ROMANZI 2.0

31 ottobre 2016

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Chiara Saluzzo — artistico Buniva @ 23:50
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“Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento, che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava – o pareva affrontare – l’intero eterno mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona a cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore.”

E’ così che il narratore, Nick Carraway, ci descrive il protagonista del libro quando lo incontra la prima volta ad una delle sue feste sfarzose: un uomo di mezza età, dal volto comprensivo e misterioso, Mr Jay Gatsby. Un uomo ricco e potente, un vero re senza corona, stabilitosi a West Egg, in quella sua villa alla moda con uno scopo: ritrovare Daisy, l’amore della sua vita. Il susseguirsi delle vicende faranno capire al lettore che in realtà Gatsby non voleva solo rivedere Daisy, che anni prima l’aveva abbandonato per un altro uomo, ma egli era certo che il passato poteva ripetersi e che quindi, ora che era diventato ricco con ogni mezzo, poteva averla al suo fianco per sempre. Essa inizialmente rivede in lui un grande amore, una vecchia fiamma che si riaccende, ma davanti a suo marito si dimostra impaurita, indecisa, nervosa e questo porterà ad una grave tragedia.
Egli avrebbe dovuto lasciarla andare, ma non tutti hanno il coraggio di portare avanti un sogno come Gatsby:
“(…) doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle (…)”

Chiara Saluzzo


 

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IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Elisabetta Provedel — artistico Buniva @ 22:51
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Il protagonista, Pin, è un bambino orfano costretto a vivere nel mondo dei grandi dal momento che non riesce a stringere rapporti di amicizia con i suoi coetanei. La sorella è una prostituta che frequenta anche i tedeschi, ed è per questo che Pin non ha una bella reputazione tra i partigiani del suo paese. Pin è un bambino molto solo che cerca disperatamente un amico molto speciale a cui mostrare un posto solo a lui conosciuto: un sentiero dove fanno il nido i ragni, dove ha sepolto la pistola che ha rubato ad un tedesco che frequentava la sorella. Pin finisce in prigione, dove viene picchiato, ma conosce un partigiano comunista chiamato Lupo Rosso e con lui riesce a fuggire. Pensa che l’amico speciale tanto cercato possa essere lui, ma si ricrede quando lui lo abbandona. In seguito incontra Cugino, un partigiano che lo conduce al suo gruppo segreto, dove incontra molti personaggi, di cui Calvino descrive in modo molto chiaro l’aspetto fisico e i comportamenti. Alla fine Pin scopre che questo amico speciale è proprio Cugino: infatti i due si capiscono perfettamente ed lui trova nel partigiano un senso di protezione.
Il punto forte di questo libro secondo me è la descrizione  che Italo Calvino fa dei personaggi e delle vicende, utilizzando un linguaggio semplice, leggero e di immediata comprensione. Il tema affrontato da Calvino, la ricerca della vera amicizia, fa sì che il libro si distingua dagli altri libri sul tema della guerra.    

Elisabetta Provedel

CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

Filed under: Beatrice Ballada — artistico Buniva @ 22:42
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Il romanzo viene narrato da due personaggi esterni, Mr Lockwood e la governante Nelly. La governante racconta la storia di due famiglie, gli Earnshaw e i Linton. Le storie delle due famiglie si intrecciano tramite il matrimonio dei figli Catherine e Edgar, che però viene complicato dal rapporto di passione/odio fra Catherine e Heathcliff,  il suo fratellastro (legame su cui si basa la storia).
Il fratello di Catherine, Hindley, odia Heathcliff e non appena diventa il padrone della villa lo fa diventare il suo servitore, ma ne pagherà le conseguenze anni dopo, quando, dopo aver perso le sue ricchezze, dovrà vendere la villa allo stesso Heathcliff, che diventerà anche il tutore di suo figlio. Nel contempo Catherine muore di parto. La vicenda si conclude con la morte di Heathcliff, ossessionato dal fantasma di Catherine.
Nucleo centrale del libro è l’effetto distruttivo che il senso di gelosia e lo spirito di vendetta possono avere sulle persone. L’atmosfera si fonda su un cupo destino che incombe sui protagonisti, destino a cui sembra non possano sfuggire. Forse una delle più belle, più folli e violente storie d’amore della letteratura, che lega l’amore ad una buia e sorda violenza conclusasi con la morte. E’ intrigrante il modo in cui la Bronte crea un protagonista crudele, ombroso e vendicativo in contrasto con la concezione dell’eroe ottocentesco e nonostante ciò  riesca a farlo entrare nei cuori dei lettori.
Un gran libro, non soltanto perché le passioni rappresentate sono intense ma anche perché queste passioni lasciano la grave impronta nella memoria di coloro che hanno portato il pesante fardello delle sofferenze e della morte.

Beatrice Ballada

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Davide Tarzia — artistico Buniva @ 22:27
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Il romanzo parla di Harry Haller, il protagonista, un uomo sulla cinquantina che è in serio conflitto con se stesso, poco socievole, solitario, ormai quasi sull’orlo del suicidio. Lasciando la stanza che affitta, lascia anche un manoscritto con le sue memorie, in cui si definisce un uomo dalla doppia personalità, quella dell’uomo e quella del lupo; una di nobili pensieri e l’altra dominata dagli istinti selvaggi e caotici. Queste due personalità in contrasto dentro di lui gli rendono la vita una sofferenza continua, portandolo quasi al suicidio. Ormai sull’orlo di questa tragica fine, Harry conosce una donna dolce e seducente, Erminia. Con Erminia il nostro impara a godersi i piccoli e grandi piaceri della vita. Giunti alla fine del romanzo ci troviamo nel “Teatro magico” dove  il nostro Harry sembra ormai aver riacquistato la capacità di amare, ma purtroppo, sotto l’effetto di una droga, toglie la vita alla sua amata Erminia. A causa dell’omicidio commesso, Harry viene condannato dal “Teatro magico” alla pena della vita eterna; gli appare così Mozart, che lo esorta a ridere di più della vita, a non dare troppo peso ai sentimenti, imparando l’assurdo gioco della vita.

Personalmente non ho compreso molto il significato di questo libro, ciò nonostante sono stato molto coinvolto e interessato alla storia di Harry Haller

                                    Davide Tarzia

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Asja Femia — artistico Buniva @ 22:04
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Uno dei più famosi romanzi passionali di tutti i tempi. Nato dal genio di Jane Austen, “Orgoglio e Pregiudizio” è di gran lunga il più celebre degli scritti dell’autrice inglese. Le vicende si svolgono nell’Inghilterra dell’Ottocento, più precisamente nell’Hertfordshire e nel Derbyshire, e vedono come personaggi principali uomini e donne caratterizzati da grande pregiudizio e radicato orgoglio. I temi trattati, toccano particolarmente le divisioni sociali nell’Ottocento, che è il periodo utilizzato dall’autrice all’interno del romanzo. I personaggi sono dinamici: durante la narrazione gli avvenimenti cambieranno la visione di alcuni dei protagonisti, che metteranno da parte i propri ideali per interessi maggiori.
Personalmente, considero questo romanzo uno dei più belli che abbia mai letto: mi ha appassionato sin da subito lo stile della Austen, capace di intrappolare l’attenzione del lettore e tenerla salda, dalle prime alle ultime pagine.

Asja Femia

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Letizia Brunetto — artistico Buniva @ 19:54
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Protagonista di questo libro è Jay Gatsby, ricco signore americano con un passato alquanto misterioso, raccontato attraverso la narrazione del suo vicino di casa e suo unico vero amico, Nick Carraway. Traspare che egli è un uomo profondamente turbato e malinconico, questo suo modo di essere però viene nascosto attraverso l’allegria e la frenesia delle feste che si svolgono nel suo giardino alle quali partecipano persone che neppure lo conoscono. Questo lo fa apparire come un uomo solo e misterioso. La maggior parte delle persone infatti sa di lui solamente ciò che è racchiuso in “leggende metropolitane” che lo descrivono come un assassino, o un uomo che ha da nascondere grandi cose, ma nessuno sa che il suo segreto è molto più piccolo e in un certo senso banale.

Egli è costantemente assorto nei suoi pensieri che lo legano e lo mantengono nel passato. Vorrebbe infatti trasportare le vicende passate nella sua vita odierna; ogni sua azione è infatti la conseguenza di un’infinita ricerca della donna che ha amato in gioventù e del desiderio di riconquistarla. Questo desiderio sembra accecarlo perennemente, tanto da non permettergli di vivere a pieno la sua vita.

Letizia Brunetto

22 dicembre 2014

LE ANIME MORTE, di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

Filed under: Francesca Toppino — artistico Buniva @ 02:49
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Questo romanzo è un’analisi della mentalità e della struttura sociale russa  nella seconda metà dell’800. La descrizione del protagonista e le sue vicissitudini sono un chiaro esempio di un uomo russo dell’alta borghesia, di come quelle persone erano abituate ad usare una falsa cortesia, non solo per educazione, ma anche per raggiungere i propri scopi. Si può notare un alto livello di ignoranza, non solo nei contadini, ma anche nei borghesi, i quali vivono di pettegolezzi e diffamazione solo per occupare il loro tempo,e senza pensare alle conseguenze.
Il protagonista è un personaggio difficile da capire: si può definire una persona innocua e gentile, ma che ha come unico interesse nella vita quello di arricchirsi, un interesse che gli è stato inculcato fin da quando era bambino. Nonostante ciò vi sono descritti anche personaggi nobili d’animo, con un elevato senso di patriottismo, un  amore per la patria che in alcuni casi supera anche l’amore per la famiglia.

Francesca Toppino

 

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Valentina Tortone — artistico Buniva @ 02:33
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Il romanzo è concentrato sulla vita di Corrado, un insegnante di scuola media, che durante la seconda guerra mondiale fugge dai bombardamenti trovando rifugio in casa di due donne sulla collina torinese. La vita di Corrado non è molto tranquilla, poiché dovendo fuggire da Torino ritorna sulle colline su cui ha trascorso la sua infanzia, le quali susciteranno in lui diversi pensieri. Questo romanzo è narrato in prima persona dal protagonista; durante la lettura ci accorgiamo dello stato di questo uomo, apparentemente in pace con sé stesso, ma non altrettanto con gli altri. Incontreremo le sue paure, i suoi pensieri e i suoi rimpianti, che lo renderanno una persona migliore, forse. Mi è piaciuto soprattutto perché ti immerge nelle vicende della storia, rendendoti molto partecipe, e ti fa immaginare te stesso al posto di Corrado.

 Valentina Tortone

EMMA, di Jane Austen

Filed under: Giulia Pilone — artistico Buniva @ 02:28
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Il romanzo si svolge in Inghilterra, e racconta la storia di Emma, una ragazza appartenente a una famiglia ricca, che sfortunatamente perse la madre molto presto. Ma questo vuoto viene colmato da Miss Taylor, governante della casa e persona molto legata a Emma. L’ordine nella casa e nella vita di Emma, viene sconvolto dopo il matrimonio di Miss Taylor, combinato da Emma stessa, che si sentiva particolarmente brava ad accoppiare persone di sua conoscenza. Dopo il primo matrimonio riuscito, Emma decide di combinare altri matrimoni, accecata dalla propria autostima e dalla propria ostinazione. Ricercando sempre l’amore per gli altri e cercando di rendere felice tutti non si accorge di avere sotto gli occhi il suo vero amore e la sua felicità. Dopo un susseguirsi di vicende, Emma crea anche qualche falsa aspettativa e qualche delusione alle persone da lei coinvolte, ma solo così riuscirà a capire i propri limiti e i propri sbagli.

Giulia Pilone

L’AMMAZZATOIO, di Emile Zola

Filed under: Francesca Toppino — artistico Buniva @ 02:25
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Zola in questo libro ricrea una pesante visione della povertà parigina nella seconda metà dell’800 ma anche una dura lezione sulle conseguenze che i propri vizi possono portare.
Le vicende dei protagonisti di questo romanzo sono l’esempio di come, per quanto le cose possono andare bene, se si abbandona la buona strada, i propri sogni e le proprie speranze svaniscono nel nulla. Dimostra anche come delle persone di bontà d’animo, possono diventare cattive a causa dell’abuso di alcool e di sciagurati eventi. Inoltre fa notare come è importante non dare nulla per scontato e pensare sempre alle conseguenze dei propri gesti, perché in alcuni casi sono decisivi per la sorte della propria vita e della vita delle persone che ci stanno accanto. Ma in questo libro Zola evidenzia anche degli aspetti di speranza: come la protagonista è riuscita a far avverare il suo sogno di aprire una bottega, ogni persona, se dotata di motivazione e impegno, può raggiungere i propri obbiettivi.

Francesca Toppino

A CIASCUNO IL SUO, di Leonardo Sciascia

Filed under: Francesca Ribet — artistico Buniva @ 02:21
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Il titolo del romanzo descrive perfettamente ciò che l’autore vuole trasmettere ai lettori, ovvero che ognuno deve occuparsi dei propri problemi e non deve intromettersi nei fatti altrui. Questo è sottolineato soprattutto nell’ultima frase del libro: «Laurana era un cretino». Infatti, il protagonista, il professor Laurana che, dopo la morte di Manno, ha continuato a indagare trascurando i pericoli della mafia che lo circondava, è stato ucciso per aver scoperto le verità nascoste dietro l’omicidio. È chiaro dunque che il personaggio principale vive nell’ingenuità, non apre gli occhi sulla realtà con cui convive, abitando in Sicilia, e soprattutto non rispetta il proverbio che viene riportato nel romanzo: “Regola: il morto è morto, diamo aiuto al vivo”.
Quindi il professor Laurana non è il classico protagonista da ammirare e stimare, ma al contrario un personaggio con un comportamento da evitare, soprattutto se ci si trova nelle situazioni descritte dal libro. Questa è stata la caratteristica del romanzo che più ho apprezzato, ritenendola molto originale e diversa dal solito. Fino alla fine mi sono immedesimata nel protagonista, tenendogli le parti e sperando in un finale diverso, in suo favore, e solo dopo la conclusione del romanzo mi sono resa conto della sua ingenuità.
Inoltre, il romanzo mi ha aperto gli occhi su ciò che accadeva e tutt’ora accade nella Sicilia mafiosa, tema principale dell’intero libro.

Francesca Ribet

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 02:06
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Il romanzo è collocato storicamente nello stesso periodo in cui l’autrice Jane Austen visse la sua vita: prese spunto da essa per scrivere il suo romanzo più famoso.

Le protagoniste di questo grandioso romanzo saranno le sorelle Bennet, cresciute nell’Inghilterra del ‘700. Le vicende avranno inizio dal momento in cui una delle sorelle,  Jane si avvicinerà ad un ricco gentiluomo di nome Charles Bingley, già conteso da diverse fanciulle. La loro relazione da subito sarà di amore e passione, ma questo vortice naufragherà ben presto grazie ai ripetuti tentavi da parte delle sorelle Bingley di dividere il fratello dalla giovane ragazza di classe ben inferiore a quella di Charles. Ad alimentare la distruzione del loro rapporto ci sarà anche Darcy, amico di famiglia chiamato in aiuto dalle sorelle. Ma quando tutto sembrerà perduto ecco che la storia prenderà una piega interessante: Darcy si interesserà ad una delle sorelle Bennet, Elizabeth. Si renderà ben presto conto di essersi innamorato di lei e questo lo porterà a prendere una decisione importante: chiederla in sposa. Ma come in tutti i romanzi il lieto fine tarderà ad arrivare ed infatti Darcy avrà un ripensamento che lo porterà a  far fuggire la povera amata.
Le vicende porteranno però a far riflettere Darcy e di conseguenza lo aiuteranno a rendersi conto che l’amore per Elizabeth è puro; deciderà così di andare a riprendere la sua amata e darle prova del suo cambiamento: il romanzo si concluderà in lieto fine per tutti, anche per Charles e Jane.
Incredibile opera narrativa dove Jane Austen, con un tocco di comicità, presenta le differenze tra media borghesia ed alta borghesia. Curiosi e interessanti i fatti che porteranno poi alla conclusione dell’opera e sopratutto notevole il personaggio di Darcy che sarà un elemento importante e fondamentale nello svolgersi della storia e delle vicende.

Federica Lobascio

 

PER CHI SUONA LA CAMPANA, di Ernest Hemingway

Filed under: Lorenzo Spidalieri — artistico Buniva @ 02:00
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E’ la storia di un giovane repubblicano, Robert Jordan, ingaggiato dall’Unione Sovietica per compiere un attentato in piena guerra civile spagnola. Siamo nel 1939 quando il regime di Francisco Franco, sostenuto dalla Germania nazista, tentava di insediarsi al potere distruggendo l’allora repubblica spagnola. Robert incontra Pablo, capo di un gruppo di partigiani che tentava ad ogni costo di impedire l’avvento del regime fascista. In seguito si unirà a loro e combatterà al fianco di Maria, una ragazza che ha subito violenze sessuali dai fascisti. Fin da subito, tra i due, nasce un grande amore.
Arriva il momento dell’attentato e Robert, esperto dinamitario, fa saltare il ponte designato dai russi come unico obbiettivo. Dopo l’attentato però, il gruppo partigiano è costretto a scappare. Robert salva la vita ai suoi compagni permettendo loro di rifugiarsi ma egli rimane gravemente ferito compiendo un ultimo disperato gesto di sacrificio per gli amici.

Lorenzo Spidalieri

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Martina Cinanni — artistico Buniva @ 01:56
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Il romanzo è ambientato nell’America puritana del XVII secolo. Nel racconto si  parla di adulterio, sofferenza, rancore e vendetta; questi sono i temi principali trattati dallo scrittore.
Ester Prynne, giovane donna sposata con uno scienziato,  ebbe una figlia di nome Perla da una relazione illegittima con il Reverendo Dimmesdale.  Accusata di adulterio, ella è costretta a  portare al petto una grossa lettera scarlatta, la “A” di adultera, come giusta punizione.
Ho trovato il romanzo molto difficile alla comprensione.  Nonostante ciò sono riuscita a vivere e a provare le stesse emozioni della protagonista, umiliata e marchiata a vita per un amore troppo profondo e puro.

Martina Cinanni

 

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Pasquale Campisano — artistico Buniva @ 01:50
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Premetto che il libro è molto scorrevole da leggere anche se il tutto è racchiuso forse  in troppe poche pagine, nonostante questo però consiglio vivamente la lettura di questo capolavoro.
Una delle cose che mi ha colpito in maggior modo è la capacità descrittiva dell’autore, che permette al lettore di immaginare, creare e pian piano focalizzare le scene che prendono forma da quella nube biancastra formatasi dal fumo di quell’eccessivo tabagismo che caratterizzava i primi del ‘900 e dallo smisurato utilizzo della cipria che scivolava sulle vellutate pelli femminili, il tutto accompagnato dalle esuberanti note del jazz che rendevano l’ambiente colmo di frenesia, accompagnate da quel pizzico di malinconia, ereditato dalle sue origini.
Il personaggio principale del romanzo è Jay Gatsby: un passato affascinante e oscuro,  una posa composta, sorrisi rassicuranti e linguaggio ricercato, che terminava sempre con quella sua tipica espressione forzata “vecchio mio”. In realtà Gatsby è molto più di questo, come scopriremo insieme al narratore Nick Carraway, l’unico a cui è stato permesso di vedere cosa era celato dietro la maschera di Gatsby: quella solitudine che lo aveva accompagnato dall’ultimo incontro con quella giovane ragazzina borghese.
Gatsby aveva da subito stuzzicato la curiosità di Nick proprio per quel suo modo di essere diverso dalla società piatta che lo circondava, sin dalla sua prima apparizione nell’ora del crepuscolo, perso in quella astratta speranza che prendeva connotati materiali con la luce verde dall’altro capo della baia, complementare al colore della passione di un amore ormai passato che da prima aveva dato vita al sogno. Ora insieme creano quella tonalità scura e spenta, ormai rassegnata, nel cuore di Gatsby. Solo negli ultimi respiri, in quell’ultimo istante, dopo aver capito che quel suo unico sogno non gli era mai appartenuto, Gatsby inizia a guardare il mondo con occhi realistici, osservando qualcosa che non era più familiare: una realtà cupa e grottesca così reale che non poteva che essere surreale, per quest’uomo che aveva saputo innalzarsi fino a sfiorare con un palmo il cielo.

Pasquale Campisano

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Mattia Tomaselli — artistico Buniva @ 01:32
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Il romanzo narra la storia di un bambino di nome Cosimo che viene costretto  dalla famiglia  a rispettare troppe regole, e decide di andare a vivere sugli alberi e di non scendere più. Negli anni si adatta e per sopravvivere inizia a cacciare. Leggendo molti libri Cosimo diventerà un importante filosofo conosciuto in tutta Europa. Si innamorerà della sua vicina di casa,e vivrà molte avventure: con una banda di ladruncoli e con un brigante; lotterà contro i pirati. Alla fine deciderà di suicidarsi, perché gravemente ammalato, all’età di sessantacinque anni, aggrappandosi ad una fune pendente da una mongolfiera. Il suo corpo non verrà più ritrovato.

La prima parte sinceramente l’ho trovata un po’ noiosa, ma in seguito, quando inizia le sue avventure, diventa divertente, avvincente ed entusiasmante. Storia insolita ma interessante: nel romanzo non ci sono lunghe riflessioni o descrizioni in modo da dare alla storia maggiore velocità e l’autore usa sempre un tono umoristico, che riesce a strappare più di una volta un sorriso.

Mattia Tomaselli

RITRATTO DI SIGNORA, di Henry James

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:24
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Pubblicato nel 1881,”Ritratto di signora” è un romanzo di Henry James che tratta di una giovane fanciulla americana trasferitasi in Europa, dapprima nel Regno Unito e in seguito in Italia, alla straordinaria ricerca della felicità. Rifiuta con grande decisione due interessanti proposte di matrimonio e si arricchisce grazie ad un’abbondante eredità lasciata dallo zio. In seguito cadrà in trappola sposando un ricco snob in cerca di denaro il quale porterà nella povera Isabel tanta infelicità e solitudine.
Nel romanzo troviamo fusioni di culture, forti emozioni e conoscenze estese in ogni campo.
L’ho trovato un buon libro, ricco di avvenimenti. Mi è piaciuto molto in quanto presenta la particolare mentalità di una giovane ed affascinante donna ferma sui suoi passi.

Debora Banchio

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:16
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“Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1947, e tratta della guerra partigiana in Liguria, durante la Seconda Guerra Mondiale,  in cui Pin, il protagonista, si ritrova coinvolto nel periodo della fanciullezza. La sua reputazione è tutt’altro che positiva e peggiora nel momento in cui, a causa di un furto, finisce in prigione. Una volta evaso, ruba una pistola ad un soldato tedesco in visita alla sorella, per poi nasconderla nel suo segretissimo luogo preferito: un sentiero in cui i ragni sono soliti fare i nidi. Nascondendosi, conosce un ragazzo di nome Cugino, un partigiano con cui stringerà una grande amicizia che colmerà il vuoto lasciato dal padre.
L’ho trovato un romanzo davvero piacevole in quanto aiuta a riflettere sui rapporti di amicizia e fratellanza resi ancor più complicati dal periodo storico affrontato.

Debora Banchio

FURORE, di John Steinbeck

Filed under: Mattia Tomaselli — artistico Buniva @ 01:07
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La storia narra della famiglia Joad che emigra in California, perché sfrattati dalla banca a cui avevano chiesto un prestito. Cercando di farsi forza la famiglia  inizia il suo viaggio a bordo di un camioncino. Arrivati in California rimangono stupiti e amareggiati: ai loro occhi è soltanto un posto di miseria, inoltre la sfortuna incombe ancora una volta su Tom, ricercato dalla polizia per aver ucciso un poliziotto e per aver ucciso un ex-predicatore trovato durante il viaggio che entra a fare parte della famiglia.
Questa narrazione mi è piaciuta molto: la storia emoziona e raramente ho riscontrato punti noiosi nel libro. Questo romanzo insegna che nonostante tutte le avversità che per sfortuna la vita può dare, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto ed affrontare la vita con coraggio, anche se per noi, come nel caso di questa famiglia, sono situazioni nuove: non essendo mai stati in California non immaginavano cosa si sarebbero trovati davanti.

Mattia Tomaselli

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:00
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“Il barone rampante” è un romanzo di Italo Calvino scritto tra il 1956 e il 1957 ed è ambientato nella Liguria del XVIII secolo. Racconta di un nobile ragazzo che, per un capriccio, sale su un albero decidendo di non scendere più. Così il giovane trascorre l’intera vita piena di avventure senza mai toccare il suolo. Trattando un argomento scherzoso (un semplice dispetto infantile), l’autore vuole far capire che una persona, se pur di distinto stato sociale, può non sentirsi a suo agio e desiderare di vivere distante dalla vita mondana.  Questi argomenti scritti in un linguaggio di facile comprensione, seppur espressi in modo esplicito e scherzoso, fanno riflettere e  invitano allo sviluppo di una personalità ricca e unica in ognuno di noi.
L’ho trovato davvero molto interessante e piacevole, anche per la numerosa presenza di metafore che lasciano nel lettore una impronta profonda.

 Debora Banchio

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