ROMANZI 2.0

29 dicembre 2013

IL CASTELLO, di Franz Kafka

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 22:09
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K. è un agrimensore che arriva in un villaggio sovrastato da un castello, in seguito ad una richiesta di lavoro. Nel maniero vengono stabilite tutte le leggi assurde che gli abitanti devono rispettare, senza capirle e soprattutto senza opporsi. Durante tutto il racconto K. cerca di mettersi in contatto con i gerarchi che abitano nel castello, anche attraverso Frieda, una cameriera di cui si innamora e che ha dei contatti con un funzionario, ma non ottiene nessun risultato; la frustrazione alla quale è sottoposto e l’impotenza dell’uomo di fronte a cose che non hanno una logica portano il protagonista verso una fine che non ha senso. Questo lascia il lettore con un interrogativo che si può interpretare in modi diversi: ognuno può scrivere una fine a seconda dei propri pensieri.

Un libro veramente complicato da leggere:  si cerca sempre nella pagina successiva una soluzione, una logica che non si trova, e lascia perplessi nell’interpretazione. E’ un romanzo che non consiglierei a molte persone, l’ho trovato davvero molto complesso e spesso anche monotono.

                                                                                                          Alessia Bauducco

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19 gennaio 2011

I MALAVOGLIA, di Giovanni Verga

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 09:24
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Questo romanzo, ambientato in Sicilia nel paese di Aci Trezza, narra le vicende della famiglia Toscano: il loro modo di vivere semplice, le varie difficoltà e sventure che devono affrontare, i cambiamenti portati dalla recente unità d’Italia.

La famiglia ” I Malavoglia” soprannome con il quale erano conosciuti, era composta da padron N’toni capostipite della famiglia, dal figlio Bastianazzo con la rispettiva moglie Maruzza, e dai loro cinque figli. Essi vivono nella “casa del nespolo” e possiedono una piccola imbarcazione, “la Provvidenza”, loro unica fonte di reddito. Il modo in cui affrontano i vari problemi che si susseguono, evidenzia un forte attaccamento alle origini. Il non arrendersi e cercare di ricostruire ciò che si è perduto per poter ritornare alle proprie abitudini. L’unione che, purtroppo è segnata dal destino, porterà allo disgregarsi della famiglia, al degrado sociale morale e finanziario. Alla fine del romanzo rimane il nipote Alessi, l’unico che riesce a riscattare la famiglia pagando i debiti e continuando l’attività di pescatore.

La cosa che più mi ha colpito di questo romanzo, è il tipo di linguaggio, semplice:  rispecchia perfettamente alcune parti del lessico caratteristico della Sicilia di metà ottocento, permettendone la lettura a qualsiasi persona, dalla più semplice all’intellettuale, in quanto Verga si limita a proporre un ritratto sociale, ovvero ci dipinge la situazione così come lui la vede, estraniandosi dal racconto.

Alessia Bauducco

17 gennaio 2011

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY, di Oscar Wilde

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 22:08
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Pubblicato per la prima volta nel 1890, “Il ritratto di Dorian Gray” narra la storia di un giovane e bellissimo ragazzo. Un  amico pittore, affascinato dalla sua bellezza, decise di immortalarla in un ritratto. Quando ricevette il dono, Dorian Gray  desiderò che fosse il quadro ad invecchiare per lui e che invece il suo corpo rimanesse immutabile. Nell’esprimere questo desiderio mai più si immaginava che potesse davvero avverarsi, ma così fu. Man mano che passavano gli anni lui rimaneva il bel ragazzo di sempre mentre invece la sua immagine nel quadro era sempre più attempata, sul  volto i segni della vecchiaia erano evidenti. Oltre a quello il ritratto si faceva carico anche di tutti i peccati che Dorian commetteva, facendo sì che il ragazzo non sentisse rimorso per nessuna delle sue brutte azioni. Passarono gli anni ed un giorno Dorian Gray, esasperato, decise di mettere fine a quella che per lui era una vera e propria dannazione. Con un coltello squarciò la tela, quella strana magia si spezzò e il suo corpo divenne quello di un signore estremamente vecchio, mentre il quadro riprese la bellezza che aveva mostrato appena concluso dall’artista.

L’ho trovato un libro davvero molto interessante, molto particolare, oltre tutto scritto in un modo molto intrigante.

Alessia Bauducco

15 gennaio 2011

SE QUESTO E’ UN UOMO, di Primo Levi

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 00:04
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Primo Levi ha deciso (o forse ha semplicemente sentito il bisogno) di riversare i suoi terribili ricordi in un libro, nonostante egli non sia stato uno scrittore ma un chimico; il suo modo di esprimersi mi ha colpito davvero molto: l’ho trovato semplice e risoluto. Questo libro, che è stato scritto l’anno dopo la liberazione di Levi da parte dei Russi, pone davanti al lettore i semplici fatti in modo che fungano da testimonianza, concedendo occasioni di riflessione e non influenzando con quelle che sono le sue opinioni. Analizzando ogni parte di quella che è stata la sua vita nel campo; descrive nitidamente ogni piccolo particolare che ha reso così cruda e disumana la vita nei lager. Descrive la lotta per la sopravvivenza, la continua guerra di tutti contro tutti, i metodi di annientamento utilizzati dai tedeschi. In ogni capitolo è sempre evidenziata la strategia tedesca di utilizzare alcuni prigionieri per sottomettere  gli altri, evitando così l’unione fra di loro e impedendo ogni possibile rivolta contro i propri oppressori.

La morte e la sofferenza sono le protagoniste di queste pagine, fanno parte della quotidianità, una quotidianità da cui nessuno è esente. Se dovessi scegliere di parlare di alcune delle tematiche da lui trattate non saprei da cosa iniziare, anche perché spesso e volentieri è difficile credere alle sue parole.

Leggendo questo libro mi sono davvero immedesimata in Primo Levi e in questa sua parte di vita che racconta; penso che uno dei principali fini di Levi nei confronti di questo testo oltre alla testimonianza sia quello di far sì che la gente non dimentichi quel che è stato, sia perché è giusto ricordarsi del passato, ma soprattutto perché è ancora più giusto imparare dal passato per non ricommettere gli stessi errori nel presente e nel futuro.

Alessia Bauducco

14 gennaio 2011

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 18:16
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Romanzo presentato in prima persona da Nick Carraway, trentenne, agente di borsa. Egli racconta la storia che riguarda il suo curioso vicino di casa, Jay Gatsby. Di lui non sapeva molto: si basava su quello che vedeva. Da principio aveva dimostrato grande disprezzo verso l’uomo, conoscendolo meglio capisce di aver commesso un errore esprimendo quel suo pregiudizio infondato.
Una serie di giri d’interesse fa si che i due, frequentandosi, scoprano di essere uniti dalla stessa donna, Daisy, per Nick una cugina mentre per Gatsby un sentimento del passato difficile da dimenticare, un Sogno.
Daisy si era sposata con Tom Buchanan quando aveva intuito di non poter più rivedere il suo amato Gatsby ma, nonostante il suo matrimonio, non era mai stata davvero felice. Tom aveva sempre avuto un’amante, e alla fine della storia per un incidente muore; lo stesso destino tocca anche a Gatsby, che dopo aver finalmente trovato la donna che aveva da sempre amato, viene ucciso.
Una storia non troppo complessa, che gira attorno ad una serie di tradimenti che si concludono in questo triste finale di morti e separazioni permanenti, che a dir la verità mi ha deluso grandemente. Nessuno, alla fine riesce ad ottenere ciò che aveva da sempre desiderato per la sua felicità, ma anzi ognuno è costretto ad adagiarsi su ciò che il destino gli ha messo di fronte. Non mi aspettavo un bel finale, ma se non altro lo speravo un po’ meno tragico. Per il resto l’ho trovato un bel libro, abbastanza semplice nella sua scrittura, ma del tutto particolare per quel che riguarda il contenuto.

Pubblicato per la prima volta nell’aprile del 1925, non ha suscitato tutto lo scalpore che l’autore si aspettava, Fitzgerald è stato quindi tristemente costretto a ritornare al suo lavoro di Novelliere che non amava particolarmente, per non rischiare di restare senza denaro.

Alessia Bauducco

13 gennaio 2011

SENILITA’, di Italo Svevo

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 09:19
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Emilio Brentani, l’inetto, irresponsabile ed immaturo che Svevo ha deciso di utilizzare come protagonista della storia, un uomo che non ha avuto nè successo nè enormi felicità, si ritrova a vivere con la sorella, che gli funge da madre.  L’unica consolazione di Emilio era quella di aver scritto un piccolo romanzo nel passato.
Fulcro del romanzo, è la storia d’ amore che viene a nascere tra Emilio ed Angiolina, che diversamente da Emilio, punta a migliorare la sua vita, a stare sempre meglio. Emilio crede di dominare questa donna, ne è innamorato, senza rendersi conto che è Angiolina a gestire il loro rapporto.Lei non è così innamorata, nemmeno gli interessa poi tanto di quell’uomo.
Per quel che riguarda l’altro protagonista maschile, Stefano Balli, lui è invece un uomo deciso, forte e risoluto, tutto ciò che Emilio non potrà neanche mai sognare di essere. Il Balli riesce a far innamorare le donne di se, comprese Amalia e Angiolina; è inoltre il miglior amico di Emilio e cerca ripetutamente di dissuaderlo dal confidare in Angiolina, in quanto a parer suo la donna si limita ad approfittare del povero inetto. Lei godeva infatti di una cattiva reputazione in tutto il paese; ciò nonostante, spesso e volentieri il Brentani preferiva dar retta a se stesso invece che ascoltare i buoni consigli del suo vecchio amico.
Personalmente mi piace molto il modo di scrivere di Svevo; risulta molto particolare l’auto critica che attua nei confronti del suo protagonista, dell’utilizzo ottimo della figura del narratore, che riesce a comunicare con il pubblico e a trasmettere in modo perfetto i sentimenti e le sensazioni, e allo stesso tempo la critica del carattere di Emilio. Questi presto si troverà solo a vagare nei ricordi di quelle due donne che ora sono molto lontane da lui, ma che in passato gli avevano gestito la vita.

Pubblicato per la prima volta nel 1898, ha subito un autocritica dal suo stesso scrittore e una edizione successiva.

Alessia Bauducco

9 gennaio 2010

LE COSMICOMICHE, di Italo Calvino

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 13:57
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Un’ insieme di storie: 12 racconti raccolti nel libro da Italo Calvino, che trattano delle evoluzioni cosmologiche; poste però sotto una luce molto diversa e particolare rispetto a come, da sempre ci sono state proposte. Calvino ce le spiega con un filo di ironia e comicità e allo stesso tempo di invenzione, dando così libero sfogo alla fantasia del lettore. Il narratore Ofwfq lo si trova come protagonista in tutte le storie, in tutti le fasi di cambiamento della terra: in altre parole è un essere non ben definito che esiste da prima della formazione della terra.

“Le Cosmicomiche” è un libro molto interessante: avvincente l’idea di porre queste storie (per alcuni magari anche un po’ noiose) sotto questo punto di vista comico; rende più simpatico un argomento non sempre facile da trattare. In ogni storia si possono trovare comunque dei significati particolari, legati alla scienza e alle scoperte delle origini del cosmo.

Alessia Bauducco

8 dicembre 2009

IL ROSSO E IL NERO, di Stendhal

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 01:45
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Julien è un ragazzetto di campagna, semplice ma ambizioso, determinato e intraprendente.

E’ molto colto. La sua “carriera” ha inizio  a casa del sindaco come prefetto, cioè educatore dei figli   di quest’ultimo. Tutto sembra procedere bene, ma il carattere e la giovane età di Julien catturano l’attenzione di Madame Rènal, moglie del sindaco. Il fatto complica la situazione costringendo il ragazzo ad allontanarsi, e Julien decide di intraprendere la vita del seminarista e di prendere i voti.

Gli viene data l’opportunità di andare al servizio del marchese De la Mole, della cui figlia si innamora; un amore corrisposto, che porterà un giorno fino quasi ad un matrimonio; interrotto poi dall’arrivo di una lettera indirizzata al cardinal De la Mole. In questa si affermava che il giovane Julien non fosse un ragazzo serio; opera della sua amante precedente, Madame Rènal. La donna, probabilmente presa da un furioso atto di gelosia, voleva impedire questa unione.

Julien, che finalmente poteva dirsi felice e arrivato allo scopo che da sempre desiderava raggiungere, si trova tutto d’un tratto in un misto di sentimenti di rabbia e tristezza. Ciò lo porta a premere il grilletto contro l’autrice di quella lettera che gli aveva rovinato la vita. Madame Rènal riesce a salvarsi, ma per il giovane non ci sono più vie di scampo dalla condanna a morte. Seguita dopo pochi giorni da un’altra morte: quella dettata dalla disperazione della donna di cui lui si era innamorato per prima.

Una trama molto avvincente, anche se probabilmente alla fine mi aspettavo qualcos’altro. Forse una delle cose mi ha colpito di più in assoluto è la determinazione di questo giovane ragazzo; la sua voglia di diventare qualcuno, e imprimere  la sua orma, insomma lasciare un ricordo; cosa difficile per lui che aveva origine contadina.

Alessia Bauducco

14 novembre 2009

L’AMANTE DI LADY CHATTERLEY, di David Herbert Lawrence

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 23:51
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“L’amante di Lady Chatterley”, romanzo stupendo, mi ha completamente permesso di entrare nelle menti dei personaggi: ho apprezzato le descrizioni accurate e la precisa capacità di Lawrence di far emergere il sentimento di Lady Chatterly di voler scappare da quel mondo, da quella sua prigione dorata, monotona.

Lawrence racconta di questa giovane signora legata strettamente a suo marito menomato dalla guerra. Lei sente il dovere di stare affianco a Clifford, ma a suo scapito, in questo modo rovinando la vita solo a se stessa; questo le viene fatto notare più e più volte, ciò nonostante lei nopn lo abbandona.

Costance Chatterley, detta Conny, si innamora di due altri uomini: Michaelis, conosciuto per caso grazie a suo marito, dal quale poi però decide di allontanarsi; poi un secondo uomo, il guardiacaccia della loro residenza, Mellors, un’uomo non troppo sicuro di sé, chiuso nella sua solitudine, dopo una relazione finita male con la moglie.

Conny è una ragazza molto intelligente, ma allo stesso tempo un po’ debole, forse proprio a causa di questo suo distacco dalla vita per seguire il marito. La donna si rende conto di amare il guardiacaccia e tra loro nasce una storia d’amore, che un giorno sarà costretta a saltar fuori. Conny decide di divorziare dal marito: sa di non amarlo già da molto ormai, ma la sua scelta verrà determinata da una gravidanza, ciò che lei ha sempre sognato con l’uomo della sua vita, Mellors.

Un’altra parte interessante di questo libro è la capacità dell’autore di passare da un sentimento come l’amore o la passione ad una descrizione di vuoto che circonda il tutto, o alla descrizione di ciò che le miniere causano all’ambiente circostante.

Alessia Bauducco

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 12:46
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Una storia malinconica, improntata sul sapere, sulla conoscenza e sulla scienza.

Victor Frankenstein, bravissimo scienziato lodato da tutti i suoi professori, è il protagonista di questa strana storia. Tutto inizia dopo la morte della madre, che genera la sua ossessione di voler creare un essere perfetto. Inizia i suoi studi, sia all’Università di giorno che al cimitero di notte. Riesce a realizzare il suo progetto ma si rende conto di aver fatto un grave errore. Crea un mostro vero e proprio impossibile da gestire, che riesce a scappare. Un delitto li ricongiunge: il mostro artefice del delitto del fratello, propone un patto, per il quale il dottore avrebbe dovuto creare un essere come il mostro ma donna; in cambio il questi se ne sarebbe andato. Non riesce però a mantenere la parola e il mostro, venutolo a sapere, uccide amici e familiari dello scienziato.

Questo romanzo dà vita ad un insieme di sensazioni: ansia, paura, interesse, e allo stesso tempo un senso di colpa da parte dello scienziato che ha creato la sua stessa rovina, distruggendo vite innocenti di persone a lui care. Il desiderio di Victor di vendicare tutte le vittime morte per mano della sua creatura, e la mente del mostro, che dopo un po’ si riavvicina all’animo umano capendo il dolore provocato dai suoi gesti.

Questo romanzo mi ha messo molta ansia, e anche se trovo che sia scritto molto bene non mi ha appassionato così tanto, probabilmente per via del genere.

Alessia Bauducco

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 12:36
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Il periodo della seconda guerra mondiale è difficile: si lotta per sopravvivere. Il protagonista, Pin, è un piccolo bambino che come tanti altri viene privato della sua infanzia, ma è molto più sveglio di quanto si potrebbe immaginare. Non è un bambino qualsiasi:  sa molte più cose soprattutto riguardo a questo periodo, rispetto ai suoi coetanei, tanto da riuscire  spesso ad interagire di più con qualche adulto che con  gli altri bambini.

L’infanzia di Pin è piuttosto travagliata; Calvino ci fa capire molto bene quale sia il sentimento e la sensazione che avvolge questo ragazzino: la solitudine. Distaccato dai suoi coetanei e allo stesso tempo senza esperienza per ritenersi al pari degli adulti. Forse la sua unica speranza è proprio nella guerra, per trovare un modo  per entrare in quel mondo di adulti. Un giorno riesce a rubare una P38 ad un ufficiale tedesco, che stava con la sorella mentre si prostituiva. In quella pistola ha forse riposto le sue speranze: conosce un partigiano e prova a unirsi a questo gruppo di persone che combattono contro il fascismo semplicemente per la libertà. Apprende nuovi tipi di ragionamenti, nuovi modi di fare, è un ragazzo senza peli sulla lingua e riesce ad inserirsi in questo gruppo. Trova l’Amico, quello che ha sempre desiderato conoscere, esattamente tutto ciò che ha sempre cercato durante la sua infanzia, qualcuno con cui relazionarsi. L’Amico, un uomo piuttosto maturo, è l’unico che abbia mai visto il sentiero dei nidi di ragno, posto in cui era anche nascosta la P38, e che conosceva solo il piccolo Pin.

Calvino è riuscito a rendere perfettamente le sensazioni portate dalla guerra, per farci capire com’era la vita durante la lotta tra partigiani e fascisti; ma soprattutto ci fa capire che ci sono dei valori e dei sentimenti che non ci possono essere tolti, mai, come in questo caso l’amicizia; quella vera, che va ricercata ed una volta trovata, va coltivata.

Alessia Bauducco

10 novembre 2009

GITA AL FARO, di Virginia Woolf

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 11:12
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“Una gita al faro”: un romanzo scritto nei dettagli. I sentimenti saltano fuori da ogni riga! Molto particolare in alcuni punti, nonostante ciò non mi è piaciuto molto.

Racconta di una famiglia di otto figli gestiti esclusivamente dalla madre, ai quali lascia molta libertà di espressione. Adora i bambini e la loro semplicità: vorrebbe non crescessero mai per non perdere la fantasia e la serenità. E’ una donna molto altruista: nonostante la famiglia non sia agiata, cerca di aiutare chiunque ne abbia bisogno, anche solo con parole di conforto. Il padre è uno scrittore, che vive in un mondo tutto suo, dal quale ogni tanto esce e torna alla realtà. Più che altro quando si sente perso, ha bisogno di un contatto con la moglie per acquistare sicurezza.

La storia si svolge nel periodo della prima guerra mondiale e descrive molto bene i sentimenti dei vari protagonisti: il desiderio da parte del figlio più piccolo, James, di visitare il faro a seguito di una promessa della madre. La qual cosa riuscirà a fare solo più avanti negli anni.

Un libro di non facile comprensione all’inizio, in quanto vengono descritte una persona dopo l’altra, sia nei pensieri che dal punto di vista fisico, senza capire molto bene i collegamenti fra loro.  Solo andando avanti nel racconto si riesce a dare un senso alla storia.

Alessia Bauducco

CIME TEMPESTOSE, di Emily Bronte

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 10:29
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“Cime tempestose” racconta una storia di intrighi e di amori: da una parte Heatcliff e dall’altra Catherine, i due protagonisti di un amore vicendevole, diviso dall’ambizione ad una vita migliore. I due sono cresciuti assieme, in un forte legame, un amore sano che in seguito porterà alla distruzione, all’infelicità.

L’amore che Heatcliff prova per Catherine lo spinge  alla  nascita di un puro odio nei confronti del marito di lei, Edgar Linton, della tenuta Grange. Si susseguono una serie di intrighi e segreti nascosti con la sparizione temporanea di Heatcliff dalla “Tempestosa”. Al suo ritorno, l’unico pensiero era quello di riconquistare la sua amata, ma  senza successo: la donna era morta dando alla luce la figlia. Heatcliff ripromette a se stesso di rovinare la vita a tutti, per quanto più gli fosse possibile, anche alla stessa figlia dell’amata; forse soprattutto perchè le ricordava troppo la madre; ma alla fine scivola nella pazzia e nella tristezza di una vita sprecata, persa.

Leggere questo libro ha fatto nascere in me un’angoscia incredibile, per quanto in alcuni punti ci si ritrovi immersi in una dolcezza magnifica, ma la tragica fine di quest’uomo e la triste pazzia in cui è scivolato sono sicuramente inquietanti.

Alessia Bauducco

14 giugno 2009

CUORE DI TENEBRA, di Joseph Conrad

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 21:00
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Marlow aveva un sogno sin da bambino, quello di attraversare un fiume. Una volta adulto finalmente riuscì a realizzarlo. La storia inizia proprio con lui che racconta un viaggio intrapreso tempi addietro lungo il fiume Congo.

Lavorava per una compagnia e si occupava di trasporti di avorio; i suoi ricordi sono inquietanti: per una persona normale certe situazioni e i modi di fare di alcune persone sono inconcepibili. Giunto a destinazione non trova l’uomo che lo avrebbe dovuto ricevere, il signor Kurtz, ma la realtà gli si  presenta davanti come un lampo a ciel sereno: viene catapultato in un mondo di cui non sapeva l’esistenza. L’unica cosa che lo spinge a proseguire il suo viaggio è il desiderio di poter conoscere e di parlare con Kurtz.

Quest’ultimo era caduto nelle “tenebre”, prigioniero degli indigeni, da loro venerato e costretto a macabri riti al punto che lui stesso credeva di essere un Dio. Marlow dovette lottare parecchio per ricondurlo alla normalità, al mondo occidentale: non voleva tornare e tanto meno gli indigeni volevano lasciarlo andare.

Kurtz gravemente malato muore,  Marlow decide di non abbandonare il corpo ma di portarlo con se. L’ultima parola detta da Kurtz prima di morire esprime tutto ciò che  ha vissuto in quella giungla: “orrore”.

Un romanzo che ti trascina in quella che è la realtà del colonialismo; angoscianti alcune descrizioni, ma nel complesso intrigante e riflessivo…

Alessia Bauducco

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 20:55
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Una peccatrice: questo è ciò che la gente diceva e pensava di lei quando gli capitava di incontrarla. Hester Prynne era una donna come tutte le altre, ma dentro di se aveva intrappolato il peccato. Lei, donna sposata, era stata accusata di adulterio, peccato per il quale in quel periodo si veniva condannati a morte, o incarcerati nel migliore dei casi.

Quando la si incrociava per strada, anche a debita distanza, appariva brillante sul suo petto, un’enorme lettera scarlatta, la A di adulterio. Questa era la pena, ricamata con le sue mani sul corpetto, così che tutti la potessero riconoscere, costretta ogni giorno al ricordo di quel peccato che le aveva dato una figlia, Pearl.

In fondo lei, non aveva fatto altro che trovare un’amore, un’amore vero, e lo aveva vissuto fino in fondo, schernita da tutti per colpa di questo suo amore proibito, illegale agli occhi di quella comunità così puritana. Nonostante tutto ciò che Hester aveva dovuto subire, giorno dopo giorno, la sua temperanza, l’ha fatta andare avanti, convivere con quella sua “A”. Grazie soprattutto all’amore nei confronti della piccola Pearl, non cede mai, mai rivela il nome del suo amante; sarà poi solo lui, lacerato dalla colpa e perseguitato dalle indagini per il riconoscimento, a confessare.

Una trama piuttosto complessa ed articolata, all’inizio difficile da seguire ma poi sempre più avvincente: entrare a vivere i dolori di questa donna, dolori difficili da comprendere per i nostri tempi. Difficile credere che il tradimento fosse punito spesso con la morte o con la persecuzione; difficile credere alla carcerazione di una donna e della sua bimba neonata, in una cella non idonea per la vita di una bambina così piccola, con il solo scopo di far ricordare giorno dopo giorno il grave errore della madre.

In realtà Pearl è stata l’unico mezzo di salvezza; l’unica ragione di vita di Hester.

Alessia Bauducco

31 maggio 2009

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austin

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 15:07
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Un romanzo scritto da Jane Austin. Storia molto complessa ed intrecciata, dove l’autrice vuole far conoscere una tipica situazione familiare composta da due genitori caratterialmente opposti e cinque figlie ormai in età da marito, che insieme si trovano a partecipare a balli e feste per entrare in società, spinte dal desiderio della madre di vederle accasate, possibilmente con un buon partito.
La figlia più grande, Jane, si innamora di un ricco forestiero, Mr. Bingley , trasferitosi a Neterfield, di animo gentile ed infinitamente buono esattamente come lei. Il loro amore è però ostacolato dalla sorella del ragazzo.
Mr. Bingley è spesso accompagnato da un amico, molto più ricco e importante di lui ma poco socievole e distaccato da coloro che si trovano nei ranghi inferiori, Mr.Darcy.

Elizabeth detta Lizzy, la seconda delle sorelle Bennet, è molto più decisa di Jane e non si fa mettere i piedi in testa nemmeno da gente più importante di lei; avendo una buona istruzione riesce sempre a controbattere, e proprio per il suo carattere molto deciso si scontra parecchie volte con il signor Darcy.

La storia segue il suo corso: dopo una serie di proposte di matrimonio  rifiutate o accettate, il reggimento arriva in città portando scompiglio tra le altre sorelle Bennet. Un giorno Lizzy, si ritrova a casa dell’amica che si era sposata con il cugino Mr. Collins; vengono invitati alla villa di Lady Chatterly: qui si scontra con Darcy; lui le confessa il suo amore, ma lei lo ritiene responsabile della tristezza della sorella, dandogli principalmente la colpa di aver allontanato Mr.Bingley , e poi ancora per altri motivi lo rifiuta.

Prima di andarsene Darcy porta una lettera a Lizzy dove spiega la realtà di come si sono svolti i fatti; lei capisce di essersi sbagliata, e che i suoi pregiudizi erano infondati. Presto lo reincontra, proprio a casa sua; lui la salva da dei problemi che sono sorti con la sorella minore Lidia. Si ricrede completamente su Darcy, si rende conto di esserne innamorata. Tornata a casa, un giorno si presenta da loro il signor Bingley, che richiede di parlare solo con Jane e le fa la sua proposta di matrimonio.
Fuori nel giardino Lizzy incontra Darcy che le ripete la proposta di matrimonio, e senza che nessuno se l’aspetti lei accetta…

E’ un romanzo molto allettante, in alcuni punti difficile da comprendere, ma senza alcun dubbio studiato molto approfonditamente, in quanto la storia non è per nulla semplice. Senza dubbio è eccezionale il modo di scrivere di Jane Austin, che fa entrare il lettore all’interno del personaggio con la presenza dei particolari dettagliati e della precisa rappresentazione dei sentimenti.

Alessia Bauducco

15 aprile 2009

IL GATTOPARDO, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 21:30
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Ambientato in Sicilia nel periodo della decadenza del regno Borbonico e dell’inizio dell’unificazione d’Italia, la storia racconta la vita di una famiglia aristocratica di alto rango con una lunga generazione alle spalle.

Il romanzo è concentrato sui pensieri e le azione del capostipite, il principe Salina, primo ed ultimo di un casato che non aveva mai saputo amministrare i propri beni. Lui aveva una forte inclinazione per la matematica che utilizzava esclusivamente nell’astronomia, sua vera e grande passione, materia per la quale aveva avuto anche dei riconoscimenti.

Nel romanzo gli sfarzi e le ricchezze sono descritte nei dettagli, ogni piccola cosa viene arricchita in modo tale che il lettore possa riuscire ad immaginare con precisione l’ambiente.

La famiglia Salina è composta dal Capostipite Don Fabrizio, dalla principessa Maria Stella e dai figli Concetta (principale personaggio del romanzo) Giovanni, Paolo, Carolina e Caterina. Una figura relativamente importante che affianca Don Fabrizio nell’astronomia è il fedele amico e confidente Padre Pirrone, parroco della famiglia.

È un intrigo di passioni, politica e religione. Molto complicato come trama e come linguaggio, più di una volta è necessario rileggere alcune pagine, specialmente nella prima parte del romanzo.

Questo principe è consapevole della fine della sua dinastia ma anche della propria vita; è preso dallo sconforto e dall’impotenza di reagire agli eventi.
Lui capisce che non conta solo più la nobiltà per diventare qualcuno, ma servono la strategia e il saper fare bene i conti per arricchirsi.
Lampante è la figura di Don Calogero Sedàra, ricco grazie alla sua mente calcolatrice e politica, che riesce a lanciare in società la propria figlia Angelica, stupenda ragazza molto intelligente che conquisterà il cuore di Tancredi Falconeri, figlio della sorella del principe.

Alla fine del romanzo le tre sorelle Salina, ancora legate ad alcuni ricordi del passato, sono obbligate ad abbandonarli, ammettendo loro malgrado che il passato non c’è più.

Alessia Bauducco

17 febbraio 2009

A CIASCUNO IL SUO, di Leonardo Sciascia

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 23:36
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Romanzo pubblicato nel 1966 per la prima volta dalla casa editrice Einaudi.
Ambientato negli anni ’60, illustra la situazione siciliana dell’epoca.

Tramite questo romanzo Sciascia, descrive la situazione critica di quel periodo, in cui il singolo cittadino è nell’impossibilità di esprimere il proprio parere o di rivelare situazioni illecite senza incorrere nel rischio di perdere la vita.
“Il potere è troppo forte, e l’omertà dilaga…”

La trama di questo romanzo è vista attraverso gli occhi di un professore innocente, inizialmente scettico sulle vie d’indagine intraprese dalla polizia.
Attratto suo malgrado da una serie di affari loschi che catturano la sua attenzione. Scorrendo le pagine del romanzo lo vedremo sempre più convinto che i presunti motivi del delitto non siano veri.
La situazione che gli si presenta è molto più complessa: fa sì che si puntino le dita contro persone di rilevata importanza nel campo della politica.
Lui ricerca la verità non sapendo che la strada intrapresa è molto pericolosa.
Il suo errore più grande è la fiducia nel prossimo che lo porta a confidarsi con le persone sbagliate; essendo un uomo onesto e al di fuori del cerchio di omertà che lo circonda, finisce per cadere in una trappola. Escogitata da poche persone ma alimentata da tutto il paese che pur essendo al corrente della situazione si limita a tacere.

Alessia Bauducco

29 gennaio 2009

LA RAGAZZA DI BUBE, di Carlo Cassola

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 00:40
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Carlo Cassola scrive questo romanzo per raccontare come sono stati vissuti i momenti dell’immediato dopoguerra: le sensazioni, i processi, il ritorno nelle proprio famiglie da parte dei soldati… Viene pubblicato per la prima volta nel 1980.

Mara è una ragazza senza dubbio molto forte, non si fa abbattere dal primo problema che incontra. Si trova a voler sostenere un’amore molto difficile, soprattutto per una sedicenne, qual è lei.
L’amore tra Mara e Bube con il tempo si rafforza, lei lo aiuta a superare tutti i problemi che il dopoguerra può offrire ad un ragazzo così giovane; appena tornato dal gruppo partigiano dove ha visto morire sotto i propri occhi il migliore amico.
Ad ostacolare il loro amore sorgono delle storie di amori, tradimenti, separazioni che in un certo modo li segnano.
Ad un certo punto Bube è costretto a dover affrontare un processo a causa di un omicidio di guerra. Mara gli rimane a fianco e si dimentica completamente di tutto ciò che prima, nel suo mondo di bambina, l’aveva resa felice. Capisce che le cose di cui lei viveva erano assolutamente sciocche ed inutili, e comprende di essere diventata grande e che ora deve ragionare in base a ciò che le circostanze richiedono.

Alessia Bauducco

11 gennaio 2009

IL GIORNO DELLA CIVETTA, di Leonardo Sciascia

Filed under: Alessia Bauducco — artistico Buniva @ 14:46
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Un romanzo pieno di intrighi, indagini, attese, interessi.

Sul mercato per la prima volta nel 1961, è il primo romanzo in cui si inizia a parlare della mafia, di tutto ciò che fa e soprattutto di quanto questa sia assolutamente invisibile ai nostri occhi, dato che i punti di forza dello Stato, ovvero i politici, sono i primi a non crederci; o per lo meno ci nascondono una situazione per loro difficile da gestire.

Tutto inizia con un omicidio, seguito da un susseguirsi di intrecci, che cercano di portare alla soluzione del caso: una serie di lettere anonime scritte anche dalle vittime che una volta compreso di essere segnate decidono di rivelare i nomi dei possibili aggressori, in una serie di eventi paragonabili ad una catena dove ogni singolo anello riconduce ad un altro e via dicendo. Lo sforzo da parte del Capitano dei Carabinieri, è di riuscire a ricondurre gli esiti delle indagini alla Mafia Locale, spaccando così una parte di questo sistema, indebolendolo in modo da farlo uscire alla scoperto e in un certo qual modo cercando di annientarlo; o per lo meno far sì che in tutta Italia ci si renda conto che in realtà la mafia esiste, e che moltissimi omicidi irrisolti e alle volte a noi sconosciuti sono riconducibili ad essa.

Alessia Bauducco

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