ROMANZI 2.0

13 novembre 2016

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesca Ghiano — artistico Buniva @ 17:13
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Il romanzo fu l’ultimo libro dell’autore, scritto e pubblicato poco prima del suo suicidio. Il racconto è ambientato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale e narra la vita povera e misera del Piemonte. La storia è narrata in prima persona da Anguilla, il protagonista, che decide di partire dall’America per ritornare nel luogo in cui ha vissuto tutta la sua infanzia, ovvero nelle Langhe. Egli fu abbandonato e adottato da una famiglia di contadini (Padrino e Virgilia). Decide di tornare, proprio per ritrovare il suo passato. Quando torna, però, nulla è più come lui ricorda.
Il romanzo non è narrato nei minimi dettagli e c’è un misto tra presente e passato. L’ho trovato interessante, con un testo difficile ma allo stesso tempo ben dettagliato. E’ molto vicino alla realtà. Mi è piaciuta molto la descrizione dei pensieri e delle riflessioni del protagonista.

Francesca Ghiano

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesa Capuano — artistico Buniva @ 16:51
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Il romanzo narra la misera vita del Piemonte, in particolare della zona di Alba, durante la guerra. Il protagonista Anguilla ha vissuto la sua infanzia nelle Langhe e ci ritorna dopo un periodo in America. Al suo ritorno sono cambiate molte cose nel paese, però incontra Cinto e Nuto a cui racconta diversi episodi della sua vita nelle Langhe, della sua infanzia vissuta in una famiglia che lo aveva adottato e tutte le difficoltà del Piemonte. Il racconto è stato scritto e pubblicato poco prima del suicidio dell’autore e probabilmente in un periodo delicato della sua vita. Il testo l’ho trovato complicato ma molto vicino alla realtà, con un ottima descrizione di luoghi e personaggi che fanno immaginare alla perfezione la situazione.

Francesca Capuano

6 novembre 2016

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Enrico Doglio — artistico Buniva @ 18:20
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Questo romanzo, scritto da Cesare Pavese, è narrato in prima persona dal protagonista: Corrado, un insegnante di scienze, uomo insicuro che però matura con l’avanzamento della storia. Lui vive in una casa in collina con due donne. Durante tutto il periodo della storia è afflitto da sensi di colpa e da pensieri nostalgici. Questo romanzo è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale  e ci fa capire quanto sia terribile la guerra, la disperazione e l’influenza psicologica che emotivamente trasmette a qualsiasi persona che la vive,  indifferentemente se combatte o no. A parer mio Pavese si immedesima molto nel personaggio, facendo sì che le emozioni e gli avvenimenti che scrive siano ancor più credibili, facendo così immergere il lettore nel romanzo, che risulta piacevole alla lettura.

Enrico Doglio

22 dicembre 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Valentina Tortone — artistico Buniva @ 02:33
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Il romanzo è concentrato sulla vita di Corrado, un insegnante di scuola media, che durante la seconda guerra mondiale fugge dai bombardamenti trovando rifugio in casa di due donne sulla collina torinese. La vita di Corrado non è molto tranquilla, poiché dovendo fuggire da Torino ritorna sulle colline su cui ha trascorso la sua infanzia, le quali susciteranno in lui diversi pensieri. Questo romanzo è narrato in prima persona dal protagonista; durante la lettura ci accorgiamo dello stato di questo uomo, apparentemente in pace con sé stesso, ma non altrettanto con gli altri. Incontreremo le sue paure, i suoi pensieri e i suoi rimpianti, che lo renderanno una persona migliore, forse. Mi è piaciuto soprattutto perché ti immerge nelle vicende della storia, rendendoti molto partecipe, e ti fa immaginare te stesso al posto di Corrado.

 Valentina Tortone

18 dicembre 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Jennifer Conrad — artistico Buniva @ 12:24
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Vivo per caso:  “Ancora oggi mi chiedo perché quei tedeschi non mi aspettarono alla villa mandando qualcuno a cercarmi a Torino. Devo a questo se sono ancora libero, se sono quassù. Perché la salvezza sia toccata a me e non a Gallo, non a Tono, non a Cate, non so. Forse perché devo soffrire dell’altro? Perché sono il più inutile e non merito nulla, nemmeno un castigo?…. L’esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più. Rende sciocchi, e sono al punto che essere vivo per caso, quando tanti migliori di me sono morti, non mi soddisfa e non mi basta. A volte, dopo aver ascoltato l’inutile radio, guardando dal vetro le vigne deserte penso che vivere per caso non è vivere. E mi chiedo se sono davvero scampato.”
La guerra, si capisce, sconvolgeva i comportamenti di tutti all’epoca, e questo è un aspetto che Pavese fa capire bene. La guerra influisce parecchio sulla psicologia di chiunque la viva e la subisca, e di conseguenza anche sulle azioni di ciascuna persona. Non si può giudicare una persona che scappa, che resiste, che combatte o che non fa nulla, in tempi di guerra, la si deve capire e basta. Oltre alla guerra, un altro aspetto secondo me rilevante del romanzo, è quello delle riflessioni di Corrado, il protagonista, che per certi aspetti possono apparire crude e distaccate; qualcuno le ha definite anche come un qualcosa che anticipa la sua depressione.

Jennifer Conrad 

 

17 marzo 2014

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Roberta Micol — artistico Buniva @ 00:03
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“Ora che ho visto cos’è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?” Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.”

Finisce così la riflessione di Corrado, insegnante di scienze e protagonista de “La casa in collina”, breve romanzo autobiografico di Cesare Pavese pubblicato agli inizi del 1948. Il racconto è ambientato nelle valli torinesi e cuneesi nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, un periodo freddo e privo di ragioni. Durante tutta la lunghezza del libro è presente l’alternarsi di due caratteristiche che Corrado descrive nei diversi personaggi: la voglia di vivere e la tremenda paura. Corrado racconta questa storia come se vedesse la guerra con occhi diversi, esterni, che non vogliono prendere parte a ciò che vedono, ma che vorrebbero rimediare il tutto con pochi gesti. Lui, spostandosi dalla sua amata collina piena di tranquillità e felicità, alla città dove ad essere protagonisti sono i bombardamenti e gli svariati incendi, non si da pace, facendosi accompagnare per lunghi anni da dubbi. 

Ho apprezzato molto questo racconto e sono rimasta colpita dallo strano carattere del protagonista, dalle sue difficoltà a rapportarsi con gli altri: particolarmente solitario, ma capace di divertirsi e socializzare con le persone che lo circondano. Il tema suscita dubbi e riflessioni, ma Pavese è riuscito con alcune semplici parole a rendermi più facile il significato della guerra e delle emozioni provate.

Roberta Micol

22 dicembre 2013

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 16:12
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“La luna e i falò” è l’ultima testimonianza scritta di Cesare Pavese; il racconto racchiude in se svariate tematiche che rendono probabilmente la lettura un po più pesante, ma è comunque un libro che consiglierei poichè fa riflettere molto sulle condizioni sociali, economiche e disastrose dei cittadini piemontesi vissuti nel periodo delle Grandi Guerre Mondiali.

Il narratore, nonchè protagonista del romanzo, è soprannominato Anguilla, il quale, come io-narrante, racconta le motivazioni del suo ritorno in terra natìa (ovvero le vicine Langhe piemontesi) dalla lontana America (emigrato appunto a causa della guerra). Egli apre il suo racconto dall’inizio delle sue origini, ovvero da quando la mamma lo abbandonò. La narrazione è accompagnata da un tono piuttosto nostalgico e triste poichè il protagonista tenta disperatamente di aggrapparsi ai pochi bei ricordi dell’età fanciullesca. Il  peggior nemico di Anguilla è appunto lo scorrere del tempo: egli non ha intenzione di liberarsene o per lo meno, fatica molto nel compiere quest’azione. Andando avanti con il racconto si affrontano tematiche dolorose in quanto alla fine egli sarà costretto a fare un confronto con la realtà che gli sta attorno per farsi una definitiva ragione dei cambiamenti inevitabili che il tempo causa.

Debora Banchio

12 dicembre 2013

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Ilaria Ardis — artistico Buniva @ 14:18
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E’ un romanzo di Cesare Pavese, in cui parla della sua terra di origine, la Valle del Belbo; leggendolo lo si può capire perché inserisce svariati cenni autobiografici.
E’ ambientato nel secolo del dopoguerra; del protagonista conosciamo solo il soprannome con cui veniva chiamato da ragazzo: Anguilla. Ora è un uomo maturo, che è tornato dalle Americhe più colto, più ricco e famoso. Alloggia alla Locanda dell’Angelo e si intrattiene con i personaggi più facoltosi del paese. Ma non dimentica ciò che era.
Abbandonato all’ orfanotrofio di Alessandria era stato adottato da una famiglia di contadini, ai quali “torna utile” sia per il duro lavoro nei campi, sia per l’assegno che lo Stato passa loro per il suo mantenimento. Alla morte dei genitori adottivi, si trasferisce ‘alla Mora’, una grande fattoria abitata da una famiglia di signori, in cui le tre giovani figlie del padrone lo intimoriscono e contemporaneamente lo attirano. Allegre, spensierate, piene di voglia di vivere e ansiose di varcare i confini della proprietà, esercitano su Anguilla un fascino malinconico e potentissimo.
Al momento del suo ritorno rivive molti degli episodi della sua infanzia. Nel suo peregrinare tra i luoghi della sua infanzia conosce Cinto, che abita proprio nel podere dei suoi genitori; spaurito, malato, viene maltrattato dal padre e quando la sua storia si fa difficile non esita a prenderlo con sé e a concedergli una nuova possibilità nella vita.
“La luna e i falò” è un romanzo neorealista, che salta dal passato al presente servendosi di continui flash back.
E’ raccontato in prima persona, in un misto tra passato e presente, ed è per questo che non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi che non sono collegati tra di loro se non dai pensieri e dalle riflessioni del protagonista.
Il libro è formato da 32 capitoli: ci si perde nei ricordi, molto tristi, che Anguilla rivive con l’amico Nuto e in cui capisce quanto sia importante per ognuno avere un paese, una famiglia, un punto di “riferimento” che leghi alla vita; di questo Anguilla si rende conto quando, lontano dalla sua valle, viene richiamato alla sua patria non da un amico o dalla patria stessa, bensì da quel senso di appartenenza al suo paese che lui si porta dentro insieme a tanta nostalgia..
E’ un romanzo molto semplice da leggere, molto affascinante.

Ilaria Ardis

18 giugno 2011

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 22:23
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Il ritorno al paese d’origine, la memoria dell’infanzia e la verifica del presente nella certezza del mutamento della vita contemporanea rispetto a quella passata sono gli elementi principali che vengono trattati nel romanzo.

”La luna e i falò”, che precede di poco il suicidio dell’autore, è ambientato principalmente nel paesino delle Langhe, Santo Stefano Belbo dove Anguilla, uomo ormai maturo emigrato per un periodo in America, ritorna laddove da bambino era stato allevato. Al suo rimpatrio, tutto gli pare mutato, tranne il paesaggio e Nuto, un vecchio amico con il quale, durante  lunghi colloqui, il protagonista ripercorre il suo passato. Nella sua mente infatti tornano le immagini di un tempo, i primi amori, le prime esperienze della vita adulta, il ricordo delle notti di San Giovanni illuminate dai falò appiccati dai contadini per far festa. Al presente nuovi falò accompagnano le notti della campagna: non più fuochi accesi dai contadini, ma incendi provocati dall’ira e dalla disperazione.

Il linguaggio da Pavese utilizzato è un linguaggio popolare e scorrevole ma che al tempo stesso è determinante: non mira, infatti, a descrivere ambienti o lo svolgersi dei fatti storicamente avvenuti, ma procede in uno scavo nella memoria, cercando di trasmettere le sensazioni che aveva il protagonista di fronte alla quotidianità arretrata.

Sonia Revel

14 gennaio 2011

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Deborah Laggiard — artistico Buniva @ 18:20
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“La casa in collina” è un romanzo ambientato nel periodo della guerra. A differenza di altri romanzi in cui viene narrata la storia di chi vive direttamente la guerra, Pavese ci racconta qualcosa di un pò particolare, ovvero la storia di Corrado e più precisamente la sua continua fuga nel trovare un rifugio sicuro dalla guerra, ma soprattutto il sentimento continuo d’angoscia che prova e che provano gli altri personaggi che lo circondano, dato che potrebbe succedere qualsiasi cosa da un momento all’altro.
Pavese si immedesima nel protagonista, nel suo sentimento di solitudine e nella descrizione riesce a far penetrare nel romanzo anche il lettore, rendendolo partecipe delle sue riflessioni sulla guerra, scrivendo un romanzo molto coinvolgente.

Deborah Laggiard

13 gennaio 2011

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Vanessa Bonino — artistico Buniva @ 16:06
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Questo libro è molto interessante e particolare, soprattutto per quanto riguarda lo stato d’animo, le sensazioni, le paure e il coraggio che esprime Corrado, il protagonista, nei confronti della guerra.Io non ho mai provato le sensazioni provocate da una guerra, per fortuna, ma posso immaginare e sostenere quelli che lo hanno provato, pensando che però è proprio vero che la guerra finisce veramente solo per i morti, come dice il protagonista alla fine del romanzo, perché quelli che sopravvivono hanno brutti ricordi da portarsi fino alla fine anche se cercano di dimenticarli. All’interno del romanzo non c’è la guerra vissuta nelle trincee o nei boschi, ma la guerra vissuta all’oscuro di quello che poteva accadere da un momento all’altro, sapendo che bisognava fuggire, perchè non sapevi chi potevi trovarti davanti in un sentiero in mezzo al bosco, come ha provato Corrado. Solo una cosa era certa: che il suono di uno sparo non era niente di rassicurante e che faceva tremare non solo le gambe, ma anche il passato che ci siamo lasciati alle spalle.

Vanessa Bonino

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Alice De Bernard — artistico Buniva @ 15:44
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Questo romanzo è stato pubblicato alla fine del 1948 ovvero negli anni del dopoguerra, successivi a disastri e orrori, ma l’obbiettivo dell’autore è quello di dimostrare che anche se le condizioni non erano ottime e si era privi di cose fondamentali quali una casa, del cibo, un lavoro, la voglia di ricominciare e la speranza animata dagli ideali socialisti diede la forza di vivere e di ricostruire ciò che la guerra aveva distrutto.

Ambientato sulle colline piemontesi, la vicenda presenta come protagonista un professore, Corrado, che trova rifugio appunto nella “casa in collina”  per sfuggire dai pericoli della guerra nelle città. Inizia a frequentare un’osteria dove incontra una sua vecchia fiamma, Cate, insieme al figlio Dino, al quale si affeziona molto.

Ma la vicenda diventa drammatica quando Fonso, amico di Corrado, intraprende la strada da partigiano, ma viene catturato e deportato insieme a Cate. Corrado si rifugia in un convento a Chieri mentre Dino andrà alla ricerca della madre. E’ proprio in questo frangente del romanzo che si avverte il contrasto tra il protagonista, riflessivo e dubbioso, e Dino, al contrario molto più coraggioso, che senza pensarci troppo sceglie immediatamente di fuggire per ritrovare la propria madre.

La descrizione del paesaggio piemontese assume un valore simbolico per il protagonista; inoltre la lettura è stata piacevole per la raffinatezza con cui Pavese ha scritto questo romanzo.

Alice De Bernard

14 novembre 2009

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Sonia Revel — artistico Buniva @ 23:09
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“La casa in collina” è un romanzo scritto da Cesare Pavese che narra la storia di Corrado, un insegnante di scienze. Egli insegna a Torino, ma non vive in città, bensì sulla collina torinese con madre e figlia.

Tutta la vicenda è ambientata nel duro periodo della seconda guerra mondiale. Cesare Pavese con queste pagine da lui scritte si identifica con Corrado e fa capire bene come sia stato difficile vivere e prendere decisioni in quei anni, in cui si passano giornate girovagando in cerca di un luogo sereno. Il romanzo cambia volto quando il protagonista va in un’osteria di paese e ritrova Cate, donna con cui in passato aveva avuto una relazione. Proprio da qui in avanti lei cercherà di tirar fuori i pensieri e gli ideali politici che Corrado portava dentro sè, ma senza arrivare ad un risultato.

Romanzo interessante ma allo stesso tempo complicato in quanto i capitoli non coinvolgono totalmente il lettore.

Sonia Revel

11 novembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Marta Piccato — artistico Buniva @ 23:22
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Racconta la storia di Anguilla, un ragazzo andato via di casa per cercar fortuna. Quando Anguilla, diventato adulto e ricco, torna a casa ed ha a che fare con gente importante del paese, si accorge che i soldi non gli hanno portato felicità. Insieme a Nuto, un suo amico che è rimasto lì a fare il contadino, riscoprirà  la sua vecchia vita. Andrà nella cascina dove viveva da piccolo, prima di andarsene, e lì conoscerà Cinto, un bambino che gli ricorderà se stesso da giovane. Per problemi col padre Cinto andrà a vivere con Anguilla, che si prenderà a cuore la sua educazione.

Di questo libro mi è piaciuto soprattutto il viaggio temporale che compie Anguilla tornando nei posti della sua infanzia; mi è sembrato come se facesse una riscoperta di se stesso, di quello che era. Mi è piaciuto molto anche come è scritto, non ho trovato difficoltà nel leggerlo.

Marta Piccato

10 novembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Martina Bilancieri — artistico Buniva @ 10:06
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Questo romanzo ha per protagonista Anguilla che, tornato dall’America come migrante, ricorda i vecchi tempi dei genitori che lo avevano adottato. Dopo la morte della matrigna va a vivere in un cascinale in cui abitano Matteo e le sue tre figlie. Ricorda Nuto, il suo più caro amico, colui che gli ha insegnato tutto; Anguilla ricoprirà lo stesso ruolo con Cinto, bambino che diventerà orfano.

Anguilla si rende conto che tutto ciò che aveva lasciato là non c’è più: la famiglia, i conoscenti… solo Nutu gli è rimasto. Allora pensa che se non c’è famiglia non c’è nulla, un posto senza la famiglia diventa sconosciuto; e così si perde nei ricordi insieme al suo più caro amico.

Questo romanzo l’ho trovato un po’ travagliato, lungo da leggere. E’ come se realmente il lettore ricordasse ciò che ha vissuto Anguilla. Penso che Anguilla abbia ragione quando dice che senza la famiglia un luogo non è più lo stesso, ci sono gli odori, le sensazioni che rimangono uguali ma il resto no; anzi ti porta ad essere malinconico, perché quel posto è pieno di ricordi ma le persone che ti ricorda non ci sono più.

Martina Bilancieri

6 settembre 2009

LA LUNA E FALO’, di Cesare Pavese.

Filed under: Arianna Collino — artistico Buniva @ 18:03
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Anguilla è un uomo quarantenne che, poco dopo la liberazione dell’Italia dal fascismo, torna emigrante dall’America a rivisitare i luoghi che lo hanno visto crescere.

Qui incontra il suo vecchio amico d’infanzia Nuto, con il quale si mette a ricordare quel periodo, tra ricordi tristi e felici, come quelli dei suoi genitori adottivi, il Padrino e Virgilia, che lo avevano trovato ai piedi del Duomo di Alba e che quindi lo avevano adottato (probabilmente anche solo per la possibilità di percepire la mesata), amato e cresciuto come se fosse loro. Purtroppo, Virgilia viene a mancare e il piccolo Anguilla si trasferisce nel casale della Mora, dove vivono sor Matteo e le sue tre figlie: Irene, Silvia e Santa (quest’ultima la più bella). Stando nel casale, viene in contatto con un mondo benestante che lo affascina da subito e di cui vuole fare parte.

Stranamente, nonostante il grande attaccamento alla sua seconda casa, non è quello il luogo in cui torna per primo, bensì torna alla cascina del Padrino, dove fa la conoscenza dei suoi nuovi propreietari: Valino e suo figlio Cinto, insieme alla nonna e alla zia. Da subito fa amicizia con il ragazzo che, a dirla tutta, gli ricorda un po’ la sua infanzia e vuole diventare per lui l’amico che era stato Nuto in passato nei suoi confronti. Questo legame è tanto forte che quando Valino uccide la nonna e la zia, da fuoco al cascinale e si suicida, il piccolo Cinto va da Anguilla e, insieme a Nuto, lo tranquillizzano. Anguilla non adotterà il piccolo, bensì lo lascerà alle cure di Nuto, promettendogli però, che sarebbe andato a prenderlo per portarlo con sè quando sarebbe stato più grande.

Nuto è anche a conoscenza del destino delle tre sorelle che in passato avevano ospitato Anguilla: Irene e Silvia, come tanti altri , erano morte: la prima dopo essere stata costretta ad un matrimonio infelice ed essere stata mangiata dal tifo, mentre l’altra dopo aver abortito segretamente. Per Santa il destino aveva deciso diversamente: tanto bella era stata in passato che in guerra divenne subito la spia prima dei tedeschi e dopo dei partigiani, e a causa di questo venne giustiziata, ancora in giovane età.

Il racconto è ambientato nel dopoguerra, subito dopo la Liberazione, nelle langhe piemontesi. L’intera narrazione è un susseguirsi di ricordi nostalgici e fatti presenti, che rendono la narrazione poco dettagliata. C’è l’importante tematica della ricerca del proprio posto nel mondo, della propria casa, che in un orfano che non ha mai conosciuto i suio veri genitori è molto importante; ma forte è anche l’importanza di avere delle “radici”, che diano significato alla vita: infatti il protagonista torna di sua spontanea volontà al suo paese, spinto dalla nostalgia di casa e dai ricordi perchè in fondo, anche se quello non era il luogo in cui stava la sua famiglia di sangue, era lì che il suo cuore batteva.

Arianna Collino

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Caterina Colaci — artistico Buniva @ 17:53
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Il protagonista di questo romanzo è Anguilla, un trovatello cresciuto nelle Langhe. Viene allevato da una famiglia di contadini, composta da Sor Matteo, la moglie e le tre figlie Silvia, Irene e Santa, ognuna delle quali ebbe un tragico destino.

Sin da piccolo Anguilla lavora come contadino nelle terre della Mora; ma egli desidera  diventare un uomo ricco quindi si trasferisce prima a Genova e poi in America.

Il racconto, narrato in prima persona dal protagonista, in cui Pavese si identifica pienamente, inizia con il ritorno di Anguilla nel suo paese d’origine. Qui l’autore utilizza una serie di flash-back, in cui il protagonista ci racconta momenti della sua vita passata combinati con la vita corrente; narra inoltre del suo incontro con Nuto, vecchio amico d’infanzia. Durante questo suo ritorno alle origini, Anguilla conosce Cinto, un ragazzino di dieci anni figlio di Valino, nuovo proprietario della cascina in cui Anguilla aveva vissuto la propria infanzia. Egli vede nel piccolo Cinto i ricordi della sua infanzia; i due diventano amici, Cinto si fida di Anguilla, ma egli capisce che ormai è tutto cambiato, che è trascorso del tempo e che solo un uomo come Nuto è in grado di educare Cinto, come in precedenza aveva fatto con lui.

Un momento molto importante del romanzo è il falò di Valino, in cui uccide la moglie e dà fuoco a tutto il podere. Qui Anguilla perde tutti i suoi ricordi d’infanzia e svanisce anche il valore del falò, che nel suo passato rappresentava un momento di festa per il paese. Avendo perso tutto, ad Anguilla non resta altro che andarsene.

Il romanzo si conclude con il racconto, da parte di Nuto, della morte di Santina, la figlia più piccola del padrone della Mora. Anguilla la ricorda come una tenera e dolce ragazza, ma ora scopre il modo in cui è stata giustiziata, ossia bruciata dai partigiani come spia fascista. Ancora una volta il falò non è più simbolo  di armonia e di festa, ma bensì simbolo di morte.

Caterina Colaci

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Ivan Siondino — artistico Buniva @ 17:09
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Il protagonista del romanzo è Anguilla, che ritorna sulle colline delle Langhe dopo essere stato in America. Anguilla aveva cercato in America la bellezza delle Langhe e, non avendola trovata, ritorna.

Tornato a casa ritrova il suo amico Nuto, con il quale rievoca la sua infanzia. Ritorna alla Gaminella dove era cresciuto, e spiega a Cinto, figlio del nuovo padrone, ciò che era cambiato rispetto a quei tempi. Anguilla ripercorrendo i sentieri della sua infanzia, scopre che quel posto magico ricco di falò paesani, è profanato da altri falò, quali la guerra, se pur finita. Vi erano i pro ed i contro per il regime.

Anguilla scopre a sue spese che i suoi ricordi non coincidono più con la realtà.

La disperazione di Anguilla è la stessa di Pavese che tre mesi dopo lo porterà al suicidio.

Ivan Siondino

2 settembre 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Marco Minetto — artistico Buniva @ 22:22
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Il protagonista del libro, Anguilla, è un trovatello allevato da poveri contadini in cambio di un’assegno dell’ospedale, il quale in giovane età lascia la famiglia  per cercar fortuna; avendola ottenuta, torna ormai quarantenne al paese natale delle Langhe. Ormai rispettabile e borghese, il racconto è un viaggio a ritroso nel riscoprire odori, profumi, volti e abitudini della sua infanzia.

Reincontra in questo percorso un suo amico d’infanzia, Nuto, un falegname che non si è mai spostato dal paese, e che rappresenta il mondo contadino che Anguilla in realtà non ha vissuto.

Vi è poi Ciuto, un bambino di dieci anni zoppo e rachitico con il quale si forma una forte amicizia. Rappresenta il figlio che non ha mai avuto, tanto da farsi carico sulla sua educazione, affidandolo a Nuto.
Viene a conoscenza di fatti gravi, come dell’episodio di Santina, spia delle camice nere e per questo giustiziata.

E’ un romanzo che mi ha fatto riflettere sulla necessità di ricercare le proprie origini e il senso della vita. La necessità per ognuno di avere delle radici, dei punti di riferimento sui quali ritrovarsi.

Anguilla cerca e scopre molte cose di se stesso e di ciò che lo circonda. Durante il viaggio, Anguilla riflette, e gli odori e i sapori ritrovati al paese insieme alle persone rappresentano il punto di fermo della sua vita e le sue certezze.

E’ l’ultimo romanzo di Cesare Pavese.

Marco Minetto

14 giugno 2009

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Carlotta Gaiara — artistico Buniva @ 19:06
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La storia è raccontata in prima persona da Anguilla. Il romanzo é un misto tra il presente ed il passato. Infatti non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi, storie, che non sembrano collegate tra di loro, se non dai pensieri del protagonista. Anguilla, nei 32 capitoli, rivive ricordi spesso tristi e malinconici insieme all’amico Nuto e capisce quanto sia importante per ogni persona avere un paese, una famiglia, un punto su cui fare riferimento in ogni momento.
Anguilla si rende conto di tutto questo, quando è lontano dal suo paese, dalla sua terra, che lui si porta sempre dentro insieme a tanta nostalgia nel ricordo.

Carlotta Gaiara 

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