ROMANZI 2.0

22 dicembre 2014

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Mattia Tomaselli — artistico Buniva @ 01:32
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Il romanzo narra la storia di un bambino di nome Cosimo che viene costretto  dalla famiglia  a rispettare troppe regole, e decide di andare a vivere sugli alberi e di non scendere più. Negli anni si adatta e per sopravvivere inizia a cacciare. Leggendo molti libri Cosimo diventerà un importante filosofo conosciuto in tutta Europa. Si innamorerà della sua vicina di casa,e vivrà molte avventure: con una banda di ladruncoli e con un brigante; lotterà contro i pirati. Alla fine deciderà di suicidarsi, perché gravemente ammalato, all’età di sessantacinque anni, aggrappandosi ad una fune pendente da una mongolfiera. Il suo corpo non verrà più ritrovato.

La prima parte sinceramente l’ho trovata un po’ noiosa, ma in seguito, quando inizia le sue avventure, diventa divertente, avvincente ed entusiasmante. Storia insolita ma interessante: nel romanzo non ci sono lunghe riflessioni o descrizioni in modo da dare alla storia maggiore velocità e l’autore usa sempre un tono umoristico, che riesce a strappare più di una volta un sorriso.

Mattia Tomaselli

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:00
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“Il barone rampante” è un romanzo di Italo Calvino scritto tra il 1956 e il 1957 ed è ambientato nella Liguria del XVIII secolo. Racconta di un nobile ragazzo che, per un capriccio, sale su un albero decidendo di non scendere più. Così il giovane trascorre l’intera vita piena di avventure senza mai toccare il suolo. Trattando un argomento scherzoso (un semplice dispetto infantile), l’autore vuole far capire che una persona, se pur di distinto stato sociale, può non sentirsi a suo agio e desiderare di vivere distante dalla vita mondana.  Questi argomenti scritti in un linguaggio di facile comprensione, seppur espressi in modo esplicito e scherzoso, fanno riflettere e  invitano allo sviluppo di una personalità ricca e unica in ognuno di noi.
L’ho trovato davvero molto interessante e piacevole, anche per la numerosa presenza di metafore che lasciano nel lettore una impronta profonda.

 Debora Banchio

28 dicembre 2013

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Leonardo Fainelli — artistico Buniva @ 16:06
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Dopo aver letto “Il Cavaliere Inesistente”, ho deciso di continuare con la lettura degli altri due romanzi della trilogia di Calvino, dai quali mi aspettavo delle storie interessanti quanto il primo a cui mi sono interessato, ed in parte sono rimasto piacevolmente soddisfatto. Il Barone Rampante è un libro interessante che riserva molte sorprese al lettore. Più che dalla storia, che in tutta sincerità ho trovato meno incalzante e dai ritmi meno serrati rispetto a quelli del Cavaliere Inesistente,  sono rimasto  molto colpito dai personaggi che, al contrario, ho trovato molto affascinanti. In particolare sono riuscito ad odiare/adorare Violante per tutta la durata del racconto.
Il romanzo inoltre ha diverse possibili chiavi di lettura, e molte volte ho dovuto rileggere alcune parti per comprenderle appieno. L’idea alla base del racconto è molto particolare e ci si riesce ad immedesimare perfettamente in Cosimo, perché la sua storia e la sua personalità riescono a rapire il lettore ed a catapultarlo nel suo mondo e nei suoi pensieri in modo molto naturale e progressivo, facendo nascere simpatie ed antipatie per ogni sfaccettatura del suo carattere. La parte che spicca di più è quella del suo orgoglio,o almeno è quella che mi ha fatto apprezzare di più il suo personaggio.
Non tutti i personaggi però sono propriamente caratterizzati, ad esempio non mi ha  fatto né caldo né freddo la madre di Cosimo, Corradina, che ho trovato abbastanza piatta e stereotipata.
Credo che questo libro vada letto anche solo per il suo finale, che io ho trovato geniale, spiazzante e poetico. Mi è piaciuto molto, anche se in alcuni punti è un po’ lento, ma nonostante tutto la storia scorre bene e non annoia. Consiglio la lettura, ma sinceramente ho preferito l’altro capitolo sopra citato della trilogia.

Leonardo Fainelli

9 gennaio 2010

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Vanessa Bonino — Roberto Ferraris @ 14:11
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“I nostri antenati” è un insieme di tre racconti fantastici, di cui il secondo è “Il barone rampante”, che racconta tutta la vita del barone Cosimo Piovasco di Rondò nato da una famiglia nobile che era appena decaduta,  che dopo un litigio fra lui e il padre, sale sugli alberi del giardino di casa per non voler mai più scendere.

Cosimo è forte e testardo, ma allo stesso tempo onesto e con una grande forza di volontà: tutto ciò non lo distoglie dai suoi ideali. La sua vita la trascorre tutta sugli alberi: viaggiando, incontrerà vari personaggi e quindi l’amicizia e l’amore.

La cosa che più mi ha lasciata sorpresa è stata la fine, perchè è come se lui non fosse morto, ma appunto il fatto che un giorno si aggrappa a una mongolfiera e dopo non se ne sa più nulla è più entusiasmante: lascia a noi lettori il vuoto e contemporaneamente la libertà di immaginare.

Vanessa Bonino

31 agosto 2009

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Caterina Colaci — Roberto Ferraris @ 16:15
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Il secondo romanzo de “I Nostri Antenati” è “Il Barone Rampante”. È ambientato nella tenuta di Ombrosa, paese immaginario della costa Ligure.

Anche in questo romanzo, come in quello precedente, la vicenda è narrata da un protagonista secondario del romanzo; questo è Biagio, il fratello minore del protagonista. Biagio racconta di Cosimo, suo fratello maggiore e figlio primogenito del Barone di Ombrosa. Il ragazzo, appena dodicenne, stufo delle regole imposte dai genitori e dei dispetti della sorella, scappa di casa rifugiandosi sull’elce del proprio giardino promettendo di non scendere mai più. Tutti credono che lo abbia detto per scherzo, ma le sue intenzioni erano più che serie. Infatti, rimane sugli alberi per sempre.

Il primo luogo che visita è il giardino degli Ondariva, suoi vicini di casa, dove conosce Viola. Cosimo si innamora della ragazzina ma non distingue immediatamente questo sentimento per lei. Il ragazzo decide di esplorare anche la foresta dove conosce altri ragazzini amici di Viola. Nel frattempo i genitori di Viola, venendo a sapere della vita che conduceva Cosimo, allontanano la bambina mandandola in collegio.

Pur vivendo su un albero, Cosimo, riesce a appagare i propri bisogni come nutrirsi e dormire, riesce a costruirsi una capanna sull’albero, e adotta anche un cane di nome Ottimo Massimo, che poi scoprirà essere appartenuto a Viola.
A causa delle sue condizioni di vita, Cosimo, diventa molto famoso in città e in tutta Europa.

Nel bosco incontra anche un malvivente, del quale diventerà amico, e lo rimarrà fino alla morte di quest’ultimo; aiuta per di più a spegnere incendi, ormai diventati molto frequenti in  quei posti.

Ma Cosimo ha voglia di esplorare il mondo, così si sposta all’estero. Si innamora di una ragazza di nome Ursula che corrisponde il suo amore ma che lo lascia per tornare in Spagna con la sua famiglia. In seguito a questa vicenda Cosimo ebbe altre relazioni sempre corrisposte. Intanto, alla morte del padre, egli diventa Barone ereditando tutti i beni di famiglia. Ma a sconvolgergli la vita fu la morte della madre, alla quale rimase accanto fino alla morte.

Cosimo ricomincia ad avere giorni felici quando rincontra Viola. I due passano momenti bellissimi insieme, ma alla fine si lasciano non vedendosi mai più. Da quel giorno Cosimo viene considerato un pazzo; ma la sua vita non finisce così, poiché, anche se non più tanto giovane, aiuta i soldati, i contadini a vendemmiare e incontra persino Napoleone, reso curioso dalla storia di quest’uomo che non ha mai toccato terra. Nessuno lo vide morire, poiché un giorno si aggrappò ad una mongolfiera che volava sopra il suo albero, così nessuno ebbe la soddisfazione di vedere il Barone Cosimo di Ombrosa mettere i piedi per terra.

Con questo romanzo Calvino ci dimostra come Cosimo, avendo un atteggiamento di sfida nei confronti dei genitori e facendo di ciò la propria condizione di vita, condurrà questa strana vita mantenendo la distanza dalle persone, avendo pur sempre il controllo di tutto ciò che lo circondava.

Caterina Colaci


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