ROMANZI 2.0

3 febbraio 2017

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Letizia Brunetto — artistico Buniva @ 12:55
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Siddharta è un libro con un notevole peso spirituale. Di questo libro mi ha stupito il concetto spirituale, a volte quasi filosofico, che guida il protagonista. Ciò che ho trovato interessante è il discorso finale che il protagonista rivolge all’amico d’infanzia Govinda; egli in questo frangente esplicita il suo pensiero secondo il quale ogni cosa materiale racchiude al suo interno sia il “bene” che il “male”. Siddharta dice infatti che in ogni uomo in realtà è presente Buddha ma solamente chi riesce a cogliere la vera essenza del proprio Io acquisisce tale consapevolezza, tanto da poterne fruire nella vita quotidiana. Con ciò egli vuole esplicitare come le cose non si trasformino ma più semplicemente siano. Tutto ciò Siddharta lo ha fatto suo attraverso il pensiero ed il ragionamento, che ha avuto come “spirito guida” il rumore dell’acqua del fiume. Egli sostiene infatti che nel momento esatto in cui si riescono a sentire tutte quante le “voci” del fiume insieme, senza che esse siano più distinguibili singolarmente, in quel preciso istante si può ascoltare l’Om, la perfezione. Legato al fiume vi è poi un altro pensiero, secondo me, strettamente filosofico che parla di come le cose (in questo caso l’acqua del fiume) siano coinvolte da un cambiamento continuo; infatti l’acqua che noi vediamo sembra sempre la stessa ma cambia incessantemente senza poter mai essere “l’acqua precedente”; teoria  che era sostenuta dal filosofo greco Eraclito.
Questi pensieri che Siddharta sviluppa fanno sì che egli riesca a raggiungere l’obbiettivo che aveva sin da ragazzo, ovvero riuscire a comprendere ed in parte scovare il proprio Io interiore.
Ultima cosa che mi ha fatto riflettere particolarmente è come egli definisca la differenza tra ‘cercare’ e ‘trovare’, sostenendo che nel ‘cercare’ le persone siano concentrate solamente sul proprio obbiettivo mentre quando si è intenti a ‘trovare’ si è concentrati sull’aspetto generale delle cose e quindi si presti attenzione a tutto quanto. Credo che il protagonista si sia accorto di questa differenza durante il suo cammino spirituale poiché da ragazzo egli aveva come priorità il raggiungimento dell’obbiettivo mentre invecchiando ha saputo guardare la realtà del mondo nel suo insieme.

Letizia Brunetto

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