ROMANZI 2.0

15 dicembre 2016

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Mattia Bricco — artistico Buniva @ 11:58
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Essendo stato scritto e pubblicato intorno al 1900, ho trovato il linguaggio abbastanza complicato, per il fatto che nel frattempo la lingua si è evoluta e, al giorno d’oggi, non si parla più come si parlava a quel tempo.
Mattia Pascal mi è sembrato una persona che non avesse ancora trovato un posto nel mondo anche perché era rimasto orfano da giovane. Dopo essersi fidanzato ha cominciato a vivere una vita infelice e a fare un lavoro con il quale non guadagnava molto: il bibliotecario. Decise allora di cambiare completamente vita, scappò di casa e, considerato morto per un equivoco pubblicato dai giornali, cambiò anche identità, diventando Adriano Meis. Questo cambiamento di identità sottolinea il fatto che Mattia Pascal avesse davvero voglia di ricominciare tutto da capo. Riuscì a vincere al casinò un discreta somma di denaro che gli permise di continuare il suo viaggio ancora per un po’. Dopo aver fallito miseramente decise di tornare a casa, ma al suo ritorno trovò quella che era stata sua moglie, sposata con un altro con cui aveva anche avuto un bambino.
Mattia era un personaggio che aveva problemi nel farsi degli amici, non riusciva a legare con nessuno a causa della sua personalità chiusa; era una persona che non faceva dei piani ma prendeva la maggior parte delle sue decisioni sul momento.

Mattia Bricco

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4 marzo 2014

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 17:24
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Il protagonista Mattia Pascal è immerso nella monotonia, sempre a contatto con le parole in un lavoro  poco soddisfacente da bibliotecario  e in un matrimonio sempre più al ribasso. Una vita colma di ansie, come fosse incastrato, ma ad un certo punto decide di scappare da tutto e da tutti e si rifugia a Montecarlo, riuscendo a cavarsela anche con il denaro. Tuttavia non sa che a casa è stato dato per morto e, quando lo scopre, a sostituire la sua persona defunta nasce Adriano Meis.
Questa nuova identità è il tuffo di Mattia in una visione tutta nuova, o almeno così pare all’inizio. Successivamente torna con i piedi per terra, perché il nostro cervello fatica a mentire: la maggior parte di noi non si sente bene con se stesso nel momento in cui è immerso in una bugia. E’  il lato del libro che riesce a far riflettere di più sulle azioni che possiamo compiere, rendendoci conto di tante cose solamente dopo, solamente quando tutto forse è difficile da recuperare, quando tornare indietro fa più male di quanto sembri. Mattia ha scelto la via più libera, ma non la più semplice: invece abbandona Adriano e fa ritorno a Miragno, la sua città.
Nonostante abbia vissuto nella menzogna per un periodo di tempo, ho trovato il comportamento di Mattia Pascal ammirevole sotto molti punti di vista, specialmente per il messaggio che colpisce particolarmente: come nascondersi dietro una maschera non serva a nulla, scappare non risolve problemi, e non sempre torna tutto alla normalità senza muovere un dito, anzi, a volte non si può neanche tornare indietro, ma solo accettare gli errori e, ripeto, non nascondersi.

Silvia Cavallaro

30 gennaio 2014

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Gabriel Paquola — artistico Buniva @ 15:44
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Nonostante il linguaggio chiaramente arcaico, che mi ha reso più difficoltosa e pesante la lettura, soprattutto per la presenza di certi termini caduti in disuso come cagione, seco, trabaccolo, stollo, nonostante ciò, sì riesce a notare un velo di ironia che alleggerisce la trama ed è riuscito a strapparmi più di un sorriso. Specialmente nei primi capitoli, che spesso risultano noiosi e complicati. Inoltre mi è piaciuto questo suo modo di spiegare un po’ colloquiale che ti accompagna per tutta lettura e ne fa un libro, nonostante i temi trattati, relativamente semplice e leggibile per un pubblico molto ampio. Questo romanzo si pone in linea con le principali correnti artistiche dell’epoca, mettendo in relazione l’individuo con la società e con se stesso, con tutte le complicazioni e riflessioni che una persona di per sé non particolare, se non per le situazioni che, per sorte o per decisioni proprie, si trova ad affrontare. Le certezze si sgretolano una dopo l’altra, anche lo stesso nome, che a noi tutti pare così scontato e rappresenta l’essenza stessa del nostro essere, diventa un punto di domanda. Le situazioni e le conclusioni che ne derivano non sono però campate in aria, dimostrando una conoscenza non indifferente in materia, fatto che rende il romanzo un immaginario esperimnteo psico-sociale, un paradosso neo-zenoniano che si conclude dimostrando come l’individuo estraniato dalla società sia solo un entità astratta, la quale concretamente, non trova ragione di esistere in quanto sono le stesse circostanze e i giudizi sociali a fare di lui quello che è.

Gabriel Paquola

26 dicembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Noemi Polliotto — artistico Buniva @ 12:37
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Il protagonista di questo intrigante romanzo è Mattia Pascal, un uomo sempre in costante movimento poiché in cerca della propria identità. Mattia scappó di casa, fu ritenuto da tutti morto, intraprese alcuni viaggi e cercò di ricrearsi una vita propria.
Questo romanzo mi ha fatto riflettere e capire che bisogna cercare di accettarsi per ciò che si è, non immaginarci in una vita differente perché si finisce per essere nessuno. Cercare di ricreare una propria vita, migliore di quella in cui si vive e cercare di scappare dai problemi che incontriamo è come indossare una maschera e nascondersi dietro di essa e fingere di essere felici, e non ci porta ad essere in pace con se stessi. Se cerchiamo di cambiare, sarà poi complicato ritornare alla vita precedente e ritrovare noi stessi.
Il fu Mattia Pascal è ricco di brevi dialoghi e flash back che rendono il libro più interessante.

Noemi Polliotto

12 dicembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Roberta Micol — artistico Buniva @ 15:25
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Questo romanzo racconta la storia di Mattia Pascal, un comunissimo cittadino di un paese ligure, Miragno. Si occupava della Biblioteca con scarso interesse, fino a quando decise di dover raccontare la sua storia per iscritto, in quanto strana e bizzarra. Inizia ritenendosi fuori dalla solita vita, introducendosi nelle più complicate libertà.
Mattia si sentiva intrappolato dalla sua famiglia “allargata”, a causa delle continue discussioni, quindi si spinse nella lettura filosofica, fino a sostenere che i filosofi sono solamente personaggi abitanti delle nuvole.  Travolto da miseria e depressione, Mattia partì dirigendosi al casinò di Montecarlo, dove vincerà una grande somma di denaro, utile magari per formare una famiglia in grado di rimanere unita. Ma a Nizza, leggendo un articolo sul giornale,  scoprì di essere stato dato per morto. Si trovava in mano due possibilità: o farsi rivedere in paese, oppure approfittare di questa situazione per scappare da famiglia e debiti. Scelse  la seconda possibilità e si inventò una nuova identità come Adriano Meis, un ragazzo con una bella infanzia e una fama ancor migliore. Tutto subito conviveva con questa libertà sconfinata, ma con il passare del tempo scoprì tutte le sue sfaccettature: noia, finzione, menzogne. Mattia, o meglio Adriano, si sentiva l’ombra di un uomo, vivo per la morte, ma morto per la vita, non si riconosceva più, si sentiva perso e impaurito. Decise allora di allontanarsi da questa identità fingendosi nuovamente morto e ritornò in Italia, dove si sentiva libero dalla finzione. Infine ritornò al suo lavoro iniziale in biblioteca.

All’inizio era noioso, ma immedesimandomi nelle varie avventure di Mattia sono riuscita a scovare il lato divertente e intrigante. Penso che la maturazione del personaggio sia straordinaria.
Solo sbagliando si può imparare.

 Roberta Micol

2 novembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Andrea Bergantin — artistico Buniva @ 21:00
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Questo romanzo narra le vicende della vita di un uomo, o meglio, delle vite di un uomo. Mattia vive una vita vuota, oppresso dal peso di un lavoro inutile, da una moglie che non lo ama, dalla morte dei suoi cari, finché non tenta la fortuna in una giocata alla roulette, a Montecarlo. Vinta una discreta somma scopre che a casa è stato dato per morto, ed è così che in quel preciso istante “nasce” Adriano Meis. Vivendo da pensionante si innamora, ma sa di non potersi sposare poiché Adriano non esiste. Unica via d’uscita: il suicidio con annessa resurrezione.

L’opportunità di cominciare una nuova vita mi ha sempre affascinato e grazie a questo romanzo in soggettiva ho avuto l’opportunità di provare questa sensazione. Mi rendo anche conto che coi tempi che corrono sarebbe estremamente improbabile vivere un’avventura simile, ma è anche questo a renderla ancor più interessante.

Andrea Bergantin

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Angelica Piras — artistico Buniva @ 20:36
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“Giacchè, per il momento, io sono morto, si, già due volte, ma la prima per errore, e la seconda… sentirete.” Si parla di Mattia Pascal, bibliotecario del paesino ligure di Miragno, con una vita resa ansiosa dai debiti, dalla moglie e dalla suocera. Parte per la Francia di nascosto; accumulando beni, decide di tornare a Miragno, ma scopre di esser creduto morto dagli abitanti del suo paese. Decide di cambiare identità e diventa Adriano Meis. Cercando un alloggio conosce il signor Paleari e si innamora della figlia Adriana. Ma non potendola sposare perchè Adriano Meis in realtà non esiste, torna a Miragno come Mattia Pascal.
Il romanzo all’inizio è noioso, ma diventa più interessante leggendolo. La lettura non è stata molto scorrevole a causa del dialetto ligure. A parer mio non è una storia tanto avvincente o intrigante ma ha comunque la magia di essere un classico. Come dice Pirandello, un opera tragica e comica al tempo stesso.

Angelica Piras

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 18:22
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Questo libro, che tratta la vita e la morte di Mattia Pascal, pur non essendo propriamente il genere di romanzo che leggo io, ha soddisfatto abbastanza le mie aspettative. La storia tratta di Mattia che, leggendo sul giornale che un cadavere ormai irriconoscibile era stato trovato nei pressi della sua dimora, si fa passare per morto, potendo così ricominciare una nuova vita lontano dalla famiglia e dal piccolo paese ligure in cui viveva. Il nuovo Mattia, camuffatosi in Adriano Meis, spera di trovare più fortuna e felicità, ma sembra perseguitato dalla cattiva sorte.
Nemmeno mascherandosi riuscirà mai nelle sue imprese; questo fattore evidenzia appunto la questione del destino che ci guida sempre, anche nelle piccole faccende quotidiane. Mai e poi mai riusciremo ad essere sinceri con noi stessi se prima non lo siamo nella società in cui viviamo, la quale non riesce nemmeno ad accettarci sotto le maschere che quotidianamente ognuno di noi indossa per tentare di essere migliore. Il riferimento può valere sia ai giorni nostri, sia ai tempi descritti nel libro. La circostanza che risulta più chiara è quanto sia assurda ed imprevedibile la vita.

Debora Banchio

1 novembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Giorgia Boccardo — artistico Buniva @ 23:43
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Mattia Pascal, protagonista indiscusso dell’opera, avrà a che fare con una miriade di avvenimenti al limite del reale. Dopo il matrimonio attraverserà un periodo di crisi, quindi deciderà di fuggire a Montecarlo lasciando la famiglia, e riuscirà a moltiplicare la misera somma di denaro iniziale.Comincerà per lui una nuova vita, e tenterà di costruirla sulla più completa libertà: una vita priva di responsabilità. Inizierà ad apprezzare le gioie del momento e nascerà così Adriano Meis. Da quel momento cambia aspetto e modo di agire, ha una visione differente della vita, e tutto sembra la realtà perfetta da lui tanto desiderata. Fino a quando non si troverà a dover riflettere sulla sua condizione, e constaterà alcuni inconvenienti che non aveva valutato. La sua libertà è in realtà molto limitata, frutto di un errore a cui non avrebbe più potuto porre rimedio. Ed è qui che la storia pirandelliana riesce a farmi riflettere: quali sono dunque i veri valori? E’ evidente che spesso, come in questo caso, vengono scambiati con le avventure e le gioie precarie di un istante. Infatti la vita di Adriano è un concentrato di fallimenti, eventi frustranti, impossibilità di agire in diverse situazioni. Si sente in gabbia, e in più non può legarsi a nessuno, così decide di morire, e qui rinasce il signor Pascal. Torna a Miragno, ma si rende conto che è stato dimenticato, sostituito, e la vita di tutti è proseguita nel migliore dei modi anche senza di lui. Ha perso tutto, ma non pretende che nulla gli venga ridato . Alla fine assume un comportamento onorevole: non turba la felicità altrui, preferisce vivere in disparte. Medita a lungo sulla sua vita, e si accorge che la scelta del destino dell’uomo è completamente in mano a sé stesso e ai suoi intenti.
Trovo che la maturazione del personaggio sia sorprendente, e penso che sia il fulcro dell’opera; tutto il resto trovo che sia solo una degna cornice di questo straordinario romanzo.

Giorgia Boccardo

27 ottobre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Viviana Cappa — artistico Buniva @ 12:19
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Questo romanzo non è a mio parere particolarmente accattivante, ma comunque degno di nota. Racconta di un bibliotecario, Mattia Pascal, residente in un piccolo paesino della Liguria che, dopo aver perso tutti i suoi averi a causa del Signor Malagna, decide di andare in Francia lasciando la famiglia. Al suo paesino però lo credono morto a causa di un errore. Questo gioca a suo favore e cambia identità diventando Adriano Meis, scoprendo presto che “fare il morto non è una bella professione”.
L’autore parla in prima persona, rendendo il lettore più partecipe nel racconto di Mattia. Il linguaggio è piuttosto difficile, non tanto nei termini o nei concetti, ma nei passaggi temporali della vicenda. In questo romanzo è forte l’impronta psicologica del personaggio, in quanto mostra chiaramente i suoi pensieri e i suoi sentimenti.

Viviana Cappa

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Andrea Guerriero — artistico Buniva @ 12:10
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Questo libro narra di Mattia, un giovane abitante di un paesello di nome Miragno. Stufo di subire le lamentele della moglie e dell’antipatica suocera, la vedova Pescatore, decide di partire senza meta e senza avvisare nessuno. Si ritvoverà a Montecarlo dove vincerà al casinò e da qui una serie di eventi lo avranno come protagonista finchè scoprirà di essere considerato morto dagli abitanti di Miragno, che lo hanno riconosciuto nel cadavere di un giovane a lui somigliante. Egli allora deciderà di approfittarne, desiderando un cambiamento totale. Dopo varie avventure scoprirà in sé una solitudine che lo incatena e deciderà di far ritorno a Miragno.
Mattia si trova perseguitato in entrambe le vite, tanto da non poter mai raggiungere i suoi desideri.
Pirandello vuole che Mattia Pascal sia il testimone esemplare della condizione di uomo prigioniero dalle “maschere sociali”, ovvero obbligato ad un certo tipo di atteggiamento e finzione. Ho trovato particolarmente intensa la descrizione delle frasi, anche da un’identità all’altra.
Numerosi sono i riferimenti al dialetto siculo. Sono presenti molte riflessioni filosofiche, sopprattutto nei discorsi di Anselmo Paleari.
La prima parte del romanzo risulta più lenta, ma il finale invece risulta molto scorrevole. L’ho letto velocemente e l’ho trovato molto coinvolgente ed interessante.

Andrea Guerriero

20 gennaio 2011

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Margherita Scorzelli — artistico Buniva @ 01:38
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Racconta la storia di Mattia Pascal che, intrappolato in difficili rapporti familiari, preoccupato dai litigi di famiglia e dai debiti, si vede prospettare un giorno la possibilità di fingersi morto, quando nelle acque di un vecchio mulino viene ritrovato il cadavere di un suicida, cui viene attribuita frettolosamente la sua identità.

Prendendo l’identità fittizia di Adriano Meis, sembra assaporare l’eccitazione della nuova libertà, riuscendo a mantenersi con una cospicua vincita al casinò di Montecarlo, ma quando, solo e annoiato dai viaggi, si innamora di Adriana, scopre che fare il morto non è una bella professione. Decide quindi di farla finita anche con la nuova identità, simulando il suicidio di Adriano Meis nelle acque del Tevere. Non gli rimane che tornare nel paese d’origine, scoprendo però che nessuno lo riconosce più.

Malgrado siano passati soltanto due anni, la moglie intanto si è risposata con Pomino, un amico d’infanzia di Mattia. Arrivato con propositi di vendetta, Mattia Pascal ben presto li abbandona. Infine riprende il vecchio posto alla biblioteca e qualche volta visita al cimitero la propria tomba, dove depone pure dei fiori.

Il tema principale è l’identità ma durante il romanzo Pirandello introduce altri temi come l’amore, la morte, la solitudine, il gioco e la fortuna. Uno dei temi che comunque mi ha colpito di più è stato l’identità come una maschera , e Pirandello usa proprio questa tematica per far capire che la persona che noi rappresentiamo non è il nostro vero essere ma è solo una fantomatica maschera che mettiamo ogni giorno. Diciamo che ci conviene molto di più interpretare un’altra persona invece di essere noi stessi con i nostri pregi e difetti. La maschera si può sempre cambiare se non ci piace o agli altri non va a genio ma il nostro essere no.

Margherita Scorzelli

16 gennaio 2011

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 23:54
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Coinvolgente ed affascinante, ”Il fu Mattia Pascal” si rivela un romanzo singolare ed originale sia per la particolarità della vicenda narrata sia per l’impegno dell’autore nell’attenersi il più possibile alla realtà e fornire al lettore le sole notizie che considera necessarie. “Maledetto sia Copernico” è la curiosa affermazione che il protagonista antepone alla narrazione della propria vita e che costituisce la chiave di lettura di questo romanzo.
Deluso e stanco di un’esistenza insoddisfacente, Mattia coglie al volo l’occasione per cambiare vita, quando, a causa di un malinteso, tutti lo credono morto. Abbandona moglie, amici, il paese e inizia la sua fuga alla ricerca di una nuova identità. Diventa così Adriano Meis e, dopo un lungo vagare, si stabilisce a Roma. La sua nuova vita non si dimostra però semplice e felice come sperava: l’amore per una donna ed altre vicissitudini lo portano a ragionare sul senso di questo cammino intrapreso e lo convincono a tornare sui propri passi e quindi essere “il fu Mattia Pascal”. Il punto su cui veniamo esplicitamente invitati a ragionare è se sia possibile vivere “fuori della legge e fuori di quelle particolarità, lieti o tristi che sieno, per cui noi siamo noi”.

La fluidità e la scrittura convincente di Pirandello fanno di questo romanzo una lettura piacevole, e la monotonia che di tanto in tanto si può avvertire viene improvvisamente spezzata da colpi di scena che sconvolgono la vicenda ed appassionano il lettore.

Sonia Revel

9 gennaio 2010

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Sara Romagnoli — artistico Buniva @ 17:39
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Di certo non è uno dei miei romanzi preferiti, comunque non è male per quanto riguarda il contenuto di per sè. Il protagonista si chiama Mattia e di certo non è uno dei personaggi più fortunati a questo mondo; in effetti è un po’ sfortunato…

Prima di tutto il matrimonio tanto frizzante e bello all’inizio, piano piano diventa monotonia e quasi odio. Di conseguenza per staccare la spina lui decide di andare a Montecarlo, ma non tornando e non avvisando nessuno del suo viaggio, lo danno per disperso. Naturalmente non tutte le situazioni avvengono nel momento più giusto: la moglie trova nel fiume di famiglia un cadavere in putrefazione e, credendo fosse il marito, fa celebrare il funerale. Mattia da Montecarlo vede la sua foto su un giornale e, leggendo che era stato sepolto, decide di cambiare nome. Poi si innamora di una ragazza che vorrebbe sposare, ma non esistendo non può, così decide di tornare a essere Mattia Pascal. In effetti è un casino perchè la sua prima morte non è la sua vera morte, ma quella di un altro. La seconda morte non è fisica, ma solo di un personaggio sentito a Montecarlo, e la terza e ultima è quella vera del vero fu Mattia Pascal.

Sara Romagnoli

2 settembre 2009

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 23:05
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L’intera storia ruota attorno al personaggio di Mattia Pascal, protagonista e narratore stesso del romanzo.

Il padre, viaggiando, riesce ad arricchirsi e avendo accumulato molti soldi riesce a comprare case, vigne e terreni. Ma alla sua morte, la moglie, ormai sola con due figli, Mattia e Roberto, non riuscendo a gestire tutte quelle ricchezze, lascia l’intera amministrazione di esse ad un amico del marito, il signor Batta Malagna. Questa si rivela una scelta molto sbagliata , poiché poco a poco tutti gli averi di Pascal finiscono in mano sua. Nonostante ciò i due ragazzi crescono spensierati. Con il passare del tempo, Mattia cresce e comincia ad avere i primi amori. Si innamora di una bella ragazza di nome Oliva, ma anche quella, come le ricchezze della sua famiglia, gli viene rubata dal Malagna; infatti, egli non essendo riuscito ad avere figli dalla prima moglie, sposa la bella Oliva già incinta. Il Malagna decide di tenere il figlio di Oliva come suo, anche se era di Mattia. Su questa storia il giovane Pascal ci scherza su pensando che almeno tutte le ricchezze che il Malagna aveva rubato alla sua famiglia, ora andavano al bambino.

Intanto a casa del Malagna si trasferisce la cugina Marianna Dondi, vedova Pescatore, con la figlia Romilda. La ragazza piace molto a Pomino, amico dei Pascal; così Mattia comincia a frequentarla per conto di Pomino, ma involontariamente se ne innamora. A causa di questa situazione, Mattia, è costretto a sposarsi. Dopo il matrimonio però tutta la sua vita cambia; la suocera lo odia, la moglie non lo ama più e sembra aver perso la sua bellezza e i due figli che mettono al mondo muoiono uno dopo l’altro; contemporaneamente alla morte dei due figli, avviene anche la morte dell’amata madre di Mattia. Tutto ciò, unito a quel inutile lavoro di bibliotecario, mettono in crisi Mattia. Così decide di partire per Montecarlo senza dire niente a nessuno. Lì la sua misera fortuna aumenta fino a 82.000 lire grazie al gioco della roulette ma, mentre pensa a come spendere quella grande somma di denaro, distrattamente legge sul giornale la notizia della sua morte.

Ora Mattia ha davanti a sé una nuova vita; decide di viverla liberamente senza stringere rapporti con nessuno così da evitare tutti i problemi avuti in passato. Decide di non chiamarsi più Mattia Pascal, ma cambia il proprio nome in Adriano Meis; cambia aspetto, e mette degli occhiali scuri per nascondere il difetto dell’occhio sbircio avuto fin dalla nascita. D’ora in poi Mattia è libero e vive la propria vita viaggiando tra Italia e Germania, in completa solitudine.

Ma si stanca presto di stare solo, quindi si trasferisce a Roma e va a vivere in una camera presa in affitto dalla famiglia Paleari. Qui conosce il padrone di casa, il signor Anselmo Paleari, la figlia Adriana e la signorina Caporale. Con loro ama discutere, ricomincia a piacergli la vita comune e riscopre anche l’amore. Infatti, si innamora di Adriana; il loro è un amore semplice e puro, proprio un vero amore. Ma questa armonia viene spezzata dal ritorno di Terenzio Papiano, il marito della sorella defunta di Adriana. Egli vuole sposare la giovane cognata per non dover restituire la dote al signor Paleari. Ma Adriana vuole impedire che ciò accada.
Intanto Adriano vuole togliere definitivamente l’ultimo ricordo della sua vecchia vita. Decide di sottoporsi ad un’operazione per eliminare il difetto all’occhio. L’operazione riesce bene, ma deve rimanere quaranta giorni a riposo al buio; così tutti cercano di fargli compagnia ognuno a proprio modo. Terenzio Papiano, approfittando della situazione, organizza una seduta spiritica al solo scopo di rubare dei soldi al povero Adriano. Ma egli non può denunciarlo, altrimenti avrebbero scoperto la sua falsa identità. Così facendo Adriano offende Adriana; il ragazzo decide inoltre di allontanarla definitivamente da sé facendo la corte ad una bella ragazza spagnola di nome Pepita, facendo ingelosire però il suo ragazzo, il pittore Bernaldez. Dalla lite tra i due uomini ha origine un duello che non  è mai stato effettuato, poiché Adriano non si è presentato. Dopo questa situazione  Adriano riflette e decide di tornare ad essere Mattia Pascal. Lascia un biglietto e qualche vestito su un ponte e qualche giorno dopo legge la notizia della sua morte per la seconda volta. Prima di tornare al suo paese d’origine decide di passare a trovare il fratello Roberto; qui scopre che sua moglie si era risposata con Pomino, il suo vecchio amico. Dopo questa notizia Mattia torna ugualmente al paese. Ma appena lo vedono, Romilda sviene e Pomino si preoccupa che il suo matrimonio venga annullato. Ma Mattia non vuole sconvolgere la loro vita, così torna a lavorare come bibliotecario con Don Eligio, dove scrive la propria biografia.
Di tanto in tanto Mattia va a visitare la propria tomba, con la sensazione di sentirsi veramente morto e sepolto.

Nel romanzo ci sono molti personaggi che però fanno solo da cornice al solo e unico Mattia Pascal. Infatti, l’unico che veramente ha subìto cambiamenti è Mattia: è maturato e cresciuto.

E’ un romanzo curioso e divertente, poiché nonostante la sua sfortuna, Mattia vive liberamente, tranquillamente e a volte anche in modo sarcastico la propria vita.

Caterina Colaci

15 aprile 2009

IL FU’ MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 21:11
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Mattia è un uomo benestante con una moglie, un figlio e una suocera che non sopporta e viceversa. Ha un umile lavoro da bibliotecario in una chiesa sconsacrata dove passa gran parte delle giornate; vive in un piccolo paesino della Liguria ma un giorno decide di scappare!! Va a Montecarlo, diventa ricco e decide di tornare a casa.

Appena prende questa decisione, legge sul giornale che a Miragno (il suo paese) hanno ritrovato il corpo defunto di Mattia Pascal; a quel punto decide di rifarsi una vita migliore della precedente sotto falso nome; si trasferisce a Roma, dove si innamora di una ragazza, ma tutto ad un tratto decide di fingere il suicidio poichè capisce che lui non esiste e non può fare niente di quello che realmente vorrebbe. Dopo due anni decide di tornare a casa, ma nel frattempo gli altri sono andati avanti anche senza di lui e si sono rifatti una vita: la moglie si è risposata, e lui torna a lavorare nella vecchia biblioteca.

La storia può sembrare simpatica ma in fondo è triste perché ti rendi conto che non puoi avere nessuna altra identità, che devi prender la vita come te l’hanno assegnata perché sennò rimani fregato. Dopo la tua morte gli altri continuano a vivere anche senza di te: sentiranno per un po’ la tua mancanza ma non si abbattono. Bisogna accettare la vita come te l’hanno data perché non concluderai mai niente fingendoti un’altra persona.

Susanna Garis 

14 marzo 2009

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Manuela Bertrand — artistico Buniva @ 17:13
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Mattia Pascal è un umile bibliotecario di un paesino, che vive una vita penosa soprattutto a causa della moglie e della suocera. Un giorno, dopo una discussione, si allontana da casa. Arriva a Montecarlo, gioca al casinò e vince.
Scopre su un giornale la notizia della sua morte, un errore che però lo rende libero. Decide di cambiare nome e di iniziare una vita nuova. Questa però si rivela impossibile: infatti non può sposarsi, non può denunciare un furto e si ritrova con problemi peggiori di prima. Decide di uccidere il suo nuovo personaggio e tornare Mattia. Scopre che al suo paesino è cambiata totalmente la vita e così rimane il fu Mattia Pascal, uomo senza volto, senza nome e senza più una vita.

Fa riflettere molto, soprattutto sulle piccolezze della vita a cui non si fa caso.

Manuela Bertrand

16 febbraio 2009

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Marco Minetto — artistico Buniva @ 00:43
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Mattia Pascal. Chi é? Da dove viene? Perchè il “fu”?
Le domande sorgono spontanee.

La vicenda del romanzo si basa sul protagonista, Mattia Pascal, ereditiero, al quale, alla morte del padre, tutti gli averi di famiglia, terreni, denaro, vengono affidati alla suocera della madre, la quale con il passare del tempo sperpera tutto lasciando Mattia, ormai sposato e con prole, in mezzo ai debiti. Decide allora, vista la triste situazione economica e sentimentale, di partire; la fortuna al casinò gli permette di vincere una cospicua somma di denaro. Durante il viaggio Mattia apprende da un giornarle di essere ormai defunto al paese natale. Prova così ad inventare un altro nome e a rifarsi una vita, considerando che la vita passata è ormai finita. Il fu Mattia Pascal!
Un viaggio nei valori della vita, nella certazza della priorità dell’esistenza.
La vita, gli affetti, l’identità… Tutto viene messo in discussione, la vita stessa e i suoi valori. L’impossibilità di essere altri. Ognuno deve essere se stesso, libero dai condizionamenti della società e della vita in primo luogo.
Il libro, a mio parere, mette  in risalto l’impossibilità di fingere, poichè la finzione con se stessi e gli altri non è sinonimo di libertà…

Un romanzo educativo sotto ogni aspetto.

Marco Minetto

14 febbraio 2009

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Alice De Bernard — artistico Buniva @ 21:07
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La vicenda è basata e concentrata sul personaggio protagonista e narratore, Mattia Pascal.
Mattia proviene da una famiglia benestante, ma alla morte del padre la situazione finanziaria cambia notevolmEnte a causa dell’egoismo e della falsità di Malagna. Scappa, senza avvertire nessuno, a Montecarlo, per fuggire dai vari problemi e per stare da solo.

Un colpo di fortuna al casinò gli dà la possibilità di cambiare vita, abbandonare la sua piena di problemi, e costruirsene un’ altra quasi perfetta, cercando di non commettere più gli sbagli del passato ed essere finalmente libero. Così cambia nome diventando Adriano Meis; ma durante i suoi lunghi viaggi si rende conto che non ha senso vivere una vita senza legami, responsabilità e affetti che normalmente si possono vivere nella quotidianità. Perciò decide di tornare Mattia, anche se si rivela troppo tardi. La sua scomparsa ha fatto in modo che tutta la famiglia lo abbia dimenticato; inoltre la moglie presto lo ha sostituto con un nuovo marito più ricco.
In soli due anni viene dimenticato da tutti gli abitanti di Miragno: anche se la morte è stata una morte finta, Mattia ha perso tutto, e non gli resta che provare a ricostruirsi per l’ennesima volta una nuova vita.
Questa esperienza ha fatto maturare di molto il protagonista  e gli ha fatto capire i valori che compongono la nostra vita: la famiglia, il lavoro, le amicizie. Nonostante tutto alla fine si ritrova solo, per un destino beffardo, che gli cambia totalmente la vita.

Secondo me il concetto che l’autore più vuole mettere in risalto è il fatto che la nostra società, anche quella moderna, dimentica molto in fretta qualunque cosa e spesso la sostituisce. Un ciclo di vita a cui tutti partecipiamo, ma spesso non ce ne rendiamo conto.

Alice De Bernard

2 febbraio 2009

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 00:46
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Questo libro narra la storia di un ragazzo di nome Mattia Pascal che è molto felice, spensierato e giovane. Ha tutto dalla vita.
Crescendo e sposandosi ha delle delusioni, a causa della morte dei due figli, dell’amore ormai finito con la sua consorte, del brutto rapporto con la suocera, dei grossi debiti e infine per la morte della mamma. A questo punto Mattia decide di andarsene via, a Montecarlo, dicendo niente a nessuno. Proprio in questo posto decide di giocare d’azzardo e vince una cospicua somma. A quel punto pensa che quei soldi possano servire a riparare i debiti che si è fatto, ma proprio quando decide di tornare a casa scopre sul giornale un articolo che dice che lui è morto, ovvero che è stato ritrovato un corpo in cui la moglie  ha riconosciuto nei lineamenti i suoi stessi tratti. A questo punto Mattia non si sente più costretto a tornare ma bensì libero, così decide di cambiare identità; ben presto però capirà che aver cambiato nome, aspetto fisico e carattere non può niente contro l’illegalità; così decide di tornare a casa come Mattia Pascal. Al suo ritorno scopre che la moglie si è risposata ed ha un nuovo figlio, così decide di lasciarla stare, perché è contento che con il suo nuovo marito lei sia felice.

Questo libro non mi ha particolarmente colpito, ma forse mi ha fatto capire che scappare dai problemi non serve a niente: bisogna affrontarli. Infatti non capisco perché lui non abbia deciso di lasciare la moglie, così entrambi avrebbero vissuto più felici;o ppure avrebbe potuto cercare l’identità vera della persona morta che dicevano che fosse lui, così sarebbe stato a norma e avrebbe potuto sposarsi con Adriana, la ragazza di cui sia era innamorato quando aveva cambiato identità. Secondo me ha pensato poco. Non ha pensato come risolvere i problemi: bastava che si impegnasse di più e forse sarebbe stato più felice e con più soddisfazione. Lo stile con cui è stato scritto questo libro non mi è sembrato molto fluido; forse è stata anche colpa mia visto lo scarso interesse che ha reso la lettura più faticosa.

Martina Bilancieri

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