ROMANZI 2.0

16 marzo 2011

IL PIACERE, di Gabriele D’Annunzio

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 09:50
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Il romanzo tratta di un dramma amoroso. Di una folle passione tra  tre personaggi principali: Andrea Sperelli, Elena Muti (amante) e Maria Ferrer (moglie). Un dramma che divide Sperelli tra le  due donne all’interno di una Roma umbertina, tra eros, moda e snobbismo.

Il protagonista  è un personaggio con molte comunanze con l’autore: i gusti letterali e quelli artistici. Inoltre  è un ricercatore del piacere, della gioia di un attimo, tipico della vita da esteta,come quella di D’Annunzio . Lui vive in una società piena di corruzione, raffinatezza e piaceri momentanei.  Andrea prova piacere dalla “donna oggetto”, dalla continua ricerca dell’eros. Elena infatti costituisce un’unione tra l’interesse estetico e  quello erotico.

Andrea, quindi, vive in una realtà ricercata, goduta, lontano dalla vita reale, che lo porta ad avere gioie e, allo stesso tempo, dolori.

D’Annunzio analizza questo personaggio nell’aspetto psicologico, denunciando i comportamenti di Sperelli ed inoltre si nota questa comunanza di elementi che uniscono Sperelli a D’Annunzio, quasi come se l’autore volesse  auto-lesionasi per gli errori da lui stesso compiuti e compiere  un viaggio interiore alla ricerca di se stesso.

Morena Amparore

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17 gennaio 2011

FIESTA (IL SOLE SORGERA’ ANCORA), di Ernest Hemingway

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 00:13
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Affrontare la vita di tutti i giorni è un impresa ardua, che pochi riescono a compiere  pienamente.  Questo romanzo è basato infatti sullo scopo di affermazione della vita, sulla paura della morte che vive attraverso un forte pessimismo e disperazione di questi personaggi. Tutto questo si rispecchia nello scrittore di questo libro, E. Hemingway, un uomo insicuro che attrverso la sua scrittura trasmette questa sensazione di inquietudine e tormento. Fa apparire in questo romanzo la vita di giovani parigini, ricchi e sradicati, che da una parte si divertono nei locali di lusso e dall’altra hanno una consapevolezza del loro stato di vita ma, poichè sempre vissuti nel lusso, non se ne preoccupano. C’è una continua ricerca di trovare se stessi nella vita mondana, ma si spera anche un giorno di poter “scappare” da quella vita che non ha più un vero scopo, crearsi una vita nuova, forse migliore. Ma tutta questa mania di lusso culminerà  alla fine ancora nell’alcool.

Morena Amparore

16 gennaio 2011

IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI, di Giorgio Bassani

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 23:49
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Il romanzo inizia alle porte di Roma, presso le tombe etrusche, per poi spostarsi in Ferrara, ai confini delle mura del giardino dei Finzi -Contini. Ed inizia tutto lì, intorno alla figura di Micòl, alla quale si legherà l’intera esistenza del protagonista/narratore, il quale ha una continua ricerca di sé, del suo “Io ” che si evidenzia bene nella scena in cui, per la prima volta, inizia il dialogo tra il protagonista e Micòl : “Era stato un brutto giorno e l’idea del nascondiglio, della sparizione dal mondo, dalla vita quotidiana affascinava il protagonista, per poi abbandonare quella strada e tornare a vivere la vita così com’era.”

C’è una continua ricerca della verità, della strada giusta da affrontare da parte del protagonista. Si vede inoltre una continua tensione del suo animo verso le altre persone che lo circondano, e anche, verso le cose. In particolare c’è un’attenzione a Micòl, la ragazza di cui è rimasto “abbagliato”, che  concluderà la sua vita in modo brutale, restando però incentrato sugli aspetti interiori del protagonista. In questo romanzo, quindi, c’è un continuo contrasto tra verità e falsità e tra la vita e la morte, che vengono affrontati per far capire il significato vero di “fine” e riportare la “vita” nell’animo del protagonista.

Morena  Amparore

14 gennaio 2011

IL DIAVOLO IN CORPO, di Raimond Radiguet

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 19:31
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Questo libro racconta la storia di un amore tra un adolescente e una donna matura, Marthe. All’inizio sembrava un “gioco” ma poi, col passare dei giorni, il loro rapporto si rafforzò, anche e soprattutto con la nascita del loro figlio . Questo evento provocò molte difficoltà nella vita della giovane coppia, soprattutto lui ne venne colpito, a causa della sua giovane età e quindi della sua inesperienza in campo paterno. I problemi intorno a loro si moltiplicroano , come i pettegolezzi della gente e i divieti di vedere quella donna da parte dei genitori di lui.

I dubbi sulla vera paternità sono molti, anche a causa del ritorno di Jacques, il marito di lei che, tornato dalla guerra, si aspettava di rivedere Marthe così come l’aveva conosciuta. Questo non fu possibile poichè, a causa di una malattia, ella morì. Anche nelle ultime pagine si continua a sentire il dubbio del giovane amante: “Marthe era morta chiamandomi e mio figlio avrebbe avuto un’ esistenza ragionevole?” Questo interrogativo è posto per creare altri interrogativi e possibili risposte, senza determinare però un vero e proprio finale della storia.

Morena Amparore

IL GIORNO DELLA CIVETTA, di Leonardo Sciascia

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 19:25
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Che cos’è la mafia? Questa è la domanda a cui Sciascia cerca di dare una risposta. Forse non esiste una definizione, forse è “incredibile”, come dice Bellodi, definendo la Sicilia.
Questo racconto, attraverso le vicende quotidiane della mafia siciliana, cerca di spiegare com’è la vita nel Sud Italia. Come le forze dell’ordine cercano, in ogni modo, di contrastarla. E’ una continua lotta. La mafia è ovunque, nell’amministrazione della città, negli appalti, negli omicidi.

Mai mancare di rispetto ad un “Don”. La vita quotidiana diventa una verità taciuta. Nessuna parola. Troppa paura della fine che hanno fatto gli altri.

Il racconto inizia con la morte di Colasberna. Troppi misteri attorno alla sua vita. Le indagini iniziano, si scoprono tradimenti e amiciie mafiose. Nessun testimone dell’autobus. La gente fugge prima dell’arrivo dei carabinieri, prima di scoprire l’identità del morto assassinato. Questa è una “classica” vicenda che avviene quando non si fa il proprio “dovere” nei confronti della malavita. Ucciso da un arma da fuoco, in centro città. Questa è la mafia, che ti segue da dietro alle case e ti sorprende quand’è il momento!

Morena Amparore

13 gennaio 2011

LA PESTE, di Albert Camus

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 10:15
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Quando la vita quotidiana si trasforma nella ricerca della soppravvivenza, quando la gente si chiude nelle case , impaurita da ciò che è accaduto, solo in quel momento si capisce ciò che conta veramente.
Chi si dà alla preghiera per ricevere un “miracolo” e chi, pur di salvare la propria pelle , diventa profondamente egoista , allontanandosi da chi ha bisogno.
I protagonisti di questa epidemia sono persone comuni che lavorano e sperano in un futuro. All’inizio di questo racconto sembra quasi che ci sia dell’indifferenza poichè i primi casi di peste contarono poche persone. Poi col passare dei giorni, le vittime si moltiplicarono. Tutto ciò successe in Algeria e fu causato dai topi che trasmisero agli uomini questa grave malattia. L’epidemia, si sà, non è una cosa che “muore” dall’oggi al domani, può continuare. Ancora oggi , questo romanzo è in grado di spiegarci molte cose, nonostante sia stato scritto nel 1947.

Morena Amparore

12 gennaio 2011

IL DIAVOLO IN CORPO, di Raymond Radiguet

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 11:20
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Questo libro racconta la storia di un amore tra un adolescente e una donna matura, Marthe. All’inizio sembra un “gioco” ma poi, col passare dei giorni, il loro rapporto si rafforza, anche e soprattutto con la nascita del loro figlio. Questo evento provoca molte difficoltà nella vita della giovane coppia, soprattutto lui ne viene colpito, a causa della sua giovane età e quindi della sua inesperienza in campo paterno. Lui che sin dall’inizio ha dei dubbi se quella creatura è opera sua o del marito di Marthe, partito sei mesi prima.
I problemi intorno a loro si moltiplicano, come i pettegolezzi della gente e i divieti di vedere quella donna da parte dei genitori di lui. I dubbi sono molti, anche a causa del ritorno di Jacques, il marito, che, tornato dalla guerra, si aspetta di rivederla così come l’aveva conosciuta, ma questo non è possibile poiché, a causa di una malattia, è morta. Anche nelle ultime pagine si continua a sentire il dubbio del giovane amante “Marthe era morta chiamandomi e mio figlio avrebbe avuto un’esistenza ragionevole?”.
Questo interrogativo posto per creare altri interrogativi e possibili risposte, non determina un vero e proprio finale della storia.

Morena Amparore

31 gennaio 2010

CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 20:06
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Ci sono decisioni nella vita che spesso dobbiamo prendere, magari non è la decisione giusta ma è l’unica in quel momento che riusciamo a vedere, l’unica che ci permetta di andare avanti; come la decisione che ha deciso di prendere Chaterine. Lei è innamorata di Heathcliff, un giovane di umili origini con un carattere aggressivo, da “selvaggio”, completamente diverso da Linton, un signore per bene che diventa suo sposo dandole casa, ricchezza e amore.

Quest’ultima è la strada intrapresa dalla protagonista che, dopo un po’ di tempo trascorso con suo marito, comincia ad avere dei problemi. Diventa pazza perchè lei è stata strappata via dalle cime tempestose e da ogni legame con il suo passato, si è trasformata nella signora Linton, la padrona di Grange e moglie di un estraneo… esiliata da tutto ciò che era stato il suo mondo.

E’ una storia ricca di intrighi, dove si nota uno scontro tra l’amore e l’odio, tra amore vero e amore “comprato”.

La narratrice delle vicende, Nelly, le spiega nei minimi dettagli. Il lettore viene pienamente coinvolto in tutto quello che accade, fino a restare con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Morena Amparore

7 dicembre 2009

I MALAVOGLIA, di Giovanni Verga

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 20:23
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La storia di questo romanzo è ambientata in Sicilia, ad Aci Trezza, negli anni ottanta del diciannovesimo secolo. In questo piccolo paesino vive la famiglia Malavoglia, sin dalle origini. Si tratta di una famiglia di pescatori, gente umile, legata alle tradizioni e alla propria terra d’origine , ma con il desiderio di migliorare la propria condizione di vita, come d’altronde tutte persone povere del sud; però avranno solo continue disgrazie che li porteranno alla rovina.

In questo libro viene rappresentata la vita di tutti i giorni con l’uso di dialoghi continui, semplici e diretti, accompagnati anche dall’uso di proverbi siciliani, per permettere al lettore di entrare direttamente in quei luoghi, di diventare protagonista e di farsi un idea di come la gente umile passi le giornate, di come soffra e cerchi in ogni modo di migliorare, restando uniti, affrontando insieme i problemi di tutti i giorni come le questioni economiche.

Da tutto ciò si può comprendere che questo romanzo, nonostante non sia recente, racconta comunque la vita com’è ancora tutt’oggi, con i problemi economici e il tentativo di avere un ascesa sociale .

Morena Amparore

15 novembre 2009

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 00:35
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Una mattina d’estate nella Nuova Inghilterra, nella piazza pubblica, avvenne un’esecuzione. Tutta la folla assisteva. L’accusata era Hester Prynne. La gente fu molto colpita dal suo bell’aspetto, ma soprattutto da quella lettera A, una lettera scarlatta sul corpetto del vestito.

Hester si avviò verso il luogo della punizione. Il palco era un punto di vista da cui le si mostrava tutto il panorama del cammino dalla sua infanzia fino ad arrivare lì. Davanti a lei cominciarono a scorrere nella memoria i suoi ricordi, i suoi genitori, gli stretti vicoli, la sua casa …

Non era sola, aveva un complice: quella bimba doveva pur avere un padre. Ci furono varie indagini, si continuò a cercare e cercare, fino a trovarlo: un uomo di Chiesa, il pastore! Ora c’era lui su quel palco, davanti a tutta quella gente, nessuno lo avrebbe riconosciuto, ritenuto fedele ma in realtà complice del diavolo. Aveva nascosto per sette anni il suo peccato, ma ora che era lì non se ne vergognava e, dopo le parole d’addio, morì.

Passarono gli anni e la piccola Pearl divenne grande. Le due donne andarono via, oltre l’oceano, in un paese sconosciuto, ma poi un giorno ecco arrivare una donna dai capelli grigi con la lettera scarlatta, davanti alla porta di quella casa che nessuno aveva mai più aperto. Hester era tornata. Era stata marchiata per tutta la vita, ma lei voleva continuare la sua pena, in quella Nuova Inghilterra che ora la guardava con occhi diversi, sempre impauriti ma con un velo di curiosità e molte domande da porle.

Ed ecco così che quella lettera scarlatta divenne una leggenda che si modificò e si tramandò fino a noi.

Morena Amparore

14 novembre 2009

IL ROSSO E IL NERO, di Stendhal

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 23:25
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Questo romanzo è stato importante per la storia, infatti ha messo in evidenza le problematiche legate ai ruoli sociali all’interno del Paese. Ambientato in Francia, viene descritto il problema di un uomo che cerca un posto in mezzo a tutta gente assetata di potere.

Il sindaco aveva bisogno di qualcuno che  educasse e  insegnasse il latino ai suoi figli. Venne preso un ragazzo di campagna, di umili origini, Julien Sorel, come nuovo precettore. Un ragazzo di umili origini ma con una grande passione per la letteratura latina. Conosceva a memoria alcuni tratti della Bibbia, che espose anche a voce davanti alla famiglia Rènal, avendo un grande successo. Lui ambiva a salire nella società, nonostante disprezzasse pesantemente il modo di essere dei potenti all’interno di quella stessa società.

Lui aveva vissuto fin da piccolo una vita difficile a causa del modo di trattarlo del padre, che lo picchiava e lo sgridava soprattutto per il fatto che lui “perdeva tempo” sui libri invece di controllare l’andamento del lavoro. Aveva anche dei fratelli che, come il padre, lo trattavano malissimo, picchiandolo e insultandolo. Aveva quasi deciso di scappare da tutto quell’orrore che lo circondava, non sopportava più le prediche del padre per lo studio o per il tempo passato in chiesa, quando invece avrebbe dovuto lavorare per portare avanti la famiglia.

L’incarico datogli come insegnate privato, nonostante non rendesse molto, gli permetteva di studiare ed imparare, visto che il sindaco possedeva molti libri, ed inoltre aveva la possibilità di acquistarne. Appena messo piede in quella casa, tra lui e la signora Rènal, ci fu subito confidenza, che si trasformò poi in lunghe passeggiate per la città, in cui avevano la possibilità di comunicare e di esprimersi. Julien fu subito affascinato dalla signora, innamorandosene. Tra i due si formò un unione che venne poi divisa dalla distanza, ma non si ruppe l’amore quando Julien andò al seminario.

Andò poi a servizio dal marchese La Mole, ed ebbe una storia con la figlia, che si trasformerà poi in matrimonio, nonostante il marchese abbia il presentimento che il ragazzo voglia solo ambire ad una bella posizione, cosa che effettivamente Julien vorrebbe. Ma nonostante ciò, tutto questo viene distrutto dopo che la signora Rènal dà informazioni sul conto del giovane, così pieno di sè, che non si univa a nulla se non ai libri, mettendo il marchese in allarme.

Il matrimonio non avrà luogo, ma al posto ci sarà un omicidio, da parte di Julien nei confronti della signora Rènal che, nonostante l’ amasse, aveva architettato quel messaggio per non farlo “salire” di grado. Tutta quella vita che sembrava andare bene si era rivelata la fine, il punto finale della vita sociale di Julien.

Morena Amparore

L’AMICO RITROVATO, di Fred Uhlman

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 23:06
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Quando l’amicizia si trasforma in odio, ma coninua ad esserci unione. Questo è quello che è successo ad Hans e Konradin, due studenti, uno di famiglia ebrea, l’altro aristocratico con ideee hitleriane. I due ragazzi condividono insieme sogni e passioni durante l’adolescenza, facendo i conti con le proprie origini, oltre che ai vari accadimenti nella scuola, che porteranno all’espansione del razzismo tra molti.

I genitori di Hans decidono di mandare il figlio a studiare negli Stati Uniti, ma prima di partire Hans riceve una lettera dall’amico, in cui Konranin rivela la stima che nutre per Hitler, però allo stesso tempo è dispiaciuto per la sua partenza. Dopo non si vedranno più, ma anni dopo Hans riceve inaspettatamente un opuscolo del liceo che aveva frequentato, in ricordo degli allievi caduti durante la seconda guerra mondiale. Lì legge il nome di Konradin, giustiziato per aver partecipato al fallito attentato contro Hitler del  2 luglio 1944 …

…. ed è così che Hans ha ritrovato l’amico!

Morena Amparore

MASTRO DON GESUALDO, di Giovanni Verga

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 12:40
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Non sempre la vita è fatta d’oro, a volte bisogna guadagnarselo, come ha dovuto fare Gesualdo che, dopo aver vissuto un difficile periodo, riesce ad ottenere un’ascesa sociale grazie a Bianca.

Mastro don Gesualdo si potrebbe definire un dramma ambientato tra il popolo, la gente della Sicilia.

Lui avrà una marea di ostacoli che gli impediranno il cammino, come la moglie e la figlia (non leggittima, ma del cugino di Bianca). Infatti tra loro ci sarà sempre del conflitto, anche per la questione dei soldi. Infatti molti parenti tenteranno di ricavare qualcosa dal loro patrimonio.

La moglie determinerà la futura vita di Gesualdo, poichè lei lascerà Gesualdo e la figlia e scapperà con il suo amato. Gesualdo quando si ammalerà, dopo la morte della moglie, si trasferirà a Palermo, da sua figlia, dove vivrà in un palazzo aristocratico , fino alla fine dei suoi giorni.

In quest’opera quindi si può vedere la relazione tra nobili e poveri, il fatto di non farsi sottomettere dalla gente comune e di avere un interesse principalmente materiale, come si vede nell’inizio del racconto quando la casa dei Trao va in fiamme e il primo pensero è rivolto al contenuto della casa.

Morena Amparore

10 novembre 2009

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 09:45
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In questo romanzo Calvino racconta della Resistenza attravenso un bambino, che si trova un giorno in una brigata di partigiani; da allora vive una vita dura e incerta, visto che si tratta proprio di un bambino, che al posto  di andare in guerra dovrebbe fare quello che fanno  i bambini della sua età, cioè  giocare, e non dover lottare per la propria patria.

Per dimostrare che è un tipo in gamba, nonostante l’età, ruba una pistola P38, nascondendola nel loro rifugio  sui monti. Lui spera sempre di trovare un amico, anche se molto difficile, poichè il gruppo è fatto da persone adulte e quindi il modo di relazionarsi cambia, anche se nel gruppo viene ben accolto .

Una mattina i partigiani partirono in azione contro i Tedeschi,ma lui dovette rimanere lì, solo sul campo, vivendo un esperienza dall’esterno e da solo, attraverso i suoni terribili della guerra. La brigata Drilto, così si chiamava il gruppo di cui faceva parte, venne sciolta e Pin tornò a casa, un pò deluso per non aver partecipato attivamente all’attacco e anche per non aver trovato l’amico tanto da lui cercato.

Morena Amparore

6 settembre 2009

L’AMANTE DI LADY CHATTERLEY, di David Herbert Lawrence

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 17:24
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E’ un romanzo “fallico”, come diceva Lawrence , in cui uomo e donna vengono messi a confronto. Questo libro racconta uno scandalo, cioè l’amore di Connie, Lady Chatterley, verso un guardia caccia. Un amore “fuori dalle regole”, poichè Connie era sposata con Sir Clifford.

Clifford era un uomo interessato solo al successo, alla “dea-cagna”; per Connie lui non sapeva mantenere vivo niente, era troppo libero, isolato e non amava essere un “bagaglio con etichetta”. Lui credeva solo nella vita intellettuale, per lui l’amore e le donne non avevano un significato. Il  matrimonio  tra lui e Connie, quella vita completa e basata sulle abitudini dell’intimità, stava diventando, col passare del tempo, completamente vacuo e nullo.

Michaelis Clifford poteva dare a Connie la più bella vita che potesse desiderare, ma Connie non provava nessuna sensazione in tutte quelle parole,sentiva solo l’odio verso la dea -cagna.

Le parole amore, casa, marito, moglie, padre, felicità, gioia erano paroloni, senza più un significato per Connie. A suo parere gli uomini non avevano un vero interesse verso le donne, essere erano considerate solo oggetti.

L’unico vero pensiero di Connie era avere un figlio, ma nessun uomo che conosceva le avrebbe dato questo, quindi lei continuava a cercare un vero uomo con cui vivere veramente. Poi conobbe Mellors, un uomo chiuso, freddo. All’inizio tra i due ci fu dell’odio, mentre Connie cercava di avvicinarsi lui si allontanava, voleva restare solo, anche se in realtà provava dei sentimenti verso di lei.

Lui aveva paura, perchè i contatti che aveva avuto in passato gli avevano lasciato una ferita profonda. Ci volle un po’ di tempo e poi i due iniziarono ad avere dei rapporti intimi, finchè Connie decise di divorziare da Clifford per risposarsi con Mellors ed avere così la vita che desiderava.

Morena Amparore

31 agosto 2009

PASSAGGIO IN INDIA, di Edward Morgan Forster

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 17:51
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Questo libro mi fa pensare  ai crudeli trattamenti fatti da parte dei padroni ai loro servi, che ancora tutt’oggi spesso vengono riservati nei paesi del sottosviluppo.

Viene fatto un confronto tra Inglesi e Indiani del xx secolo, mettendo in evidenza varie situazioni che fanno notare una difficoltà nell’instaurare rapporti tra le due civiltà, dovuti alla diversità, ai pregiudizi e alle abitudini di vita di ognuno di essi.

Vengono raccontati momenti di tensione civile, da cui emerge il contrasto tra le due diverse etnie, dove si nota che gli inglesi sono legati alla modernità, a differenza degli indiani che continuano a vivere a contatto con la natura e le tradizioni.

Il conflitto tra loro tenderà poi a calmarsi poiché ci saranno persone in grado di credere nell’unione delle due razze, ma successivamente tutte queste illusioni svaniranno dopo che Adela Quest, inglese, rimasta sola in una grotta, avrà l’impressione che Aziz, medico mussulmano, tenti di aggredirla nel buio.

Si torneranno quindi ad avere conflitti e la speranza di creare un “amicizia” tra i coloni e i colonizzatori tornerà ad essere solo un sogno da portarsi dietro e sperare che un giorno questo possa diventare la realtà.

Morena Amparore

31 maggio 2009

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 16:46
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Che cos’è la vita? L’uomo vive perchè qualcuno ha voluto dargli questa possibilità, ma è difficile vivere veramente con serenità.

Dentro di noi, come dentro Harry ,c’è un “lupo della steppa”, una parte che si portrebbe definire “cattiva”, che ci fa vivere male la vita, che non ci fa ridere ma solo piangere. Essa ci fa ricordare quello che avremmo potuto fare, ma che non abbiamo fatto.

Per poter risvegliarci da questo incubo noi dobbiamo trovare “una mano amica”, come Harry hanno  trovato Erminia e Pablo, che aiuta a ritrovare il proprio vero spirito, la parte migliore di ciascuno di noi.
Gli hanno fatto vivere i momenti belli della sua giovinezza, gli hanno insegnato nuove cose come il ballo, come il “non tirarsi indietro” davanti alle donne, eppure, nonostante ciò, dentro di lui rimane ancora un pezzo di quel “lupo della steppa”, di quella parte ribelle che non vuole crescere; Harry la deve controllare e guidare per poi cancellarla.

Harry quindi vive nascosto dietro ad una maschera; vive una vita che non è sua, ma grazie ad Erminia, la sua guida, diventa un “nuovo Harry”, un altro uomo, o solo un uomo che ha ritrvato se stesso.
Con questo “angelo custode”, lui che prima aveva il desiderio di morte, ora ha una nuova voglia di vita; trovandosi nel “teatro magico”, un luogo irreale, un luogo che appartiene all’uomo insicuro, cerca le possibilità per liberarsi della vecchia vita, per crearne una nuova, dove poter respirare, affrontando le paure per poi superarle; compiere anche errori, come ha fatto Harry uccidendo Erminia, a causa dello specchio, del vedersi di fronte “un lupo” e non il riflesso dell’ Harry invecchiato.
Trovarsi a dover parlare con Mozart, il grande idolo di Harry, degli errori che gli uomini sono in grado di compiere pur di essere migliori, senza seguire quello che è veramente importante, cioè vivere la vita e viverla al meglio, giocando con le figurine del “giuoco della vita”.

Morena Amparore

IL PROCESSO, di Frank Kafka

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 14:41
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Questo libro tratta di un tema angoscioso: di un uomo, Josef K., accusato di una colpa non commessa, cioè di non aver vissuto fino in fondo la vita ed essersi lasciato trasportare dalla “vita terrena”. Come tutti gli uomini, lasciati al proprio destino, se non ammettono le loro colpe, diventano anche colpevoli di azioni non commesse.

K. viene arrestato e giudicato colpevole per un atto non compiuto. K cerca sostegno e aiuto tra le persone che lo circondano, senza ottenere risultati.
Si trova ad affrontare interrogatori in situazioni stranissime, in tribunali dentro casa del giudice, con persone sedute a terra, in gruppi, pronti a giudicarlo. Lui, nel tentativo di discolparsi, parla del modo in cui l’hanno trattato e accusato ingiustamente, con risposta dei presenti con applausi. A lui sembrava una presa in giro per renderlo colpevole di un’azione non commessa.

Ci sono anche altri episodi dove il desiderio di libertà di Josef viene esplicitato dalla moglie del giudice, corrompendolo con l’invito a diventare il suo amante; come una persona che nella vita comune aiuta con l’inganno, col tentativo di corruzione, com’è anche presente nelle accuse contro le guardie, bastonate dal Picchiatore, poichè K. aveva fatto il loro nome al giudice. Essi sono vittime non colpevoli, come uomini che tentano di aiutare una vittima ma che vengono considerate complici delle azioni di questi. K. aiuta le guardie corrompendo il Picchiatore per liberarli, come un “accusato” che si toglie dei punti a suo vantaggio per darli alle altre vittime, considerate suoi complici.

C’è poi l’arrivo dei due Signori a casa di K. che lo prelevano e lo portano con loro. All’inizio sono loro a condurre il colpevole, ma poi diventa K. la guida del gruppo. Camminano per la strada e lungo il tragitto incontrano un poliziotto che li insegue; scappano e si rifugiano in una caverna che per Josef diventerà  la fine, accoltellato al cuore.

La sua ultima visione è un uomo affacciato alla finestra: “Chi era? Uno che voleva aiutarlo? Ce n’era uno solo? O lo volevano tutti? Un aiuto era ancora possibile?……e fu come se la vergogna dovesse soppravvivere”.

Morena Amparore

13 marzo 2009

MADAME BOVARY, di Gustave Flaubert

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 11:57
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E’ un libro avvincente, una storia d’amore, di lontananze, sogni, passioni…
Viene raccontata la storia di Emma Rovault, sposa di un medico di campagna, che vive la sua vita tra mille difficoltà e molti sbagli di cui si accorgerà con il passare del tempo.

Sposa di Carlo Bovary, Emma sembra inizialmente felice dell’avvenimento che, con il passare del tempo, si trasformerà in un incubo: senza più l’affetto del marito, tutti i sogni a cui era legata svaniranno.
Emma non voleva stare in campagna: sognava di vivere in città, andare a teatro, vestirsi con abiti di lusso. Carlo allora decise di traslocare, andare a Yonville-l’Abbaye (borgata di Rouen), dove Emma incontrò Leone, un giovane, un grande sognatore che trascorreva il tempo libero sulla collina. Da allora le giornate di Emma cambiarono. Leone volle dichiararsi ma, per paura di influenzare ulteriormente le difficoltà degli sposi, non si dichiarò, facendo allontanare Emma.
Emma, però si consolò con l’incontro di Rodolfo. Il ricordo di Leone la fermò, ma poi, dopo aver scoperto il lato dolce e premuroso del giovane, si lasciò andare. Un giorno decisero di scappare insieme; tutto era pronto ma Rodolfo non si presentò, facendo così deludere Emma un altra volta.
Una sera Emma e Carlo andarono a teatro; Emma venne presa dalla rappresentazione: le sembrava di rivivere la sua vita, le sue speranze, i suoi amori impossibili che si perdevano lungo il cammino.

Emma, quando veniva presa dall’infelicità, si faceva trasportare dalle storie d’amore racchiuse nei romanzi che la facevano sognare di avere un futuro migliore.

Morena Amparore

14 febbraio 2009

GUERRA E PACE, di Lev Tolstoj

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 18:38
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In questo libro viene descritta la vita di alcune famiglie nobili russe ottocentesche durante le guerre napoleoniche.

Il primo libro inizia con delle frasi in lingua francese , poichè nei salotti nobiliari si parlava francese, perchè i nobili avevano ricevuto un’istruzione che comprendeva l’insegnamento del francese.

In questo periodo, nei salotti russi, si parlava dell’avanzata di Napoleone verso la Russia; infatti le prime pagine del libro sono ambientate nel salotto di Anna Pa’vlovna, durante l’accoglienza del principe Vasilij, uomo di alto grado nell’esercito.

Nelle pagine sucessive si passa alla guerra, e si presentano altri personaggi come Nikolaj Rostov e il Generale Kutuzov, che combattono contro Napoleone.
Appare anche la figura di Pierre Bezuchou che, dopo la morte del padre conte Bezuchou, prende il suo posto, e di Natas^a Rostov, sorella di Nikolaj.

Il primo libro termina con la morte di Dolòchou e con il principe Andrej che viene lasciato ai francesi, insieme ad altri feriti.

Morena Amparore

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