ROMANZI 2.0

22 dicembre 2014

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 02:06
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Il romanzo è collocato storicamente nello stesso periodo in cui l’autrice Jane Austen visse la sua vita: prese spunto da essa per scrivere il suo romanzo più famoso.

Le protagoniste di questo grandioso romanzo saranno le sorelle Bennet, cresciute nell’Inghilterra del ‘700. Le vicende avranno inizio dal momento in cui una delle sorelle,  Jane si avvicinerà ad un ricco gentiluomo di nome Charles Bingley, già conteso da diverse fanciulle. La loro relazione da subito sarà di amore e passione, ma questo vortice naufragherà ben presto grazie ai ripetuti tentavi da parte delle sorelle Bingley di dividere il fratello dalla giovane ragazza di classe ben inferiore a quella di Charles. Ad alimentare la distruzione del loro rapporto ci sarà anche Darcy, amico di famiglia chiamato in aiuto dalle sorelle. Ma quando tutto sembrerà perduto ecco che la storia prenderà una piega interessante: Darcy si interesserà ad una delle sorelle Bennet, Elizabeth. Si renderà ben presto conto di essersi innamorato di lei e questo lo porterà a prendere una decisione importante: chiederla in sposa. Ma come in tutti i romanzi il lieto fine tarderà ad arrivare ed infatti Darcy avrà un ripensamento che lo porterà a  far fuggire la povera amata.
Le vicende porteranno però a far riflettere Darcy e di conseguenza lo aiuteranno a rendersi conto che l’amore per Elizabeth è puro; deciderà così di andare a riprendere la sua amata e darle prova del suo cambiamento: il romanzo si concluderà in lieto fine per tutti, anche per Charles e Jane.
Incredibile opera narrativa dove Jane Austen, con un tocco di comicità, presenta le differenze tra media borghesia ed alta borghesia. Curiosi e interessanti i fatti che porteranno poi alla conclusione dell’opera e sopratutto notevole il personaggio di Darcy che sarà un elemento importante e fondamentale nello svolgersi della storia e delle vicende.

Federica Lobascio

 

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4 febbraio 2014

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 15:56

“…Quando la giovane madre si ritrovò in cospetto alla folla, il suo primo impulso parve quello di stringersi al petto la sua bimba; non tanto spinta dall’amor materno, quanto per coprire con tale espediente un certo segno cucito e applicato sull’abito, simbolo della sua infamia”

Il libro racconta di una donna, Hester Prynne condannata dopo aver commesso un gesto infedele nella Boston del 1600, costretta a portare la “A” di adulterio ricamata sul petto. A seguito dell’atto scandaloso la donna partorisce sua figlia, Pearl, la sua  gioia ma nello stesso tempo la sua più grande punizione. Il libro sottolinea la forza della donna nonostante il giudizio della gente; insegna che ognuno di noi dovrebbe essere se stesso ed inoltre espone con frasi molto semplici ma profonde l’amore della madre verso la figlia sebbene sia una creatura nata da un peccato.
Onorevole l’atteggiamento di Hester nel difendere il padre della bambina non rendendolo colpevole ma assumendosi tutte le colpe davanti ad un intera popolazione.

Ho trovato molto interessanti le parti in cui venivano descritte le sensazioni dei personaggi; infine è stato un buon libro e credo che Nathaniel Hawthorne abbia espresso con le migliori parole il modo di vivere e di pensare caratteristico di quell’epoca.

Federica Lobascio

2 febbraio 2014

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Filed under: Federica Lobascio — Roberto Ferraris @ 17:39
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“…col sole cocente del mezzodì che le avvampava il volto illuminandone la vergogna; col segno d’infamia scarlatto sul petto; col frutto del peccato fra le braccia..”
Il libro racconta di una donna, Hester Prynne condannata dopo aver commesso un gesto di infedeltà nella Boston del 1600, costretta a portare sul petto la “A” di Adultera in seguito alla nascita di sua figlia Pearl, la sua gioia ma nello stesso tempo la sua punizione.
Il libro sottolinea quanto la donna sia forte nonostante il giudizio della gente;: insegna che ognuno di noi dovrebbe essere se stesso ed inoltre espone l’amore della madre verso la figlia sebbene sia una creatura nata da un peccato. Onorevole l’atteggiamento di Hester nel difendere il padre della bambina non rendendolo mai colpevole ma assumendosi le proprie colpe davanti ad un intera popolazione che a prima vista può sembrare perfetta ma proseguendo si svela poco corretta e piena di segreti.
Ho trovato davvero molto interessanti e scorrevoli le parti in cui venivano descritte le sensazioni dei personaggi: è stato un buon libro e credo che Nathaniel Hawthorne abbia espresso con le migliori parole il modo di vivere, i pensieri e le emozioni di quell’epoca.

Federica Lobascio

8 gennaio 2014

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 00:44
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“Credevo ti guardassi da che parte ti pende”: tutto ha inizio da questa spiacevole affermazione da parte della moglie verso il protagonista di questo libro, Vitangelo Moscarda. Vitangelo si rende conto di essere visto dalla gente in modo diverso da come si è sempre visto lui allo specchio e decide così di dare una svolta alla propria vita, cambiandola radicalmente. In questo modo crede di trovare il vero sè. Questo cambiamento lo porterà a compiere azioni che prima di quel momento avrebbe ritenuto contro la sua natura; per di più il suo nuovo modo di vivere lo porterà ad essere ritenuto pazzo da parte della comunità: anche la moglie sarà cosi stufa dei sui atteggiamenti che deciderà di andarsene.
E’ diviso in otto libri a loro volta divisi in sette capitoletti all’incirca, che aiutano il lettore ad una lettura più piacevole e leggera. Alla fine ho trovato molto significativo e profondo il titolo che in tre semplici parole racchiude tutta la storia.

Federica Lobascio

26 dicembre 2013

L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE, di Gustave Flaubert

Filed under: Federica Lobascio — artistico Buniva @ 18:11
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Il libro è tutto incentrato su Frédéric Moreau, un giovane mandato dalla madre su un battello diretto verso Le Havre. Tutto avrà inizio su questa barca dove il giovane conoscerà una donna, Madame Arnoux, di cui si innamorerà.  Scambierà con lei poche parole e alcuni sguardi che segneranno il resto della sua vita. “Fu come un’apparizione. Lei  sedeva, in mezzo alla panchina, sola; o così gli parve, abbacinato com’era dalla forte luminosità dello sguardo di lei. Nel mentre passava lei alzò  la testa, lui inclinò  involontariamente le spalle, e, quando si fu messo più lontano, dallo stesso lato, la guardò.”  I due amanti non troveranno però il modo di stare insieme a causa delle circostanze e delle diverse mentalità. Frédéric si trasferirà poi a Parigi per seguire l’università e gli studi, lì incontrerà un vecchio amico e avrà delle relazioni con delle donne ma purtroppo gli si ripresenterà davanti l’immagine della sua vecchia passione con cui dovrà fare i conti. Da qui il titolo “L’educazione sentimentale”, che rimanda ai modi di rapportarsi alle diverse mentalità sentimentali delle donne.
Molto intrigante e passionale: inconsapevolmente porta il lettore ad una particolare curiosità nel leggere il racconto.

Federica Lobascio             

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