ROMANZI 2.0

3 febbraio 2017

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Letizia Brunetto — artistico Buniva @ 12:55
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Siddharta è un libro con un notevole peso spirituale. Di questo libro mi ha stupito il concetto spirituale, a volte quasi filosofico, che guida il protagonista. Ciò che ho trovato interessante è il discorso finale che il protagonista rivolge all’amico d’infanzia Govinda; egli in questo frangente esplicita il suo pensiero secondo il quale ogni cosa materiale racchiude al suo interno sia il “bene” che il “male”. Siddharta dice infatti che in ogni uomo in realtà è presente Buddha ma solamente chi riesce a cogliere la vera essenza del proprio Io acquisisce tale consapevolezza, tanto da poterne fruire nella vita quotidiana. Con ciò egli vuole esplicitare come le cose non si trasformino ma più semplicemente siano. Tutto ciò Siddharta lo ha fatto suo attraverso il pensiero ed il ragionamento, che ha avuto come “spirito guida” il rumore dell’acqua del fiume. Egli sostiene infatti che nel momento esatto in cui si riescono a sentire tutte quante le “voci” del fiume insieme, senza che esse siano più distinguibili singolarmente, in quel preciso istante si può ascoltare l’Om, la perfezione. Legato al fiume vi è poi un altro pensiero, secondo me, strettamente filosofico che parla di come le cose (in questo caso l’acqua del fiume) siano coinvolte da un cambiamento continuo; infatti l’acqua che noi vediamo sembra sempre la stessa ma cambia incessantemente senza poter mai essere “l’acqua precedente”; teoria  che era sostenuta dal filosofo greco Eraclito.
Questi pensieri che Siddharta sviluppa fanno sì che egli riesca a raggiungere l’obbiettivo che aveva sin da ragazzo, ovvero riuscire a comprendere ed in parte scovare il proprio Io interiore.
Ultima cosa che mi ha fatto riflettere particolarmente è come egli definisca la differenza tra ‘cercare’ e ‘trovare’, sostenendo che nel ‘cercare’ le persone siano concentrate solamente sul proprio obbiettivo mentre quando si è intenti a ‘trovare’ si è concentrati sull’aspetto generale delle cose e quindi si presti attenzione a tutto quanto. Credo che il protagonista si sia accorto di questa differenza durante il suo cammino spirituale poiché da ragazzo egli aveva come priorità il raggiungimento dell’obbiettivo mentre invecchiando ha saputo guardare la realtà del mondo nel suo insieme.

Letizia Brunetto

31 ottobre 2016

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Davide Tarzia — artistico Buniva @ 22:27
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Il romanzo parla di Harry Haller, il protagonista, un uomo sulla cinquantina che è in serio conflitto con se stesso, poco socievole, solitario, ormai quasi sull’orlo del suicidio. Lasciando la stanza che affitta, lascia anche un manoscritto con le sue memorie, in cui si definisce un uomo dalla doppia personalità, quella dell’uomo e quella del lupo; una di nobili pensieri e l’altra dominata dagli istinti selvaggi e caotici. Queste due personalità in contrasto dentro di lui gli rendono la vita una sofferenza continua, portandolo quasi al suicidio. Ormai sull’orlo di questa tragica fine, Harry conosce una donna dolce e seducente, Erminia. Con Erminia il nostro impara a godersi i piccoli e grandi piaceri della vita. Giunti alla fine del romanzo ci troviamo nel “Teatro magico” dove  il nostro Harry sembra ormai aver riacquistato la capacità di amare, ma purtroppo, sotto l’effetto di una droga, toglie la vita alla sua amata Erminia. A causa dell’omicidio commesso, Harry viene condannato dal “Teatro magico” alla pena della vita eterna; gli appare così Mozart, che lo esorta a ridere di più della vita, a non dare troppo peso ai sentimenti, imparando l’assurdo gioco della vita.

Personalmente non ho compreso molto il significato di questo libro, ciò nonostante sono stato molto coinvolto e interessato alla storia di Harry Haller

                                    Davide Tarzia

18 dicembre 2014

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Giorgia Boccardo — artistico Buniva @ 00:26
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E’ un’opera dello scrittore tedesco Hermann Hesse, edito per la prima volta nel 1922.
Con ‘Siddhartha’ il tema dell’esistenza umana si fa piuttosto generale e viene trattato in maniera assolutamente affascinante, tanto da coinvolgere completamente la mente del lettore. Vengono delineate diverse realtà tipiche dell’uomo, e tramite la figura di Siddhartha, il lettore si cala completamente in una realtà parallela e viene condotto alla verità che propone lo scrittore. Si parla di un lungo cammino intrapreso da Siddharta, personaggio che ambisce a scoprire qual è il senso della sua vita, cosa è giusto per l’uomo e soprattutto il suo fine ultimo è il capire qual è il suo ruolo all’interno della società. Un’incessante ricerca, scandita da diversi eventi e condizioni solite all’uomo: l’insoddisfazione personale, il piacere carnale e l’appagamento ne sono esempi. Ogni esperienza è da vedersi come una vera e propria occasione per il confronto diretto con il proprio ‘Io’, come un’opportunità per soddisfare, seppur in minima parte, l’eccessiva sete di conoscenza, come una possibilità per trovare la risposta a diversi interrogativi, e ancora: come un pretesto per arricchire il proprio patrimonio individuale, dato dall’esperienza. È lampante il fatto che lo scrittore volesse comunicarci l’importanza della conoscenza, vista come una sorta di via di fuga per l’uomo, che aiuta a ridurre l’ignoto al noto. Il dubbio è visto come il lievito del sapere, il tempo e la ricerca come elementi che arricchiscono l’uomo.
Tramite la conoscenza l’uomo può disfarsi delle gioie effimere che la vita offre e imparare a conoscere se stesso. Penso che il romanzo appaia attuale nonostante l’anno di pubblicazione, in quanto il tema trattato resti di immutata validità.

Giorgia Boccardo

23 febbraio 2014

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 23:45
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E’ un romanzo molto particolare, in cui viene trattato il tema della doppia personalità, sempre in conflitto l’una con l’altra e incapaci di creare un’alleanza tra esse.
Harry il protagonista è appunto afflitto da questo sdoppiamento: una personalità in quanto uomo, molto distaccata dal mondo, solitaria ed indipendente, ed un’altra da lupo, che ha istinti caratteristici del genere animale e lo rende libero e selvaggio.
Il romanzo ha una struttura piuttosto complessa in quanto il linguaggio non è di semplice comprensione.

In generale il libro non è stato troppo di mio gradimento perchè la storia in se non mi ha entusiasmata particolarmente.

Debora Banchio

4 febbraio 2014

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Edoardo Raviol — artistico Buniva @ 15:38
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Siddharta che tratte della storia di un ragazzo indiano di nome Siddharta, il quale non contento della sua vita parte per un lungo viaggio, fisico ma sopratutto spirituale . Siddharta non è un ragazzo come se ne vedono molti il quale massimo obbiettivo è avere l’ultimo modello uscito di cellulare, ma  è un ragazzo buddista intento nel raggiungere la purezza e la pace interiore;  per raggiungere il suo obbiettivo è disposto a cambiare radicalmente la sua vita e da ricco tramutarsi in povero.
Hesse tramite questo libro cerca di trasmetterci un messaggio morale e farci  apprezzare di più ciò che ci circonda e farci capire che forse la felicità non è poi cosi lontana da noi ma che per raggiungerla basta essere coscienti della sua vicinanza . Il narratore è esterno e racconta la storia in terza persona ma nonostante ciò cerca di far trasparire i pensieri del protagonista.Secondo me il libro è tutt’altro che scorrevole e sono presenti numerose parole complesse o di non uso comune. Nel complesso il libro non mi è piaciuto ma trovo interessante la storia e se fosse un po’ più accesa o ci fosse un po’ di più di azione forse sarebbe piu appetibile.

Edoardo Raviol

2 febbraio 2014

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Federica Di GIoia — artistico Buniva @ 00:23
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Un interessante viaggio spirituale in diverse comunità ed etnie buddiste che vede come protagonista Siddharta, un uomo che dedica interamente la sua vita a cercare di dar forma all’Io.
Siddharta si sente profondamente diverso dagli uomini comuni, come se ci fosse sempre qualcosa che lo separi da loro.  Egli si dedica esclusivamente alla ragione e al pensiero considerando il resto dell’umanità come “uomini-bambini”, viziati e pigri , che godono di semplicità e di piaceri effimeri, ma che in compenso riescono in ciò che lui fallisce: innamorarsi.
La vita di Siddharta prende pieghe diverse, vorrebbe collocarsi e riconoscersi all’interno di una comunità, ma ciò che non capisce è che lui è solo Siddharta, non può diventare parte di nessuna etnia, lui crede in una filosofia sua, che altro non può che essere seguita e ammirata, ed è destinato a vivere scoprendo e imparando cose nuove, senza arrivare al dunque, all’Io da lui tanto cercato.

Il romanzo rilassa nonostante richieda molti momenti di  riflessione,  trasmettendo valori e punti di vista diversi e insoliti rispetto al mondo occidentale e quindi alla religione cristiana in cui tutti siamo cresciuti.

Federica Di Gioia

26 dicembre 2013

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Sara Otranto — artistico Buniva @ 13:42
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Il libro parla della storia di un giovane ragazzo indiano di nome Siddharta e del percorso spirituale che sceglie di seguire per raggiungere una forma di pace interiore. Il protagonista va alla ricerca di qualcosa che lo renda felice ma senza trarne conclusioni. Nel suo percorso incontra molte persone da cui impara nuove cose e nuovi comportamenti di vita.

Io da questo libro non ho imparato molte cose, perché è un po’ noioso però molto istruttivo. Non è brutto, ma dal mio punto di vista è di difficile comprensione, dal momento che viene utilizzato un linguaggio abbastanza complicato e non si capisce molto il collegamento  logico tra i vari episodi della storia. Lo avevo scelto perché mi sembrava interessante e tutti me ne parlavano bene ma non rifarei sicuramente questa scelta e cambierei genere letterario.

Sara Otranto

12 dicembre 2013

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Giulia Barrottu — artistico Buniva @ 14:37
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Il romanzo è soprattutto rivolto a chi, come il protagonista Siddharta, è in cerca della pace interiore e del raggiungimento della tranquillità spirituale. Ormai stanco delle barriere che il ricco padre gli imponeva, come quella di non uscire mai dal suo palazzo per non fargli aprire gli occhi su come  era realmente la vita di tutti i giorni del popolo, cioè nella più assoluta miseria, decide di lasciare tutto ciò che ogni uomo desidererebbe, ovvero una vita piena di agi e beni materiale, per gettarsi in un lungo percorso, spesso in solitudine, basato non sulla necessità di “avere” ma su quella di “essere”. Attraverso la conciliazione della sua anima con la sua mente Siddharta ci fa capire che ciò che spesso cerchiamo non è lo specchio della felicità vera ma solo quella apparente. Il romanzo non mi ha emozionato particolarmente perchè ho trovato difficili certe riflessioni dell’autore e in alcuni tratti molto pesante per i concetti ripetuti. Perciò non lo consiglierei come prima lettura  a chi si volesse cimentare nella riflessione introspettiva.

Giulia Barrottu

25 novembre 2013

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Alice Vinelli — artistico Buniva @ 16:04
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Hermann Hesse racconta i pensieri, le emozioni e le sensazioni di questo giovane ragazzo indiano di nome Siddharta. Leggiamo della sua vita fin dai suoi primi attimi: nasce da un ricco Brahmino, che gli farà studiare i suoi insegnamenti, fino a quando Siddharta, seguito dal suo inseparabile amico Govinda, decide di oltrepassare i confini che gli erano stati imposti e andare a cercare la sua dottrina, la felicità interiore, l’appagamento dell’anima e la liberazione dal dolore. Spinto da queste ricerche Siddharta compie un lungo viaggio, in cui farà degli incontri da cui avrà di che imparare. Con l’incontro del Buddha, Gotama, capisce che la dottrina dell’illuminato non è il suo traguardo. Qui Govinda lo abbandona perché sceglie di rimanere con Gotama, mentre Siddharta continua il suo viaggio. Da questo momento in poi la sua vita cambia drasticamente: incontra la splendida, ricca cortigiana Kamala che ben presto diventa sua maestra nell’arte dell’amore e fa di lui un lavoratore. Dopo anni passati nella ricchezza e sempre meno nella felicità interiore, Siddharta si rende conto dello sbaglio commesso e capisce che si era riempito di materia per poi risultare un corpo vuoto. Negli anni successivi capirà ciò di cui Siddharta, il suo Io, ha realmente bisogno.

Questo libro affronta una tematica importante molto simile alla teoria cinese dello yin e yang.
In questo contesto l’equilibrio è definito dallo spirito e dal corpo, lo spirito non può esistere a prescindere dal corpo e viceversa. Come riesce Siddharta a capire ciò? Il suo lungo viaggio è stato pieno di incontri ed ogni incontro è servito a dargli una risposta. L’incontro con il Buddha lo convince a continuare sulla via spirituale, mentre l’incontro con Kamala lo stravolge e lo conduce sulla via materiale. Inizialmente si convince che le due vie siano separate, e credendo di non poter mai più trovare la felicità, poichè entrambe non riuscivano ad ottenerla, ed essendo certo di aver preso la via sbagliata, tenta il suicidio. Ma una voce dentro di sè gli fa capire che, solo dopo aver sperimentato con intensità entrambe le vie, la felicità sta nell’equilibrio fra le due.
Ho trovato questo libro molto intenso, non facile da interpretare,  perché il linguaggio usato da Herman Hesse è molto forbito e particolare, ma  è riuscito comunque a farmi capire e riflettere. Ho capito che il messaggio che vuole comunicare Hesse è che ogni persona deve cercare la propria strada e toccare con mano i vari aspetti della vita, e che oltretutto non bisogna estremizzare i propri punti di vista, ma allargarli e capire che bisogna sperimentare tutto prima di comprendere qualcosa a pieno. E’ un libro che consiglio nonostante riconosca che il linguaggio sia piuttosto difficile e che quindi potrebbe rendere ardua la comprensione del testo.

Alice Vinelli

[Hermann Hesse è stato scrittore, poeta, aforista e pittore, nato a Cowl nel 1877. Ha scritto, in versi e in prosa, trentadue romanzi con varie raccolte di racconti e quindici di poesie. I suoi romanzi, diventati molto famosi, ebbero una forte influenza sui giovani degli anni sessanta e settanta. Successivamente aver scritto romanzi di tradizione romantica, fece un viaggio in India, forse perché la madre era nata proprio in quella regione, e venne profondamente influenzato dalla spiritualità orientale. Nel 1922 esce il celebre romanzo “Siddharta”, chiaramente un elaborato della sua esperienza di viaggio in India.]

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Luca Ariaudo — artistico Buniva @ 15:40
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Siddharta è un ragazzo indiano che ha bisogno di trovare la sua strada e si incammina nell’India del VI secolo assieme al suo amico Govinda. Iniziano cosi un percorso sia fisico che spirituale dove incontreranno personaggi come i Samara, che gli insegneranno a vivere con poco, ma anche Kamala, la donna da lui amata, che gli insegnerà l’arte dell’amore.
Questo lo porterà a lasciarsi andare alle debolezze e ai desideri degli uomini, considerati da lui dei peccati. Il senso di colpa per aver sbagliato lo porterà a pensare a una redenzione delle proprie colpe, per la quale lui vede come unica soluzione il suicidio. Ma sceglie di riprendere il suo percorso, incontrando altri personaggi lungo il suo percorso da cui riceverà molti insegnamenti, ma anche ricordi che lo riporteranno al rapporto di disaccordo con il padre, e tante cose su cui ancora dovrà riflettere. E’ un romanzo che ci insegna a guardare oltre la persona del mondo di oggi, ossessionata dagli aspetti esteriori che mostra; un viaggio nel profondo di noi stessi, un perenne motore di ricerca e di esperienze che arricchiscono l’essere umano e che dà la possibilita a ognuno di noi di trovare una vera pace interiore invece di qualcosa di inganevole.

Luca Ariaudo

1 novembre 2013

SIDDHARTHA, di Herman Hesse

Filed under: Gabriel Paquola — artistico Buniva @ 00:46
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Di questo libro si potrebbero dire molte cose, ma una delle più importanti è far notare come l’autore abbia trattato  l’argomento non come una qualsiasi storia più o meno di fantasia. Traspare non solo da un’attenta lettura, ma anche da alcune sue lettere in cui parla di una leggenda indiana in fase di elaborazione e di come fosse arrivato ad un punto critico tale da avere poche speranze di concluderla, perchè “al punto in cui sono dovrei descrivere una fase evolutiva che io stesso non ho ancora vissuto fino in fondo.” (nell’edizione che ho letto c’erano degli “extra” tra cui alcune sue lettere inviate ad amici e conoscenti). Quindi racconta di un vero e proprio percorso interiore tanto da risultare una metafora autobiografica.
Ho trovato interessanti certi ragionamenti che possono risultare validi anche con un approccio più scientifico, ad esempio quando il giovane Siddhartha critica l’ascetismo dicendo: “Ciò che ho imparato finora presso i samana, o Govinda, avrei potuto impararlo più presto e più semplicemente. In qualunque bettola di malaffare amico mio, tra carrettieri e giocatori di dadi, l’avrei potuto imparare.”
Quì trova conferma ciò che era già stato in qualche modo scritto in “Le porte della percezione” (libro peraltro precursore della filosofia del periodo), in cui viene forse per la prima volta trattata la correlazione tra l’uso delle droghe e i metodi di mortificazione del corpo utilizzati in varie religioni, tra cui il cristianesimo, per trascendere al divino, ma visto sotto un aspetto più fisiologico-chimico. Questa correlazione è stata poi suffragata dagli studi di psicologia sperimentale di quegli anni.

Gabriel Paquola

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Manuel Tumminello — artistico Buniva @ 00:30
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Il tema affrontato nel romanzo è la crescita interiore di un ragazzo che diventa uomo che cerca di trovare illuminazione e serenità. Il romanzo è pieno di dettagli e così diventa un libro noioso e lungo, nonostante sia interessante.
L’autore con questo romanzo cerca di far immaginare un “santo” in cerca di serenità, un’incarnazione del sapere e dell’amore per il mondo, ma che si sente vuoto nella vita.

Il libro presenta l’ideologia buddista e il mondo orientale.

Manuel Tumminello

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:15
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Il libro parla di un uomo di nome Harry, un tipo solitario, pensieroso e insoddisfatto della sua vita e di ciò che pensa la gente. Vive in una stanza polverosa in cui tiene tutti i suoi libri. La sua vita è oziosa ma complicata allo stesso tempo. Harry è costretto a convivere con un lupo: il lupo della steppa, quello che prevale nel suo carattere: è il suo lato nascosto, la sua seconda anima, rispetto all’altro lato, arreso, solitario e infelice.
Incontrerà una donna che diventerà molto importante per lui perchè gli insegnerà a divertirsi, ad amare la gente e la  vita; scoprirà il piacere per la danza e per le donne. Lei vuole fare un patto con lui molto serio che gli svelerà successivamente. Tutte queste avventure che quella donna, che diventerà un’amica e una sorella, gli farà vivere, richiederanno un prezzo molto caro.

“Il lupo della steppa” è stata una lettura lunga, difficile e noiosa. Hermann Hesse ha la capacità di entrare in me stessa e tirare fuori i miei sentimenti e i miei stati d’animo che non conosco e che, anche quando li conosco, non sarei mai riuscita a esprimere.
Mi era piaciuto “Siddharta” e il suo modo di scrivere, perciò mi aspettavo che mi coinvolgesse di più. Probabilmente questo libro si può capire solamente quando si ha un preciso stato d’animo, simile a quello di Harry, così da ritrovare nella storia pensieri e atteggiamenti che rispecchiano se stesso. Invece, avendolo letto con uno stato d’animo differente, non mi ha coinvolto e convinto: ho trovato banali alcuni discorsi, il comportamento di Erminia e le sue parole.

Marina Marmello

12 gennaio 2011

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Ivan Siondino — artistico Buniva @ 11:12
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Il protagonista di questo romanzo è Harry Haller, un cinquantenne, diviso tra il divino ed il diabolico; il quale prima di scomparire lascia un manoscritto, in cui racconta della sua duplicità, tra l’umanità e la bestialità; per lui la bestialità viene espressa con l’odio per la superficialità, mentre l’umanità si esprime tramite la liberta di pensiero. Questa sua lotta lo spinge all’isolamento ed a cercare il suicidio, fino a quando non incontra Erminia, la quale gli fa conoscere i piaceri dellla vita dei quali non aveva ancora goduto.

Verso la fine del romanzo vediamo Herry uccidere con una pugnalata Erminia, quando finalmente aveva imparato ad amare ed a vivere; per questo la sua condanna è la vita eterna.

Il tema del racconto è l’isolamento nel quale il protagonista si chiude; alcune volte Harry per curiosità esce dal suo mondo, per osservare quello che c’è fuori; un altro tema è sicuramente la duplicità dell’essere umano: la parte umana ossia quella sociale e razionale, mentre dall’altra parte troviamo l’essenza del lupo, quella animale irrazionale e che ci spinge ad isolarci. Sicuramente l’uomo ha una doppia personalità, che cambia da persona a persona secondo i suoi modi di vivere e gli insegnamenti ricevuti.

Ivan Siondino

IL LUPO DELLA STEPPA, di Herman Hesse

Filed under: Nadina Grahic — artistico Buniva @ 10:37
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Il malessere che prevale senza dare tregua, un male incurabile, una continua angoscia verso ciò che si è, verso ciò che si è diventati e verso la propria vita, piena di insoddisfazioni. Un continuo lamento per quello che non si ha, per quello che si vorrebbe avere, una riflessione sul proprio essere e solo su ciò che la vita ha di brutto da offrire, senza riuscire a capire, a valorizzare, quel poco di bello, di buono, che in ognuno di noi c’è. Un libro troppo pessimista nei confronti della vita e per quelle poche cose belle che ci capitano; un romanzo filosofico, con un linguaggio neanche troppo complesso, ma che rende , nonostante ciò, la lettura molto pesante e noiosa perché, a parere mio, l’autore si sofferma solo su una delle sfumature della vita, quella negativa; un intero libro incentrato solo su questo aspetto e sempre li, a rimarcare determinati concetti, rimane veramente molto pesante , noioso ma anche ripetitivo, perché il concetto è uno solo: è vero che viene approfondito, ma non invoglia il lettore ad appassionarsi, anche se poi il finale è qualcosa di veramente inaspettato.

Nadina Grahic

14 febbraio 2010

SiDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Carlo Canale — artistico Buniva @ 20:27
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Questo libro narra la storia di un giovane indiano, Siddharta che si allontana dalla famiglia per seguire le proprie inclinazioni, e a distanza di moltissimi anni, vive un tremendo malessere per il pessimo rapporto col figlio, che abbandona il padre. Ciò lo riporta indietro col tempo, quando egli stesso aveva abbandonato il padre per seguire e cercare se stesso.

Il messaggio dell’autore è molto utile, profondo e rivolto a tutti. Suggerisce che, per trovare la felicità, ognuno deve prima conoscere se stesso, ed è lì che troverà tutte le risposte alle domande che si pone, o almeno saprà dove andarle a cercare. Inoltre l’autore ci dice che ogni persona deve cercare la propria strada e toccare con mano i vari aspetti della vita. Solo quelli che non hanno abbastanza forza d’animo si appoggiano a delle dottrine che in apparenza danno loro la sicurezza, ma per l’autore non è quel tipo di vita che regala la felicità.

Carlo Canale

18 gennaio 2010

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Federica Finizio — artistico Buniva @ 01:49
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Questo libro l’ho letto con fatica. Un argomento molto pesante, noioso e difficile da leggere. Una vita che non trova lati positivi, però con un po’ di coraggio riprende senso.

Il protagonista, Harry, ha un blocco causato dall’uomo e dal lupo. L’uomo rappresenta le cose culturali e spirituali; il lupo rappresenta la confusione e tutto ciò che è istintivo. Harry a causa di questo blocco arriva quasi ad ammazzarsi. Per fortuna decide di “rincominciare” la sua vita, vivendola quasi come un gioco.

Questo libro, così pesante e noioso, alla fine ha un significato importante. Se ci pensiamo bene, soprattutto a noi adolescenti capita una cosa simile. Faccio un esempio: noi ragazzi, se incontriamo una persona di cui ci innamoriamo, ci sentiamo al settimo cielo, ma se dovesse finire questa storia? Non sembra che tutto ci crolli addosso? A me capita così, però grazie alle amicizie, alla famiglia e ad altre cose riusciamo a riprenderci la nostra vita in mano, ritornando col sorriso.

Vi piace questo collegamento? A me si 🙂 ; peccato per il libro che è stato molto noioso e faticoso da finire!

Federica Finizio

7 dicembre 2009

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 20:58
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Questo romanzo narra la storia di un uomo, Siddharta, che va alla ricerca di un buon stile di vita. Nella ricerca Siddharta porta con se il suo migliore amico Govinda; i due si separeranno ma si rincontreranno nel seguito della vicenda. Ognuno prosegue per la propria strada; Siddharta, in una città, incontra Kamala, se ne innamora e decide di stare con lei, ma più passa il tempo e più si accorge che non sente pulita la sua anima e che quindi sta sbagliando; investito da questo pensiero, scappa lasciando Kamala da sola e incinta. Lei chiamerà suo figlio Siddharta.

Siddharta prosegue il suo viaggio finchè un giorno rincontra Kamala con suo figlio; Kamala muore a causa di un morso di un serpente e Siddharta inizia a fare il padre. Si accorge che al figlio non interessa cercare uno stile di vita buono, che faccia bene all’anima, così appena Siddhatra piccolo diventa grande i due si separano. Il romanzo si conclude con la chiacchierata di Siddharta e Govinda che, ormai vecchi, parlano delle loro vicende e di che cosa hanno appreso.

Questo romanzo l’ho trovato un po’ noioso, pieno di contenuto, quindi pesante. Penso che Siddharta nel ricercare un buon stile di vita abbia ottenuto l’esatto opposto perché non avrebbe dovuto lasciare Kamala o non avrebbe dovuto scegliere di stare con lei; inoltre penso che avrebbe dovuto stare fermo, iniziare una cosa e poi finirla, non iniziare tante cose per poi non finirle. Un uomo o donna che sia cerca sempre di trovare una buona strada e la trova solo se completa ciò che sta facendo; il percorso della vita non va tutto bene, ma si può rimediare; facendo così Siddharta invece ha avuto più cose brutte che cose belle perché non è mai andato fino in fondo, non ha mai costruito nulla: ha preso a sprazzi ciò che la vita poteva dargli in quel momento.

Consiglierei questo libro a chi ha paura di sbagliare o di non provare, per osare di più nella vita.

Martina Bilancieri

10 novembre 2009

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Nadina Grahic — artistico Buniva @ 10:41
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Hermann Hesse ci pone, attraverso questo libro, in una reltà diversa… in una ricerca continua e sfrenata, verso qualcosa che solo in pochi sono riusciti a cogliere. Siddharta, appunto, è il protagonista di questo romanzo, un racconto pieno di pensieri profondi, di dottrine da seguire… una ricerca verso il proprio io e verso una pace interiore che gli permetta di vivere interamente la propria vita!

Questo è il viaggio che intraprende il giovane Siddharta, un viaggio lungo e faticoso, pieno di emozioni e riflessioni, un viaggio lontano dai nostri tempi, immerso in un’India antica, ma che, allo stesso tempo, ci fa riflettere sulle cose anche più banali che ci sfuggono nella nostra vita troppo frenetica.

Un libro filosofico, che a primo impatto può sembrare noioso, ma ci regala una lettura facile e scorrevole, anche se con qualche pensiero un po’ più complesso.

Nadina Grahic

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 09:52
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Questo romanzo narra di un ragazzo, successivamente adulto e infine anziano, di nome Siddharta; da qui il titolo. Ripercorre tutta la sua vita alla ricerca della felicità e della tranquillità spirituale.

È un romanzo molto interessante e significativo per chiunque lo legga poiché parla di un viaggio spirituale e di un viaggio nella realtà; questi due aspetti viaggiano in parallelo per tutto il racconto. A forza di cercare la felicità il protagonista arriva ad un punto che trova la tristezza e la desolazione più assoluta. È questo che ci fa riflettere perché si arriva ad un certo punto che tutte le cose in cui credeva,  tutte le convinzioni, tutto ad un tratto spariscono, si sente sperduto ed è costretto a rimettersi di nuovo alla ricerca di se stesso; questo ci fa capire che non esiste una felicità assoluta. Anche le piccole cose possono farti provare emozioni simili.

Questo ibro è molto avvincente ed emozionante, da leggere tutto d’un fiato.

Susanna Garis

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