ROMANZI 2.0

4 marzo 2014

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Sabrina Spiga — artistico Buniva @ 16:23
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La vicenda è ambientata alla fine del 1700, in un contesto raffinato. Racconta in particolar modo di un amore, che come si suol dire, germoglia dall’orgoglio e dal pregiudizio tra i due protagonisti del Romanzo, ovvero Elisabeth Bennet (una ragazza molto bella nella quale viene riprodotto il pregiudizio) e William Darcy (un uomo umile nel quale l’autrice identifica l’orgoglio), che dopo diversi conflitti riescono a trovarsi ed unirsi. La storia però non si basa essenzialmente su di loro bensì su un’intera famiglia, composta dal signore e dalla signora Bennet, e dalle loro cinque figlie: Jane (la clemenza in persona), Elisabeth (o Lizzy, tra l’altro tenace, schietta, semplice e beffarda, una donna forte), Mary, Catherine (o Kitty) e Lydia; il padre particolarmente attento alle necessità delle figlie e la madre che ha intenzione di far trovare marito alle proprie ragazze, cosa che rispecchiava ciò che accadeva in quegli anni. In questo romanzo trovo avvincente il fatto che Jane Austen sia riuscita ad impostare perfettamente i personaggi con le mode e le novità che riguardavano quell’epoca.

Sabrina Spiga

28 dicembre 2013

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Sabrina Spiga — artistico Buniva @ 21:26
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Vitangelo Moscarda, chiamato Gengè dagli amici, aveva ereditato la banca dal padre e grazie ad essa poteva vivere una vita tranquilla. Un giorno per colpa di un ingenuo commento della moglie su un difetto fisico del naso, Vitangelo inizia a scoprire che le persone intorno a lui hanno un’immagine della sua persona completamente diversa da quella che lui ha di sé. Decide così di cambiare per riuscire a scoprire chi è veramente. Vitangelo sfratta uno squilibrato, Marco di Dio, che era in affitto, per poi donargli una casa,; cede la banca del padre e infastidisce chiunque gli stia vicino così da apparire daventi agli occhi di tutti come un pazzo. Egli peggiora sempre di più a tal punto che la  moglie abbandona la sua casa  e insieme ad alcuni amici fà un’azione legale contro Vitangelo per interdirlo. Lui viene avvisato però da Anna Rosa, un’amica della moglie che rimane fedele al marito, anche se poco tempo dopo  arriva anche al punto di sparargli, ferendolo gravemente, impaurita dai ragionamenti che lui faceva. Vitangelo sembra trovare una pausa alla sua pazzia solo grazie ad un religioso, Monsignor Partanna, che gli fa rinunciare ai suoi possedimenti terrieri per donarli ai più bisognosi. Moscarda conclude affermando che per raggiungere la vera vita non basta cambiare nome, ma rifiutare tutti i nomi; quindi “l’unico modo per vivere in ogni istante è vivere ogni attimo la propria vita rinascendo continuamente”.

Il romanzo è composto da otto capitoli accompagnati dalla voce di Gengè stesso. Il tema affrontato è  l’identità di ogni persona: il protagonista infatti vive per molto tempo pensando di conoscere se stesso ma scopre che esistono moltissime copie e decide così di non essere nessuno, visto che in ogni persona ci sono una moltitudine di personalità. Il libro è stato interessante anche se all’inizio la narrazione è un po’ lenta.

Sabrina Spiga

6 novembre 2013

MASTRO DON GESUALDO, di Giovanni Verga

Filed under: Sabrina Spiga — artistico Buniva @ 01:34
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In questo romanzo, i luoghi in cui si svolge la storia sono reali. È ambientato nei primi anni dell’ Ottocento in Sicilia, in un piccolo paese chiamato Vizzini.  Il protagonista della storia è Gesualdo Motta che è un ex muratore arricchito,  astuto ed è abile negli affari. Grazie appunto al suo impegno negli affari diventa pian piano sempre più ricco, solo che per avere un appoggio dai signori nobili, decide di sposare una donna, Bianca, appartenente alla nobile famiglia dei Trao. Bianca decide anche lei di sposarsi con Mastro Don Gesualdo perché è una signora raffinata che ha perso importanza. Il matrimonio dei due non si rivela però un gran successo, perché Bianca dopo aver dato alla luce la sua prima ed unica figlia Isabella, fugge e ritorna dal suo amato, si ammala e col tempo muore. Gesualdo dopo la morte della moglie, si ammala anch’esso e decide di recarsi a Palermo dal genero, fino alla fine dei suoi giorni. Prima di morire però, chiede a Isabella, figlia di Bianca e Ninì, di lasciare una parte del denaro ai suoi figli illegittimi che aveva avuto con una serva, unica donna davvero amata. Gesualdo muore solo, nell’indifferenza dei suoi servitori. Solo di fronte alla morte Gesualdo capisce il senso della propria vita: sa’ di aver perso tutto ciò a cui teneva davvero e che non può più tornare indietro. Gesualdo era molto legato alla sua “roba” da non accorgersi del fallimento nell’ambito privato.

All’interno del racconto sono frequenti le scene dialogate e il linguaggio usato, si potrebbe definire complesso.
Il romanzo sembra suddiviso in parti e tra esse si notano dei salti temporali che sembrano accelerare il ritmo del racconto. Il narratore è esterno alle vicende, ma sembra assumere il punto di vista del protagonista.

Sabrina Spiga

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