ROMANZI 2.0

I PROMESSI SPOSI, di Alessandro Manzoni

Da qui parte il nostro percorso critico sui “Promessi Sposi”

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42 commenti »

  1. NON TUTTE LE PERSONE NASCONO CON IL CUOR DI LEONE…
    …come Don Abbondio. Lui è una persona per bene, acculturata e tranquilla ma che non è in grado di affrontare i problemi che gli si pongono davanti, e si lascia trasportare da questi. Inoltre ha un’enorme paura di andare contro coloro che sono “superiori”, come Don Rodrigo, che manda contro di lui i Bravi per intimorirlo a non fare la cerimonia di Renzo e Lucia, poichè Don Rodrigo conosce il carattere pauroso di Don Abbondio e sa, avendo lui potere e autorità, di mettere paura al curato.
    Dietro la figura di Don Abbondio si vede infatti una persona molto sofferente che ha paura di affrontare la vita; forse Manzoni, con questo personaggio, vuole raccontare di tutte quelle persone che vivono le situazioni più difficili con molto timore, con molte insicurezze e che, pur di non sbagliare, si lasciano trasportare dagli altri.

    MORENA AMPARORE

    Commento di artisticobuniva — 22 febbraio 2010 @ 19:22 | Rispondi

    • personalmente non mi piace don Abbondio, ma n per la sua paura bensì per la presunzione che dimostra fin da subito, si compatisce in qualsiasi situazione senza ammettere mai che in realtà è vigliaccheria la sua.
      Virginia Giovani

      Commento di artisticobuniva — 26 marzo 2010 @ 20:45 | Rispondi

      • Don Abbondio sembra un fifone, un codardo, ma secondo me qualsiasi persona nelle sue condizioni avrebbe reagito così senza pensarci due volte. Quando è in gioca la proprioa vita, nessuno si mette li a pensare di contiunare con le proprio ezioni,solo per fare del bene, sapendo a cosa va incontro, nessuno lo farebbe!!! Secondo me Don Abbondio rappresenta tutte le persone normali, di qualsiasi epoca; buone e pronte ad aiutare fino ad un certo puno!

        Commento di Nadina Grahic — 21 giugno 2010 @ 12:27 | Rispondi

        • Concordo con te Nadina per il fatto che anche secondo me qualunque persona nelle sue condizioni avrebbe reagito così come ha fatto Don Abbondio….
          Diciamo però che Don Abbondio si è fatto prete per convenienza, non per sogno personale;lui, infatti, intraprende la carriera ecclesiastica per sfuggire dalla sua condizione sociale povera e di estrema vulnerabilità..
          Secondo me anche per questo non ha messo in gioco la sua vita. Se fosse stato più coraggioso e più propenso a far del bene altrui pur mettendo a rischio la sua vita, avrebbe scelto di maturare senza esitazioni Renzo e Lucia.

          Commento di Sonia Revel — 9 luglio 2010 @ 11:17 | Rispondi

          • Per quel che riguarda quel che ha detto Morena non lo trovo un uomo sofferente piuttosto direi vigliacco, che ha paura di affrontare qulsiasi cosa preferirebbe potersene stare sempre da solo piuttosto che rischiare di incontrare quancuno che possa porgli dei problemi da risolvere,o che li chieda aiuto, se non fosse stato un obbligato dal Cardinale Federigo di certo Don Abbondio non sarebbe andato a slavare Lucia,l’avrebbe abbandonata avrebbe pensato a salvare la pelle(cosa che tra l’altro ha fatto per tutto il viaggio fino al castello dell’innominato).Si è rivelato una persona egoista che nel momento del bisogno(durante l’arrivo a Lecco dell’esercito)si è stupito di come tutto lo hanno lasciato solo, di come non hanno neanche minimamente pensato a lui, diciamo che alla fine ha raccolto nient’altro di tutto quello che aveva seminato

            Commento di alessia bauducco — 10 agosto 2010 @ 12:14 | Rispondi

          • Proprio per questo motivo io penso che Don Abbondio sia di indole codarda, inoltre penso che ogni persona è egoista ma penso anche orgogliosa perciò Don Abbondio avrebbe dovuto farsi coraggio invece di lasciarsi trascinare dalle minacce…

            Commento di artisticobuniva — 23 agosto 2010 @ 12:33 | Rispondi

  2. Lodovico, personaggio non molto importante, è parte della storia fin dall’inizio. Figlio di un mercante, viene allevato come un aristocratico, ma non per questo viene considerato uno di loro. Così sceglie di covertirsi perchè decide di aiutare i più poveri; diventa quindi una specie di paladino, nonostante al suo fianco abbia alcuni bravi, per difendersi da quei ricchi che non l’hanno accettato. Cosicchè incombe in un episodio di duello, che a quel tempo era un momento normale della vita urbana…
    SARA ROMAGNOLI

    Commento di artisticobuniva — 1 marzo 2010 @ 20:26 | Rispondi

    • Lodovico ha commesso molti peccati ma personalmente lo trovo un personaggio positivo. Infatti è lui uno dei pochi che cerca di contrapporsi ai Bravi, dimostrando così una forza di spirito che, per esempio, Don Abbondio non ha assolutamente, anzi l’uno si può contrapporre all’altro direi.
      Virginia Giovani

      Commento di artisticobuniva — 26 marzo 2010 @ 20:47 | Rispondi

      • Concordo pienamente con te, per quanto sia particolare Ludovico, mi è piaciuto molto il suo modo di fare, deciso, è allo stesso tempo giusto, come quando è andato a chiedere scusa al fratello dell’uomo ucciso, i suoi pensieri e le sue sensazioni successive a questo gesto, il fatto che si sentisse libero, lo rende un uomo decisamente buono, alla ricerca della giustizia. robabilmente in tempi passati non era riuscito a far emergere

        Commento di artisticobuniva — 5 luglio 2010 @ 10:04 | Rispondi

        • Concordo pienamente con te, per quanto sia particolare Ludovico, mi è piaciuto molto il suo modo di fare, deciso, è allo stesso tempo giusto, come quando è andato a chiedere scusa al fratello dell’uomo ucciso, i suoi pensieri e le sue sensazioni successive a questo gesto, il fatto che si sentisse libero, lo rende un uomo decisamente buono, alla ricerca della giustizia.Baudocco Alessia

          Commento di artisticobuniva — 5 luglio 2010 @ 10:05 | Rispondi

      • si appunto… Lodovico possiede uno spirito di ribellione, di vendetta,ma allo stesso tempo un animo generoso e in grado di aiutare gli altri….Cresciuto con abitudini aristocratiche, accumula tanta gloria e fierezza che lo porteranno a schierarsi contro le sue origini e perciò ad affiancarsi con i deboli e i bisognosi. L’immagine che si ha di lui è quella di una lotta tra il bene e il male, di uno che prima seguiva la morale umana e successivamente si aggrega all’etica divina.

        Sonia Revel

        Commento di artisticobuniva — 3 agosto 2010 @ 12:14 | Rispondi

  3. A volte essere di umili origini può creare dei problemi...
    Renzo, infatti, non trovando una soluzione al problema del matrimonio,va dall’avvocato Azzecca-garbugli. Inizialmente questo, durante il colloquio, capisce che Renzo è il colpevole, ma poi, risolto l’equivoco, poichè Renzo in realtà è la vittima, si tira indietro dall’aiutarlo.
    Da questo episodio si denota che questo personaggio è una figura negativa che sta dalla parte del cattivo, dalla parte di Don Rodrigo, pur di avere potere e prestigio.
    Dall’accaduto, quindi, si crea un ulteriore trambusto, poichè la speranza di porre fine al problema delle nozze, diventa sempre più lontana.

    MORENA AMPARORE

    Commento di artisticobuniva — 3 marzo 2010 @ 21:26 | Rispondi

  4. Padre Cristoforo è deciso….vuole affrontare Don Rodrigo, faccia a faccia, con la sua unica arma: la religione.
    Quando arriva al palazzo di Don Rodrigo, essendoci degli ospiti, viene fatto sedere a tavola con loro. Questi discutevano di guerra e duelli, argomenti che rendevano l’animo di Padre Cristoforo molto sofferente poichè in contrasto con la pace voluta dalla fede.
    Don Rodrigo non sopportava la presenza di quel frate che andava contro ogni argomento,e quindi decise di discutere con lui in privato.
    Rodrigo ha un comportamento sempre molto rozzo e violento. Prova un odio per i frati “troppo buoni”; questo odio è presente anche in Padre Cristoforo nei confronti di Don Rodrigo e dei bravi, che vogliono avere il potere su tutto.
    MORENA AMPARORE

    Commento di morena amparore — 10 aprile 2010 @ 19:14 | Rispondi

    • Sicura che l’avversione di padre Cristoforo verso i prepotenti si possa definire odio, alla stessa stregua di Don Rodrigo?

      Commento di robertoferraris — 15 giugno 2010 @ 09:58 | Rispondi

      • Sinceramente non pensavo mai più che PAdre Cristoforo fosse così… cattivo e pieno di rabbia.
        Mentre continuavo a leggere quelle pagine, non riuscivo a conprendere tutta qulla collera, ad un certo punto ho colto anche un po di stupore da parte di Don Rodrigo, nei confronti di quel padre della chiesa…. “Din Rodrigo era fin allora rimasto tra la rabbia e la meravilgia, attonito, non trovando parole”…

        Commento di Nadina Grahic — 21 giugno 2010 @ 12:48 | Rispondi

        • Padre Cristoforo ha iniziato a stupirmi sin da quando ha voluto prendersi a cuore la vicenda dei due promessi sposi, ma mi ha lasciato a bocca aperta quando continuando a leggere, il Manzoni ci ha condotti a ritrovarlo sin dentro al lazzaretto, dove si era recato di sua voltontà, pregando il suo superiore affinchè ce lo mandasse. Il vecchio frate ammalato anch’egli continuava a portar conforto tra i malati del lazzaretto, dimostrando di avere un gran cuore e portando avanti quel suo desiderio di finire la sua vita aiutando e servendo il prossimo.

          Commento di alessia bauducco — 10 agosto 2010 @ 11:50 | Rispondi

  5. Personaggi femminili nei “Promessi Sposi”
    Nell’opera del Manzoni è palese la netta superiorità numerica dei personaggi maschili su quelli femminili. Le donne su cui è posto un maggiore accento sono Lucia e Gertrude, la Monaca di Monza.
    La prima ci appare come la donna caritatevole e pia che si affida pianamente alla volontà Divina e ai dettami del costume dell’epoca. Lucia arriva addirittura a stringere un voto alla Madonna per rimanere in vita e si adopera nell’aiutare chi soffre vicino a lei.
    La monaca di Monza si contrappone alla Mondella, intraprendendo una via giudicata immorale dalla Chiesa come dalla società tradizionale. La donna infatti non diventa monaca per scelta bensì per obbligo paterno, come spesso accadeva, e vengono perciò a frapporsi le regole dogmatiche con le proprie passioni.
    Manzoni prende due personaggi femminili molto diversi fra loro per far vedere chi si comporta con lode, Lucia, e chi vive nel peccato, Gertrude..

    VIRGINIA GIOVANI

    Commento di Giovani — 14 giugno 2010 @ 14:53 | Rispondi

    • Sicura che da parte di Manzoni ci sia solo riprovazione nei confronti di Gertrude? Se riteneva che i suoi comportamenti fossero da evitare e basta, non sarebbe stato più semplice non parlarne? Invece, come dici tu, è una delle protagoniste. Certo, trattata in tal modo dai suoi contemporanei; ma anche da Manzoni?

      Commento di robertoferraris — 15 giugno 2010 @ 09:57 | Rispondi

      • Io non ho mai detto Manzoni, la società dell’epoca e la chiesa la criticava. Immagino Manzoni vedesse la monaca principalmente come una donna innamorata che si ritrova per la “cattiva strada”. Non penso Manzoni condanni la Monaca ma nemmeno la si può definire pia rispetto a Lucia. Forse non ho capito quello che intendeva l’autore..

        Commento di Giovani — 18 giugno 2010 @ 20:21 | Rispondi

    • Suor Geltrude è una donna che ha dovuto affrontare molti problemi,fin dall’infanzia.Ostacolata dal padre e obbligata da esso a farsi suora ,nonstante lei stesse cambiando parere sul suo avvenire.Manzoni qui,fa ,a mio parere, anche una critica al modo di educazione drastico e legato al potere,dove ogni altra cosa viene ritenuta senza importanza.
      E’ una figurache ,comunque, ha atteggiamenti semplici ,nonostante arrivi da una famiglia ricca ,ma lascia anche intravedere una persona molto tormentata interiormente,diventando quasi mistariosa.Questo elemento però sembra non interessare a Manzoni che preferisce andare avanti ,lasciando questo elemento alle spalle come se lo ritenesse segno di pietà.Grazie ad essa ci si sposta anche in un’ambiente più aristocratico e ci si allontana da quello più contadino.

      Commento di morena amparore — 20 agosto 2010 @ 13:50 | Rispondi

  6. Il personaggio di LUCIA non mi è piaciuto per niente!
    Gia dall’inizio mi è apparsa come un personaggio insolito, Renzo che cercava in tutti i modi di celebrare quel matrimonio perchè innnamorato, ma Lucia dalla paura, non accettva l’idea di qul povero ragazzo che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei!!…
    Non mi è mai sembrata troppo innamorata di Renzo, qundo poi le strade dei due si dividero, questo comportamento da parte di Lucia si accentuò. In preda al panico fece anche qul voto senza neanche pensare a Renzo, come l’avrebbe presa lui, etc… E’ stata al qunto egoista!
    Nonostante tutto lui ha continuata sempre a pensarla e poi finalemte è riuscitoa trovarla; ma anche in quell’occasione, uno di fronte all’altro, dopo anni che non si vedevano, Renzo tutto emozionato, quasi gli mancava la voce quando la rivide, e lei!!??? Niente… L’unica cosa che Lucia gli ha saputo dire era il fatto del voto e che lui non doveva essere li ma avrebbe dovuto dimenticarla.
    E’ vero che poi Padre Cristoforo la scoglie dal voto e tutto finice bene, però lei non si é neanche posta il problema di come Renzo era riscuto a trovarla e di ciò che aveva passato, visto che anche per lei non è stato tutto rose e fiori….

    Commento di Nadina Grahic — 27 giugno 2010 @ 14:44 | Rispondi

    • Francamente nemmeno a me il personaggio di Lucia piace, troppo devota alla chiesa e poco risoluta per i miei gusti.
      Premesso ciò Lucia è il ritratto della pudicizia, umiltà e devozione a Dio. Penso che lo scopo di Manzoni sia quello di ritrarre una donna tanto pura e leale da farne quasi diventare l’esempio per le altre donne. Non solo, grazie alla sua conoscenza, Lucia è la persona che riesce a mostrare uno spiraglio di redenzione all’Innominato.

      Commento di virginia — 27 giugno 2010 @ 17:07 | Rispondi

      • ps Virginia Giovani

        Commento di virginia — 27 giugno 2010 @ 17:07 | Rispondi

        • Concordo con te!!!

          Commento di Nadina Grahic — 27 giugno 2010 @ 17:37 | Rispondi

          • Manzoni usa queste parole per descrivere l’innominato:era grande, bruno, calvo; bianchi i pochi capelli che gli rimanevano; rugosala faccia: a prima vista, gli si sarebbe dato più de’ sessant’anni che aveva; ma il contegno, le mosse, la durezza risentitade’lineamenti, il lampeggiar sinistro, ma vivo degli occhi, indicava una forza di corpo e d’animo, che sarebbe stata straordinaria in un giovine.” Ed è così che ci appare questo personaggio, quest’innominato, come un bruto e possente signore che non ha pietà di nessuno; e poi ecco il colpo di scena… quet’omone si scolse in un nietne davanti a quella spaventata fanciulla, Lucia, che aveva fatto rapire. Ed ecco come Lucia e la sua fede in Dio, riescono a mutare l’animo di quell’uomo, che alla fine decide di voler ritrovare qul suo spirito perduto, quello buono.

            Commento di Nadina Grahic — 27 giugno 2010 @ 17:59 | Rispondi

          • concordo con voi dicendo che anche a me lucia non è piaciuta per niente come personaggio, troppo indecisa su tutto non in grado di affrontare la vita ma soprattutto mi ha colpito la sua diciamo “indifferenza” per tutto ciò che Renzo ha sempre fatto per lei, non trovo che abbia dimostato nel corso della storia tutta quella gratitudine che invece avrebbe dovuto esprimere nei confronti di quello che dovrebbe essere il suo amore,forse a parer mio troppo spesso avrebbe voluto scegliere la via semplice al posto di quella giusta…
            Alessia Bauducco

            Commento di Alessia Bauducco — 4 agosto 2010 @ 11:28 | Rispondi

  7. PERPETUA, grande donna!!!!
    ihih…. Quando Don Abbondio sentì della calata dell’esercito andò in panico, non capiva più niente, aveva paura, non sapeva dove nascondersi e chiedeva aiuto a tutti, come se nessuno aveva da salvar la propria pelle. Ho stimato un sacco Perpetua in quest’episodio, si è fatta valere, era sempre li pronta a sgridare Don Abbondio per il suo comportamnte da egoista, come se tutto gli fosse dovuto solo perchè un padre della Chiesa; Perpetua sembrava quasi una mamma che sgridava il proprio figlioletto per insegnarli come ci si comporta!!!!!!

    Commento di Nadina Grahic — 27 giugno 2010 @ 18:23 | Rispondi

    • Si è una grande donna!!!!
      Penso che sia una delle figure minori più felici del romanzo, è un personaggio indimenticabile.
      È autoritaria, irrispettosa nei confronti del suo curato. Sa comprendere al primo sguardo che il suo padrone gli è accaduto qualche cosa di straordinario “…La vuol dare a intendere a me? Così brutto com’è?..”e per riuscire a farlo parlare astutamente insinua la possibilità di cercare altrove le risposte “…io le sono sempre stata affezionata…vorrei poterla soccorrere…sollevare l’animo…”.
      È veramente una donna geniale, secondo me ribalta la gerarchia fra serva e padrone prendendo più volte in mano la situazione.

      Margherita Scorzelli

      Commento di margherita — 23 agosto 2010 @ 10:27 | Rispondi

  8. DON RODRIGO
    Anche un personaggio come Don Rodrigo, il cattivo della vicenda di Renzo e Lucia, colui che ostacola le nozze trA i due, quello che si circonda solo di bravi, che usa solo la violenza e le minacce!!! Anche lui nel momento del bisogno, ammalatosi di peste, ha bisogno di qualcuno, pensa di avere un amico fidato accanto a lui, il Griso, che gli promette di cercare aiuto chiamando il chirurgo e nessun’altro, perchè la notiza di questa malattina, non si doveva sapere assolutamtne in giro… Ecco come anche i cattivi hanno la peggio: Griso lo tradisce, chiama i monatti, tutti insieme rubano tutto ciò che è di valore e si spartiscono il bottino!!!!
    Come ho detto prima, i cattivi o quelli che pensano di essere più furbi degli altri, non la passano sempre liscia; il Griso muore prima di Don Rodrigo di peste fulminante!!!
    Trovo in Mnzoni un forte disprezzo per chi non si “comporta bene”, tanto che nel romanzo, tutti questi personaggi, se non pentiti delle loro azioni, muoiono.

    Commento di Nadina Grahic — 30 giugno 2010 @ 13:08 | Rispondi

  9. Per quel che riguarda Renzo e la vicenda con l’avvocato AZZECCAGARBUGLI, ovviamente concordo con te a dire l’avvocato è una persona negativa, ma alla fine, capisco anche il fatto che probabilmente lui sia abituato a casi semplici che non implichino il coinvolgimento di persone importanti quali Don Rodrigo e la carica che ricopre. Penso che qualsiasi altra persona si sarebbe tirata indietro di fronte ad un problema del genere, soprattutto tenendo conto del fatto che non voleva implicarsi in un caso con quasi nessuna probabilità di riuscita, e dove sicuramente avrebbe perso la faccia in caso di sconfitta
    Alessia Bauducco

    Commento di Alessia Bauducco — 1 luglio 2010 @ 21:59 | Rispondi

    • Ma a mio avviso non tutti si sarebbero tirati indietro.
      Nel senso che personaggi come fra Cristoforo o l’Innominato, seppure sia un personaggio inizialmente negativo, sono caratterialmente tanto forti e sicure che anche se si fossero andate a scontrare con don Rodrigo, come poi accadrà, non avrebbero problemi. dipende dalla forza d’animo, cosa che non hanno il Dottor Azzeccagarbugli o don Abbondio.

      Commento di virginia — 2 luglio 2010 @ 10:05 | Rispondi

  10. FRATE CRISTOFORO vorrebbe parlare con Don Rodrigo, vorrebbe porre fine al problema del matrimonio. Il curato va a trovare il capo dei Bravi. Lui non cede, usa come sempre un atteggiamento arrogante, di potere, nei confronti del frate che, afflitto di non aver potuto concludere positivamente la questione, se ne va.
    MORENA AMPARORE

    Commento di artisticobuniva — 10 luglio 2010 @ 14:30 | Rispondi

  11. Nel sesto capitolo, dopo il fallimento dell'”aiuto” dell’avvocato Azzeccagarbugli, AGNESE propone ai due gIovani una possibile soluzione: dire “questo è mio marito” daventi al curato e a due testimoni, e il matrimonio è fatto!
    La speranza nei due giovani riprende quindi vita con questa notizia. Ora sperano di poter coronare il loro sogno e di poter finalmente allontanare Don Rodrigo.
    MORENA AMPARORE

    Commento di artisticobuniva — 10 luglio 2010 @ 14:35 | Rispondi

  12. RENZO
    Renzo all’inizio viene ritaratto quasi come un cavaliere, pronto a sacrificare qualsiasi cosa per ciò che crede, ma sopratutto per colei che ama!! Qunado si trova a Milano, il Manzoni narra di un aneddoto dove Renzo è coinvolto; con questo episodio, lo scrittore porta a far vedere che anche Rnzo sbaglia, che è un uomo come altri, ingenuo…
    Avendo dato torppa confidenza ad uno sconosciuto, Renzo cade in una trappola! Dopo aver capito le itenzioni losche di quello strano individuo, capisce che deve stare molo attento a ciò che dice, però grazie solo a qualche bicchiere di troppo, cade nella trappola, senza nemmeno rendersi conto delle sue parole, dice aperteamnte chi è, nome e cognome.

    Commento di Nadina Grahic — 18 luglio 2010 @ 14:28 | Rispondi

    • si,renzo ha sbagliato a mettersi all’interno di quell'”assalto al pane”,ma poi,come dici bene,ne ha pagato le conseguenze!ma è anche riuscito,grazie agli amici,a trovare una via d’uscita e raggiungere il cugino.Quindi ,in questo episodio vi è anche un ruolo,a mio parere,importante,degli amici.Quelli che Renzo ha conosciuto erano estranei,era la prima volta che lo vedevano a Milano,eppure,nonostante ciò,l’hanno aiutato e liberato da chi l’avrebbe mandato in carcere.

      Commento di morena amparore — 21 agosto 2010 @ 11:22 | Rispondi

  13. E alla fine ecco quella bambina, Maria, quella figlia tanto attesa, colei che porta serenità e che conclude tutta la storia.

    Commento di artisticobuniva — 21 luglio 2010 @ 12:34 | Rispondi

    • sono Nadina Grahic

      Commento di artisticobuniva — 21 luglio 2010 @ 12:35 | Rispondi

      • Beh si intuiva dal titolo il finale no? Come anche la scelta del nome per la bimba. Insomma tutto il libro tratta continuamente della fede e della chiesa. Condotta morale o immorale. In tutto ciò Renzo, ma soprattutto, Lucia sono sempre dalla parte del “giusto”, pensiero estremamente relativo a mio avviso. Per due persone del genere quindi il nome di Maria come ringraziamento alla stessa Vergine era quasi d’obbligo. Anche se sinceramente pensavo che un eventuale nuovo venuto sarebbe stato maschio. Ma non saprei spiegare il perché di questa mia convinzione.

        Commento di artisticobuniva — 26 agosto 2010 @ 15:29 | Rispondi

        • ps virginia

          Commento di artisticobuniva — 26 agosto 2010 @ 15:30 | Rispondi

  14. L’INNOMINATO…
    Il personaggio che insiame a Frate Cristoforo mi ha più dato modo di pensare.
    Strano il modo in cui le parole di una ragazza che invoca misericordia, abbiano potuto far nascere in lui un sentimento così profondo, fino al fargli cambiare così radicalmente vita, proprio a lui che non si è mai fermato di fronte a nessuno, non ha mai ascoltato implori ne da parte di donne ne di vecchi ne di bambini, ma che ha sempre e solo portato a termine le sue missioni, ora si trova invece mutato, pronto ad essere caritatevole e misericordioso diventa per tutti, un santo, un uomo sul quale fare affidamento,pronto ad abbandonare le sue armi, ad offrire la sua casa, come tetto come protezione per coloro che cercavano disperatamente di rifugiarsi dal passaggio dei soldati

    Commento di alessia bauducco — 10 agosto 2010 @ 12:26 | Rispondi

    • Anche a me è sembrato un atteggiamento molto starano!evidentemente Manzoni ,con questo personaggio a voluto far capire ai lettori che ,anche chi ha compiuto atti impuri,ha la possibilità di ricominciare,di rifarsi una vita ,senza inganni e cattive azioni.

      Commento di morena amparore — 21 agosto 2010 @ 11:15 | Rispondi

  15. DON RODRIGO
    Si usa definire Renzo l’uomo “buono” mentre il ruolo del “cattivo” tocca a Don Rodrigo. Secondo me questo è un gravissimo errore. Don Rodrigo è l’antagonista di Renzo e Lucia, indubbiamente, ma non lo si può definire se non egoista.
    Lo stesso egoismo è scaturito dal suo ceto sociale. In sostanza non è tanto lui che si comporta in modo malvagio o con perfidia. L’uomo pone avanti a tutto la sua soddisfazione, l’appagamento immediato e tangibile (carnale, per esempio, con Lucia, se gli fosse possibile). Questo genera tutta l’epopea dei Promessi Sposi.
    VIRGINIA GIOVANI

    Commento di virginia — 3 settembre 2010 @ 23:09 | Rispondi


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