La storia descrive il tentativo di un uomo, Victor Frankenstein, di scoprire il segreto della vita attraverso la scienza. Questa sua curiosità per le scienze a la biologia nasce da un trauma molto profondo a cui è stato sottoposto da piccolo e che lo ha portato a maturare un sogno accarezzato da tutti: ricreare artificialmente la vita.
Da Ginevra, sua città natale, parte dunque per la Germania, dove entrerà in contatto con due professori che lo aiuteranno molto nei suoi studi. In seguito, si recherà durante le notti nei cimiteri, dai quali ricaverà il materiale necessario per la sua grande opera. Ma quando la creatura “viene al mondo”, non è esattamente come lo studioso se lo aspettava: l’essere è storpio, brutto e, soprattutto, dotato di una forza sovrumana, che sfrutta per fuggire dal “padre” Victor. Quest’ultimo, in seguito, tornerà a casa, dove però, troverà ad aspettarlo la creatura, che lo ha seguito ed ha ucciso suo fratello. Dopo vari eventi, tra cui il tentativo di creare una compagna per il mostro, andato oltretutto male, Victor tenta di eliminare suo “figlio”, senza alcun risultato. Il mostro morirà in seguito suicida al Polo Nord, tormentato per tutti gli omicidi commessi.
Nel romanzo sono descritti desideri e paure che l’uomo si porta dentro all’animo sin dalla storia più antica: il sogno di poter tornare in vita e il desiderio della lunga vita, accostati però dal terrore che i morti possano tornare, in qualche modo, a tormentare il vivo, senza che questi possa difendersi dalla forza sovrumana degli altri. La Shelley, inoltre, affronta il discorso della morte ed il fatto che, per comprendere la vita, è molto importante comprendere il processo lento ma inesorabile della morte stessa.
L’opera per molto tempo fu attribuita al marito della Shelley a causa, forse, della somiglianza dello stile della donna con il coniuge, ma non solo: all’epoca, era impensabile che una donna potesse essere scrittrice: per questo Mary, in qualche modo, approfittò del nome del marito per pubblicare il suo romanzo.
Questo libro è molto interessante, non solo per ciò che viene enunciato nell’opera (riflessione sulla vita e sulla morte), ma anche perchè è una tappa importante, soprattutto per quanto riguarda il futuro delle donne, nel campo letterario: non sono più costrette ad utilizzare pseudonimi per riuscire a pubblicare i loro romanzi, ma possono tranquillamente inviarli mettendo il loro nome.
Arianna Collino