ROMANZI 2.0

6 novembre 2016

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Enrico Doglio — artistico Buniva @ 18:20
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Questo romanzo, scritto da Cesare Pavese, è narrato in prima persona dal protagonista: Corrado, un insegnante di scienze, uomo insicuro che però matura con l’avanzamento della storia. Lui vive in una casa in collina con due donne. Durante tutto il periodo della storia è afflitto da sensi di colpa e da pensieri nostalgici. Questo romanzo è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale  e ci fa capire quanto sia terribile la guerra, la disperazione e l’influenza psicologica che emotivamente trasmette a qualsiasi persona che la vive,  indifferentemente se combatte o no. A parer mio Pavese si immedesima molto nel personaggio, facendo sì che le emozioni e gli avvenimenti che scrive siano ancor più credibili, facendo così immergere il lettore nel romanzo, che risulta piacevole alla lettura.

Enrico Doglio

22 dicembre 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Valentina Tortone — artistico Buniva @ 02:33
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Il romanzo è concentrato sulla vita di Corrado, un insegnante di scuola media, che durante la seconda guerra mondiale fugge dai bombardamenti trovando rifugio in casa di due donne sulla collina torinese. La vita di Corrado non è molto tranquilla, poiché dovendo fuggire da Torino ritorna sulle colline su cui ha trascorso la sua infanzia, le quali susciteranno in lui diversi pensieri. Questo romanzo è narrato in prima persona dal protagonista; durante la lettura ci accorgiamo dello stato di questo uomo, apparentemente in pace con sé stesso, ma non altrettanto con gli altri. Incontreremo le sue paure, i suoi pensieri e i suoi rimpianti, che lo renderanno una persona migliore, forse. Mi è piaciuto soprattutto perché ti immerge nelle vicende della storia, rendendoti molto partecipe, e ti fa immaginare te stesso al posto di Corrado.

 Valentina Tortone

18 dicembre 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Jennifer Conrad — artistico Buniva @ 12:24
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Vivo per caso:  “Ancora oggi mi chiedo perché quei tedeschi non mi aspettarono alla villa mandando qualcuno a cercarmi a Torino. Devo a questo se sono ancora libero, se sono quassù. Perché la salvezza sia toccata a me e non a Gallo, non a Tono, non a Cate, non so. Forse perché devo soffrire dell’altro? Perché sono il più inutile e non merito nulla, nemmeno un castigo?…. L’esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più. Rende sciocchi, e sono al punto che essere vivo per caso, quando tanti migliori di me sono morti, non mi soddisfa e non mi basta. A volte, dopo aver ascoltato l’inutile radio, guardando dal vetro le vigne deserte penso che vivere per caso non è vivere. E mi chiedo se sono davvero scampato.”
La guerra, si capisce, sconvolgeva i comportamenti di tutti all’epoca, e questo è un aspetto che Pavese fa capire bene. La guerra influisce parecchio sulla psicologia di chiunque la viva e la subisca, e di conseguenza anche sulle azioni di ciascuna persona. Non si può giudicare una persona che scappa, che resiste, che combatte o che non fa nulla, in tempi di guerra, la si deve capire e basta. Oltre alla guerra, un altro aspetto secondo me rilevante del romanzo, è quello delle riflessioni di Corrado, il protagonista, che per certi aspetti possono apparire crude e distaccate; qualcuno le ha definite anche come un qualcosa che anticipa la sua depressione.

Jennifer Conrad 

 

17 marzo 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Roberta Micol — artistico Buniva @ 00:03
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“Ora che ho visto cos’è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?” Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.”

Finisce così la riflessione di Corrado, insegnante di scienze e protagonista de “La casa in collina”, breve romanzo autobiografico di Cesare Pavese pubblicato agli inizi del 1948. Il racconto è ambientato nelle valli torinesi e cuneesi nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, un periodo freddo e privo di ragioni. Durante tutta la lunghezza del libro è presente l’alternarsi di due caratteristiche che Corrado descrive nei diversi personaggi: la voglia di vivere e la tremenda paura. Corrado racconta questa storia come se vedesse la guerra con occhi diversi, esterni, che non vogliono prendere parte a ciò che vedono, ma che vorrebbero rimediare il tutto con pochi gesti. Lui, spostandosi dalla sua amata collina piena di tranquillità e felicità, alla città dove ad essere protagonisti sono i bombardamenti e gli svariati incendi, non si da pace, facendosi accompagnare per lunghi anni da dubbi. 

Ho apprezzato molto questo racconto e sono rimasta colpita dallo strano carattere del protagonista, dalle sue difficoltà a rapportarsi con gli altri: particolarmente solitario, ma capace di divertirsi e socializzare con le persone che lo circondano. Il tema suscita dubbi e riflessioni, ma Pavese è riuscito con alcune semplici parole a rendermi più facile il significato della guerra e delle emozioni provate.

Roberta Micol

14 gennaio 2011

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Deborah Laggiard — artistico Buniva @ 18:20
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“La casa in collina” è un romanzo ambientato nel periodo della guerra. A differenza di altri romanzi in cui viene narrata la storia di chi vive direttamente la guerra, Pavese ci racconta qualcosa di un pò particolare, ovvero la storia di Corrado e più precisamente la sua continua fuga nel trovare un rifugio sicuro dalla guerra, ma soprattutto il sentimento continuo d’angoscia che prova e che provano gli altri personaggi che lo circondano, dato che potrebbe succedere qualsiasi cosa da un momento all’altro.
Pavese si immedesima nel protagonista, nel suo sentimento di solitudine e nella descrizione riesce a far penetrare nel romanzo anche il lettore, rendendolo partecipe delle sue riflessioni sulla guerra, scrivendo un romanzo molto coinvolgente.

Deborah Laggiard

13 gennaio 2011

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 16:06
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Questo libro è molto interessante e particolare, soprattutto per quanto riguarda lo stato d’animo, le sensazioni, le paure e il coraggio che esprime Corrado, il protagonista, nei confronti della guerra.Io non ho mai provato le sensazioni provocate da una guerra, per fortuna, ma posso immaginare e sostenere quelli che lo hanno provato, pensando che però è proprio vero che la guerra finisce veramente solo per i morti, come dice il protagonista alla fine del romanzo, perché quelli che sopravvivono hanno brutti ricordi da portarsi fino alla fine anche se cercano di dimenticarli. All’interno del romanzo non c’è la guerra vissuta nelle trincee o nei boschi, ma la guerra vissuta all’oscuro di quello che poteva accadere da un momento all’altro, sapendo che bisognava fuggire, perchè non sapevi chi potevi trovarti davanti in un sentiero in mezzo al bosco, come ha provato Corrado. Solo una cosa era certa: che il suono di uno sparo non era niente di rassicurante e che faceva tremare non solo le gambe, ma anche il passato che ci siamo lasciati alle spalle.

Vanessa Bonino

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Alice De Bernard — artistico Buniva @ 15:44
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Questo romanzo è stato pubblicato alla fine del 1948 ovvero negli anni del dopoguerra, successivi a disastri e orrori, ma l’obbiettivo dell’autore è quello di dimostrare che anche se le condizioni non erano ottime e si era privi di cose fondamentali quali una casa, del cibo, un lavoro, la voglia di ricominciare e la speranza animata dagli ideali socialisti diede la forza di vivere e di ricostruire ciò che la guerra aveva distrutto.

Ambientato sulle colline piemontesi, la vicenda presenta come protagonista un professore, Corrado, che trova rifugio appunto nella “casa in collina”  per sfuggire dai pericoli della guerra nelle città. Inizia a frequentare un’osteria dove incontra una sua vecchia fiamma, Cate, insieme al figlio Dino, al quale si affeziona molto.

Ma la vicenda diventa drammatica quando Fonso, amico di Corrado, intraprende la strada da partigiano, ma viene catturato e deportato insieme a Cate. Corrado si rifugia in un convento a Chieri mentre Dino andrà alla ricerca della madre. E’ proprio in questo frangente del romanzo che si avverte il contrasto tra il protagonista, riflessivo e dubbioso, e Dino, al contrario molto più coraggioso, che senza pensarci troppo sceglie immediatamente di fuggire per ritrovare la propria madre.

La descrizione del paesaggio piemontese assume un valore simbolico per il protagonista; inoltre la lettura è stata piacevole per la raffinatezza con cui Pavese ha scritto questo romanzo.

Alice De Bernard

14 novembre 2009

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 23:09
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“La casa in collina” è un romanzo scritto da Cesare Pavese che narra la storia di Corrado, un insegnante di scienze. Egli insegna a Torino, ma non vive in città, bensì sulla collina torinese con madre e figlia.

Tutta la vicenda è ambientata nel duro periodo della seconda guerra mondiale. Cesare Pavese con queste pagine da lui scritte si identifica con Corrado e fa capire bene come sia stato difficile vivere e prendere decisioni in quei anni, in cui si passano giornate girovagando in cerca di un luogo sereno. Il romanzo cambia volto quando il protagonista va in un’osteria di paese e ritrova Cate, donna con cui in passato aveva avuto una relazione. Proprio da qui in avanti lei cercherà di tirar fuori i pensieri e gli ideali politici che Corrado portava dentro sè, ma senza arrivare ad un risultato.

Romanzo interessante ma allo stesso tempo complicato in quanto i capitoli non coinvolgono totalmente il lettore.

Sonia Revel

31 maggio 2009

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Giacomo Poet — artistico Buniva @ 17:20
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E’ molto frustrante la sensazione di indecisione. E’ la sensazione che per tutta la durata di questo romanzo accompagna il protagonista, che è nello stesso tempo anche il narratore in prima persona delle sue vicende.
Corrado è un professore di scienze che insegna a Torino, ma non vive in città, bensì tutte le sere ritorna a rifugiarsi in una villa sulle colline intorno alla città piemontese, nella “casa in collina” appunto.

Gli anni in cui è ambientato il romanzo sono gli anni della seconda guerra mondiale, e l’indecisione è propria di Corrado, che vorrebbe combattere ma non và, e perciò si sente in colpa, con una morsa allo stomaco che non lo lascia mai stare tranquillo. Girovagando una sera con il suo cane si imbatte in una locanda, “Le Fontane”, e qui si imbatte in un gruppo di giovani partigiani, ma soprattutto in Cate.

Cate è una donna con cui lui in passato aveva avuto una relazione, e che adesso, dalla ragazzina insicura che era, si è trasformata nella figura forte e sicura di sè, mentre lui è diventato debole e senza un ideale da seguire e per cui valga la pena combattere.

Tutto il romanzo è incentrato da qui in avanti sulla figura di Cate che cerca di tirar fuori da Corrado la vera idea che lui ha dentro, ma senza riuscirci.

Queste pagine fanno capire come doveva essere difficile prendere decisioni importanti a quel tempo, ma secondo me poteva essere anche un modo per poter davvero seguire e perseguire i propri ideali politici, un periodo che di sicuro accomunava le persone, formando gruppi e amicizie indissolubili se riuscivano ad attraversare la guerra.

Giacomo Poet

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Susanna Bertolucci — artistico Buniva @ 16:32
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Questo romanzo parla di un uomo Corrado che cerca in qualche modo di non pensare alla guerra e a tutte le brutture di essa, e che conduce una vita “tranquilla” vivendo con la madre e un’altra donna e frequentando delle persone che si ritovano in un osteria. Infatti secondo lui bisogna stare da soli e pensare a se stessi. Molto presto si accorgerà che la guerra, a cui si era abituato, può ancora fargli paura. Si rifugerà in un monastero ma nonostante sia un posto solitario e tranquillo non riuscirà a trovare la sua pace interiore, perchè i pensieri lo tormenteranno.

In questo romanzo Pavese parla della solitudine come un modo per non pensare a cio che succede intorno; poi parla della guerra e quindi ti fa capire come fosse difficile vivere in quegli anni; infine tratta il tema della fuga dai tanti rimorsi e dai ricordi a cui però non si può sfuggire in nessun modo.

Questo libro l’ho trovato interessante in quanto parla di un periodo complicato, poi perchè ho trovato interessante la figura del protagonista che, secondo me, per certi versi è ambigua. In questo romanzo come in altri si vede la difficoltà che visse Pavese durante il periodo della guerra, che forse fu anche una delle cause del malessere che poi lo spinse al suicidio.

Per fare riferimento al protagonista Corrado, anche lui, anche se si rifugia nella tranquillità, non riesce a scordare le immagini della guerra, come secondo me è stato anche per l’autore.

Susanna Bertolucci

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 14:33
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Questo libro raconta la storia di Corrado, un uomo che vive in una casa in collina con due donne. Corrado frequenta “Le fontane”, un osteria dove lavora un suo vecchio amore, Cate, con il figlio.
Quando nel paese dove vive arriverà la guerra, Corrado sarà costretto ad andare via e si rifugerà in un convento a Chieri portandosi anche il figlio di Cate, ma per la paura tornerà a casa lasciando che Dino, il figlio di Cate, parta alla ricerca della madre. Dopo la guerra Corrado inizierà a maturare e a prendere più coraggio.

In questo libro secondo me è rappresentato bene il tempo della guerra.

Corrado, il protagonista, è un uomo insicuro e immaturo, che secondo me matura con l’avanzare del libro.

Sicuramente è un libro che fa riflettere ma non è stato uno dei più belli che ho letto.

Marta Piccato

2 febbraio 2009

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Arianna Collino — artistico Buniva @ 01:07
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Il libro è ambientato nelle Langhe, nel periodo della seconda guerra mondiale. Il protagonista è Corrado, insegante di scienze, che vive con due donne in una casa in collina.

Nel libro si raccontano le vicissitudini di Corrado. Si comincia con un protagonista nostalgico, che passeggia molto per la collina, cercando tutto ciò che da piccolo lo affascinava, cercando di tenersi il più lontano possibile dalla guerra, e si termina con un Corrado più maturo, più interessato alla politica e al prossimo, e quindi più sensibile verso quella che era la quotidianità delle persone dell’epoca, che divenne anche sua.

Arianna Collino

2 dicembre 2008

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artistico Buniva @ 17:55
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Il libro è basato su un ambiente di guerra, e questo mi ha fatto pensare e immaginare la difficolta e la disperazione della gente che cerca di salvarsi la vita.

A parte questo il libro descrive il protagonista, Corrado, come un uomo solitario a cui non importa niente di quello che accade intorno a lui e che cerca di trovare la serenità, la solitudine e il silenzio in un monastero. Corrado però non resta lì perchè non riesce a trovare ciò che cerca, e questo mi ha fatto venir in mente come spesso noi cerchiamo un luogo adatto a noi, che poi si rivela qualcosa di sbagliato o inadatto alle nostre esigenze.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

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