ROMANZI 2.0

18 dicembre 2014

RAGAZZO NEGRO, di Richard Wright

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:33
Tags: ,

La storia che viene raccontata in questo libro è una biografia. Il romanzo comincia dall’infanzia dell’autore, un ragazzo negro che vive a Jackson con la sua famiglia che è composta dalla madre e dal fratello, ma senza una figura paterna. Lui è un bambino molto curioso, con la voglia di imparare, nonostante non possa permettersi un istruzione. Richard è costretto a vivere circondato da adulti, senza avere molti contatti con i bambini della sua età. Con la classica ingenuità di un bambino, nella sua mente si formano sempre più domande sulla sua natura ma soprattutto sulla differenza tra loro e i bianchi. Avendo vissuto molte esperienze, Richard crescerà, diventando un ragazzo più consapevole e apprendendo sempre di più la realtà in cui sono costretti a vivere i negri in quel periodo. Per un certo tempo Richard e la sua famiglia saranno costretti a vivere dalla nonna e in questo periodo la sua vita sarà caratterizzata da tendenza religiose volute dalla nonna, ma Richard, essendo un bambino sveglio, non si farà condizionare, non capirà mai l’importanza della chiesa ma continuerà ad avere la sue idee su ogni cosa.
Leggendo questo romanzo ho notato la crudeltà presente nella vita di queste persone, nella quale, persino le madri sono costrette a trattare i figli in modo rigido pur di crescerli nel modo giusto e abituarli alle ingiustizie del mondo. Ho provato a giustificare il comportamento ingiusto della madre nei confronti dei figli, perché, essendo in una situazione critica: senza marito, a dover badare a due figli con un misero lavoro, diventa una donna piuttosto stressata, il che la porta a trattare male i figli, pur di sfogarsi ed evitare che questi vivano le sue stesse esperienze.

 Marina Marmello

23 dicembre 2013

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:45
Tags: ,

Victor, fin da ragazzo, è un appassionato della scienza. Ad un certo punto della sua vita si ritrova a vivere solo, dentro una stanza, piena di oggetti e di macchine scientifiche che lo condurranno ad una grande scoperta, che a sua volta segnerà il destino dello scienziato: un destino pieno di dolore e di angoscia. Sarà vittima di un ricatto, voluto dalla sua stessa creazione, che lo porterà a dedicarsi per il resto della sua vita a soddisfare le richieste della sua creatura. Victor rinuncerà ad una bella vita per pianificare, inconsapevolmente, la sua lenta fine.
Il libro, inaspettatamente, inizia con delle lettere scritte da un uomo per la sorella, che racconta il suo viaggio per raggiungere il polo e circumnavigare la terra, nel momento in cui la nave rimane bloccata tra il ghiaccio.
Mi ha colpito l’animo della creatura che lotta per soddisfare un desiderio, semplicemente umano, e che è impossibilitata a raggiungerlo. Frankenstein è un libro pieno di sorprese, tant’è che ad un certo punto, mentre immaginavo un finale banale, grazie ad una serie di colpi di scena si è rivelato geniale. Non credevo che potessi riuscire a sentire così vicino alla realtà un romanzo gotico e fantascientifico.

Marina Marmello

1 novembre 2013

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Marina Marmello — artistico Buniva @ 00:15
Tags: ,

Il libro parla di un uomo di nome Harry, un tipo solitario, pensieroso e insoddisfatto della sua vita e di ciò che pensa la gente. Vive in una stanza polverosa in cui tiene tutti i suoi libri. La sua vita è oziosa ma complicata allo stesso tempo. Harry è costretto a convivere con un lupo: il lupo della steppa, quello che prevale nel suo carattere: è il suo lato nascosto, la sua seconda anima, rispetto all’altro lato, arreso, solitario e infelice.
Incontrerà una donna che diventerà molto importante per lui perchè gli insegnerà a divertirsi, ad amare la gente e la  vita; scoprirà il piacere per la danza e per le donne. Lei vuole fare un patto con lui molto serio che gli svelerà successivamente. Tutte queste avventure che quella donna, che diventerà un’amica e una sorella, gli farà vivere, richiederanno un prezzo molto caro.

“Il lupo della steppa” è stata una lettura lunga, difficile e noiosa. Hermann Hesse ha la capacità di entrare in me stessa e tirare fuori i miei sentimenti e i miei stati d’animo che non conosco e che, anche quando li conosco, non sarei mai riuscita a esprimere.
Mi era piaciuto “Siddharta” e il suo modo di scrivere, perciò mi aspettavo che mi coinvolgesse di più. Probabilmente questo libro si può capire solamente quando si ha un preciso stato d’animo, simile a quello di Harry, così da ritrovare nella storia pensieri e atteggiamenti che rispecchiano se stesso. Invece, avendolo letto con uno stato d’animo differente, non mi ha coinvolto e convinto: ho trovato banali alcuni discorsi, il comportamento di Erminia e le sue parole.

Marina Marmello

Blog su WordPress.com.