Bassani racconta nel suo libro le vicende dei Finzi-Contini. La famiglia è ebrea e siamo nella prima parte del Novecento, quindi è deducibile lo sfondo sociale che ha l’opera. Di fatto però non è la spasmodica violenza fascista il punto focale del libro. Il perno di tutto, quindi ciò che ha permesso di far diventare questo testo uno dei più rilevanti testi di letteratura del Novecento italiano, lo si può riscontrare nel tipo di libro che ha creato Bassani.
Il punto di vista è quello dell’autore-fanciullo che interagisce con la ricca famiglia ebrea del luogo. Nel parlare c’è una sorta di distacco simile a quello che si attua usando un narratore in terza persona.
Tutta la vicenda viene raccontata con imparzialità dallo scrittore che non giudica, negativamente o positivamente, i ragazzini con cui fa amicizia. Il romanzo è dunque un’annotazione dettagliata di tutto ciò che accade ad Alberto e Micol, in special modo
quest’ultima.
Non è corretto dire che la storia viene descritta, bensì osservata. Tutte le azioni sono raccontate fedelmente dal narratore in ossequioso rispetto. Tale processo è causato dal sentimento d’amore che prova il protagonista verso Micol, pulsione che diventa sempre più come una tacita forma di fedeltà verso la sua musa-fonte di stimoli. I vari temi della vita sono quindi raccontati e discussi ma tutti in maniera molto anticonformista e sempre inclini ad una certa forma di critica della nostra società odierna.
Virginia Giovani