ROMANZI 2.0

22 dicembre 2014

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Martina Cinanni — artistico Buniva @ 01:56
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Il romanzo è ambientato nell’America puritana del XVII secolo. Nel racconto si  parla di adulterio, sofferenza, rancore e vendetta; questi sono i temi principali trattati dallo scrittore.
Ester Prynne, giovane donna sposata con uno scienziato,  ebbe una figlia di nome Perla da una relazione illegittima con il Reverendo Dimmesdale.  Accusata di adulterio, ella è costretta a  portare al petto una grossa lettera scarlatta, la “A” di adultera, come giusta punizione.
Ho trovato il romanzo molto difficile alla comprensione.  Nonostante ciò sono riuscita a vivere e a provare le stesse emozioni della protagonista, umiliata e marchiata a vita per un amore troppo profondo e puro.

Martina Cinanni

 

4 marzo 2014

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Viviana Cappa — artistico Buniva @ 17:18
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Questo romanzo che viene narrato in modo lento e confuso, si svolge tra le vicende di Hester, la protagonista, sua figlia Pearl, nata nel peccato, il colto reverendo Dimmesdale, padre della bambina, e il dottor Roger Chillingworth, suo marito. E’ facile perdere il filo, spesso ho dovuto rileggere alcune parti per poter capire di chi si parlava. Una cosa che non è facile capire immediatamente è il fatto che chi viene accusato di adulterio debba portare una fiammeggiante A sul petto, in quanto non viene mai detto in modo diretto. La storia si fa più chiara quando le relazioni tra i vari personaggi iniziano ad intrecciarsi in un misto di odio e amore, verità e bugia, gelosia e protezione quasi sconcertate.
Da come me ne avevano parlato mi aspettavo un libro più avvincente, con una storia piena di  colpi di scene ed intrighi, invece mi ha un pò deluso. Gli avvenimenti li ho trovati confusi, probabilmente anche a causa di un linguaggio non moderno e più volte ho dovuto rileggere qualche frase per capire il concetto. Credo che sarebbe stato veramente interessante sapere la storia di Hester e del suo peccato: speravo davvero che questo fosse uno di quei libri da leggere d’un fiato.
La storia è ambientata a Boston, ai tempi delle streghe di Salem, stessa città dove l’autore del libro è nato due secoli dopo e che non ha mai lasciato. Lo scrittore quindi riprende quel tempo lontano e ne ambienta la sua vicenda, citando anche le superstizioni e le paure di quella popolazione. In questo romanzo ha particolare importanza la mentalità puritana nella quale è vissuto Hawthorne. Infatti al tempo delle streghe la punizione all’adulterio era la morte. Nel diciannovesimo secolo invece, si è deciso che queste donne dovevano legarsi alla veste, esattamente sul petto, una A scarlatta. Quindi nel libro alcuni riferimenti storici sono stati cambiati, in maniera che venisse meglio apprezzato dai lettori di mentalità puritana dell’epoca.

Viviana Cappa

2 febbraio 2014

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Federica Lobascio — Roberto Ferraris @ 17:39
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“…col sole cocente del mezzodì che le avvampava il volto illuminandone la vergogna; col segno d’infamia scarlatto sul petto; col frutto del peccato fra le braccia..”
Il libro racconta di una donna, Hester Prynne condannata dopo aver commesso un gesto di infedeltà nella Boston del 1600, costretta a portare sul petto la “A” di Adultera in seguito alla nascita di sua figlia Pearl, la sua gioia ma nello stesso tempo la sua punizione.
Il libro sottolinea quanto la donna sia forte nonostante il giudizio della gente;: insegna che ognuno di noi dovrebbe essere se stesso ed inoltre espone l’amore della madre verso la figlia sebbene sia una creatura nata da un peccato. Onorevole l’atteggiamento di Hester nel difendere il padre della bambina non rendendolo mai colpevole ma assumendosi le proprie colpe davanti ad un intera popolazione che a prima vista può sembrare perfetta ma proseguendo si svela poco corretta e piena di segreti.
Ho trovato davvero molto interessanti e scorrevoli le parti in cui venivano descritte le sensazioni dei personaggi: è stato un buon libro e credo che Nathaniel Hawthorne abbia espresso con le migliori parole il modo di vivere, i pensieri e le emozioni di quell’epoca.

Federica Lobascio

22 dicembre 2013

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Giulia Martorelli — artistico Buniva @ 16:17
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La lettera A cucita sul petto di Hester Prynne non è una sorta di decorazione, ma è un vero e proprio marchio che ha il significato di Adultera. Sì, proprio così, Hester Prynne è stata condannata perché ha commesso il più grave dei peccati che si potessero mai commettere in quell’epoca puritana. La donna si era innamorata di un uomo che “l’aveva contrassegnata con una lettera scarlatta, dotata di così potente e terribile efficacia, da escluderla da ogni simpatia umana, che non fosse colpevole come lei”.
Ogni tanto mi sono immedesimata in Hester Prynne e mi sono resa conto della grande forza di questa donna che dovette convivere per un po’ di tempo con un marchio quasi indelebile cucito sul suo corpetto e con i pregiudizi del popolo che non perdeva l’occasione di additarla.
La storia è raccontata molto bene, ricca di particolari e descrive molto bene le sensazioni di Hester e le vicende; la lettura è scorrevole e coinvolgente.

Giulia Martorelli

16 dicembre 2013

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Valentina Tortone — artistico Buniva @ 12:37
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La vicenda si svolge nella Boston puritana del  XVII secolo. Ester Prynne la protagonista, sposò uno scienziato e circa sedici mesi dopo la scomparsa del marito, ebbe una figlia, Perla, da una relazione illegittima. I magistrati decisero che la sua punizione non doveva essere la morte ma quella di portare sul petto la lettera A (che stava a significare adultera), rappresentata su un bel panno scarlatto da indossare ogni giorno della sua vita. Il marito, ricomparso, sotto il nome di Ruggero Chillingworth, si mise alla ricerca dell’uomo con cui Ester aveva avuto questa relazione. Riuscì a scoprirlo dopo aver finto di essere un medico per poter assistere il giovane Reverendo Dimmesdale. Quest’ultimo da alcuni atteggiamenti faceva notare la propria sofferenza, ma per orgoglio non aveva mai confessato la propria colpa. Sarà l’inizio di una serie di torture che il marito di Ester infliggerà al Reverendo, finché costui sarà obbligato ad ammettere la verità: era lui il padre legittimo di Perla.

Questo libro di Hawthorne usa una scrittura scorrevole e piacevole e si susseguono  pensieri di vari personaggi; si possono persino ascoltare le voci della gente che giudica il tradimento della donna. Il lettore si sente coinvolto in questa vicenda e prova tenerezza per una donna che ha peccato per amore.  

Valentina Tortone

6 novembre 2013

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Violetta Ferrucci — artistico Buniva @ 00:00
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Siamo a Boston in una cittadina dove l’adulterio è considerato un grave “crimine”. Ester Prynne accusata di adulterio viene messa sul patibolo insieme alla sua bambina, Pearl, avuta da una relazione con il reverendo Dimmesdale. Sul suo petto è presente una lettera scarlatta che dovrà portare anche dopo la morte. Al giorno d’oggi ormai non si pensa più alla donna come qualcosa di peccaminoso, non viene più giudicata per uno sbaglio che ha commesso, per una cosa non voluta. Questo racconto mi ha colpito perchè nonostante Ester sia una donna ormai rifiutata da tutti, riesca in qualche modo a tirare avanti e a trovare uno spiraglio di luce per poter far crescere la figlia in un mondo senza pregiudizi. Naturalmente Ester sentirà gli occhi di tutti su di se  in ogni luogo in cui andrà e non verrà ricordata come Ester Prynne, una donna comune come tutte le altre, ma come la peccatrice. Penso che ognuno possieda un segreto che non vorrà mai rivelare. La lettura è molto scorrevole ma non semplice, tuttavia è stato interessante e coinvolgente.

Violetta Ferrucci

27 ottobre 2013

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Silvia Chinellato — artistico Buniva @ 12:48
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Una lettera scarlatta infiamma il petto di Hester Prynne. “Donna bellissima ma grande peccatrice, di notte incontra il diavolo nella foresta e firma il suo grande libro.” Questo è quello che vi avrebbero detto gli abitanti di quella piccola cittadina del New England se voi vi foste ritrovati lì, nel XVII secolo, e aveste chiesto chi era quella donna radiata dalla comunità. Ma perché tutti trattano in questo modo questa giovane donna? Cosa avrà fatto di tanto male? Qual è il segreto che si porta dentro?
“La lettere scarlatta” è un romanzo pubblicato nel 1850 dallo scrittore statunitense Nathaniel Hawthorne. Racconta di Hester, del suo peccato e della comunità puritana in cui vive, piena di credenze e di scheletri nell’armadio. Anche il più santo di loro potrebbe avere un segreto…
Il libro l’ho trovato molto scorrevole. Hawthorne è riuscito a descrivere perfettamente le credenze di una comunità di puritani in quel secolo e a inserirle tutte quante nel libro.

Silvia Chinellato

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Beatrice Proietti — artistico Buniva @ 12:33
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In una mattinata d’estate splendeva sul corpetto di una donna bellissima, Hester Prynne, una lettera scarlatta: una A cucita con fili d’oro, talmente ben ricamata che si poteva pensare fosse un vanto per quella donna. Il suo significato non era altrettanto delizioso: era la A di Adultera. Hester per sette anni aveva portato sul cuore quella A, che aveva radicalmente cambiato la sua vita: quella lettera non era solo impressa sui suoi abiti ma anche nella profondità del cuore e dell’anima sua.
Il libro evidenzia il cambiamento di pensiero da quei secoli ad oggi, fa capire quanto era dura la vita con la legge puritana. Concede ad ognuno un po’ di forza per essere se stessi, sorvolando sul giudizio altrui. Racconta di come Hester abbia la capacità di amare una persona che, nonostante tutto, è la sua rovina, così come fa lei con la figlia Pearl. Ma soprattutto narra l’amore incondizionato verso una persona, di cui Hester si prende tutte le colpe pur di non rovinargli la vita. Questo libro mostra la grandezza d’animo delle persone.

Beatrice Proietti

14 gennaio 2011

LA LETTERA SCARLATTA, Nathaniel Hawthorne

Filed under: Enrica Perrot — artistico Buniva @ 22:18
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“La lettera scarlatta” è un romanzo scritto a metà dell’800 da Nathaniel Hawthorne. Narra la storia di Hester Prynne, una giovane e bella donna puritana che, durante un periodo di lontananza del marito, diventò madre di una bambina di nome Pearl. Per questo, Hester venne condannata per adulterio a portare cucita sulle sue vesti una “A” sul petto; una pena per nulla brutale, ma di un dolore molto più sottile: avrebbe sempre portato sul cuore il segno del suo peccato. La donna non dichiarò mai il nome del padre della piccola, un po’ perché essa nutriva nel cuore ancora un profondo legame per lui, ma soprattutto perché l’uomo, il Reverendo Dimmesdale, era un teologo e uomo di chiesa, stimato punto di riferimento per la comunità.

Il romanzo tenta di definire il rapporto fra l’uomo e il peccato, lo sgomento e il dolore, per poi giungere alla dissoluzione del senso di colpa e la redenzione ad essa legata.

Lo strumento principale dell’autore è quello di attuare una profonda analisi psicologica dei personaggi principali, caratterialmente opposti: Hester, forte e coraggiosa, è consapevole del suo peccato. Ella cerca di redimersi attraverso opere buone, lavorando duramente e aiutando i bisognosi, fino a riuscire a farsi addirittura amare per le sue qualità dagli altri componenti della comunità, che prima l’avevano in tutti i modi ostacolata. Il Reverendo Dimmesdale, debole e fragile, si sente vigliacco per non aver ammesso la sua colpevolezza. Egli rappresenta la tortura dei sensi di colpa e lo strazio del dolore; il suo sgomento lo perseguiterà per tutta la vita e lo porterà fino anche alla morte.

L’argomento esaminato da Hawthorne non è sicuramente trattabile con leggerezza, ma nonostante tutto l’autore riesce a esporlo in modo abbastanza chiaro, comprensibile e di scorrevole lettura. Le parti di testo dedicate ai pensieri e allo sgomento dei protagonisti sono crude e cariche di angoscia. Esse sottolineano la bravura dell’autore nel descrivere in modo minuzioso il punto di vista psicologico dei protagonisti, e riescono a far partecipare e coinvolgere il lettore.

Il testo è molto interessante anche dal punto di vista storico: dipinge in modo molto preciso usi e costumi delle nuove colonie inglesi del 1600 in America. Lo consiglierei soprattutto per questa sua qualità di romanzo storico, per conoscere in modo eccellente il punto di vista dello spirito Puritano.

Enrica Perrot

11 gennaio 2010

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Manuela Bertrand — artistico Buniva @ 01:06
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Hester Prynne, moglie di un anziano medico, arriva a Boston. Nel frattempo rimane incinta. La città la processa per adulterio e la condanna a portare una “A” (che sta per “adultera”) ricamata sul petto, così che tutti conoscano il suo errore. La donna non rivela il nome dell’amante e rimane nella città con la figlia Perla.
Il marito arriva a Boston, viene a conoscenza dell’accaduto, non perdona la moglie. Ha solo un desiderio: conoscere il nome di quell’uomo. Col passare del tempo riesce a scoprirlo, è il pastore Dimmesdale. Prynne gli diventa amico e va ad abitare a casa sua. Il pastore è malato e la sua salute va peggiorando, si sente colpevole di aver lasciato la donna da sola davanti agli occhi delle persone. Avrà solo il tempo di confessare le sue colpe e poi morirà lasciando comunque sole Hester e Perla che se ne andranno dalla città per poi tornarci anni dopo.
Il romanzo ha una trama intricata e in alcuni punti complessa da capire.
Si sente fortemente il dolore da parte di Hester per quell’amore verso Dimmesdale così sbagliato ma vero. Hester è una donna coraggiosa, resa forte dalla figlia, sua felicità e tortura contemporaneamente.

Manuela Bertrand

15 novembre 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 00:35
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Una mattina d’estate nella Nuova Inghilterra, nella piazza pubblica, avvenne un’esecuzione. Tutta la folla assisteva. L’accusata era Hester Prynne. La gente fu molto colpita dal suo bell’aspetto, ma soprattutto da quella lettera A, una lettera scarlatta sul corpetto del vestito.

Hester si avviò verso il luogo della punizione. Il palco era un punto di vista da cui le si mostrava tutto il panorama del cammino dalla sua infanzia fino ad arrivare lì. Davanti a lei cominciarono a scorrere nella memoria i suoi ricordi, i suoi genitori, gli stretti vicoli, la sua casa …

Non era sola, aveva un complice: quella bimba doveva pur avere un padre. Ci furono varie indagini, si continuò a cercare e cercare, fino a trovarlo: un uomo di Chiesa, il pastore! Ora c’era lui su quel palco, davanti a tutta quella gente, nessuno lo avrebbe riconosciuto, ritenuto fedele ma in realtà complice del diavolo. Aveva nascosto per sette anni il suo peccato, ma ora che era lì non se ne vergognava e, dopo le parole d’addio, morì.

Passarono gli anni e la piccola Pearl divenne grande. Le due donne andarono via, oltre l’oceano, in un paese sconosciuto, ma poi un giorno ecco arrivare una donna dai capelli grigi con la lettera scarlatta, davanti alla porta di quella casa che nessuno aveva mai più aperto. Hester era tornata. Era stata marchiata per tutta la vita, ma lei voleva continuare la sua pena, in quella Nuova Inghilterra che ora la guardava con occhi diversi, sempre impauriti ma con un velo di curiosità e molte domande da porle.

Ed ecco così che quella lettera scarlatta divenne una leggenda che si modificò e si tramandò fino a noi.

Morena Amparore

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Susanna Bertolucci — artistico Buniva @ 00:00
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La storia parla di una donna, Hester, che viene condannata a morte per adulterio in quanto ha avuto una figlia di nome Pearl nonostante il marito non ci sia. Poi si scopre che lei non vuole dire il nome del padre della bambina perchè lui e il reverendo della città e quindi non vuole che la colpa ricada su di lui. Ad un certo punto il marito di lei torna dopo essere stato catturato dagli indiani, e dice a lei di non rivelare chi è, così può scoprire chi è l’amante di lei perchè lei si rifiuta di dirglielo. Comincia cosi un crescere di tensione e di angoscia che si conclude alla fine con la rivelazione.

Questo libro mi è piaciuto perchè parla del coraggio di una donna che pur di non cedere finisce al patribolo e che per amore di un altro è disposta a mettere a rischio la sua stessa vita.

Susanna Bertolucci

6 settembre 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Marco Minetto — artistico Buniva @ 15:50
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Il romanzo si svolge in Inghilterra, a Boston, nel diciottesimo secolo. La protagonista, Hester Prynne, si è trasferita lì da un paio d’anni e il marito non l’ha mai raggiunta. Lei si ritrova madre di una bambina. Deve così affrontare le offese di tutti e per il suo peccato è prevista la pena di morte, ma considerando la sua giovane età i magistrati decidono di graziarla. La punizione afflitta è comunque molto severa: dovrà portare per tutta la vita la lettera A di adultera color scarlatta sul grembo, un segno che dovrà ricordare a lei e a tutti il peccato di cui si è macchiata.

Il marito ritornato a Boston, scopre la punizione di Hester, e sotto falso nome decide di mettersi alla ricerca dell’amante della moglie, il reverendo Dimmesdale che ammetterà la propria colpa.

Tutto ciò, riportato ai nostri tempi, ci pare alquanto assurdo. Il peccato esposto a tutti in modo che si possa puntare il dito. L’umiliazione della protagonista per un fatto solo ed esclusivamente personale. Le malelingue per cui il miglior passatempo, soprattutto nei piccoli centri, è il pettegolezzo malevolo. L’uomo non veniva punito, la donna sì, colpevole d’ aver amato troppo.

Quello che mi ha colpito è la sofferenza che lei prova. La condanna però la rafforza caratterialmente rendendola in grado di affrontare la vergogna(?) e sopportare il dolore. Da questo c’è da imparare.

Marco Minetto

6 luglio 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Deborah Laggiard — artistico Buniva @ 00:43
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Questo è un romanzo ottocentesco che narra la storia di Hester Prynne, una donna che per aver inseguito il suo amore commette peccato di adulterio e viene condatta a portare una “A” di adulterio sul petto; inoltre viene reclusa per alcuni mesi in carcere insieme al risultato della sua colpa ovvero a sua figlia Pearl, che nonostante tutto è ciò che la fa andare avanti.

L’autore tocca un argomento molto particolare raccontando questa storia, ovvero la pena imposta alle donne colpevoli di adulterio in una comunità puritana nell’ottocento, o più precisamente nella società strettamente rigida e consevatrice di quegli anni, che sono l’esatto opposto della società moderna in cui tutti noi oggi viviamo.

Penso che per noi sia difficile credere che un simile gesto fosse punito con così tanta crudeltà, ma se riflettiamo a fondo in paesi asiatici tutto ciò succede ancora ai giorni nostri, anche se questi fatti rimangono nascosti agli occhi di tutti; o forse siamo noi che non riusciamo a vedere al di là di ciò che accade nel nostro paese.

Hawthorne riesce perfettamente a descrivere il profondo senso di angoscia a cui è sottoposta la protagonista, che viene vista da tutti solamente come una peccatrice che cerca di nascondersi sotto un mantello, un vestito, ma che rimarrà segnata a vita dalla lettera che porta sul petto; oltre a tutto ciò è obbligata a vivere in condizioni disumane, in carcere con la sua bambina, il frutto nato dal gesto a cui è stata condannata, ma nel contempo nata dal suo amore. Il dolore di Hester nel romanzo è destinato a convivere insieme a lei per sempre; anche quando sembra che ci sia una possibilità che si apra un varco di speranza, tutto finisce in uno schiocco di dita e lei è continuamente circondata dalla sofferenza per aver commesso un peccato punito in una maniera spropositata e troppo crudele.

Questo romanzo devo dire che mi ha veramente colpita, anche se mi è stato un po’ difficile seguire ogni passo della storia e penso che ognuno di noi dovrebbe leggerlo per rendersi conto di come un gesto a cui non viene data tutta questa importanza fosse punito in maniera eccessiva.

Deborah Laggiard

14 giugno 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 20:55
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Una peccatrice: questo è ciò che la gente diceva e pensava di lei quando gli capitava di incontrarla. Hester Prynne era una donna come tutte le altre, ma dentro di se aveva intrappolato il peccato. Lei, donna sposata, era stata accusata di adulterio, peccato per il quale in quel periodo si veniva condannati a morte, o incarcerati nel migliore dei casi.

Quando la si incrociava per strada, anche a debita distanza, appariva brillante sul suo petto, un’enorme lettera scarlatta, la A di adulterio. Questa era la pena, ricamata con le sue mani sul corpetto, così che tutti la potessero riconoscere, costretta ogni giorno al ricordo di quel peccato che le aveva dato una figlia, Pearl.

In fondo lei, non aveva fatto altro che trovare un’amore, un’amore vero, e lo aveva vissuto fino in fondo, schernita da tutti per colpa di questo suo amore proibito, illegale agli occhi di quella comunità così puritana. Nonostante tutto ciò che Hester aveva dovuto subire, giorno dopo giorno, la sua temperanza, l’ha fatta andare avanti, convivere con quella sua “A”. Grazie soprattutto all’amore nei confronti della piccola Pearl, non cede mai, mai rivela il nome del suo amante; sarà poi solo lui, lacerato dalla colpa e perseguitato dalle indagini per il riconoscimento, a confessare.

Una trama piuttosto complessa ed articolata, all’inizio difficile da seguire ma poi sempre più avvincente: entrare a vivere i dolori di questa donna, dolori difficili da comprendere per i nostri tempi. Difficile credere che il tradimento fosse punito spesso con la morte o con la persecuzione; difficile credere alla carcerazione di una donna e della sua bimba neonata, in una cella non idonea per la vita di una bambina così piccola, con il solo scopo di far ricordare giorno dopo giorno il grave errore della madre.

In realtà Pearl è stata l’unico mezzo di salvezza; l’unica ragione di vita di Hester.

Alessia Bauducco

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawtorne

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 18:52
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“La lettera scarlatta” racconta la storia di Hester una donna che dopo aver tradito il marito viene condannata ad una nuova vita, portando una lettera scarlatta sulla giacca.

Il marito di Hester dopo un lungo viaggio tornerà a casa; non molto conosciuto dalle gente del posto, deciderà di non rivelare la sua identità per scoprire l’amante della moglie. L’ amante di Hester però era un uomo di chiesa e da questa unione ne nasce una bambina: Pearl.

Questo romanzo è stato, a suo modo, difficile da leggere. Ho trovato pesante tutto ciò che Hester prova per tutto il libro, tutta la sofferenza che la sua tresca gli ha inflitto. Secondo me però a suo modo l’ ha fatta diventare una donna più matura.

Marta Piccato

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 18:41
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“La lettera scarlatta” è un romanzo che parla della tragica storia di Hester Prynne, una donna condannata a portare sul petto una A scarlatta, per aver commesso un adulterio. Hester, consapevole della propria condanna, vive nella sofferenza e nel tormento ma, sapendo di non poter tornare sui suoi passi, affronta la vita con coraggio.

Conseguenza di questo adulterio è la venuta al mondo di Perla. Fin dall’infanzia la bambina ha vissuto isolata dalle altre persone e l’unica che poteva vedere era proprio Hester. Essendo una bimba molto curiosa, Perla, chiedeva sempre cosa fosse quella lettera, procurando brutti e dolorosi ricordi alla madre.

La fuga fu una via d’uscita che Hester e il padre della bimba pensarono per lasciarsi alle spalle quella vita; ma, proprio prima di partire l’uomo viene colto da un malore e muore.

La sofferenza di Hester non finisce mai, neanche quando aveva trovato un modo per allontanarsi da quel posto. La condanna e tutte queste sofferenze fanno di Hester una donna forte, in grado di sopportare di più il dolore.

Caterina Colaci

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 18:22
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Questo romanzo è ambientato nella Boston del 1600. Parla di una donna di nome Hester che mette al mondo una bambina nonostante la lontananza del marito, e viene accusata di adulterio. Non ammetterà mai il nome dell’uomo che l’ha messa in cinta poiché ne è innamorata.

Quest’uomo è un reverendo, il suo nome è Dimmesdale. La donna viene costretta a portare cucita sui vestiti una lettera, la A di adultera. Grazie a questa vicenda e soprattutto grazie all’amore per la figlia, la donna diventerà più forte e riuscirà ad accettare bene il dolore che le ha provocato questa situazione.

È un romanzo pieno di emozioni che fa molto riflettere sul fatto di quanto l’amore sia importante e che per esso faresti di tutto. È una scrittura molto scorrevole e l’autrice riesce a non farti annoiare e a farti entrare nella storia come se fossi un personaggio. È molto bello ed entusiasmante.

Susanna Garis 

15 aprile 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Davide Bernardini — artistico Buniva @ 21:34
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“La Lettera Scarlatta” è un chiaro esempio di come viene preso coraggiosamente il dolore della realtà, della vita di ogni giorno.

La protagonista viene costretta ad indossare vestiti con cucita una lettera scarlatta sul petto, così da rendere visibile a tutti la vergogna della sua colpa… Adulterio. La condanna però non isola dal mondo Hester ma la rende più forte, la fa crescere caratterialmente, in modo da ritrovare una dignità ormai perduta, all’interno di una società fortemente puritana, di timorati di Dio, mentre in grembo le cresce il frutto del suo peccato.

Davide Bernardini

14 marzo 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 23:50
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Narra la storia di una giovane donna di nome Hester, sposata. Tutta la vicenda gira attorno al tradimento che Hester infligge al marito, il travolgente sentimento che tentenna tra passione e amore provato nei confronti di Dimmesdale, un reverendo, farà sì che ella vivrà una vita emarginata con la condanna, costretta a portare sul petto una lettera scarlatta, la A di adultera.

Tra il sogno infranto di un amore ormai perso Hester dovrà fare i conti con l’arrivo del marito tornato dall’America, ma custodirà segretamente il nome dell’amante; tutto si complicherà quando Hester darà alla luce una bambina frutto dell’amore impuro; a questa bambina darà il nome Pearl. Pearl: una bambina normale all’apparenza ma che in realtà ospita il male.

Questo libro mi ha angosciata molto: è stato tragico, sentimentale e drammatico al tempo stesso; un mix di emozioni. Il sentimento che Hester prova per l’amante è molto bello e passionale, tutto in apparenza perché dietro si nasconde il fatto che è illegale, che è peccato; anche dopo la nascita della figlia frutto di questo amore impuro, Hester avrà questa immagine di peccato sempre davanti agli occhi, perché a ricordarglielo sarà la figlia che, attraverso dei comportamenti da indemoniata, le farà sempre rivivere la consapevolezza di aver trasgredito. E’ stato un po’ pesante da leggere perché la mentalità di una volta è molto diversa da adesso: ora esiste la separazione, non la pena di morte, e le orribili cose che deve subire Hester non mi sembrano giuste, non penso che se le sia meritate tutte. Secondo me aveva il diritto di ricominciare da capo e non di vivere tutte queste sventure. Penso che questo libro sia stato scritto così perché era in un momento in cui il popolo doveva aver timore di Dio, rispetto della religione.

Un’altra cosa che fa comprendere di più che Hester ha sbagliato è il fatto che partorisce una bambina posseduta dal demonio; appunto ora più nessuno o quasi nessuno ha il timore di queste cose, in quanto nessuno ci crede più. Hester avrebbe vissuto una vita tranquilla e pacata nella nostra epoca.Non l’avrebbe vissuta altrettanto il reverendo in quanto uomo di chiesa: ancora tuttora ci sembra sbagliato sia a livello politico che religioso che un uomo di chiesa abbia una famiglia e una vita normale.

Martina Bilancieri

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