ROMANZI 2.0

3 febbraio 2017

LA CERTOSA DI PARMA, di Sthendal

Filed under: Sonia De Nardi — artistico Buniva @ 13:02
Tags: ,

Il romanzo racconta le avventure del giovane Fabrizio del Dongo, sullo sfondo dell’Italia della Restaurazione. Fin da piccolo Fabrizio presenta un animo ribelle e con poco interesse per lo studio, cosa non gradita per un componente di una famiglia nobile (Fabrizio era il figlio secondogenito, illegittimo a sua insaputa, del marchese del Dongo).Una volta cresciuto mantenne il suo animo ribelle e i suoi ideali di libertà, incentivati anche dai numerosi racconti su Napoleone, sotto il quale si arruolerà per un certo periodo. Nella sua fuga a causa delle accuse di tradimento mosse da suo fratello (il marchese del Dongo e il primogenito Ascanio sono dei conservatori convinti  del governo austriaco) il giovane si troverà più volte nei guai e sarà arrestato e rinchiuso nelle carceri della cittadella parmense Qui incontrerà Clelia Conti, della quale si innamorerà. L’amore tra i due sarà ostacolato dalla zia di Fabrizio, la contessa Pietranera, che da sempre nutre un forte sentimento per il nipote non ricambiato, nonchè dal padre di Clelia che ha già promesso la figlia al marchese Crescenzi. La ragazza decisa a non tradire la sua famiglia per scappare con Fabrizio, accetta il matrimonio combinato, e il giovane distrutto dal dolore decide di prendere i voti. Nonostante i ripetuti momenti di lontananza, alcuni dei quali durarono anche anni, i due ritrovarono sempre la reciproca passione, dalla quale nascerà un figlio, Sandrino, alla morte del quale  la madre lo seguirà. Dopo questo fatto Fabrizio si ritirerà nella Certosa di Parma dove morirà dopo solo un anno.  Appena ricevuta la notizia della morte del nipote, la contessa Pietranera, ormai divenuta la Mosca,  non gli sopravvive che pochissimo tempo.

Stendal nella stesura del romanzo non lesina numerose descrizioni della società di quel tempo, ma il tutto è strettamente collegato da un lessico scorrevole e non complicato da comprendere.

Sonia De Nardi

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Filed under: Letizia Brunetto — artistico Buniva @ 12:55
Tags: ,

Siddharta è un libro con un notevole peso spirituale. Di questo libro mi ha stupito il concetto spirituale, a volte quasi filosofico, che guida il protagonista. Ciò che ho trovato interessante è il discorso finale che il protagonista rivolge all’amico d’infanzia Govinda; egli in questo frangente esplicita il suo pensiero secondo il quale ogni cosa materiale racchiude al suo interno sia il “bene” che il “male”. Siddharta dice infatti che in ogni uomo in realtà è presente Buddha ma solamente chi riesce a cogliere la vera essenza del proprio Io acquisisce tale consapevolezza, tanto da poterne fruire nella vita quotidiana. Con ciò egli vuole esplicitare come le cose non si trasformino ma più semplicemente siano. Tutto ciò Siddharta lo ha fatto suo attraverso il pensiero ed il ragionamento, che ha avuto come “spirito guida” il rumore dell’acqua del fiume. Egli sostiene infatti che nel momento esatto in cui si riescono a sentire tutte quante le “voci” del fiume insieme, senza che esse siano più distinguibili singolarmente, in quel preciso istante si può ascoltare l’Om, la perfezione. Legato al fiume vi è poi un altro pensiero, secondo me, strettamente filosofico che parla di come le cose (in questo caso l’acqua del fiume) siano coinvolte da un cambiamento continuo; infatti l’acqua che noi vediamo sembra sempre la stessa ma cambia incessantemente senza poter mai essere “l’acqua precedente”; teoria  che era sostenuta dal filosofo greco Eraclito.
Questi pensieri che Siddharta sviluppa fanno sì che egli riesca a raggiungere l’obbiettivo che aveva sin da ragazzo, ovvero riuscire a comprendere ed in parte scovare il proprio Io interiore.
Ultima cosa che mi ha fatto riflettere particolarmente è come egli definisca la differenza tra ‘cercare’ e ‘trovare’, sostenendo che nel ‘cercare’ le persone siano concentrate solamente sul proprio obbiettivo mentre quando si è intenti a ‘trovare’ si è concentrati sull’aspetto generale delle cose e quindi si presti attenzione a tutto quanto. Credo che il protagonista si sia accorto di questa differenza durante il suo cammino spirituale poiché da ragazzo egli aveva come priorità il raggiungimento dell’obbiettivo mentre invecchiando ha saputo guardare la realtà del mondo nel suo insieme.

Letizia Brunetto

JANE EYRE, di Charlotte Bronte

Filed under: Francesa Capuano — artistico Buniva @ 12:49
Tags: ,

La protagonista è appunto Jane Eyre . Tutto inizia quando la ragazza è ancora una bambina orfana e viene accolta in un orfanotrofio, dopo essere stata per un certo periodo dagli zii. Nella scuola ci sono molti problemi tra cui la diffusione del tifo . In questa scuola si appassiona però all’insegnamento e dopo gli studi diventa l’insegnante della figlia dei Rochester. Qua si innamora. La storia avrà numerose turbolenze ma alla fine il signor Rochester le chiederà la mano. Si scopre però che era già sposato con una donna di nome Bertha. Jane se ne va ma tornerà quando alla morte di Bertha il signor Rochester rimarrà cieco e potranno sposarsi . In questo libro viene data una particolare importanza alla figura della donna, nonostante il periodo in cui è ambientato.

Francesca Capuano

JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Filed under: Asja Femia — artistico Buniva @ 12:39
Tags: ,

Questo romanzo è un’autobiografia in prima persona che tratta della vita della protagonista, Jane Eyre. Le vicende si svolgono in alcuni paesini dell’Inghilterra del 1820. La narrazione comincia con una tipica giornata inglese, piovosa, buia e umida. Jane era ancora una bambina, intenta a leggere un libro nella grande biblioteca della zia Reed, la tutrice legale. La piccola è orfana di entrambi in genitori e, al momento della morte del padre, la sua custodia fu affidata alla sorella di lui, una donna scorbutica, piena di gelosia e di odio. Jane non fu mai trattata con rispetto e all’età di otto anni fu mandata in collegio. Lì imparerà a scrivere, a dipingere, a suonare e a lavorare a maglia; imparerà l’umiltà e i valori umani. All’età di diciotto anni deciderà di cercare lavoro e ne troverà uno ben retribuito come istitutrice di una bambina benestante. Al momento del suo trasferimento alla villa di famiglia, ne conoscerà il proprietario. Questo incontro sarà l’incipit di una serie di fortunati e sfortunati eventi che caratterizzeranno la vita di Jane.

Lo stile di scrittura della Brontë è un’alternanza di momenti descrittivi, di ambienti e personaggi, e di sequenze dialogiche e narrative. La scrittrice approfondisce l’evoluzione della protagonista sia dal punto di vista emotivo che da quello morale e sentimentale, nel corso di tutta la durata del romanzo. Questo romanzo mi è piaciuto molto perché ha una trama particolarmente avvincente; un dedalo di avvenimenti che sfiorano l’impossibile ma che restano credibili e molto interessanti. A parer mio, la fine è completamente inaspettata ma al contempo dolce, romantica e appagante. 

Asja Femia

15 dicembre 2016

I PROMESSI SPOSI, di Alessandro Manzoni

Filed under: Andrea Papale — artistico Buniva @ 12:16
Tags: ,

I Promessi Sposi è indubbiamente uno tra i romanzi italiani più conosciuti e  studiati di tutti i tempi. Leggerlo per me è stato quasi come un viaggio nel tempo addietro di molti secoli. Lo scrittore infatti ci parla del ‘600 (che è appunto il periodo del romanzo) usando molta accuratezza , parlando anche di usi e costumi del tempo. Ci mette molta umanità raccontando di tragedie, carestie e peste. Manzoni non parla solo di storia ma anche di amore, intrighi, redenzione e altro. La trama si incentra sul tentativo di far sposare i due protagonisti, Renzo e Lucia (che sono i promessi sposi che danno nome al libro). Ma una serie di sfortunati eventi li terrà separati per molto tempo e si rincontreranno solo alla fine del libro. Molti pensano che sia l’amore tra Renzo e Lucia il tema principale del romanzo, ma lo scopo dell’autore è di trasmettere qualcosa che solo leggendo bene il romanzo possiamo capire: l’amore verso gli altri, l’amore per ciò che è giusto, la carità e l’ingiustizia della povertà, della corruzione, della codardia, della guerra. Ciò che mi ha più colpito dello stile di Manzoni è la sua grande umanità: nel suo romanzo ci fa capire chiaramente che anche colui che ha commesso molti peccati nella sua vita può ritrovare la strada verso la luce grazie alla redenzione come l’Innominato oppure Fra Cristoforo.

Manzoni scrive con molta maestria: si capisce molto dalle descrizioni storiche che è uno che ha studiato molto, ma secondo me in molte parti del romanzo si sofferma troppo facendo delle “pause di riflessione” su argomenti che si allontano dalla trama; alcuni dialoghi tra i personaggi sono noiosi; è seccante dover saper la storia di ogni singolo personaggio.
Sono molte le pagine con cui parla di certi argomenti, importanti dal punto di vista storico ma che ci allontanano da ciò che accade ai personaggi principali.
Un libro per me deve parlare del contesto generale ma senza esagerare e deve incentrarsi sulla trama principale. Riassumendo, questo è un libro che deve essere  letto almeno una volta nella vita, perché è un pezzo di storia della letteratura e per i valori che ci trasmette, ma per i giovani può essere poco scorrevole per queste “pause di riflessione” che l’autore ci propone.

Andrea Papale

L’ARCOBALENO, di David Herbert Lawrence

Filed under: Matteo Isoardi — artistico Buniva @ 12:04
Tags: ,

Il libro fu pubblicato nel 1915. Parla della vita in una parte dell’Inghilterra e di una specifica famiglia, i Brangwen. I componenti di questa famiglia, dalla madre fino ai figli, sembra che abbiano dei problemi ad essere se stessi. Appunto per questo problema, una delle figlie si rivela essere lesbica, ma non riesce a dichiararlo apertamente perché l’epoca non lo consente.

Ho trovato questo libro molto interessante e secondo me riporta alcune situazioni di adesso, visto che da poco qui in Italia sono stati accettati i matrimoni gay. Come si può notare queste situazioni c’erano già all’epoca e continuano ad esserci e  continueranno ad esserci, fino a quando diventerà una cosa comune, bisogna solo dare tempo al tempo.

Matteo Isoardi

 

 

IL FU MATTIA PASCAL, di Luigi Pirandello

Filed under: Mattia Bricco — artistico Buniva @ 11:58
Tags: ,

Essendo stato scritto e pubblicato intorno al 1900, ho trovato il linguaggio abbastanza complicato, per il fatto che nel frattempo la lingua si è evoluta e, al giorno d’oggi, non si parla più come si parlava a quel tempo.
Mattia Pascal mi è sembrato una persona che non avesse ancora trovato un posto nel mondo anche perché era rimasto orfano da giovane. Dopo essersi fidanzato ha cominciato a vivere una vita infelice e a fare un lavoro con il quale non guadagnava molto: il bibliotecario. Decise allora di cambiare completamente vita, scappò di casa e, considerato morto per un equivoco pubblicato dai giornali, cambiò anche identità, diventando Adriano Meis. Questo cambiamento di identità sottolinea il fatto che Mattia Pascal avesse davvero voglia di ricominciare tutto da capo. Riuscì a vincere al casinò un discreta somma di denaro che gli permise di continuare il suo viaggio ancora per un po’. Dopo aver fallito miseramente decise di tornare a casa, ma al suo ritorno trovò quella che era stata sua moglie, sposata con un altro con cui aveva anche avuto un bambino.
Mattia era un personaggio che aveva problemi nel farsi degli amici, non riusciva a legare con nessuno a causa della sua personalità chiusa; era una persona che non faceva dei piani ma prendeva la maggior parte delle sue decisioni sul momento.

Mattia Bricco

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Ida Lisa Scaglia — artistico Buniva @ 11:32

Orgoglio e pregiudizio, scritto da Jane Austen verso la fine del ‘700, è stato pubblicato nei primi decenni dell’800. E’ un romanzo che narra la vita amorosa di cinque sorelle: Jane, Elisabeth (Lizzy), Mary, Catherine  (Kitty) e Lydia. Jane Bennet, la primogenita e Elizabeth (Lizzy) Bennet, la seconda figlia, sono le protagoniste, assieme al signor Bingley, un ricco vicino, e al signor Darcy, un amico aristocratico di Bingley. Il romanzo si apre con il trasferimento del signor Bingley in una tenuta vicino all’abitazione della famiglia dei Bennet a Longbourne in Inghilterra. La madre, orgogliosa del fatto, non aspetta altro che una delle figlie lo sposi per mantenere la situazione economica della famiglia. Durante lo svolgimento della storia  vengono organizzati diversi balli nei quali Lizzy conosce Darcy, Jane conosce Bingley e  Lydia il signor Wickham, un amico di Bingley. Subito Darcy si mostra antipatico e poco rispettoso verso Lizzy che appartiene a una classe sociale inferiore, invece Bingley viene apprezzato da quasi tutte le ragazze presenti. Passato un po’ di tempo, Lizzy si innamora del signor Darcy.  Dopo varie peripezie, le viene fatta una proposta di matrimonio per due volte: la prima viene rifiutata e la seconda viene accettata. Il romanzo si conclude con il matrimonio di Lizzy e Darcy.

Mi è piaciuto molto questo romanzo perché la storia è molto coinvolgente, ma soprattutto i caratteri dei personaggi, perché dimostrano di essere un po’ dalla parte dell’orgoglio e un po’ del pregiudizio. Lo consiglio vivamente a tutte le persone che si appassionano di storie d’amore.

Ida Scaglia

 

 

26 novembre 2016

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, di Jane Austen

Filed under: Rebecca Amoroso — artistico Buniva @ 01:54
Tags: ,

“Orgoglio e pregiudizio” è ambientato nell’Inghilterra dell’Ottocento, caratterizzato dalle tipiche conversazioni dei gentiluomini e gentildonne di quell’epoca quasi sempre in un contesto quotidiano, come nei salotti. Le vicende narrate spiegano in modo approfondito e interessante la società dell’800 in tutte le sue sfaccettature.

«È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie»: questa frase è l’essenza del romanzo. La storia, le vicende, i personaggi, si rifanno sempre a questa citazione riguardante il matrimonio, a partire dalla Signora Bennet e dalla sua necessità che le figlie debbano sposarsi il prima possibile, fino a Mr. Darcy e i suoi timori rispetto al matrimonio del suo migliore amico, il quale non avrebbe portato alcun vantaggio sociopolitico e, come si scoprì in seguito, personale.
Mi è piaciuto molto per la sua scorrevolezza, le frasi sono molto ben scritte e strutturate, in modo tale che la lettura risulti piacevole e leggera. La trama è avvincente; nonostante i molteplici romanzi romantici, questo è un interessante intreccio di amore, politica, orgoglio e pregiudizio.

 Rebecca Amoroso

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Bianca Angiolini — artistico Buniva @ 01:48
Tags: ,

“Il sentiero dei nidi di ragno” è la storia di un bambino orfano, Pi, il quale vive durante la Seconda Guerra Mondiale con sua sorella e passa l’infanzia immerso nel “mondo dei grandi”, tra guerra, armi e prostitute. Egli dopo essere stato in prigione per aver rubato un’arma tedesca, fugge e si trova a contatto con una brigata partigiana.
Sono affrontate due grandi tematiche: l’amicizia, accompagnata dalla guerra.
Calvino utilizza un lessico scorrevole e semplice rendendo la lettura rapida e coinvolgente, ma inserendo anche parole in lingua locale in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale e ai partigiani.

 Bianca Angiolini

13 novembre 2016

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Stefano Bertinetto — artistico Buniva @ 20:28
Tags: ,

Il libro narra delle vicende di Gatsby, un personaggio che assomiglia molto ai classici ricchi, tra feste ed alcol, ma non è oro tutto quel che luccica. Con questo intendo non solo il modo in cui si è arricchito Jay Gatsby, ovvero tramite il contrabbando, ma anche quel suo rimanere attaccato in maniera addirittura ossessiva ad una ragazza che amava e che ama ancora. Lei gli aveva promesso amore eterno, ma dopo la sua partenza per la guerra lei aveva sposato un’altro. Questo fa sì che Gatsby viva una vita infelice sempre dietro una maschera sorridente che mostra agli altri e che alimenta con la dipendenza dall’alcol e con le innumerevoli feste, che comunque non riescono a saziarlo.
Una storia piena di tradimenti e di personaggi, troppi per essere descritti in così poche pagine, nonostante alcuni siano secondari. Ad eccezione di Gatsby i personaggi non sono carismatici: un tasto dolente, accentuato ancora di più da una personalità statica, che non muta durante il racconto. Nonostante questo la trama è buona, ma la cosa migliore è il finale, nel quale si comprende che lui ha sprecato metà della sua vita per un sogno, senza neanche realizzarlo. Un finale davvero azzeccato. Non mi è particolarmente piaciuta la lettura, ma lo consiglio agli amanti dei drammi, che sapranno goderselo al meglio.

Stefano Bertinetto

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Filed under: Francesca Robasto — artistico Buniva @ 20:15
Tags: ,

La trama del libro viene raccontata dal dottor Frankenstein, il creatore del mostro, che si ritrova a dare la caccia alla sua stessa creatura. Arrivato su una barca che lo accoglie, racconta la sua storia e quella che il mostro ha raccontato a lui. Il libro incrocia quindi due storie, che si uniscono verso la fine.
Per prima viene narrata la storia di un viaggio verso il polo nord. Il narratore incontra Frankenstein, e vedendolo perso lo invita a salire sulla sua barca. Egli infatti stava dando la caccia al mostro. Salito sulla barca inizia a raccontare la sua avventura e qui inizia l’altra parte della storia.
Il racconto è principalmente narrato con la voce del mostro che narra ciò che ha vissuto. Frankenstein aveva ascoltato la storia del mostro il quale gli aveva raccontato di aver provato a integrarsi e vivere in pace con gli uomini, ma di essere stato sempre respinto a causa del suo aspetto spaventoso. Era stato rifiutato da diverse persone, in seguito aveva imparato la loro lingua e si era presentato a una famiglia che avrebbe potuto accettarlo, trovando però anche qui un rifiuto. Da allora aveva deciso di ritrovare il suo creatore, e chiedergli una compagna uguale a lui. Quest’ultimo gli aveva dato inizialmente speranze ma aveva poi rifiutato di continuare il progetto abbandonandolo a sua volta. Il mostro da quel momento aveva iniziato la sua vendetta uccidendo tutte le persone care al suo creatore: era quindi iniziata una lotta fra i due, un inseguimento che avrebbe portato alla morte di Frankenstein e del mostro.

Mi è piaciuta la trama del racconto ma penso che inizialmente non sia molto chiaro il collegamento tra le due storie. Si capiscono a fondo i sentimenti dei personaggi in particolare quello che può provare il mostro. Il racconto non ha purtroppo un finale felice ma nonostante questo penso che, nell’insieme, la storia sia bella.

Francesca Robasto

UNO, NESSUNO, CENTOMILA, di Luigi Pirandello

Filed under: Jenie Righero — artistico Buniva @ 19:45
Tags: ,

“Uno, nessuno, centomila” narra la storia di Vitangelo Moscarda, un ventottenne che dopo una aspra osservazione fatta dalla moglie, va alla ricerca di se stesso, di quel sé estraneo che lui non conosce, ma che tutti gli altri vedono. La moglie all’inizio del libro gli fa notare un particolare, cambiando così la percezione di sé che lui aveva fino a quel momento. Tormentato dal suo aspetto, ora sconosciuto, cerca di studiare se stesso allo specchio e riflette in solitudine sui pensieri che gli altri fanno su di lui, in quanto, quando si guarda, vede che quella era come un’immagine, un sogno che viveva ma non sapeva di vivere. A questo punto il protagonista mostra i primi segni di pazzia approcciandosi al suo riflesso come se fosse una persona diversa da lui. Dopo Vitangelo inizia a chiedersi se anche gli altri potessero conoscere ognuno un Moscarda diverso e inizia a comportarsi diversamente con ogni amico e concittadino così da diventare “centomila” in un unico corpo.
Trovo questo romanzo molto interessante, divertente e di facile lettura. Le riflessioni del protagonista mi hanno fatto pensare molto a quanto il nostro aspetto sia spesso considerato più importante del nostro essere e che tra corpo e mente vi è uno strettissimo legame. Spesso mi sono alzata per guardarmi allo specchio e penso che leggendo questo libro sia normale fare questo gesto. Consiglierei a tutti di leggerlo, perchè non solo è molto bello e divertente, ma esamina anche la nostra mente e ci mette alla prova quasi sfidando se stessi a riscoprirsi.

Jenie Righero

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesca Ghiano — artistico Buniva @ 17:13
Tags: ,

Il romanzo fu l’ultimo libro dell’autore, scritto e pubblicato poco prima del suo suicidio. Il racconto è ambientato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale e narra la vita povera e misera del Piemonte. La storia è narrata in prima persona da Anguilla, il protagonista, che decide di partire dall’America per ritornare nel luogo in cui ha vissuto tutta la sua infanzia, ovvero nelle Langhe. Egli fu abbandonato e adottato da una famiglia di contadini (Padrino e Virgilia). Decide di tornare, proprio per ritrovare il suo passato. Quando torna, però, nulla è più come lui ricorda.
Il romanzo non è narrato nei minimi dettagli e c’è un misto tra presente e passato. L’ho trovato interessante, con un testo difficile ma allo stesso tempo ben dettagliato. E’ molto vicino alla realtà. Mi è piaciuta molto la descrizione dei pensieri e delle riflessioni del protagonista.

Francesca Ghiano

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Filed under: Francesa Capuano — artistico Buniva @ 16:51
Tags: ,

Il romanzo narra la misera vita del Piemonte, in particolare della zona di Alba, durante la guerra. Il protagonista Anguilla ha vissuto la sua infanzia nelle Langhe e ci ritorna dopo un periodo in America. Al suo ritorno sono cambiate molte cose nel paese, però incontra Cinto e Nuto a cui racconta diversi episodi della sua vita nelle Langhe, della sua infanzia vissuta in una famiglia che lo aveva adottato e tutte le difficoltà del Piemonte. Il racconto è stato scritto e pubblicato poco prima del suicidio dell’autore e probabilmente in un periodo delicato della sua vita. Il testo l’ho trovato complicato ma molto vicino alla realtà, con un ottima descrizione di luoghi e personaggi che fanno immaginare alla perfezione la situazione.

Francesca Capuano

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Stefano Conversano — artistico Buniva @ 16:44
Tags: ,

“Il Grande Gatsby”, oltre che essere un libro è anche un dipinto della civiltà americana degli anni ’20 la cosidetta “Età del Jazz”. La vicenda principale è ambientata nel 1929, a West Egg, dove da poco si è stabilito un giovane di nome Nick Carraway (il narratore di tutta la vicenda), un agente di borsa che vive in una piccola casa a fianco della sfarzosa villa di Jay Gatsby.
Gatsby poco dopo il ritorno dalla guerra, dopo un periodo trascorso a Oxford, torna a West Egg, per riconquistare l’amore di Daisy, perduto in gioventù.
Gatsby è un personaggio molto interessante e allo stesso tempo molto sciocco, poiché non capisce che dalla partenza per la guerra sono cambiate molte cose e che Daisy ha voltato pagina sposandosi e vivendo felice con suo marito; nonostante questo Daisy è pur sempre incerta su cosa fare: se lasciare il marito con cui ha vissuto per tutto questo tempo, oppure lasciar perdere Gatsby e continuare la sua vita come se lui non fosse mai ritornato dalla Guerra.

Libro piacevole e molto scorrevole, che insegna anche una morale: che le persone con il tempo possono cambiare drasticamente e non si può sempre pretendere qualcosa dagli altri.

Stefano Conversano

6 novembre 2016

IL GRANDE GATSBY, di Francis Scott Fitzgerald

Filed under: Adele Degani — artistico Buniva @ 19:00
Tags: ,

Il Grande Gatsby è un romanzo del 1922 ambientato a Long Island (Stati Uniti), scritto da Francis Scott Fitzgerald. E’ considerato il suo romanzo migliore. Esso rappresenta al meglio “l’età del Jazz”, il grande sviluppo economico che avverrà fino al 1929, prima che gli Stati Uniti affrontino un profondo momento di  crisi.
Gatsby, protagonista della vicenda narrata, è descritto come un uomo misterioso, sospettoso e ossessionato fino dalla giovane età dalla meravigliosa e bellissima Daisy, la quale però è sposata con il ricchissimo Tom e inoltre è la cugina del narratore Nick Carraway  (la storia non è narrata in prima persona), il quale abita vicino al protagonista  e racconta la storia rendendola avvincente e invogliando il lettore a cercare di conoscere tutti i grandi misteri che circondano la vicenda.
Secondo me questo romanzo vuole rappresentare il “sogno americano” evidenziandone gli aspetti positivi e negativi e i vari punti di vista, tramite gli atteggiamenti e comportamenti che vengono attribuiti ad ogni singolo personaggio. Gatsby appunto incarna in  pieno la realizzazione del sogno: possiede moltissimi quattrini (inizialmente vi sono moltissimi dubbi sul modo in cui si sia arricchito) che gli permettono di possedere una casa smisurata e vistosa, dove organizza sontuose feste sperando nell’arrivo di Daisy, la quale  vive  dall’altra parte del molo; ma lei non si presenterà mai. Solo dopo l’invito di Nick parteciperà a una delle sue feste. Un senso di tristezza e solitudine affligge il protagonista ma il ricordo della sua giovinezza insieme a Daisy, quando i suoi sentimenti erano ricambiati, è il vero motivo per cui prova un’immensa infelicità nonostante la vita agiata. Gatsby dimostra che i soldi non fanno la felicità e la sua vita si concluderà con l’uccisione da parte del marito dell’amante di Tom e un tristissimo funerale a cui parteciperà solo l’amico fedele Nick.
Personalmente ho provato molto dispiacere per il grandissimo Gatsby perché credo che non abbia vissuto al meglio la sua vita a causa dell’incertezza di Daisy. Infatti lei rappresenta la contraddizione del “sogno americano”, perché per la maggior parte del romanzo sarà indecisa se continuare una vita infedele con l’attuale marito Tom oppure intraprendere una nuova vita con Gatsby. Alla fine del romanzo sceglierà Tom, per questo motivo penso che sia estremamente egoista. Infine, Nick Carraway dimostrerà la sua indifferenza rispetto al sogno americano, ma sarà sempre fedele a Gatsby, al punto di scrivere la sua storia.
Questo romanzo lo consiglierei sicuramente a lettori amanti del genere drammatico ma anche ai non amanti di questa tipologia di scrittura, per la sua scorrevolezza e per gli insegnamenti che trasmette.

Adele Degani

IL NOSTRO AGENTE ALL’AVANA, di Graham Green

Filed under: Martino Re Vinti — artistico Buniva @ 18:43
Tags: ,

Il romanzo incomincia con il protagonista Jim Wormold  che ha dei problemi di soldi, visto che è stato piantato dalla moglie e ha una figlia diciottenne. Quest’ultima però inizia a creagli dei problemi, perché è molto esigente in beni materiali che la maggior parte delle volte non sono necessari. Lui vuole un mondo di bene sua figlia e quindi non riesce a negargli questi vizi. Di lavoro fa il venditore di aspirapolvere in un azienda. In un giorno come un altro entra nel suo solito bar per prendersi un drink e fa un inconsueto incontro: un signore che dice di appartenere ai servizi segreti britannici. Costui, dopo una chiacchierata nei bagni del locale con Wormold, decide di arruolarlo come sotto agente. Wormold all’inizio è un po’ scettico ma poi accetta, per via dei problemi economici.
E un libro a sbalzi: più si va avanti, più diventa complicato. Le trame spionistiche sono complicate e spesso con inevitabili equivoci. Il protagonista avendo la capacità di inventarsi storie false ma di renderle verosimili, e di riuscire ad accettare una simile situazione con i servizi segreti che gli entrano in casa, riesce ad essere un personaggio accattivante per tutti i fan di lettura umoristica.

Martino Re Vinti

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Filed under: Enrico Doglio — artistico Buniva @ 18:20
Tags: ,

Questo romanzo, scritto da Cesare Pavese, è narrato in prima persona dal protagonista: Corrado, un insegnante di scienze, uomo insicuro che però matura con l’avanzamento della storia. Lui vive in una casa in collina con due donne. Durante tutto il periodo della storia è afflitto da sensi di colpa e da pensieri nostalgici. Questo romanzo è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale  e ci fa capire quanto sia terribile la guerra, la disperazione e l’influenza psicologica che emotivamente trasmette a qualsiasi persona che la vive,  indifferentemente se combatte o no. A parer mio Pavese si immedesima molto nel personaggio, facendo sì che le emozioni e gli avvenimenti che scrive siano ancor più credibili, facendo così immergere il lettore nel romanzo, che risulta piacevole alla lettura.

Enrico Doglio

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Filed under: Sonia De Nardi — artistico Buniva @ 18:07
Tags: ,

Sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, il romanzo racconta la vita di Pin, un giovane orfano che vive con la sorella, che fa la prostituta e non si prende cura di lui. Pin ha una vita disagiata, nella quale non ha nessuno a cui appoggiarsi. Infatti non riesce a trovare un amico vero, qualcuno che lo capisca e che abbia i suoi stessi interessi con il quale condividere il suo grande segreto: il posto dove fanno il nido i ragni. Si sente  distante dai ragazzini della sua età che considera troppo stupidi, ma anche dal mondo dei grandi, che hanno idee strane e pensano solo alle donne.
Nel suo viaggio Pin entrerà in una brigata partigiana dove troverà la vera amicizia.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo, perché racconta gli aspetti e le realtà della guerra come vengono vissute da un bambino, ma anche dagli adulti. Calvino utilizza un lessico semplice e comprensibile,  il racconto è continuativo e non si disperde in particolari inutili, coinvolgendo il lettore in una piacevole lettura apparentemente facile ma che esprime le dure tematiche di una società in guerra.

Sonia De Nardi

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.