ROMANZI 2.0

31 maggio 2009

IL PROCESSO, di Frank Kafka

Filed under: Morena Amparore — artistico Buniva @ 14:41
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Questo libro tratta di un tema angoscioso: di un uomo, Josef K., accusato di una colpa non commessa, cioè di non aver vissuto fino in fondo la vita ed essersi lasciato trasportare dalla “vita terrena”. Come tutti gli uomini, lasciati al proprio destino, se non ammettono le loro colpe, diventano anche colpevoli di azioni non commesse.

K. viene arrestato e giudicato colpevole per un atto non compiuto. K cerca sostegno e aiuto tra le persone che lo circondano, senza ottenere risultati.
Si trova ad affrontare interrogatori in situazioni stranissime, in tribunali dentro casa del giudice, con persone sedute a terra, in gruppi, pronti a giudicarlo. Lui, nel tentativo di discolparsi, parla del modo in cui l’hanno trattato e accusato ingiustamente, con risposta dei presenti con applausi. A lui sembrava una presa in giro per renderlo colpevole di un’azione non commessa.

Ci sono anche altri episodi dove il desiderio di libertà di Josef viene esplicitato dalla moglie del giudice, corrompendolo con l’invito a diventare il suo amante; come una persona che nella vita comune aiuta con l’inganno, col tentativo di corruzione, com’è anche presente nelle accuse contro le guardie, bastonate dal Picchiatore, poichè K. aveva fatto il loro nome al giudice. Essi sono vittime non colpevoli, come uomini che tentano di aiutare una vittima ma che vengono considerate complici delle azioni di questi. K. aiuta le guardie corrompendo il Picchiatore per liberarli, come un “accusato” che si toglie dei punti a suo vantaggio per darli alle altre vittime, considerate suoi complici.

C’è poi l’arrivo dei due Signori a casa di K. che lo prelevano e lo portano con loro. All’inizio sono loro a condurre il colpevole, ma poi diventa K. la guida del gruppo. Camminano per la strada e lungo il tragitto incontrano un poliziotto che li insegue; scappano e si rifugiano in una caverna che per Josef diventerà  la fine, accoltellato al cuore.

La sua ultima visione è un uomo affacciato alla finestra: “Chi era? Uno che voleva aiutarlo? Ce n’era uno solo? O lo volevano tutti? Un aiuto era ancora possibile?……e fu come se la vergogna dovesse soppravvivere”.

Morena Amparore

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1 commento »

  1. Per favore, riguarda la sintassi… ci sono dei periodi difficilmente comprensibili

    Commento di robertoferraris — 31 maggio 2009 @ 14:42 | Rispondi


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