ROMANZI 2.0

13 novembre 2016

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Francesca Robasto — artistico Buniva @ 20:15
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La trama del libro viene raccontata dal dottor Frankenstein, il creatore del mostro, che si ritrova a dare la caccia alla sua stessa creatura. Arrivato su una barca che lo accoglie, racconta la sua storia e quella che il mostro ha raccontato a lui. Il libro incrocia quindi due storie, che si uniscono verso la fine.
Per prima viene narrata la storia di un viaggio verso il polo nord. Il narratore incontra Frankenstein, e vedendolo perso lo invita a salire sulla sua barca. Egli infatti stava dando la caccia al mostro. Salito sulla barca inizia a raccontare la sua avventura e qui inizia l’altra parte della storia.
Il racconto è principalmente narrato con la voce del mostro che narra ciò che ha vissuto. Frankenstein aveva ascoltato la storia del mostro il quale gli aveva raccontato di aver provato a integrarsi e vivere in pace con gli uomini, ma di essere stato sempre respinto a causa del suo aspetto spaventoso. Era stato rifiutato da diverse persone, in seguito aveva imparato la loro lingua e si era presentato a una famiglia che avrebbe potuto accettarlo, trovando però anche qui un rifiuto. Da allora aveva deciso di ritrovare il suo creatore, e chiedergli una compagna uguale a lui. Quest’ultimo gli aveva dato inizialmente speranze ma aveva poi rifiutato di continuare il progetto abbandonandolo a sua volta. Il mostro da quel momento aveva iniziato la sua vendetta uccidendo tutte le persone care al suo creatore: era quindi iniziata una lotta fra i due, un inseguimento che avrebbe portato alla morte di Frankenstein e del mostro.

Mi è piaciuta la trama del racconto ma penso che inizialmente non sia molto chiaro il collegamento tra le due storie. Si capiscono a fondo i sentimenti dei personaggi in particolare quello che può provare il mostro. Il racconto non ha purtroppo un finale felice ma nonostante questo penso che, nell’insieme, la storia sia bella.

Francesca Robasto

18 dicembre 2014

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Sara Obinu — artistico Buniva @ 00:08
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La storia ha inizio quando un giovane capitano, Robert Walton, dopo aver ereditato un ingente somma di denaro decide di intraprendere un viaggio spingendosi oltre il polo e circumnavigando l’intero globo, ma viene fermato quando ormai era giunto al polo, da enormi lastre di ghiaccio.  Dopo alcuni giorni il suo equipaggio scorge tra la lunga e sperduta distesa bianca un essere ignoto, quasi mostruoso che poco dopo scompare nel nulla. Il giorno seguente si presenta a bordo di una slitta un uomo, che viene fatto salire a bordo della nave e si presenta come il dottor  Victor Frankenstein. Da qui inizia questa misteriosa storia. Il giovane dottore inizia a raccontare della sua vita, della sua infanzia felice trascorsa in Svizzera ma che viene improvvisamente traumatizzata dalla morte della madre. Victor da sempre appassionato dalle letture e dalle scienze inizia ad elaborare dentro di sé un sogno creatosi dopo la grande perdita, fino a quando  compie realmente i primi esperimenti su corpi in decomposizione. Il suo desiderio era di ricreare dalla materia ormai non più vivente un essere, un umano, in grado di vivere e di ragionare, con uno stato di salute perfetto, ma il grande errore del dottor Frankenstein fu quello di creare un essere sì in grado di vivere, ma dall’aspetto mostruoso e disarmonico e dalla forza brutale. Lo stessoFrankenstein spaventato e disgustato dalla creatura che aveva creato con le sue stese mani lo abbandona al suo destino e una notte buia e fredda l’essere scappa via portando con sé tutto ciò per cui l’uomo aveva lavorato una vita: il suo diario con appunti e bozzetti, frutto dei suoi lunghi studi ed esperimenti.
Dopo una serie di sconcertanti eventi, la storia inizia a prendere una strada parallela e si riconduce al capitano Walton. La storia è ricca di dettagli e colpi di scena ma essenzialmente si basa su una morale che ancor oggi incide su ognuno di noi: basare il proprio giudizio eil proprio pensiero sull’aspetto esteriore, senza guardare cosa c’èin realtà dentro ognuno di noi. Questo è quello che ho appreso dalla lettura di questo romanzo, affascinante ma in alcuni piccoli tratti forse noioso o scontato.

 Sara Obinu

26 dicembre 2013

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Gabriel Paquola — artistico Buniva @ 18:36
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Sebbene scritto con uno stile impeccabile (a volte anche troppo) e leggero, con una trama che è meritatamente entrata nell’immaginario collettivo, resta carente in alcuni punti che a volte lo rendono noioso, quasi la scrittrice fosse poco esperta.
La trama non è da horror, ma quasi, mentre la scrittura è quasi da cantico delle creature. Sembra sempre che debba descrivere la più luminosa delle manifestazioni divine, caratteristica che all’inizio, quando racconta dell’infanzia meravigliosa e spensierata del protagonista, risulta utile, ma diventa inadatta quando si tratta di descrivere le “immani sofferenze” a cui si trova destinato o le fattezze del mostro. Però riesce comunque a farle intuire, con le sue capacità descrittive.
I dialoghi non sono realistici: qui non si tratta di un racconto mitologico in cui i personaggi assumono delle caratteristiche ideali, né una lettera formale a una qualche autorità. Nessuno per quanto virtuoso e istruito rincuorerebbe un suo amico dicendo “Chiunque l’abbia visto radioso e felice, nella sua bellezza di fanciullo, non può non piangere la sua perdita così immatura…” nemmeno 200 anni fa. I personaggi parlano tutti come scrive l’autore, quindi mancano di personalità. Il racconto del mostro poi rappresenta un impresa ardua: quella di entrare nella sua psicologia e  di raccontarla come lui avrebbe potuto raccontarla; questo avrebbe potuto dare una svolta decisamente avvincente al romanzo, ma non è riuscita: ciò la rende la parte forse più noiosa.
Oltre a presentare le caratteristiche sopracitate la storia dimostra l’intreccio e lo sviluppo di una lista della spesa, soprattutto all’inizio. Si perde in particolari inutili che dovrebbero descrivere i primi approcci della creatura al mondo esterno ma lo fa per lo più in maniera schematica a volte con inutili giri di parole. Per quale motivo dovrebbe dire “Mi ritrovai con i piedi gelati dalla fredda umida sostanza che copriva il terreno” quando possiede un vocabolario forse più esteso del mio!?

Leggendo il libro, il mostro l’ho immaginato in maniera totalmente diversa da come viene solitamente rappresentato.

Gabriel Paquola

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Elsa Nierop — artistico Buniva @ 14:39
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Ho trovato questo libro molto interessante. Il linguaggio, nonostante sia un libro scritto agli inizi dell’Ottocento, è facilmente comprensibile e provoca un effetto gotico. La narrazione centrale è lenta, mentre alla fine è molto più scorrevole. Le descrizioni sono molto dettagliate, specialmente quelle del mostro. Le emozioni, le sensazioni ed i pensieri del protagonista Victor Frankenstein sono descritti in modo particolareggiato. Il libro inizia introducendo la fine e mi è piaciuta questa scelta dell’autrice; è scritto in prima persona e sembra quasi un diario del protagonista. Mi è piaciuta molto sia la trama che la descrizione dettagliata ed è un libro che consiglio a tutti.  

Elsa Nierop

23 dicembre 2013

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:45
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Victor, fin da ragazzo, è un appassionato della scienza. Ad un certo punto della sua vita si ritrova a vivere solo, dentro una stanza, piena di oggetti e di macchine scientifiche che lo condurranno ad una grande scoperta, che a sua volta segnerà il destino dello scienziato: un destino pieno di dolore e di angoscia. Sarà vittima di un ricatto, voluto dalla sua stessa creazione, che lo porterà a dedicarsi per il resto della sua vita a soddisfare le richieste della sua creatura. Victor rinuncerà ad una bella vita per pianificare, inconsapevolmente, la sua lenta fine.
Il libro, inaspettatamente, inizia con delle lettere scritte da un uomo per la sorella, che racconta il suo viaggio per raggiungere il polo e circumnavigare la terra, nel momento in cui la nave rimane bloccata tra il ghiaccio.
Mi ha colpito l’animo della creatura che lotta per soddisfare un desiderio, semplicemente umano, e che è impossibilitata a raggiungerlo. Frankenstein è un libro pieno di sorprese, tant’è che ad un certo punto, mentre immaginavo un finale banale, grazie ad una serie di colpi di scena si è rivelato geniale. Non credevo che potessi riuscire a sentire così vicino alla realtà un romanzo gotico e fantascientifico.

Marina Marmello

12 gennaio 2011

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Luca Valentino — artistico Buniva @ 10:43
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Il romanzo di Mary Shalley pubbblicato nei primi dell’ 8oo narra la storia di un dottore, appunto Frankenstein, che, esasperato dalla morte, che gli si presentava come peste, scarlattina e altre patologie, decisd di “sconfiggere” la morte creando il “mostro”, che sarà poi causa della sua sventura.
Shalley riesce a trattare in un romanzo irreale temi tutt’altro che fittizzi sia dal punto di vista sentimentale che dell’etica: Frankenstein riesce a ricreare la vita, prerogativa appartenente solo a Dio, il quale, penso, proprio per questo lo punisce.I l dottore valica quindi un limite che lo porta alla rovina. In tutto il romanzo si percepisce l’ansia e il dolore dal quale Frankenstein è circondato; sono appunto le morti dei suoi famigliari a portarlo alla ricerca sfrenata di una soluzione, spingendolo purtroppo troppo oltre a un limite, forse religioso o etico.
Il romanzo ha un ritmo incalzante ed è ricco di tensione: penso che possa piacere anche ai non amanti dell'”horror”.

Luca Valentino

18 gennaio 2010

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley.

Filed under: Arianna Collino — artistico Buniva @ 01:45
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La storia descrive il tentativo di un uomo, Victor Frankenstein, di scoprire il segreto della vita attraverso la scienza. Questa sua curiosità per le scienze a la biologia nasce da un trauma molto profondo a cui è stato sottoposto da piccolo e che lo ha portato a maturare un sogno accarezzato da tutti: ricreare artificialmente la vita.

Da Ginevra, sua città natale, parte dunque per la Germania, dove entrerà in contatto con due professori che lo aiuteranno molto nei suoi studi. In seguito, si recherà durante le notti nei cimiteri, dai quali ricaverà il materiale necessario per la sua grande opera. Ma quando la creatura “viene al mondo”, non è esattamente come lo studioso se lo aspettava: l’essere è storpio, brutto e, soprattutto, dotato di una forza sovrumana, che sfrutta per fuggire dal “padre” Victor. Quest’ultimo, in seguito, tornerà a casa, dove però, troverà ad aspettarlo la creatura, che lo ha seguito ed ha ucciso suo fratello. Dopo vari eventi, tra cui il tentativo di creare una compagna per il mostro, andato oltretutto male, Victor tenta di eliminare suo “figlio”, senza alcun risultato. Il mostro morirà in seguito suicida al Polo Nord, tormentato per tutti gli omicidi commessi.

Nel romanzo sono descritti desideri e paure che l’uomo si porta dentro all’animo sin dalla storia più antica: il sogno di poter tornare in vita e il desiderio della lunga vita, accostati però dal terrore che i morti possano tornare, in qualche modo, a tormentare il vivo, senza che questi possa difendersi dalla forza sovrumana degli altri. La Shelley, inoltre, affronta il discorso della morte ed il fatto che, per comprendere la vita, è molto importante comprendere il processo lento ma inesorabile della morte stessa.

L’opera per molto tempo fu attribuita al marito della Shelley a causa, forse, della somiglianza dello stile della donna con il coniuge, ma non solo: all’epoca, era impensabile che una donna potesse essere scrittrice: per questo Mary, in qualche modo, approfittò del nome del marito per pubblicare il suo romanzo.

Questo libro è molto interessante, non solo per ciò che viene enunciato nell’opera (riflessione sulla vita e sulla morte), ma anche perchè è una tappa importante, soprattutto per quanto riguarda il futuro delle donne, nel campo letterario: non sono più costrette ad utilizzare pseudonimi per riuscire a pubblicare i loro romanzi, ma possono tranquillamente inviarli mettendo il loro nome.

Arianna Collino

9 gennaio 2010

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Nadina Grahic — artistico Buniva @ 15:49
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Victor Frankestein era frose troppo annoiato dai suoi soliti esperimenti, da ciò che già qualcun altro aveva creato, aveva scoperto… Così, grazie a tutta la conoscenza da scienziato che aveva, riuscì in un impresa dove nessuno, fino a quel momento era mai riuscito; solo a Dio spettava quel compito: Victor riuscì a dare la vita ad un mostro da lui creato. Non si rese conto di ciò che aveva fatto, di cosa poteva portare questo sensazionale esperimento…

Victor, circondato da uno scenario di continua malinconia, angoscia e terrore per ciò che aveva creato, narra la sua fine, dove si ritrovò solo con se stesso senza niente e nessuno.

Un travagliato viaggio alla ricerca del suo esperimento, per cercare di porre fine a quello che era riuscito a fare; quella povera bestia diversa da tutti, costretta a distruggere il suo creatore e ciò che egli amava, perchè come lui era da solo, cosi anche suo “padre” doveva esserlo, perchè era lui la causa della sua infelicità. Victor non si rese conto che non sarebbe mai riuscito a fermare la bestia, e così distrusse la sua vita creandone un altra.

Nadina Grahic

14 novembre 2009

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Michela Lomi — artistico Buniva @ 23:34
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Grazie a questo romanzo, scritto da Mary Shelley nei primi dell’Ottocento, possiamo buttarci a capofitto in una storia “scura”, “cupa”, ricca di suspance e colpi di scena.

Victor Frankenstein, il protagonista della narrazione, è portato alla generazione e creazione di un essere umano da un corpo privo di vita, in seguito a studi scientifici e biologici conseguiti in un’università tedesca. Il suo scopo è di creare un vivente che sia più intelligiente, forte di costituzione e salute e più longevo rispetto all’essere umano suo pari.
Purtroppo, dopo il risveglio di questa figura mostruosa e dopo la sua fuga, hanno inizio una serie di spiacevoli episodi di omicidio che vedono coinvolta la bestia creata dal povero Victor.

In quest’opera possiamo scoprire la voglia di una scrittrice dell’Ottocento di “andare oltre” rispetto a ciò che già si conosceva, di cercare di scoprire un qualcosa di nuovo e talvolta anche di peicoloso, sempre legato allo studio, alla cultura ed alla scienza. Sfidare e cercare di sovrastare quello che già si conosce in modo approfondito è una qualità dell’uomo colto, dell’uomo che indaga per scoprire la verità di ogni cosa, dell’uomo che, come il dottor Frankenstein, ricerca qualcosa di più profondo rispetto alla vita umana; si potrebbe quasi dire, a mio parere che sia alla ricerca di una specie di perfezione non dell’uomo in sé ma delle sue possibilità.

Questo romanzo viene definito “gotico” secondo me proprio per le sfumature grigiastre, nere o comunque tendenti ai colori scuri che l’autrice propone per esempio nel girovagare per cimiteri in cerca di informazioni sulla decomposizione dell’essere umano. Non mi è dispiaciuto, diciamo che non ho apprezzato molto la forma, ma il contenuto più profondo (quello che ho percepito io) mi ha fatto riflettere, soprattutto sulla volontà e sull’impegno di inseguire la propria meta.

Michela Lomi

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 12:46
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Una storia malinconica, improntata sul sapere, sulla conoscenza e sulla scienza.

Victor Frankenstein, bravissimo scienziato lodato da tutti i suoi professori, è il protagonista di questa strana storia. Tutto inizia dopo la morte della madre, che genera la sua ossessione di voler creare un essere perfetto. Inizia i suoi studi, sia all’Università di giorno che al cimitero di notte. Riesce a realizzare il suo progetto ma si rende conto di aver fatto un grave errore. Crea un mostro vero e proprio impossibile da gestire, che riesce a scappare. Un delitto li ricongiunge: il mostro artefice del delitto del fratello, propone un patto, per il quale il dottore avrebbe dovuto creare un essere come il mostro ma donna; in cambio il questi se ne sarebbe andato. Non riesce però a mantenere la parola e il mostro, venutolo a sapere, uccide amici e familiari dello scienziato.

Questo romanzo dà vita ad un insieme di sensazioni: ansia, paura, interesse, e allo stesso tempo un senso di colpa da parte dello scienziato che ha creato la sua stessa rovina, distruggendo vite innocenti di persone a lui care. Il desiderio di Victor di vendicare tutte le vittime morte per mano della sua creatura, e la mente del mostro, che dopo un po’ si riavvicina all’animo umano capendo il dolore provocato dai suoi gesti.

Questo romanzo mi ha messo molta ansia, e anche se trovo che sia scritto molto bene non mi ha appassionato così tanto, probabilmente per via del genere.

Alessia Bauducco

2 settembre 2009

FRANKESTEIN, di Mary Shelley.

Filed under: Deborah Laggiard — artistico Buniva @ 22:35
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Victor Frankestein è un grande amante della scienza che si presta agli studi universitari con molto interesse e arriva al punto di voler creare un essere perfetto, ma che invece crea un mostro ingestibile che gli scapperà. Victor, oppresso dal profondo senso di colpa e di angoscia per aver creato un mostro che ora vaga libero in mezzo a tutti, si ammala.

In seguito suo padre gli spedisce una lettera in cui gli comunica l’assassinio del fratello, così Victor fa ritorno a Ginevra, la sua città natale, dove rivede il mostro.

Un giorno vedendolo nuovamente, convinto che sia lui il colpevole dell’assassinio del fratello, lo insegue per affrontarlo. Il mostro gli spiega il perchè dell’ omicidio di Guglielmo e inoltre gli fa una proposta che Victor non si immagina per niente, ovvero che vuole che crei un altro essere uguale a lui. Victor accetta la proposta, ma quando arriva al punto di dover dare vita a questo nuovo essere mostruoso non ci riesce e non rispetta l’accordo preso, così il mostro per vendicarsi uccide tutte le persone a lui care.

Victor rimane vittima della sua stessa creazione, e perde tutto ciò che gli sta più a cuore: il fratello, il padre, l’amico e la moglie; non riesce a darsi tregua perciò decide di scovare il mostro per ucciderlo e vendicarsi una volta per tutte.

È un romanzo di fantascienza con un grande senso profondo. Mary Shelley penso voglia farci capire come le conseguenze prendano il sopravvento quando compiamo azioni che nemmeno noi stessi possiamo controllare e, in questo caso, come noi cerchiamo di dare una risposta al perchè della vita. Con questo mette al centro dell’attenzione la scienza che da anni cerca di dare una spiegazione scientifica a tutto ciò. Ma alcune volte bisognerebbe imporsi dei limiti perchè non possiamo controllare ogni cosa.

Penso che ora questo romanzo acquisisca maggior importanza dato che la scienza da quando venne pubblicato nel 1831 ha fatto dei passi enormi senza alcun precedente; chissà cosa succederà fra cinquant’anni se continuiamo ad andare avanti di questo passo.

Questo romanzo mi è piaciuto abbastanza e, anche se non sono un’appassionata di fantascienza, non ho trovato difficoltà nel seguire la lettura dato che è avvincente e pieno di tensioni che ti catturano.

Deborah Laggiard.

14 giugno 2009

FRANKESTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Susanna Garis — artistico Buniva @ 18:18
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Questo romanzo è il libro più famoso di Mary Shelley. Narra di un uomo, Victor Frankenstein, che dopo la morte della madre per una  malattia, decide di creare un uomo perfetto dotato di più intelligenza e di salute. Studia medicina e si concentra sullo studio dei corpi in decomposizione nei cimiteri. A questo punto inizia a costruire l’uomo perfetto, anche se si rende conto, dopo lungo andare, che non è l’uomo perfetto che avrebbe voluto ma che aveva creato un mostro e che non poteva più farci niente; anche perché il mostro successivamente scappa e compie alcuni delitti.

Questo libro è molto interessante soprattutto come storia e come morale ma non mi ha appassionato più di tanto poiché a me non piacciono questi temi. Secondo me per scrivere un romanzo del genere bisogna avere una mente un po’ malata, come il protagonista della storia d’altronde.

Susanna Garis 

19 novembre 2008

FRANKESTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Davide Bernardini — Roberto Ferraris @ 09:05
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Una storia ricca di suspence e tensione, in cui una vena di malinconia si mescola al genere gotico-horror.

Il giovane dottor Victor Frankestein si ritrova in un vortice di scienza, fantascienza e soprannaturale. La sua vita è costretta da dolori a cui lui non vuole porre un rimedio assoluto: “Nessuno dovrebbe morire”. La creazione del mostro è da considerare un’evasione del povero Victor dal crudele mondo da cui è circondato.Le malattie, la peste, lo portano a continuare le sue ricerche riuscendo ad arrivare alla scoperta più grande, ma anche a quella più dolorosa. Una coscienza che lo seguirà sempre, una consapevolezza del dolore di un’intera vita di ingiustizie. Una vicenda ricca di avvenimenti e di sentimento, in cui il soprannaturale non distoglie,rendendo il romanzo una storia irreale, ma al contrario concentra le emozioni facendo sembrare quasi reale anche la nascita del mostro e la sua vita.

Davide Bernardini

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