ROMANZI 2.0

13 novembre 2016

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesca Ghiano — artistico Buniva @ 17:13
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Il romanzo fu l’ultimo libro dell’autore, scritto e pubblicato poco prima del suo suicidio. Il racconto è ambientato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale e narra la vita povera e misera del Piemonte. La storia è narrata in prima persona da Anguilla, il protagonista, che decide di partire dall’America per ritornare nel luogo in cui ha vissuto tutta la sua infanzia, ovvero nelle Langhe. Egli fu abbandonato e adottato da una famiglia di contadini (Padrino e Virgilia). Decide di tornare, proprio per ritrovare il suo passato. Quando torna, però, nulla è più come lui ricorda.
Il romanzo non è narrato nei minimi dettagli e c’è un misto tra presente e passato. L’ho trovato interessante, con un testo difficile ma allo stesso tempo ben dettagliato. E’ molto vicino alla realtà. Mi è piaciuta molto la descrizione dei pensieri e delle riflessioni del protagonista.

Francesca Ghiano

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LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesa Capuano — artistico Buniva @ 16:51
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Il romanzo narra la misera vita del Piemonte, in particolare della zona di Alba, durante la guerra. Il protagonista Anguilla ha vissuto la sua infanzia nelle Langhe e ci ritorna dopo un periodo in America. Al suo ritorno sono cambiate molte cose nel paese, però incontra Cinto e Nuto a cui racconta diversi episodi della sua vita nelle Langhe, della sua infanzia vissuta in una famiglia che lo aveva adottato e tutte le difficoltà del Piemonte. Il racconto è stato scritto e pubblicato poco prima del suicidio dell’autore e probabilmente in un periodo delicato della sua vita. Il testo l’ho trovato complicato ma molto vicino alla realtà, con un ottima descrizione di luoghi e personaggi che fanno immaginare alla perfezione la situazione.

Francesca Capuano

22 dicembre 2013

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 16:12
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“La luna e i falò” è l’ultima testimonianza scritta di Cesare Pavese; il racconto racchiude in se svariate tematiche che rendono probabilmente la lettura un po più pesante, ma è comunque un libro che consiglierei poichè fa riflettere molto sulle condizioni sociali, economiche e disastrose dei cittadini piemontesi vissuti nel periodo delle Grandi Guerre Mondiali.

Il narratore, nonchè protagonista del romanzo, è soprannominato Anguilla, il quale, come io-narrante, racconta le motivazioni del suo ritorno in terra natìa (ovvero le vicine Langhe piemontesi) dalla lontana America (emigrato appunto a causa della guerra). Egli apre il suo racconto dall’inizio delle sue origini, ovvero da quando la mamma lo abbandonò. La narrazione è accompagnata da un tono piuttosto nostalgico e triste poichè il protagonista tenta disperatamente di aggrapparsi ai pochi bei ricordi dell’età fanciullesca. Il  peggior nemico di Anguilla è appunto lo scorrere del tempo: egli non ha intenzione di liberarsene o per lo meno, fatica molto nel compiere quest’azione. Andando avanti con il racconto si affrontano tematiche dolorose in quanto alla fine egli sarà costretto a fare un confronto con la realtà che gli sta attorno per farsi una definitiva ragione dei cambiamenti inevitabili che il tempo causa.

Debora Banchio

12 dicembre 2013

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Ilaria Ardis — artistico Buniva @ 14:18
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E’ un romanzo di Cesare Pavese, in cui parla della sua terra di origine, la Valle del Belbo; leggendolo lo si può capire perché inserisce svariati cenni autobiografici.
E’ ambientato nel secolo del dopoguerra; del protagonista conosciamo solo il soprannome con cui veniva chiamato da ragazzo: Anguilla. Ora è un uomo maturo, che è tornato dalle Americhe più colto, più ricco e famoso. Alloggia alla Locanda dell’Angelo e si intrattiene con i personaggi più facoltosi del paese. Ma non dimentica ciò che era.
Abbandonato all’ orfanotrofio di Alessandria era stato adottato da una famiglia di contadini, ai quali “torna utile” sia per il duro lavoro nei campi, sia per l’assegno che lo Stato passa loro per il suo mantenimento. Alla morte dei genitori adottivi, si trasferisce ‘alla Mora’, una grande fattoria abitata da una famiglia di signori, in cui le tre giovani figlie del padrone lo intimoriscono e contemporaneamente lo attirano. Allegre, spensierate, piene di voglia di vivere e ansiose di varcare i confini della proprietà, esercitano su Anguilla un fascino malinconico e potentissimo.
Al momento del suo ritorno rivive molti degli episodi della sua infanzia. Nel suo peregrinare tra i luoghi della sua infanzia conosce Cinto, che abita proprio nel podere dei suoi genitori; spaurito, malato, viene maltrattato dal padre e quando la sua storia si fa difficile non esita a prenderlo con sé e a concedergli una nuova possibilità nella vita.
“La luna e i falò” è un romanzo neorealista, che salta dal passato al presente servendosi di continui flash back.
E’ raccontato in prima persona, in un misto tra passato e presente, ed è per questo che non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi che non sono collegati tra di loro se non dai pensieri e dalle riflessioni del protagonista.
Il libro è formato da 32 capitoli: ci si perde nei ricordi, molto tristi, che Anguilla rivive con l’amico Nuto e in cui capisce quanto sia importante per ognuno avere un paese, una famiglia, un punto di “riferimento” che leghi alla vita; di questo Anguilla si rende conto quando, lontano dalla sua valle, viene richiamato alla sua patria non da un amico o dalla patria stessa, bensì da quel senso di appartenenza al suo paese che lui si porta dentro insieme a tanta nostalgia..
E’ un romanzo molto semplice da leggere, molto affascinante.

Ilaria Ardis

18 giugno 2011

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 22:23
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Il ritorno al paese d’origine, la memoria dell’infanzia e la verifica del presente nella certezza del mutamento della vita contemporanea rispetto a quella passata sono gli elementi principali che vengono trattati nel romanzo.

”La luna e i falò”, che precede di poco il suicidio dell’autore, è ambientato principalmente nel paesino delle Langhe, Santo Stefano Belbo dove Anguilla, uomo ormai maturo emigrato per un periodo in America, ritorna laddove da bambino era stato allevato. Al suo rimpatrio, tutto gli pare mutato, tranne il paesaggio e Nuto, un vecchio amico con il quale, durante  lunghi colloqui, il protagonista ripercorre il suo passato. Nella sua mente infatti tornano le immagini di un tempo, i primi amori, le prime esperienze della vita adulta, il ricordo delle notti di San Giovanni illuminate dai falò appiccati dai contadini per far festa. Al presente nuovi falò accompagnano le notti della campagna: non più fuochi accesi dai contadini, ma incendi provocati dall’ira e dalla disperazione.

Il linguaggio da Pavese utilizzato è un linguaggio popolare e scorrevole ma che al tempo stesso è determinante: non mira, infatti, a descrivere ambienti o lo svolgersi dei fatti storicamente avvenuti, ma procede in uno scavo nella memoria, cercando di trasmettere le sensazioni che aveva il protagonista di fronte alla quotidianità arretrata.

Sonia Revel

11 novembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 23:22
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Racconta la storia di Anguilla, un ragazzo andato via di casa per cercar fortuna. Quando Anguilla, diventato adulto e ricco, torna a casa ed ha a che fare con gente importante del paese, si accorge che i soldi non gli hanno portato felicità. Insieme a Nuto, un suo amico che è rimasto lì a fare il contadino, riscoprirà  la sua vecchia vita. Andrà nella cascina dove viveva da piccolo, prima di andarsene, e lì conoscerà Cinto, un bambino che gli ricorderà se stesso da giovane. Per problemi col padre Cinto andrà a vivere con Anguilla, che si prenderà a cuore la sua educazione.

Di questo libro mi è piaciuto soprattutto il viaggio temporale che compie Anguilla tornando nei posti della sua infanzia; mi è sembrato come se facesse una riscoperta di se stesso, di quello che era. Mi è piaciuto molto anche come è scritto, non ho trovato difficoltà nel leggerlo.

Marta Piccato

10 novembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 10:06
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Questo romanzo ha per protagonista Anguilla che, tornato dall’America come migrante, ricorda i vecchi tempi dei genitori che lo avevano adottato. Dopo la morte della matrigna va a vivere in un cascinale in cui abitano Matteo e le sue tre figlie. Ricorda Nuto, il suo più caro amico, colui che gli ha insegnato tutto; Anguilla ricoprirà lo stesso ruolo con Cinto, bambino che diventerà orfano.

Anguilla si rende conto che tutto ciò che aveva lasciato là non c’è più: la famiglia, i conoscenti… solo Nutu gli è rimasto. Allora pensa che se non c’è famiglia non c’è nulla, un posto senza la famiglia diventa sconosciuto; e così si perde nei ricordi insieme al suo più caro amico.

Questo romanzo l’ho trovato un po’ travagliato, lungo da leggere. E’ come se realmente il lettore ricordasse ciò che ha vissuto Anguilla. Penso che Anguilla abbia ragione quando dice che senza la famiglia un luogo non è più lo stesso, ci sono gli odori, le sensazioni che rimangono uguali ma il resto no; anzi ti porta ad essere malinconico, perché quel posto è pieno di ricordi ma le persone che ti ricorda non ci sono più.

Martina Bilancieri

6 settembre 2009

LA LUNA E FALO’, di Cesare Pavese.

Filed under: Arianna Collino — artistico Buniva @ 18:03
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Anguilla è un uomo quarantenne che, poco dopo la liberazione dell’Italia dal fascismo, torna emigrante dall’America a rivisitare i luoghi che lo hanno visto crescere.

Qui incontra il suo vecchio amico d’infanzia Nuto, con il quale si mette a ricordare quel periodo, tra ricordi tristi e felici, come quelli dei suoi genitori adottivi, il Padrino e Virgilia, che lo avevano trovato ai piedi del Duomo di Alba e che quindi lo avevano adottato (probabilmente anche solo per la possibilità di percepire la mesata), amato e cresciuto come se fosse loro. Purtroppo, Virgilia viene a mancare e il piccolo Anguilla si trasferisce nel casale della Mora, dove vivono sor Matteo e le sue tre figlie: Irene, Silvia e Santa (quest’ultima la più bella). Stando nel casale, viene in contatto con un mondo benestante che lo affascina da subito e di cui vuole fare parte.

Stranamente, nonostante il grande attaccamento alla sua seconda casa, non è quello il luogo in cui torna per primo, bensì torna alla cascina del Padrino, dove fa la conoscenza dei suoi nuovi propreietari: Valino e suo figlio Cinto, insieme alla nonna e alla zia. Da subito fa amicizia con il ragazzo che, a dirla tutta, gli ricorda un po’ la sua infanzia e vuole diventare per lui l’amico che era stato Nuto in passato nei suoi confronti. Questo legame è tanto forte che quando Valino uccide la nonna e la zia, da fuoco al cascinale e si suicida, il piccolo Cinto va da Anguilla e, insieme a Nuto, lo tranquillizzano. Anguilla non adotterà il piccolo, bensì lo lascerà alle cure di Nuto, promettendogli però, che sarebbe andato a prenderlo per portarlo con sè quando sarebbe stato più grande.

Nuto è anche a conoscenza del destino delle tre sorelle che in passato avevano ospitato Anguilla: Irene e Silvia, come tanti altri , erano morte: la prima dopo essere stata costretta ad un matrimonio infelice ed essere stata mangiata dal tifo, mentre l’altra dopo aver abortito segretamente. Per Santa il destino aveva deciso diversamente: tanto bella era stata in passato che in guerra divenne subito la spia prima dei tedeschi e dopo dei partigiani, e a causa di questo venne giustiziata, ancora in giovane età.

Il racconto è ambientato nel dopoguerra, subito dopo la Liberazione, nelle langhe piemontesi. L’intera narrazione è un susseguirsi di ricordi nostalgici e fatti presenti, che rendono la narrazione poco dettagliata. C’è l’importante tematica della ricerca del proprio posto nel mondo, della propria casa, che in un orfano che non ha mai conosciuto i suio veri genitori è molto importante; ma forte è anche l’importanza di avere delle “radici”, che diano significato alla vita: infatti il protagonista torna di sua spontanea volontà al suo paese, spinto dalla nostalgia di casa e dai ricordi perchè in fondo, anche se quello non era il luogo in cui stava la sua famiglia di sangue, era lì che il suo cuore batteva.

Arianna Collino

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 17:53
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Il protagonista di questo romanzo è Anguilla, un trovatello cresciuto nelle Langhe. Viene allevato da una famiglia di contadini, composta da Sor Matteo, la moglie e le tre figlie Silvia, Irene e Santa, ognuna delle quali ebbe un tragico destino.

Sin da piccolo Anguilla lavora come contadino nelle terre della Mora; ma egli desidera  diventare un uomo ricco quindi si trasferisce prima a Genova e poi in America.

Il racconto, narrato in prima persona dal protagonista, in cui Pavese si identifica pienamente, inizia con il ritorno di Anguilla nel suo paese d’origine. Qui l’autore utilizza una serie di flash-back, in cui il protagonista ci racconta momenti della sua vita passata combinati con la vita corrente; narra inoltre del suo incontro con Nuto, vecchio amico d’infanzia. Durante questo suo ritorno alle origini, Anguilla conosce Cinto, un ragazzino di dieci anni figlio di Valino, nuovo proprietario della cascina in cui Anguilla aveva vissuto la propria infanzia. Egli vede nel piccolo Cinto i ricordi della sua infanzia; i due diventano amici, Cinto si fida di Anguilla, ma egli capisce che ormai è tutto cambiato, che è trascorso del tempo e che solo un uomo come Nuto è in grado di educare Cinto, come in precedenza aveva fatto con lui.

Un momento molto importante del romanzo è il falò di Valino, in cui uccide la moglie e dà fuoco a tutto il podere. Qui Anguilla perde tutti i suoi ricordi d’infanzia e svanisce anche il valore del falò, che nel suo passato rappresentava un momento di festa per il paese. Avendo perso tutto, ad Anguilla non resta altro che andarsene.

Il romanzo si conclude con il racconto, da parte di Nuto, della morte di Santina, la figlia più piccola del padrone della Mora. Anguilla la ricorda come una tenera e dolce ragazza, ma ora scopre il modo in cui è stata giustiziata, ossia bruciata dai partigiani come spia fascista. Ancora una volta il falò non è più simbolo  di armonia e di festa, ma bensì simbolo di morte.

Caterina Colaci

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Ivan Siondino — artistico Buniva @ 17:09
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Il protagonista del romanzo è Anguilla, che ritorna sulle colline delle Langhe dopo essere stato in America. Anguilla aveva cercato in America la bellezza delle Langhe e, non avendola trovata, ritorna.

Tornato a casa ritrova il suo amico Nuto, con il quale rievoca la sua infanzia. Ritorna alla Gaminella dove era cresciuto, e spiega a Cinto, figlio del nuovo padrone, ciò che era cambiato rispetto a quei tempi. Anguilla ripercorrendo i sentieri della sua infanzia, scopre che quel posto magico ricco di falò paesani, è profanato da altri falò, quali la guerra, se pur finita. Vi erano i pro ed i contro per il regime.

Anguilla scopre a sue spese che i suoi ricordi non coincidono più con la realtà.

La disperazione di Anguilla è la stessa di Pavese che tre mesi dopo lo porterà al suicidio.

Ivan Siondino

2 settembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Marco Minetto — artistico Buniva @ 22:22
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Il protagonista del libro, Anguilla, è un trovatello allevato da poveri contadini in cambio di un’assegno dell’ospedale, il quale in giovane età lascia la famiglia  per cercar fortuna; avendola ottenuta, torna ormai quarantenne al paese natale delle Langhe. Ormai rispettabile e borghese, il racconto è un viaggio a ritroso nel riscoprire odori, profumi, volti e abitudini della sua infanzia.

Reincontra in questo percorso un suo amico d’infanzia, Nuto, un falegname che non si è mai spostato dal paese, e che rappresenta il mondo contadino che Anguilla in realtà non ha vissuto.

Vi è poi Ciuto, un bambino di dieci anni zoppo e rachitico con il quale si forma una forte amicizia. Rappresenta il figlio che non ha mai avuto, tanto da farsi carico sulla sua educazione, affidandolo a Nuto.
Viene a conoscenza di fatti gravi, come dell’episodio di Santina, spia delle camice nere e per questo giustiziata.

E’ un romanzo che mi ha fatto riflettere sulla necessità di ricercare le proprie origini e il senso della vita. La necessità per ognuno di avere delle radici, dei punti di riferimento sui quali ritrovarsi.

Anguilla cerca e scopre molte cose di se stesso e di ciò che lo circonda. Durante il viaggio, Anguilla riflette, e gli odori e i sapori ritrovati al paese insieme alle persone rappresentano il punto di fermo della sua vita e le sue certezze.

E’ l’ultimo romanzo di Cesare Pavese.

Marco Minetto

14 giugno 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Carlotta Gaiara — artistico Buniva @ 19:06
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La storia è raccontata in prima persona da Anguilla. Il romanzo é un misto tra il presente ed il passato. Infatti non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi, storie, che non sembrano collegate tra di loro, se non dai pensieri del protagonista. Anguilla, nei 32 capitoli, rivive ricordi spesso tristi e malinconici insieme all’amico Nuto e capisce quanto sia importante per ogni persona avere un paese, una famiglia, un punto su cui fare riferimento in ogni momento.
Anguilla si rende conto di tutto questo, quando è lontano dal suo paese, dalla sua terra, che lui si porta sempre dentro insieme a tanta nostalgia nel ricordo.

Carlotta Gaiara 

15 aprile 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Susanna Bertolucci — artistico Buniva @ 21:40
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Di questo romanzo mi ha colpito il modo di raccontare dell’autore, mischiando il tempo passato con il presente. In questo romanzo Pavese parla del ritorno alle origini, al luogo dove si nasce, dopo essere stati lontani per del tempo, e descrive molto bene le colline astigiane; racconta il periodo della guerra con le lotte partigiane per la libertà; parla della vita degli orfani chiamati anche volgarmente “bastardi” che venivano abbandonati e dati alle famiglie meno agiate per guadagnare qualche soldo. In questo romanzo parla di quanto sia importante tornare nel paese d’origine per trovare gli amici e affronta il tema dell’amore; tutto ciò lo racconta in prima persona attraverso gli occhi del protagonista Anguilla: come se fosse un autobiografia in cui lui si mette nei panni del protagonista; in realtà il protagonista è lui, solo con un altro nome.

Secondo me è come se attraverso questa storia Pavese “riguardasse” la sua vita e cio che aveva vissuto per l’ultima volta; infatti l’autore muore un anno dopo e questo mi ha colpito molto.

Inoltre questo libro mi ha molto colpito anche per il contenuto e per il modo di narrare dell’autore che tratta anche temi difficili della vita.

Susanna Bertolucci

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artistico Buniva @ 10:48
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“La luna e i falò” è stato scritto fra il Settembre e il Novembre del 1949 e pubblicato nell’Aprile del 1950, quattro mesi prima che l’autore si suicidasse.

E’ un racconto che viene fatto in prima persona dal protagonista, Anguilla. Egli è un povero orfanello cresciuto in una fattoria, la “Mora”, a servizio di Sor Matteo e della moglie. In questa famiglia avevano tre figlie, le quali si chiamavano Irene, Silvia e Santa. Queste tre giovani fanciulle ebbero ognuna un destino diverso: Irene morì di tifo in seguito a un infelice matrimonio; Silvia morì per un aborto in segreto; e infine Santa la cui sorte fu la più crudele fra tutte.

Il libro inizia con l’arrivo di Anguilla nella sua città natale, dopo il viaggio in America e altri luoghi che ebbe la possibilità di conoscere. Percorrendo le strade di quella città che lo ebbe ospitato durante la sua infanzia, fa trarre al nostro protagonista una serie di ricordi passati, in cui Anguilla ci racconta come viveva prima e come conobbe il suo migliore amico, Nuto.
Durante il suo soggiorno, Anguilla ebbe il piacere di conoscere Cinto, figlio del nuovo proprietario della casa di suo padrino, Vallino.
Il figlio di Vallino è un ragazzino zoppo, la cui storia ci fa capire la sbadatagine della moglie di Vallino e la triste vita che faceva insieme alla nonna e alla zia.
Cinto sarà per Anguilla la fonte dei suoi ricordi in cui Nuto cercava di insegnare ad Anguilla tutto ciò che era ha sua conoscenza. Come per Anguilla, Nuto è stato un ottimo insegnente, ma soprattutto un ottimo amico, anche Anguilla vuole essere per Cinto ciò che Nuto era stato per lui.

I due trascorsero molto tempo insieme e si resero conto che tra loro era sorta l’amicizia, tanto che Cinto si sentirà in grado di fidarsi di Anguilla. E proprio per questo quando Vallino ucciderà la nonna e la zia e darà fuoco alla casa impiccandosi insieme ad esso, Cinto si sentirà sicuro e in grado di fidarsi di Anguilla, che insieme a Nuto cercherà di calmarlo e di rassicurarlo.

L’arrivo nella sua città natale ha suscitato nel protagonista ricordi d’infanzia e la conoscenza di fatti terribili, come la morte di Irene e Silvia, ma anche la oscura vita che Santina aveva scelto di vivere. La piccola Santa, come racconta Nuto, era diventata una spia delle camicie nere. Pe questo la vita di Santina fu fermata giustiziandola.

Il racconto di Anguilla è una serie di flash-back, in cui Cesare Pavese ci fa capire la suddivisione del racconto: l’Infanzia e la Maturità del protagonista, segnato dall’arrivo nella sua città. A parte questo, il titolo viene scelto per il motivo che durante le feste contadine si accendevano dei falò nel cielo notturno, che suscitavano nei pensieri dei bambini un momento magico e un mondo pieno d’avventure. E proprio per questo il protagonista decide di partire in America, in giovane età.

Oltre a questo, per finire, il falò è legato all’incendio del casotto di Gaminella, che segna la morte del passato e anche la morte di Santa, che viene svelata solo verso la fine, quando Anguilla è pronto per partire.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

2 febbraio 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Enrica Perrot — artistico Buniva @ 00:16
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Il romanzo è una continua riflessione tra passato e presente del protagonista arrivato alla maturità che, essendo consapevole di essere un trovatello, sente che i luoghi in cui è cresciuto non gli appartengono. Comincia a sentire la necessità di viaggiare e conoscere il resto del mondo per poi, finalmente, riuscire a trovare la propria patria. L’argomento fondamentale è la riflessione su quanto sia importante per ognuno avere una famiglia, una patria e dei punti di riferimento nella propria vita. Infatti, dovunque vada, Anguilla, viene richiamato alla sua patria da quel senso di appartenenza che lui si porta dentro e per i vigneti e le valli che non ha trovato da nessuna altra parte. Appena giunto nel suo paese si accorge che nulla è cambiato: ci sono gli stessi odori e sapori che si è sempre portato dentro, ma non le stesse persone. Ritrova solo Nuto, il suo più caro amico, a cui rivela i suoi pensieri e riflessioni sul passato e presente: le scoperte ed il desiderio di avventura dell’infanzia e la delusione del presente. Meditando sul suo viaggio, Anguilla, che da ragazzo pensava che il paese fosse tutto il mondo, si rende conto che il proprio paese, in fondo, è la famiglia che tanto cercava.

Enrica Perrot

5 dicembre 2008

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 09:32
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In questo libro Pavese tratta il tema del ritorno alle radici, al luogo di nascita.
Descrive le colline delle Langhe, i divertimenti del paese e il viaggio in America affrontato da Anguilla, il protagonista.

Vine descritta la vita dei “bastardi”, gli orfani abbandonati sulla strada e affidati a famiglie povere per guadagnare soldi.

Ambientato nel periodo di guerra, tra lotte partigiane e la lotta per la libertà, si lega alla morte.

Un ritorno per ritrovare gli amici, come Nuto, il ragazzo che “conosce tutto e tutti”, e trovarne di nuovi, come Cito, un ragazzino storpio che vive nei luoghi d’infanzia di Anguilla, anche lui bastardo.

In questo libro è presente anche il tema dell’amore, delle notti tra l’erba e tra i palchetti da ballo per conoscere ragazze “straniere”, di paesi lontani.

Fu l’ultimo romanzo di Cesare Pavese, legato a lui, alla sua vita sulle colline, un autobiografia scritta a pochi mesi dalla morte.

Morena Amparore

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