ROMANZI 2.0

15 dicembre 2016

I PROMESSI SPOSI, di Alessandro Manzoni

Filed under: Andrea Papale — artistico Buniva @ 12:16
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I Promessi Sposi è indubbiamente uno tra i romanzi italiani più conosciuti e  studiati di tutti i tempi. Leggerlo per me è stato quasi come un viaggio nel tempo addietro di molti secoli. Lo scrittore infatti ci parla del ‘600 (che è appunto il periodo del romanzo) usando molta accuratezza , parlando anche di usi e costumi del tempo. Ci mette molta umanità raccontando di tragedie, carestie e peste. Manzoni non parla solo di storia ma anche di amore, intrighi, redenzione e altro. La trama si incentra sul tentativo di far sposare i due protagonisti, Renzo e Lucia (che sono i promessi sposi che danno nome al libro). Ma una serie di sfortunati eventi li terrà separati per molto tempo e si rincontreranno solo alla fine del libro. Molti pensano che sia l’amore tra Renzo e Lucia il tema principale del romanzo, ma lo scopo dell’autore è di trasmettere qualcosa che solo leggendo bene il romanzo possiamo capire: l’amore verso gli altri, l’amore per ciò che è giusto, la carità e l’ingiustizia della povertà, della corruzione, della codardia, della guerra. Ciò che mi ha più colpito dello stile di Manzoni è la sua grande umanità: nel suo romanzo ci fa capire chiaramente che anche colui che ha commesso molti peccati nella sua vita può ritrovare la strada verso la luce grazie alla redenzione come l’Innominato oppure Fra Cristoforo.

Manzoni scrive con molta maestria: si capisce molto dalle descrizioni storiche che è uno che ha studiato molto, ma secondo me in molte parti del romanzo si sofferma troppo facendo delle “pause di riflessione” su argomenti che si allontano dalla trama; alcuni dialoghi tra i personaggi sono noiosi; è seccante dover saper la storia di ogni singolo personaggio.
Sono molte le pagine con cui parla di certi argomenti, importanti dal punto di vista storico ma che ci allontanano da ciò che accade ai personaggi principali.
Un libro per me deve parlare del contesto generale ma senza esagerare e deve incentrarsi sulla trama principale. Riassumendo, questo è un libro che deve essere  letto almeno una volta nella vita, perché è un pezzo di storia della letteratura e per i valori che ci trasmette, ma per i giovani può essere poco scorrevole per queste “pause di riflessione” che l’autore ci propone.

Andrea Papale

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