ROMANZI 2.0

31 ottobre 2016

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Davide Tarzia — artistico Buniva @ 22:27
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Il romanzo parla di Harry Haller, il protagonista, un uomo sulla cinquantina che è in serio conflitto con se stesso, poco socievole, solitario, ormai quasi sull’orlo del suicidio. Lasciando la stanza che affitta, lascia anche un manoscritto con le sue memorie, in cui si definisce un uomo dalla doppia personalità, quella dell’uomo e quella del lupo; una di nobili pensieri e l’altra dominata dagli istinti selvaggi e caotici. Queste due personalità in contrasto dentro di lui gli rendono la vita una sofferenza continua, portandolo quasi al suicidio. Ormai sull’orlo di questa tragica fine, Harry conosce una donna dolce e seducente, Erminia. Con Erminia il nostro impara a godersi i piccoli e grandi piaceri della vita. Giunti alla fine del romanzo ci troviamo nel “Teatro magico” dove  il nostro Harry sembra ormai aver riacquistato la capacità di amare, ma purtroppo, sotto l’effetto di una droga, toglie la vita alla sua amata Erminia. A causa dell’omicidio commesso, Harry viene condannato dal “Teatro magico” alla pena della vita eterna; gli appare così Mozart, che lo esorta a ridere di più della vita, a non dare troppo peso ai sentimenti, imparando l’assurdo gioco della vita.

Personalmente non ho compreso molto il significato di questo libro, ciò nonostante sono stato molto coinvolto e interessato alla storia di Harry Haller

                                    Davide Tarzia

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23 febbraio 2014

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 23:45
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E’ un romanzo molto particolare, in cui viene trattato il tema della doppia personalità, sempre in conflitto l’una con l’altra e incapaci di creare un’alleanza tra esse.
Harry il protagonista è appunto afflitto da questo sdoppiamento: una personalità in quanto uomo, molto distaccata dal mondo, solitaria ed indipendente, ed un’altra da lupo, che ha istinti caratteristici del genere animale e lo rende libero e selvaggio.
Il romanzo ha una struttura piuttosto complessa in quanto il linguaggio non è di semplice comprensione.

In generale il libro non è stato troppo di mio gradimento perchè la storia in se non mi ha entusiasmata particolarmente.

Debora Banchio

1 novembre 2013

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:15
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Il libro parla di un uomo di nome Harry, un tipo solitario, pensieroso e insoddisfatto della sua vita e di ciò che pensa la gente. Vive in una stanza polverosa in cui tiene tutti i suoi libri. La sua vita è oziosa ma complicata allo stesso tempo. Harry è costretto a convivere con un lupo: il lupo della steppa, quello che prevale nel suo carattere: è il suo lato nascosto, la sua seconda anima, rispetto all’altro lato, arreso, solitario e infelice.
Incontrerà una donna che diventerà molto importante per lui perchè gli insegnerà a divertirsi, ad amare la gente e la  vita; scoprirà il piacere per la danza e per le donne. Lei vuole fare un patto con lui molto serio che gli svelerà successivamente. Tutte queste avventure che quella donna, che diventerà un’amica e una sorella, gli farà vivere, richiederanno un prezzo molto caro.

“Il lupo della steppa” è stata una lettura lunga, difficile e noiosa. Hermann Hesse ha la capacità di entrare in me stessa e tirare fuori i miei sentimenti e i miei stati d’animo che non conosco e che, anche quando li conosco, non sarei mai riuscita a esprimere.
Mi era piaciuto “Siddharta” e il suo modo di scrivere, perciò mi aspettavo che mi coinvolgesse di più. Probabilmente questo libro si può capire solamente quando si ha un preciso stato d’animo, simile a quello di Harry, così da ritrovare nella storia pensieri e atteggiamenti che rispecchiano se stesso. Invece, avendolo letto con uno stato d’animo differente, non mi ha coinvolto e convinto: ho trovato banali alcuni discorsi, il comportamento di Erminia e le sue parole.

Marina Marmello

12 gennaio 2011

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Ivan Siondino — artistico Buniva @ 11:12
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Il protagonista di questo romanzo è Harry Haller, un cinquantenne, diviso tra il divino ed il diabolico; il quale prima di scomparire lascia un manoscritto, in cui racconta della sua duplicità, tra l’umanità e la bestialità; per lui la bestialità viene espressa con l’odio per la superficialità, mentre l’umanità si esprime tramite la liberta di pensiero. Questa sua lotta lo spinge all’isolamento ed a cercare il suicidio, fino a quando non incontra Erminia, la quale gli fa conoscere i piaceri dellla vita dei quali non aveva ancora goduto.

Verso la fine del romanzo vediamo Herry uccidere con una pugnalata Erminia, quando finalmente aveva imparato ad amare ed a vivere; per questo la sua condanna è la vita eterna.

Il tema del racconto è l’isolamento nel quale il protagonista si chiude; alcune volte Harry per curiosità esce dal suo mondo, per osservare quello che c’è fuori; un altro tema è sicuramente la duplicità dell’essere umano: la parte umana ossia quella sociale e razionale, mentre dall’altra parte troviamo l’essenza del lupo, quella animale irrazionale e che ci spinge ad isolarci. Sicuramente l’uomo ha una doppia personalità, che cambia da persona a persona secondo i suoi modi di vivere e gli insegnamenti ricevuti.

Ivan Siondino

IL LUPO DELLA STEPPA, di Herman Hesse

Filed under: Nadina Grahic — artistico Buniva @ 10:37
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Il malessere che prevale senza dare tregua, un male incurabile, una continua angoscia verso ciò che si è, verso ciò che si è diventati e verso la propria vita, piena di insoddisfazioni. Un continuo lamento per quello che non si ha, per quello che si vorrebbe avere, una riflessione sul proprio essere e solo su ciò che la vita ha di brutto da offrire, senza riuscire a capire, a valorizzare, quel poco di bello, di buono, che in ognuno di noi c’è. Un libro troppo pessimista nei confronti della vita e per quelle poche cose belle che ci capitano; un romanzo filosofico, con un linguaggio neanche troppo complesso, ma che rende , nonostante ciò, la lettura molto pesante e noiosa perché, a parere mio, l’autore si sofferma solo su una delle sfumature della vita, quella negativa; un intero libro incentrato solo su questo aspetto e sempre li, a rimarcare determinati concetti, rimane veramente molto pesante , noioso ma anche ripetitivo, perché il concetto è uno solo: è vero che viene approfondito, ma non invoglia il lettore ad appassionarsi, anche se poi il finale è qualcosa di veramente inaspettato.

Nadina Grahic

18 gennaio 2010

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Federica Finizio — artistico Buniva @ 01:49
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Questo libro l’ho letto con fatica. Un argomento molto pesante, noioso e difficile da leggere. Una vita che non trova lati positivi, però con un po’ di coraggio riprende senso.

Il protagonista, Harry, ha un blocco causato dall’uomo e dal lupo. L’uomo rappresenta le cose culturali e spirituali; il lupo rappresenta la confusione e tutto ciò che è istintivo. Harry a causa di questo blocco arriva quasi ad ammazzarsi. Per fortuna decide di “rincominciare” la sua vita, vivendola quasi come un gioco.

Questo libro, così pesante e noioso, alla fine ha un significato importante. Se ci pensiamo bene, soprattutto a noi adolescenti capita una cosa simile. Faccio un esempio: noi ragazzi, se incontriamo una persona di cui ci innamoriamo, ci sentiamo al settimo cielo, ma se dovesse finire questa storia? Non sembra che tutto ci crolli addosso? A me capita così, però grazie alle amicizie, alla famiglia e ad altre cose riusciamo a riprenderci la nostra vita in mano, ritornando col sorriso.

Vi piace questo collegamento? A me si 🙂 ; peccato per il libro che è stato molto noioso e faticoso da finire!

Federica Finizio

31 maggio 2009

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 16:46
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Che cos’è la vita? L’uomo vive perchè qualcuno ha voluto dargli questa possibilità, ma è difficile vivere veramente con serenità.

Dentro di noi, come dentro Harry ,c’è un “lupo della steppa”, una parte che si portrebbe definire “cattiva”, che ci fa vivere male la vita, che non ci fa ridere ma solo piangere. Essa ci fa ricordare quello che avremmo potuto fare, ma che non abbiamo fatto.

Per poter risvegliarci da questo incubo noi dobbiamo trovare “una mano amica”, come Harry hanno  trovato Erminia e Pablo, che aiuta a ritrovare il proprio vero spirito, la parte migliore di ciascuno di noi.
Gli hanno fatto vivere i momenti belli della sua giovinezza, gli hanno insegnato nuove cose come il ballo, come il “non tirarsi indietro” davanti alle donne, eppure, nonostante ciò, dentro di lui rimane ancora un pezzo di quel “lupo della steppa”, di quella parte ribelle che non vuole crescere; Harry la deve controllare e guidare per poi cancellarla.

Harry quindi vive nascosto dietro ad una maschera; vive una vita che non è sua, ma grazie ad Erminia, la sua guida, diventa un “nuovo Harry”, un altro uomo, o solo un uomo che ha ritrvato se stesso.
Con questo “angelo custode”, lui che prima aveva il desiderio di morte, ora ha una nuova voglia di vita; trovandosi nel “teatro magico”, un luogo irreale, un luogo che appartiene all’uomo insicuro, cerca le possibilità per liberarsi della vecchia vita, per crearne una nuova, dove poter respirare, affrontando le paure per poi superarle; compiere anche errori, come ha fatto Harry uccidendo Erminia, a causa dello specchio, del vedersi di fronte “un lupo” e non il riflesso dell’ Harry invecchiato.
Trovarsi a dover parlare con Mozart, il grande idolo di Harry, degli errori che gli uomini sono in grado di compiere pur di essere migliori, senza seguire quello che è veramente importante, cioè vivere la vita e viverla al meglio, giocando con le figurine del “giuoco della vita”.

Morena Amparore

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Alberto Periquet — artistico Buniva @ 14:16
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Harry Haller è il protagonista del racconto: un intellettuale cinquantenne che, prima della sua scomparsa, lascia un manoscritto in cui esprime il disagio per la sua duplice natura: l’umanità, che si manifesta con la nobiltà di pensiero, con l’amore per l’arte e la musica, e la bestialità, che invece si esplicita nell’odio per la superficialità e vacuità del mondo borghese. Da un lato vorrebbe abbandonarsi al mondo, dall’altra vorrebbe starne lontano.

A causa di questo difficile carattere, per questa sua consapevolezza di avere una “natura duplice”, per questa perenne lotta tra istinto e ragione, la sua vita non è facile. Il suo isolamento, la sua sofferenza lo rendono un uomo incapace di godere della propria vita e questo lo porta a pensare anche al suicidio. Ma in una trattoria conosce la seducente Erminia, che lo converte ai piaceri della vita trascurati sino a quel momento e a recuperare il tempo perduto. Il “teatro magico” in cui si svolge la fine del racconto vede Harry Haller uccidere la propria donna con una pugnalata al cuore proprio quando crede di aver recuperato la capacità di vivere e amare. Per questo delitto viene condannato alla vita eterna e costretto ad essere deriso dai grandi del passato che lo invitano ad imparare a cogliere il lato umoristico della vita, a imparare a ridere, anche di se stesso, piuttosto che dare eccessivo peso ai sentimenti, di qualunque natura essi siano.

Ho trovato questo romanzo affascinante e credo che il tema principale che vuole evidenziare l’autore Hesse sia l’isolamento del protagonista e l’incapacità di integrazione nella società. Ma ci sono dei momenti in cui quel mondo esterno lo attrae, lo incuriosisce. Ed ecco allora che la lotta tra i suoi due “io” riaffiora e sconvolge con lo scontro tra giusto e sbagliato. In questo terribile stato Haller non è nemmeno in grado di prendere decisioni risolute e definitive come il suicidio a cui comunque si avvicina. Ne è semplicemente annientato. Ho notato anche un’altro tema importante che è la doppia natura umana. In un unico corpo, infatti, coesistono l’essenza “umana”, che fa si che l’uomo si relazioni e costruisca rapporti sociali, e l’essenza “lupina”, che al contrario porta all’isolamento, alla chiusura in se stesso. 

Alberto Periquet

1 febbraio 2009

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 22:01
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In questo libro, il protagonista Harry Haller compone un manoscritto nel quale descrive la difficoltà della sua doppia natura, ossia l’essere un umano e l’essere una bestia.
Harry ha un carattere diffidente e nervoso che gli porta molte difficoltà nel socializzare con la società che lo circonda. Tutto ciò lo avvicina al suicidio.

Il tema principale di questo romanzo è la solitudine del protagonista, l’isolamento a causa della società che sta cambiando. Ma la solitudine non è l’unico tema del romanzo: infatti, la multiformità della natura umana è altrettanto rilevante.
Haller ha una natura umana, che lo porta ad aprirsi con le persone, e una lupina, che invece lo porta ad isolarsi.
Alla fine del romanzo Hesse rivela che l’uomo è composto da infinite personalità differenti.

Su questo ultimo punto sono d’accordo poichè penso che ogni uomo abbia non una, ma molte e differenti personalità, come il protagonista di questo romanzo.

Caterina Colaci

25 novembre 2008

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 18:08
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In questo libro mi sono quasi immedesimata in Harry Haller, ovvero mi è piaciuto provare i sentimenti che una persona può sentire avendo una duplice natura. Due anime: una da lupo con l’istinto selvaggio e una da uomo con la ragione. Non necessariamente la parte del lupo è quella diabolica e la parte dell’uomo è quella buona, anzi più volte succede il contrario. Così sostiene Herman Hesse e io sono pienamente d’accordo.

Questa situazione mi è sembrata molto strana, soprattutto perchè l’autore ne parla come se fosse quasi normale che un uomo  possa avere duplice natura, nel senso che ci sono persone che nascono così e altre considerate normali.

Nel finale dà la sensazione che si tratti di una liberazione, imparando a non dare troppo peso ai sentimenti come ad esempio il suicidio.  

Vanessa Bonino

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