ROMANZI 2.0

22 dicembre 2014

RITRATTO DI SIGNORA, di Henry James

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:24
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Pubblicato nel 1881,”Ritratto di signora” è un romanzo di Henry James che tratta di una giovane fanciulla americana trasferitasi in Europa, dapprima nel Regno Unito e in seguito in Italia, alla straordinaria ricerca della felicità. Rifiuta con grande decisione due interessanti proposte di matrimonio e si arricchisce grazie ad un’abbondante eredità lasciata dallo zio. In seguito cadrà in trappola sposando un ricco snob in cerca di denaro il quale porterà nella povera Isabel tanta infelicità e solitudine.
Nel romanzo troviamo fusioni di culture, forti emozioni e conoscenze estese in ogni campo.
L’ho trovato un buon libro, ricco di avvenimenti. Mi è piaciuto molto in quanto presenta la particolare mentalità di una giovane ed affascinante donna ferma sui suoi passi.

Debora Banchio

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:16
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“Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1947, e tratta della guerra partigiana in Liguria, durante la Seconda Guerra Mondiale,  in cui Pin, il protagonista, si ritrova coinvolto nel periodo della fanciullezza. La sua reputazione è tutt’altro che positiva e peggiora nel momento in cui, a causa di un furto, finisce in prigione. Una volta evaso, ruba una pistola ad un soldato tedesco in visita alla sorella, per poi nasconderla nel suo segretissimo luogo preferito: un sentiero in cui i ragni sono soliti fare i nidi. Nascondendosi, conosce un ragazzo di nome Cugino, un partigiano con cui stringerà una grande amicizia che colmerà il vuoto lasciato dal padre.
L’ho trovato un romanzo davvero piacevole in quanto aiuta a riflettere sui rapporti di amicizia e fratellanza resi ancor più complicati dal periodo storico affrontato.

Debora Banchio

IL BARONE RAMPANTE, di Italo Calvino

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 01:00
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“Il barone rampante” è un romanzo di Italo Calvino scritto tra il 1956 e il 1957 ed è ambientato nella Liguria del XVIII secolo. Racconta di un nobile ragazzo che, per un capriccio, sale su un albero decidendo di non scendere più. Così il giovane trascorre l’intera vita piena di avventure senza mai toccare il suolo. Trattando un argomento scherzoso (un semplice dispetto infantile), l’autore vuole far capire che una persona, se pur di distinto stato sociale, può non sentirsi a suo agio e desiderare di vivere distante dalla vita mondana.  Questi argomenti scritti in un linguaggio di facile comprensione, seppur espressi in modo esplicito e scherzoso, fanno riflettere e  invitano allo sviluppo di una personalità ricca e unica in ognuno di noi.
L’ho trovato davvero molto interessante e piacevole, anche per la numerosa presenza di metafore che lasciano nel lettore una impronta profonda.

 Debora Banchio

18 dicembre 2014

FURORE, di John Steinbeck

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 12:38

Furore è un romanzo di John Steinbeck che tratta le vicende della famiglia Joad, coltivatori  in cerca di fortuna che decidono di intraprendere un lungo viaggio verso la costa occidentale dell’America (più precisamente in California) alla ricerca di lavoro, di ricchezze e di uno stile di vita migliore. Durante il viaggio sono molti gli inconvenienti che avvengono e al momento dell’arrivo, le aspettative della famiglia crolleranno decisamente poichè la visione immaginata non rispecchia con la realtà.
Questo racconto ci apre gli occhi mostrandoci una vera e propria società in cambiamento poichè nonostante i personaggi non siano così fortunati nel riuscire nelle imprese in cui si lanciavano, riescono a non perdere mai la speranza vedendo uno spicchio di luce anche in mezzo al buio più profondo.
La scrittura è facilmente comprensibile e facilita il modo in cui Steinbeck si approccia a certi argomenti di peso notevole. Fa riflettere sulle tematiche  della società americana degli Anni Trenta. Di per se l’ho trovato un bel libro, di piacevole lettura.

Debora Banchio

23 febbraio 2014

IL LUPO DELLA STEPPA, di Hermann Hesse

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 23:45
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E’ un romanzo molto particolare, in cui viene trattato il tema della doppia personalità, sempre in conflitto l’una con l’altra e incapaci di creare un’alleanza tra esse.
Harry il protagonista è appunto afflitto da questo sdoppiamento: una personalità in quanto uomo, molto distaccata dal mondo, solitaria ed indipendente, ed un’altra da lupo, che ha istinti caratteristici del genere animale e lo rende libero e selvaggio.
Il romanzo ha una struttura piuttosto complessa in quanto il linguaggio non è di semplice comprensione.

In generale il libro non è stato troppo di mio gradimento perchè la storia in se non mi ha entusiasmata particolarmente.

Debora Banchio

4 gennaio 2014

CENT’ANNI DI SOLITUDINE, di Gabriel García Márquez

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 23:13
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Cent’anni di solitudine è un romanzo ambientato in un mondo da favola, in cui le vicende che si susseguono appaiono singolari, quasi uniche, difficili da spiegare e a volte anche da comprendere; il linguaggio è molto particolare e presenta una terminologia con riferimenti lessicali alla lingua spagnola poiché l’autore è originario della Colombia, luogo in cui ambienta appunto il proprio racconto. La narrazione è basata sulle vicende della famiglia Buendía, continuamente colpita da avvenimenti inaspettati, che lasciano il lettore perplesso ad ogni pagina, nel tentativo disperato di ricollegare tutti i pezzi del puzzle poiché nemmeno in un solo istante cessano le disavventure.
Questo romanzo mi è piaciuto molto in quanto il susseguirsi delle azioni è sempre riuscito a farmi continuare a leggere per poter vedere come realmente le vicende terminavano, spesso e volentieri con un finale inaspettato, lasciandomi sempre stupita e carica di nuove emozioni.

Debora Banchio

22 dicembre 2013

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 16:12
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“La luna e i falò” è l’ultima testimonianza scritta di Cesare Pavese; il racconto racchiude in se svariate tematiche che rendono probabilmente la lettura un po più pesante, ma è comunque un libro che consiglierei poichè fa riflettere molto sulle condizioni sociali, economiche e disastrose dei cittadini piemontesi vissuti nel periodo delle Grandi Guerre Mondiali.

Il narratore, nonchè protagonista del romanzo, è soprannominato Anguilla, il quale, come io-narrante, racconta le motivazioni del suo ritorno in terra natìa (ovvero le vicine Langhe piemontesi) dalla lontana America (emigrato appunto a causa della guerra). Egli apre il suo racconto dall’inizio delle sue origini, ovvero da quando la mamma lo abbandonò. La narrazione è accompagnata da un tono piuttosto nostalgico e triste poichè il protagonista tenta disperatamente di aggrapparsi ai pochi bei ricordi dell’età fanciullesca. Il  peggior nemico di Anguilla è appunto lo scorrere del tempo: egli non ha intenzione di liberarsene o per lo meno, fatica molto nel compiere quest’azione. Andando avanti con il racconto si affrontano tematiche dolorose in quanto alla fine egli sarà costretto a fare un confronto con la realtà che gli sta attorno per farsi una definitiva ragione dei cambiamenti inevitabili che il tempo causa.

Debora Banchio

2 novembre 2013

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Debora Banchio — artistico Buniva @ 18:22
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Questo libro, che tratta la vita e la morte di Mattia Pascal, pur non essendo propriamente il genere di romanzo che leggo io, ha soddisfatto abbastanza le mie aspettative. La storia tratta di Mattia che, leggendo sul giornale che un cadavere ormai irriconoscibile era stato trovato nei pressi della sua dimora, si fa passare per morto, potendo così ricominciare una nuova vita lontano dalla famiglia e dal piccolo paese ligure in cui viveva. Il nuovo Mattia, camuffatosi in Adriano Meis, spera di trovare più fortuna e felicità, ma sembra perseguitato dalla cattiva sorte.
Nemmeno mascherandosi riuscirà mai nelle sue imprese; questo fattore evidenzia appunto la questione del destino che ci guida sempre, anche nelle piccole faccende quotidiane. Mai e poi mai riusciremo ad essere sinceri con noi stessi se prima non lo siamo nella società in cui viviamo, la quale non riesce nemmeno ad accettarci sotto le maschere che quotidianamente ognuno di noi indossa per tentare di essere migliore. Il riferimento può valere sia ai giorni nostri, sia ai tempi descritti nel libro. La circostanza che risulta più chiara è quanto sia assurda ed imprevedibile la vita.

Debora Banchio

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