ROMANZI 2.0

5 gennaio 2014

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Filed under: Francesca Ribet — artistico Buniva @ 21:52
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Questo romanzo è la continuazione del primo libro di Mark Twain intitolato “Le avventure di Tom Sawyer”. Nonostante ciò, si comprende facilmente la trama della narrazione pur non avendo letto il primo. Il libro è scritto in prima persona, raccontato dal protagonista, facendo diventare il romanzo una sorta di diario al quale il ragazzo racconta le sue avventure. A rafforzare l’idea del diario sono i numerosi errori formali e grammaticali che si riscontrano durante la lettura, soprattutto nel gestire i tempi verbali, nonchè il lessico tipico di un ragazzino di 12-13 anni, privo di termini complessi. Questo però non influenza negativamente la lettura, anzi, permette al lettore di immedesimarsi maggiormente nel protagonista e, dunque, di vedere il mondo dal punto di vista di un ragazzo. Compaiono raramente descrizioni dettagliate, sia per quanto riguarda l’ambientazione, sia per i personaggi, che al massimo riempiono due o tre righe. Il romanzo, infatti, racconta le azioni del protagonista, proprio com’è d’abitudine nei ragazzini quando si cimentano nel raccontare le loro avventure. Questa caratteristica rende il libro più incalzante, e la voglia di continuare la lettura diventa sempre più forte andando avanti con i capitoli.

Sono rimasta colpita dall’intelligenza e dall’astuzia del protagonista: testardo, convinto delle proprie azioni, ma allo stesso tempo generoso e sensibile. Huck non ha affatto un’infanzia felice, e nonostante ciò non ha nessuna intenzione di arrendersi. Dall’inizio alla fine del romanzo non esita neanche un istante per tornare indietro, ma, al contrario, mette in gioco addirittura la sua stessa vita pur di riuscire a raggiungere i suoi obbiettivi. È dunque un esempio per tutti, adulti e bambini.

Il romanzo tratta temi che sicuramente suscitano numerose riflessioni, come il razzismo e la compravendita di gente di colore: persone guardate dall’alto in basso dalla società americana di quegli anni (periodo precedente all’abolizione della schiavitù). In questo, il protagonista si distingue dalla massa, aiutando e diventando amico di Jim, uno schiavo domestico di colore.
Un altro tema presente nel libro è il maltrattamento dei minori. Spesso, il povero Huck è picchiato e bastonato dal padre, ma nessuno mai cerca di difendere il ragazzo e di mettere fine ai maltrattamenti. Ciò significa che anche questo era, purtroppo, molto diffuso. Fortunatamente, il romanzo presenta anche temi positivi, che rispecchiano soprattutto le caratteristiche del protagonista, come l’audacia, la generosità, il rispetto del prossimo e l’amicizia.

Francesca Ribet

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