ROMANZI 2.0

4 marzo 2014

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 17:24
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Il protagonista Mattia Pascal è immerso nella monotonia, sempre a contatto con le parole in un lavoro  poco soddisfacente da bibliotecario  e in un matrimonio sempre più al ribasso. Una vita colma di ansie, come fosse incastrato, ma ad un certo punto decide di scappare da tutto e da tutti e si rifugia a Montecarlo, riuscendo a cavarsela anche con il denaro. Tuttavia non sa che a casa è stato dato per morto e, quando lo scopre, a sostituire la sua persona defunta nasce Adriano Meis.
Questa nuova identità è il tuffo di Mattia in una visione tutta nuova, o almeno così pare all’inizio. Successivamente torna con i piedi per terra, perché il nostro cervello fatica a mentire: la maggior parte di noi non si sente bene con se stesso nel momento in cui è immerso in una bugia. E’  il lato del libro che riesce a far riflettere di più sulle azioni che possiamo compiere, rendendoci conto di tante cose solamente dopo, solamente quando tutto forse è difficile da recuperare, quando tornare indietro fa più male di quanto sembri. Mattia ha scelto la via più libera, ma non la più semplice: invece abbandona Adriano e fa ritorno a Miragno, la sua città.
Nonostante abbia vissuto nella menzogna per un periodo di tempo, ho trovato il comportamento di Mattia Pascal ammirevole sotto molti punti di vista, specialmente per il messaggio che colpisce particolarmente: come nascondersi dietro una maschera non serva a nulla, scappare non risolve problemi, e non sempre torna tutto alla normalità senza muovere un dito, anzi, a volte non si può neanche tornare indietro, ma solo accettare gli errori e, ripeto, non nascondersi.

Silvia Cavallaro

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9 febbraio 2014

LOLITA, di Vladimir Nabokov

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 22:21
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“Un amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista”  È così che vengono descritte in poche e semplici parole, tutte le pagine dell’opera di Vladimir Nabokov.
Temi pesanti, crudi, ma allo stesso tempo toccanti.  Un argomento tutt’altro che semplice da affrontare, ma Nabokov ha avuto la capacità di renderlo pressoché poetico. Ha messo in contrasto i lati opposti: innocenza, fragilità, ma allo stesso tempo attrazione nei riguardi di Humbert, della figura della fanciulla, quasi adolescente, Dolores Haze, la sua Lolita.
Era Lo, semplicemente Lo, ritta sul suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”   È così che inizia lo spettacolare romanzo. Probabilmente la sua passione verso la fanciulla si sprigiona per la morte del suo amore, a causa di una malattia.
I temi sono quelli dell’abuso sessuale, della perversione, ma allo stesso tempo del desiderio passionale, definito forse anche amore, intrigo. Sono tutte sensazioni che descrivono la storia che ci presenta l’autore, questa storia così avvincente ma scioccante da alcuni punti di vista. Humbert sottolinea specialmente come, successivamente all’allontanamento dalla sua Lolita, si renda conto di quanto può essere incisiva una tale mancanza. Intriga particolarmente, soprattutto per come viene narrato, per il senso di poeticità che si scorge tra le righe.

Silvia Cavallaro

22 dicembre 2013

EMMA, di Jane Austen

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 16:07
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Forse la prima domanda che ci si domanda entrando tra le righe di questo romanzo è proprio: chi è Emma?
Emma si potrebbe definire già una donna sotto vari aspetti. Vive i suoi 20 anni tranquillamente, perde la mamma in età molto giovane, ma nonostante ciò ritrova quella maternità e quell’affetto necessari, soprattutto amichevoli, in Miss Taylor, l’istitutrice.
Emma, da giovane aristocratica, sembra vivere una vita prima di delusioni, cresciuta con l’autostima sempre alle stelle, ma qualcosa dovrà succedere per mettere un punto a questo eccesso, a questa voglia di fare sempre tutto di testa sua. Forse a questo bisogno di “sbattere la testa” risponde proprio il matrimonio di Miss Taylor, diventata Mrs. Weston. Si ritrova così sola col padre, un uomo dai nervi fragili. Knightley, vicino e cognato della sorella di Emma, è l’unico a trovare difetti nella ragazza. Lei continua a vantarsi di aver previsto e approvato con piacere il matrimonio dell’istitutrice, nonostante le abbia lasciato un vuoto. Con che cosa o con chi colmerà questo vuoto adesso?
Comincia una corsa per Emma: la sua intenzione è combinare matrimoni, di qua e di la. Ma c’è un lato negativo anche in questo: inizia a dare per scontate relazioni che non potranno mai andare a buon fine, ma lei ci crede, probabilmente in maniera ingenua e non se ne rende conto. Immergendosi completamente in vicende amorose che crea, si imbatte in quella unicamente sua, il suo vero amore.
Successivamente entra Harriet nella sua vita, una ragazza semplice per la quale Emma non esita a decidere di volerle trovare marito, come suo solito. Da qui si imbatterà in ulteriori storie particolarmente incastrate!
Jane Austen in questo romanzo mette in contrapposizione l’apparenza di Emma, ovvero ciò che può sembrare a primo impatto, con la realtà del suo carattere che mostra solo nel corso delle pagine, riga dopo riga.

Silvia Cavallaro

25 novembre 2013

CON GLI OCCHI CHIUSI, di Federigo Tozzi

Filed under: Silvia Cavallaro — artistico Buniva @ 15:56
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“Con gli occhi chiusi” è un romanzo di Federigo Tozzi dedicato alla moglie. Guarda a tempi più recenti e richiama un linguaggio pressoché moderno, ma nello stesso tempo non si smuove dalla tematica del passato. È una storia incentrata su una famiglia, principalmente su Pietro, il protagonista, che sembra rimanere costantemente nell’ombra del padre senza nel frattempo ricevere l’affetto di cui  necessita dalla madre, Ella.
E’ evidente sin dalle prime pagine che il padre, Domenico, è un uomo attaccato ai soldi e non ha occhi che per essi, tanto da non accorgersi di trascurare il figlio. Quest’ultimo nel frattempo ha in testa altro: oltre che richiudersi in se stesso, cerca affetto in Ghisola, figlia di uno dei salariati che lavorano per il padre, di cui è perdutamente innamorato. Entra così in una storia poco semplice, che diventa appunto il principio del romanzo. È tutto incentrato nella trattoria “il Pesce Azzurro”, dove è proprietaria e lavora anche Ella; è una trattoria popolare nelle campagne di Siena, dove si svolge la maggior parte della storia.

Il titolo deriva appunto dal comportamento di tutti i personaggi: i genitori con lo scarso interesse nei confronti del figlio, come se vivessero con gli occhi tappati; ma anche Pietro, con la sua innocenza, che è costretto a vivere ad occhi chiusi, perché il mondo non rientra nella sua giovinezza. Profondo come libro, ma scorrevole per il suo linguaggio: un passato che guarda al moderno.

Silvia Cavallaro

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