ROMANZI 2.0

3 febbraio 2017

JANE EYRE, di Charlotte Bronte

Filed under: Francesa Capuano — artistico Buniva @ 12:49
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La protagonista è appunto Jane Eyre . Tutto inizia quando la ragazza è ancora una bambina orfana e viene accolta in un orfanotrofio, dopo essere stata per un certo periodo dagli zii. Nella scuola ci sono molti problemi tra cui la diffusione del tifo . In questa scuola si appassiona però all’insegnamento e dopo gli studi diventa l’insegnante della figlia dei Rochester. Qua si innamora. La storia avrà numerose turbolenze ma alla fine il signor Rochester le chiederà la mano. Si scopre però che era già sposato con una donna di nome Bertha. Jane se ne va ma tornerà quando alla morte di Bertha il signor Rochester rimarrà cieco e potranno sposarsi . In questo libro viene data una particolare importanza alla figura della donna, nonostante il periodo in cui è ambientato.

Francesca Capuano

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JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Filed under: Asja Femia — artistico Buniva @ 12:39
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Questo romanzo è un’autobiografia in prima persona che tratta della vita della protagonista, Jane Eyre. Le vicende si svolgono in alcuni paesini dell’Inghilterra del 1820. La narrazione comincia con una tipica giornata inglese, piovosa, buia e umida. Jane era ancora una bambina, intenta a leggere un libro nella grande biblioteca della zia Reed, la tutrice legale. La piccola è orfana di entrambi in genitori e, al momento della morte del padre, la sua custodia fu affidata alla sorella di lui, una donna scorbutica, piena di gelosia e di odio. Jane non fu mai trattata con rispetto e all’età di otto anni fu mandata in collegio. Lì imparerà a scrivere, a dipingere, a suonare e a lavorare a maglia; imparerà l’umiltà e i valori umani. All’età di diciotto anni deciderà di cercare lavoro e ne troverà uno ben retribuito come istitutrice di una bambina benestante. Al momento del suo trasferimento alla villa di famiglia, ne conoscerà il proprietario. Questo incontro sarà l’incipit di una serie di fortunati e sfortunati eventi che caratterizzeranno la vita di Jane.

Lo stile di scrittura della Brontë è un’alternanza di momenti descrittivi, di ambienti e personaggi, e di sequenze dialogiche e narrative. La scrittrice approfondisce l’evoluzione della protagonista sia dal punto di vista emotivo che da quello morale e sentimentale, nel corso di tutta la durata del romanzo. Questo romanzo mi è piaciuto molto perché ha una trama particolarmente avvincente; un dedalo di avvenimenti che sfiorano l’impossibile ma che restano credibili e molto interessanti. A parer mio, la fine è completamente inaspettata ma al contempo dolce, romantica e appagante. 

Asja Femia

18 dicembre 2014

JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Filed under: Uncategorized — artistico Buniva @ 00:42
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Questo romanzo racconta la vita di Jane Eyre. La storia è ambientata in un’Inghilterra del’Ottocento in cui vi erano forti distinzioni sociali e culturali. La sventurata vita di Jane Eyre è caratterizzata da un suo forte senso di giustizia (influenzato soprattutto dalla religiosità, che le è stata inculcata fin da piccola). Questa particolarità del suo carattere, l’ha portata a compiere decisioni difficili, che però l’hanno aiutata ad ottenere ciò che per lei era più importante, ovvero l’affetto e il calore di una famiglia.
Un altra caratteristica di questo romanzo è che in ogni sventurata situazione c’è un aiuto da parte del destino; oppure, secondo le forti credenze religiose di quel periodo, si può dire che furono  le risposte di Dio di fronte alle sue invocazioni. Ogni scelta che lei ha fatto è stata decisiva per il suo futuro, ogni decisione che ha preso ha dato una svolta alla sua vita. Questo ci fa capire che la nostra vita dipende delle scelte che facciamo in base a noi stessi, cioè al nostro carattere e alle nostre emozioni. La parte finale del libro ci dimostra come la forza dell’amore può unire due persone distanti e divise dal destino, e ci insegna che, per quanto vadano male le cose, bisogna sempre avere speranza, perché alla fine il destino, o Dio, o qualsiasi forza superiore, ci condurrà verso la felicità.

Francesca Toppino

17 dicembre 2014

JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Filed under: Valentina Tortone — artistico Buniva @ 23:40
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‘Un bambino non può misurarsi coi grandi come avevo fatto; non può lasciar libero sfogo ai sentimenti più violenti, come era accaduto a me, senza provar poi la fitta del rimorso e il brivido della reazione.’  Questa frase mi ha colpito molto durante la lettura del romanzo perché mi ha fatto capire la sofferenza di questa bambina, nel farsi rispettare dalla famiglia in cui ha vissuto parte della sua vita. In questo romanzo, scritto in forma autobiografica, Jane Eyre la protagonista ci racconta la sua storia. Jane è un orfana che trascorre la prima parte della sua vita in casa della zia, ma qui purtroppo non viene trattata come un normale membro della famiglia bensì come una cattiva bambina. Solo in precedenza era stata amata dallo zio, morto esprimendo come ultimo desiderio quello di far crescere la sua nipotina dalla moglie. Jane resiste ai maltrattamenti grazie al suo forte carattere ma presto verrà mandata in un orfanotrofio, quello di Lowood School. In questa scuola imparerà molti principi e valori e riuscirà anche a trasmetterli ad altre ragazze diventando insegnante. Successivamente troverà occupazione come istitutrice ad una bambina di nome Adele.

Questo romanzo mi è particolarmente piaciuto: lo stile presenta molte descrizioni e approfondimenti dei personaggi, luoghi e situazioni sentimentali che ti fanno sentire parte del racconto, o meglio, come se Jane fosse davanti a noi a raccontarci la sua vicenda. Infine troviamo un finale a sorpresa che rende tutta la vicenda migliore.

Valentina  Tortone

 

11 ottobre 2014

JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Filed under: Martina Cinanni — artistico Buniva @ 21:15
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Il romanzo è una biografia della storia di Jane Eyre, una bambina orfana di genitori che fin da subito ebbe un‘infanzia difficile. Ciò non impedì alla giovane donna, nel corso degli anni, di continuare gli studi e di diventare così una stimata insegnante, ma anche una donna libera e molto indipendente. Proprio grazie a questa indipendenza Jane avrà l’opportunità di conoscere il misterioso e tenebroso Mr. Rochester, discendente dell’omonima famiglia nonché proprietario del Thornfield Hall. Amori tormentati, false promesse, terribili segreti, importanti decisioni: sono questi i quattro punti principali su cui si basa la vicenda, che diventa così un romanzo avvincente che ad ogni pagina ti conquista sempre di più.
Ho trovato il romanzo molto interessante e stimolante. E’ come se ti invitasse a far parte della movimentata vita di Jane Eyre.

Martina Cinanni

1 febbraio 2009

JANE EYRE, di Charlotte Bronte

Filed under: Carlotta Gaiara — artistico Buniva @ 23:28
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Parla della vita di Jane che può essere considerata attraverso tre periodi fondamentali: l’infanzia trascorsa a casa di parenti che la detestano e poi in un collegio femminile, gli anni in cui lavora come istitutrice a Thornfield Hall e infine il periodo dell’allontanamento da questa casa e il successivo ritorno. La Jane bambina orfana di genitori, accolta a casa della zia subisce continue angherie e vessazioni, sia da parte della zia che dovrebbe prendersi cura di lei, sia da parte dei cugini. Viene poi affidata ad una scuola nella quale la attendono ancora sacrifici, privazioni e pesanti lavori. Le pessime condizioni dell’istituto e la mancanza di cure mediche portano alla morte diverse bambine, tra cui la sua migliore amica. Jane sopravvive solo grazie alla sua forza d’animo e alla sua determinazione. Riesce a concludere gli studi e rimane all’interno dell’istituto ad insegnare fino a quando trova occupazione come istitutrice della piccola Adele presso la ricca dimora di Thornfield Hall. Trascorre in maniera serena questo periodo fino a quando fa ritorno a casa l’arcigno Mr Rochester. I due si conoscono, pian piano si innamorano e decidono di sposarsi. Jane non è bella, non è ricca, ma è colta, intelligente e indipendente. E’ all’opposto delle donne che Rochester frequenta, tutte lustrini e frivolezze, ma forse proprio per questo ne è attratto in maniera irresistibile. Trovato perciò l’amore, sembra che finalmente le cose comincino ad andare per il verso giusto, sembra che finalmente la vita possa ricambiarla di tutte le privazioni, sembra che finalmente Jane possa essere felice. Ma presto tutto cambia: la dimora di Rochester cela infatti un segreto; cela sua moglie, Bertha Mason, affetta da disturbi di mente. Una moglie pazza, ma tuttavia legittima e ciò non consente a jane di scendere a patti. Rinuncia a Rochester che non può più sposare, si allontana dalla sua dimora e riprende con fatica e altrove la sua vita. Riceve una proposta di matrimonio da un altro uomo, ma quando è sul punto di accettarla qualcosa la induce a tornare sui propri passi. Sente infatti che qualcosa di terribile è accaduto. Al suo ritorno a Thornfield Hall troverà Rochester solo, abbandonato e cieco sulle rovine di quello che era stato il suo sfarzoso castello. La moglie lo ha infatti incendiato ed è rimasta uccisa nello stesso rogo. Jane e Rochester sono ormai sullo stesso piano economico e anche su quello sociale. E non è più sposato. Tutti lo hanno abbandonato: gli amici con i quali partecipava alle feste, i ricchi con i quali era solito trascorrere il suo tempo. Non ha più nulla. Ed ecco che Jane con la sua caparbietà, la sua forza e la sua dedizione si concede senza più riserve. 

E’ una storia d’amore che mi ha appassionato leggere, diversa dalle solite, scorrevole e affascinante. E’ il libro che mi è piaciuto forse più di tutti …la recensione è un pò lunga ma se no, assicuro che si capiva ben poco; è un libro che entra molto nei dettagli. 

Carlotta Gaiara

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