ROMANZI 2.0

29 dicembre 2013

SE QUESTO E’ UN UOMO, di Primo Levi

Filed under: Virginia Giovani — artistico Buniva @ 22:54
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“Questo mio libro, in fatto di particolari atroci, non aggiunge nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo [..] potrà piuttosto fornire nuovi documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano”
[dalla Prefazione del libro]

L’opera di Levi non è semplicemente un documento storico. Il libro si presenta come la “Bibbia della memoria collettiva”. Benché solitamente non mi piaccia farlo sono fortemente convinta che bisognerebbe rileggere il testo di Levi periodicamente. In primo luogo perché con il tempo si colgono in maniera più profonda, o comunque diversa, certi aspetti o certe affermazioni. In secondo luogo il documento è uno dei più analitici e, allo stesso tempo discorsivi,  che trattino l’argomento della deportazione. Scritto senza omissioni, grazie all’esperienza diretta che aveva imposto a Levi una completa sincerità verso i lettori e verso sé stesso.
Infine trovo che questo libro sia la migliore rappresentazione dell’importanza della Storia. Sovente si sente minimizzare la Storia come qualcosa di strettamente legato alle date e ai personaggi, ma il suo ruolo fondamentale è il riscontrare quanto essa sia simile e ciclica. Bisognerebbe comprenderla per evitare tensioni sociali, economiche, politiche e disastri naturali. Il concetto teorico magari c’è ma l’attuazione è ancora distante. Levi, con il suo libro, ha reso veramente tangibile la necessità di imparare dai propri errori che ha l’uomo moderno. Quindi quella che segue non è una semplice citazione ma la ripetizione di un concetto già proposto da Levi: non dimenticare.

Virginia Giovani

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947)

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