Il ritorno al paese d’origine, la memoria dell’infanzia e la verifica del presente nella certezza del mutamento della vita contemporanea rispetto a quella passata sono gli elementi principali che vengono trattati nel romanzo.
”La luna e i falò”, che precede di poco il suicidio dell’autore, è ambientato principalmente nel paesino delle Langhe, Santo Stefano Belbo dove Anguilla, uomo ormai maturo emigrato per un periodo in America, ritorna laddove da bambino era stato allevato. Al suo rimpatrio, tutto gli pare mutato, tranne il paesaggio e Nuto, un vecchio amico con il quale, durante lunghi colloqui, il protagonista ripercorre il suo passato. Nella sua mente infatti tornano le immagini di un tempo, i primi amori, le prime esperienze della vita adulta, il ricordo delle notti di San Giovanni illuminate dai falò appiccati dai contadini per far festa. Al presente nuovi falò accompagnano le notti della campagna: non più fuochi accesi dai contadini, ma incendi provocati dall’ira e dalla disperazione.
Il linguaggio da Pavese utilizzato è un linguaggio popolare e scorrevole ma che al tempo stesso è determinante: non mira, infatti, a descrivere ambienti o lo svolgersi dei fatti storicamente avvenuti, ma procede in uno scavo nella memoria, cercando di trasmettere le sensazioni che aveva il protagonista di fronte alla quotidianità arretrata.
Sonia Revel