Jim e Huck Finn, che vogliono raggiungere a tutti i costi gli Stati liberi percorrendo il grande fiume Mississipi. Il momento bello di questa amicizia è quando Huck Finn decide di non consegnarlo alle autorità, perchè ricordando gli insegnamenti fino ad ora ricevuti, lui fa una serie di ragionamenti e decide di tenerlo con se.
Il secondo riguarda i pericoli e le avventure che capitano ai due  quando approdano nei vari villaggi lungo il fiume Mississipi, che rendono ancora più movimentata la narrazione. Sono: la conoscenza del Re e del Duca che sono degli imbroglioni, e poi la conoscenza di due famiglie che da anni sono in conflitto, i Grangerford e gli Shepherson. In queste due famiglie molto ricche, i figli, Miss Sophia e Harney, s’innamorano e scappano lontano. Questo mi ha fatto ricordare Romeo e Giulietta, solo che questa volta la storia finisce bene senza la morte di nessuno dei due.

In buona parte del racconto il punto di vista cambia, ossia prima Mark Twain si era inmedesimato in Huck Finn, quando vedeva le cose con meraviglia all’inizio del viaggio, mentre verso metà del libro è Mark Twain che accompagna Huck, creando un doppio punto di vista. Piccolissima sottigliezza che mi era sfuggita.
Comunque questa nuova modalità viene accentuata di più quando verso la fine, Huck Finn viene scambiato per Tom Sawyer dalla famiglia Phelps, che  viene presa in giro in questo cambio di identità fra Tom e Huck Finn, perchè quando i due dovevano liberare Jim fanno un birbonata alla zia Sally, con i conti dei cucchiai, che dovevano essere 10 ma che a volte erano 9 e poi 10, e lo stesso successe con le coperte.
Tom è un ragazzino con molta imaginazione che segue spesso vicende di libri nella sua vita quotidiana, e a cui  viene permesso di fare di tutto, perchè per Mark Twain  doveva rappresentare l’eterno bambino che ha ogni persona dentro di sè, quasi come la storia di Peter Pan che vuole rimanere bambino per sempre.
Tom Sawyer ha una famiglia, mentre Huck ha solo quel padre fanullone, ubriacone e irresponsabile, che nessuno vorrebbe avere. Mi fa arrabbiare molto quando il padre torna dopo tanti anni e pretende dal figlio del denaro per andare a comprare delle bevande alcoliche. Non solo questo. quello che mi ha fatto arrabbiare di più è quando non permette al figlio di andare a scuola, minacciandolo con le botte.
Huck Finn rispetto a Tom è più realista , chiama le cose col loro nome; questo lo dimostra quando verso la fine del libro dovendo liberare Jim vogliono scavare un tunnel con dei coltelli, ma Huck suggerisce a Tom di scavare con dei picconi.
La vita di Huck è una storia triste perchè non ha nessuno su cui contare, a parte il suo nuovo amico Jim, e ancora più importante, il fiume Mississipi che lo guida verso un mondo sconosciuto, per fargli conoscere come è dura la vita. Il fiume è stato come  un genitore, tipo la storia del libro della giungla, solo che in questo caso non c’era la giungla e gli animali ma il fiume.

Una frase in particolare del racconto, che mi è piaciuta, è: ” Abbiammo detto che dopo tutto non c’è casa cosi accogliente come la zattera….Su una zattera ti senti libero alla grande e tranquillo e felice”.
Parole di qualcuno che si sente finalmente libero, lontano dalle cose per cui prima si sentiva oppresso, in un mondo senza comprensione nei suoi riguardi. Mi meraviglia molto come un ragazino abbia avuto un coraggio e una grande fantasia e ingegno tale da progettare tutto. Se fossi stata al suo posto, non sarei stata capace a progettare cosi perfettamente un omicidio e in seguito a continuare a viaggiare con una zattera in altri posti sconosciuti.

Elizabeth Rodriguez Altamirano 

5 dicembre 2008

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 09:26
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Questo libro è la continuazione di una vita passata di Finn tra omicidi e rapine.

In questa vita complicata arriva a rappresentare la società in cui vive Twain la figura amica, la zia Potty, che rappresenta la nobiltà dell’epoca, con i vizi dell’800.

In questo scenario appaiono luoghi ignoti dove si rifugiano Finn e Tom, il servo della zia Potty che lo aiuta a scappare perchè ritenevano Huck colpevole dell’omicidio di suo padre.

Morena Amparore

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