ROMANZI 2.0

18 dicembre 2014

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Sara Obinu — artistico Buniva @ 00:08
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La storia ha inizio quando un giovane capitano, Robert Walton, dopo aver ereditato un ingente somma di denaro decide di intraprendere un viaggio spingendosi oltre il polo e circumnavigando l’intero globo, ma viene fermato quando ormai era giunto al polo, da enormi lastre di ghiaccio.  Dopo alcuni giorni il suo equipaggio scorge tra la lunga e sperduta distesa bianca un essere ignoto, quasi mostruoso che poco dopo scompare nel nulla. Il giorno seguente si presenta a bordo di una slitta un uomo, che viene fatto salire a bordo della nave e si presenta come il dottor  Victor Frankenstein. Da qui inizia questa misteriosa storia. Il giovane dottore inizia a raccontare della sua vita, della sua infanzia felice trascorsa in Svizzera ma che viene improvvisamente traumatizzata dalla morte della madre. Victor da sempre appassionato dalle letture e dalle scienze inizia ad elaborare dentro di sé un sogno creatosi dopo la grande perdita, fino a quando  compie realmente i primi esperimenti su corpi in decomposizione. Il suo desiderio era di ricreare dalla materia ormai non più vivente un essere, un umano, in grado di vivere e di ragionare, con uno stato di salute perfetto, ma il grande errore del dottor Frankenstein fu quello di creare un essere sì in grado di vivere, ma dall’aspetto mostruoso e disarmonico e dalla forza brutale. Lo stessoFrankenstein spaventato e disgustato dalla creatura che aveva creato con le sue stese mani lo abbandona al suo destino e una notte buia e fredda l’essere scappa via portando con sé tutto ciò per cui l’uomo aveva lavorato una vita: il suo diario con appunti e bozzetti, frutto dei suoi lunghi studi ed esperimenti.
Dopo una serie di sconcertanti eventi, la storia inizia a prendere una strada parallela e si riconduce al capitano Walton. La storia è ricca di dettagli e colpi di scena ma essenzialmente si basa su una morale che ancor oggi incide su ognuno di noi: basare il proprio giudizio eil proprio pensiero sull’aspetto esteriore, senza guardare cosa c’èin realtà dentro ognuno di noi. Questo è quello che ho appreso dalla lettura di questo romanzo, affascinante ma in alcuni piccoli tratti forse noioso o scontato.

 Sara Obinu

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