ROMANZI 2.0

15 Novembre 2009

CENT’ANNI DI SOLITUDINE, di Gabriel Garcìa Màrquez

Archiviato in: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artisticobuniva @ 01:05
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Gabriel Garcia Marquez, nato nel 1928, è uno scrittore colombiano che ha ricevuto il premio Nobel nel 1982. Questo romanzo, pubblicato nel maggio del 1967, viene considerata la seconda opera più importante in lingua spagnola dopo “Don Chisciotte de la Mancha”.

“Cent’anni di solitudine” è un romanzo che affronta nel suo insieme la fondazione e lo sviluppo di un villaggio, Macondo; che successivamente sarà teatro del tragico momento di una guerra, i cui protagonisti saranno principalmente la famiglia Buendìa. I Buendìa  furono i principali fondatori del villaggio e introdussero cose innovative per lo sviluppo di Macondo. I discendenti di questa famiglia furono molti, e portarono di generazione in generazione i nomi di Aureliano e Josè Arcadio.

A parte questo, il romanzo contiene un fatto curioso sui Buendìa: portano con sè un sortilegio che verrà scoperto successivamente dopo cent’anni di generazioni. Si può pensare che questo sortilegio sia la punizione data per il fatto che procreano dei figli tra consanguinei.

I personaggi di questo romanzo hanno caratteristiche che li accomunano, in particolare la famiglia Buendìa, i quali sono soliti stare in solitudine. La narrazione di per sè sembra abbastanza fiabesca per  questa anomalia che separa i componenti della famiglia Buendìa dalla realtà che sembra non coinvolgerli del tutto.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

A CIASCUNO IL SUO, di Leonardo Sciascia

Archiviato in: Sonia Revel — artisticobuniva @ 00:56
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“A ciascuno il suo” è un romanzo giallo che è stato scritto da Leonardo Sciascia e pubblicato nel 1966. Il romanzo inizia con il signor Arturo Manno, farmacista di un piccolo paese della Sicilia, il quale riceve una lettera anonima con minacce all’interno. Sul foglio c’era scritto che dovrà morire per quel che ha fatto. Lui, pur essendo un brav’uomo, calmo e di buone maniere, morirà come previsto dalla carta da lui ricevuta. A completare il duplice omicidio vi è anche la morte del Dottor Roscio, suo compagno di lavoro. Il vero protagonista del romanzo è il professor Laurana, il quale si cimenta per risolvere questo duplice caso. Questa indagine, l’autore la rende molto coinvolgente, facendo interessare chi legge e incentivandolo nella lettura del libro. Questa dote di rendere partecipe il lettore rende il romanzo molto piacevole e affascinante.

Poichè la prosa è parecchio garbata e scorrevole, ne consiglio la lettura.

Sonia Revel

PADRI E FIGLI, di Ivan S. Turgenev

Archiviato in: Elizabeth Rodriguez Altamirano — artisticobuniva @ 00:48
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Questo romanzo di enorme successo e critica, ha riscontrato una serie di idee contrapposte tra liberali e radicali che sostengono di essere rappresentati in questo romanzo.

La storia è ambientata nella campagna russa, che è teatro di nuovi movimenti di idee che i “figli” proponevano ai “padri”, i quali erano conservatori e in parte impauriti della nuova idea che i propri figli seguivano con molta forza.

A parte questo il romanzo presenta come il nichilismo, caratterizzato da Bazarov, giovane eroe che non aveva un chiaro progetto per il futuro, viene contrapposto all’amore, che umilia le teorie nichiliste e priva le forze a questo personaggio.

Un romanzo pieno di fatti possibilmente realistici, come quando Turgenev segna la data 1859, che nella realtà era la data in cui i servi della gleba vennero emancipati. Oppure i paesaggi che circondano i personaggi, i quali, con la tecnica del discorso indiretto, definiscono il proprio carattere e ruolo sociale.

Elizabeth Rodriguez Altamirano

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Archiviato in: Morena Amparore — artisticobuniva @ 00:35
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Una mattina d’estate nella Nuova Inghilterra, nella piazza pubblica, avvenne un’esecuzione. Tutta la folla assisteva. L’accusata era Hester Prynne. La gente fu molto colpita dal suo bell’aspetto, ma soprattutto da quella lettera A, una lettera scarlatta sul corpetto del vestito.

Hester si avviò verso il luogo della punizione. Il palco era un punto di vista da cui le si mostrava tutto il panorama del cammino dalla sua infanzia fino ad arrivare lì. Davanti a lei cominciarono a scorrere nella memoria i suoi ricordi, i suoi genitori, gli stretti vicoli, la sua casa …

Non era sola, aveva un complice: quella bimba doveva pur avere un padre. Ci furono varie indagini, si continuò a cercare e cercare, fino a trovarlo: un uomo di Chiesa, il pastore! Ora c’era lui su quel palco, davanti a tutta quella gente, nessuno lo avrebbe riconosciuto, ritenuto fedele ma in realtà complice del diavolo. Aveva nascosto per sette anni il suo peccato, ma ora che era lì non se ne vergognava e, dopo le parole d’addio, morì.

Passarono gli anni e la piccola Pearl divenne grande. Le due donne andarono via, oltre l’oceano, in un paese sconosciuto, ma poi un giorno ecco arrivare una donna dai capelli grigi con la lettera scarlatta, davanti alla porta di quella casa che nessuno aveva mai più aperto. Hester era tornata. Era stata marchiata per tutta la vita, ma lei voleva continuare la sua pena, in quella Nuova Inghilterra che ora la guardava con occhi diversi, sempre impauriti ma con un velo di curiosità e molte domande da porle.

Ed ecco così che quella lettera scarlatta divenne una leggenda che si modificò e si tramandò fino a noi.

Morena Amparore

MADAME BOVARY, di Gustave Flaubert

Archiviato in: Giacomo Poet — artisticobuniva @ 00:23
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Nel romanzo di Flaubert la trama è completamente imperniata su Emma Bovary (Rouault il cognome da nubile).  Lei è figlia di un ricco proprietario terriero della zona di Rouen, in Normandia, Francia. Va in sposa ad un medico benestante di campagna, Charles Bovary.

Già dal matrimonio Emma è annoiata dalla vita con suo marito, maldestro e noioso a suo dire, e spera che rimanendo incinta di un maschio la cosa possa riordinare la loro famiglia. La nascita di una figlia invece spezza la voglia di vivere della donna, e da qui inizia il vero centro del romanzo, la trattazione dell’adulterio di Emma. Dopo il parto conosce un giovane studente di giurisprudenza, Leon Dupuis, con il quale inizia una relazione complicata mai intrapresa. Lei è combattuta tra il resistere o il cedere al corteggiamento di Leon, ma non avrà da scegliere dato che lui se ne andrà prima che possa succedere qualcosa.

Emma intanto, per sfuggire alla noia che prova con l’inconsapevole marito e per colmare il vuoto che ha dentro che nemmeno lei riesce a spiegarsi, inizia a consolarsi con acquisti che soddisfino la sua vanità e il suo vuoto interiore. Emma in sostanza spende tutti quei soldi per l’odio che prova per il marito e addirittura per la piccola Berthe.  Una delle scene più penose del romanzo, o forse la più penosa, è quando, nel momento in cui la figlia cerca di abbracciare Emma, quest’ ultima la respinge causandole addirittura una ferita alla guancia.

Dopo la relazione con Leon, e mentre i suoi debiti salgono sempre di più, Emma conosce un altro uomo, ma ormai non ha più il dubbio se cedere o no all’adulterio, e quindi intraprende una storia con Radolphe Boulanger. Dopo una tempestosa fase di passione lei viene abbandonata il giorno prima della data in cui sarebbero dovuti fuggire insieme, e così lei ricade nella noia e nei suoi debiti, ormai incolmabili. Dopo i rifiuti alle sue richieste di soldi ai suoi amanti, Emma cade letteralmente in una depressione incurabile, in un degrado fisico e morale che la porteranno infine a suicidarsi con l’arsenico.

La trama è piuttosto semplice, e potrebbe essere proprio una scelta per far risaltare i problemi veri e propri che il romanzo e l’autore vogliono mettere in evidenza.  L’adulterio ovviamente è l’elemento centrale del romanzo, ma credo che anche tutti i fattori che l’hanno provocato (la vita di coppia, il voler essere di più di quanto si possa, la noia) siano spiegati in modo molto chiaro, anche se spesso bisogna saperli trovare.

Giacomo Poet

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Archiviato in: anonimo — artisticobuniva @ 00:17
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Questo romanzo narra la storia di un giovane ragazzo, Pin, nel periodo della resistenza.

Pin non si sente capito ma piuttosto tradito dalle persone che lo circondano, in particolare da sua sorella, che fa la prostituta. Verrà arrestato e passerà del tempo in prigione; lì farà amicizia con Lupo Rosso e insieme scapperanno. Uscito dal carcere incontrerà Cugino, un uomo che gli darà sicurezza e protezione; quest’uomo ucciderà infine la sorella di Pin, anche se egli non ne sarà mai così sicuro.

Penso che Pin possa essere molto simile ai ragazzi di oggi, quelli che hanno dei disagi in famiglia soprattutto. In generale noi ragazzi arrivati all’adolescenza cerchiamo di diventare indipendenti e spesso siamo in conflitto con le persone che ci circondano, soprattutto con i nostri familiari; per questo dico che Pin potrebbe essere nato nella nostra generazione: sì, lui ha vissuto una vita più travagliata della nostra e penso che stando sempre con persone adulte, lui stesso si è sentito in dovere di crescere in fretta. Infatti solo quando incontra Cugino riesce a sentirsi protetto, sicuro; perché si fida molto di lui e questo per noi ragazzi è importante. E’ importante che una persona non ci tradisca, che ci faccia sentire sicuri e che ci dia l’opportunità di fidarci. Penso che i ragazzi che hanno dei disagi debbano essere guidati verso la gente che li circonda, perché se loro si fidano delle persone automaticamente diventano sicuri e così acquisiscono sicurezza in loro stessi.

CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

Archiviato in: anonimo — artisticobuniva @ 00:11
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Questo romanzo racconta la storia di un grande amore, quello di Heathcliff e Catherine che a causa delle incomprensioni non riescono a stare insieme. Tutti e due sposano persone che non amano ma disprezzano; tutto nasce per una discussione a proposito di Heathcliff tra Catherine e la badante. Heathcliff sente dire da Catherine che lei non lo sopporta, lo odia; lui non sente la fine della discussione per il troppo dolore, non sentendo così che Catherine nonostante tutto lo ama con tutto il cuore. Riusciranno a dirsi ciò che prova l’uno per l’altra solo quando Catherine è in punto di morte.

Questo libro mi ha fatto soffrire le pene dell’inferno sono stata in bilico fino all’ultimo. Al giorno d’oggi incomprensioni del genere esistono di meno, perché le persone si relazionano in modo diverso, forse più aperto, quindi si risolvono più facilmente, anche se a volte l’orgoglio rovina tutto; e a volte non si può niente contro l’amore.

Penso che ogni ragazza vorrebbe provare un amore così profondo e puro; anche se è difficile sopportare il peso di nasconderlo fino alla morte come ha fatto Catherine. Forse se Heathcliff non fosse stato così orgoglioso e Catherine avesse lasciato perdere Edgar e avesse fatto capire di più i suoi sentimenti, avrebbero vissuto meglio tutti quanti.

LA LETTERA SCARLATTA, di Nathaniel Hawthorne

Archiviato in: Susanna Bertolucci — artisticobuniva @ 00:00
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La storia parla di una donna, Hester, che viene condannata a morte per adulterio in quanto ha avuto una figlia di nome Pearl nonostante il marito non ci sia. Poi si scopre che lei non vuole dire il nome del padre della bambina perchè lui e il reverendo della città e quindi non vuole che la colpa ricada su di lui. Ad un certo punto il marito di lei torna dopo essere stato catturato dagli indiani, e dice a lei di non rivelare chi è, così può scoprire chi è l’amante di lei perchè lei si rifiuta di dirglielo. Comincia cosi un crescere di tensione e di angoscia che si conclude alla fine con la rivelazione.

Questo libro mi è piaciuto perchè parla del coraggio di una donna che pur di non cedere finisce al patribolo e che per amore di un altro è disposta a mettere a rischio la sua stessa vita.

Susanna Bertolucci

14 Novembre 2009

CUORE DI TENEBRA, di Joseph Conrad

Archiviato in: Sonia Revel — artisticobuniva @ 23:55
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“Cuore di tenebra” è un romanzo breve di Joseph Conrad, la cui storia si presenta come un racconto dentro il racconto. L’autore infatti narra di un uomo, il capitano Marlow, nonchè protagonista dell’intera storia, che racconta a cinque membri dell’equipaggio l’esperienza da lui vissuta in Africa e il suo sogno: attraversare il fiume Congo. Marlow racconta del suo incontro con gli indigeni, dell’attacco ricevuto dal suo battello e delle scene orribili che vedono come protagonista il signor Kurtz, da lui conosciuto per motivi d’affari.

Il romanzo lo considero scorrevole e non particolarmente impegnativo perché scritto in modo chiaro e usando un linguaggio semplice. Ciò che mi ha colpito è la descrizione dei personaggi, dei luoghi e delle vicende, la quale non si presenta come un’analisi al minino dettaglio ma come un’esposizione che sottolinea solo gli aspetti più particolari che colpiscono a primo impatto il lettore; davvero una lettura interessante, che consiglio a tutti!

Sonia Revel

L’AMANTE DI LADY CHATTERLEY, di David Herbert Lawrence

Archiviato in: Alessia Bauducco — artisticobuniva @ 23:51
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“L’amante di Lady Chatterley”, romanzo stupendo, mi ha completamente permesso di entrare nelle menti dei personaggi: ho apprezzato le descrizioni accurate e la precisa capacità di Lawrence di far emergere il sentimento di Lady Chatterly di voler scappare da quel mondo, da quella sua prigione dorata, monotona.

Lawrence racconta di questa giovane signora legata strettamente a suo marito menomato dalla guerra. Lei sente il dovere di stare affianco a Clifford, ma a suo scapito, in questo modo rovinando la vita solo a se stessa; questo le viene fatto notare più e più volte, ciò nonostante lei nopn lo abbandona.

Costance Chatterley, detta Conny, si innamora di due altri uomini: Michaelis, conosciuto per caso grazie a suo marito, dal quale poi però decide di allontanarsi; poi un secondo uomo, il guardiacaccia della loro residenza, Mellors, un’uomo non troppo sicuro di sé, chiuso nella sua solitudine, dopo una relazione finita male con la moglie.

Conny è una ragazza molto intelligente, ma allo stesso tempo un po’ debole, forse proprio a causa di questo suo distacco dalla vita per seguire il marito. La donna si rende conto di amare il guardiacaccia e tra loro nasce una storia d’amore, che un giorno sarà costretta a saltar fuori. Conny decide di divorziare dal marito: sa di non amarlo già da molto ormai, ma la sua scelta verrà determinata da una gravidanza, ciò che lei ha sempre sognato con l’uomo della sua vita, Mellors.

Un’altra parte interessante di questo libro è la capacità dell’autore di passare da un sentimento come l’amore o la passione ad una descrizione di vuoto che circonda il tutto, o alla descrizione di ciò che le miniere causano all’ambiente circostante.

Alessia Bauducco

CRONACHE DI POVERI AMANTI, di Vasco Pratolini

Archiviato in: Sara Romagnoli — artisticobuniva @ 23:44
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“Cronache di poveri amanti” è un libro a mio parere molto veritiero perchè descrive la storia dei personaggi di allora come una realtà cruda, senza tanti giri di parole; descrive la vita faticosa, i vizi, le passioni dei personaggi.

Trasforma la bella Firenze in un luogo disastrato come un sobborgo dei giorni nostri con le scritte sui muri, scooter buttati sulla strada, passando poi alle bellissime descrizioni del paesaggio e della festa tradizionale del paese.

Nonostante tutto vi è il fascismo che copre quel briciolo di ironia e umorismo dei personaggi. E’ un vero racconto storico e della sua gente che sapeva arrendersi alla prigionia e sopportava il dividersi dalla propria coppia; per questo non vi sono protagonisti principali, poichè tutti hanno lo stesso ruolo nel racconto.

Molto triste come storia, ma lo consiglio a tutti perchè le favolose descrizioni delle strade sembra ti accompagnino per mano.

Sara Romagnoli

L’ISOLA DI ARTURO, di Elsa Morante

Archiviato in: Sonia Revel — artisticobuniva @ 23:38
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Questo romanzo, pubblicato nel 1957, narra la storia di Arturo, un ragazzo orfano di madre che vive tutta la sua infanzia e adolescenza sull’Isola di Procida. Lui non ha mai conosciuto una donna, le riteneva esseri disagiati e arretrati rispetto all’essere maschile. Il disprezzo che aveva nei loro confronti durò fin quando il padre si presentò a casa con una nuova sposa, per la quale il ragazzo provava sentimenti inspiegabili, mai provati da lui prima d’ora.

Da qui comincia un lungo inseguimento a questo amore impossibile, il quale col passare del tempo diventa razionale. Infatti Arturo riesce ad attirare le attenzioni verso di sé, anche fingendo il suicidio. Secondo me comincia una vera e propria ossessione verso la donna, fino che tra loro si erge un muro che li dividerà per il resto della loro vita. Con ciò il protagonista avrà un momento di confusione che lo porterà a compiere un grosso sbaglio, ovvero quello di cominciare una storia d’amore con l’amica di Nunziata.

La vicenda amorosa diventa complicata e si conclude con il già previsto matrimonio del padre e di Nunziata e con l’addio all’isola da parte di Arturo. Una storia davvero toccante e profonda che nel finale mi ha deluso: non mi sarei mai aspettata una fine così. Nonostante ciò questo romanzo lo considero scorrevole e da apprezzare nonostante il difetto finale.

Sonia Revel

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Archiviato in: Michela Lomi — artisticobuniva @ 23:34
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Grazie a questo romanzo, scritto da Mary Shelley nei primi dell’Ottocento, possiamo buttarci a capofitto in una storia “scura”, “cupa”, ricca di suspance e colpi di scena.

Victor Frankenstein, il protagonista della narrazione, è portato alla generazione e creazione di un essere umano da un corpo privo di vita, in seguito a studi scientifici e biologici conseguiti in un’università tedesca. Il suo scopo è di creare un vivente che sia più intelligiente, forte di costituzione e salute e più longevo rispetto all’essere umano suo pari.
Purtroppo, dopo il risveglio di questa figura mostruosa e dopo la sua fuga, hanno inizio una serie di spiacevoli episodi di omicidio che vedono coinvolta la bestia creata dal povero Victor.

In quest’opera possiamo scoprire la voglia di una scrittrice dell’Ottocento di “andare oltre” rispetto a ciò che già si conosceva, di cercare di scoprire un qualcosa di nuovo e talvolta anche di peicoloso, sempre legato allo studio, alla cultura ed alla scienza. Sfidare e cercare di sovrastare quello che già si conosce in modo approfondito è una qualità dell’uomo colto, dell’uomo che indaga per scoprire la verità di ogni cosa, dell’uomo che, come il dottor Frankenstein, ricerca qualcosa di più profondo rispetto alla vita umana; si potrebbe quasi dire, a mio parere che sia alla ricerca di una specie di perfezione non dell’uomo in sé ma delle sue possibilità.

Questo romanzo viene definito “gotico” secondo me proprio per le sfumature grigiastre, nere o comunque tendenti ai colori scuri che l’autrice propone per esempio nel girovagare per cimiteri in cerca di informazioni sulla decomposizione dell’essere umano. Non mi è dispiaciuto, diciamo che non ho apprezzato molto la forma, ma il contenuto più profondo (quello che ho percepito io) mi ha fatto riflettere, soprattutto sulla volontà e sull’impegno di inseguire la propria meta.

Michela Lomi

LA STORIA, di Elsa Morante

Archiviato in: Virginia Giovani — artisticobuniva @ 23:30
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“La Storia” è un pezzo del nostro passato, un piccolo capolavoro di realtà. E’ una narrazione avvolgente e profonda, descrittiva ed esaltante di un periodo che noi conosciamo solo attraverso i racconti dei nostri nonni.

Iduzza e la sua drammatica vita sono i protagonisti del romanzo. Inizia nel 1941 e incontriamo una giovane maestra vedova e con un figlio da crescere, un marito da piangere la sera che non aveva né infamie né lodi. La sua monotona vita di sempre incontra quella differente e troppo veloce di Gunther. Non c’è amore fra i due, non c’è rispetto, solo cruda prepotenza carnale. Ciò che tanto spaventa ogni donna accade e l’indifesa Ida si ritrova nuovamente madre.

Useppe, il figlioletto, Nino, il primogenito, e lei vedono la guerra di Roma. La sentono, la temono, la combattono a modo loro.

La Morante parla di una vita difficile affrontata non con impavido coraggio o particolare arguzia. “La Storia” parla di gente comune che nasconde i risparmi cucendoli nei vestiti, che si dichiara allo stato se è per un quarto ebrea, che cresce un figlio con ciò che gli offre la vita in quel momento. Ida non è impavida o dalla bellezza mozzafiato e Nino è un ragazzino che vuole farsi valere ma che non ha ben chiaro, in quell’assurda guerra, quali siano i “buoni”o i “cattivi”.

Soli al mondo, come ciascuno di noi, anche i personaggi della Morante vedono la vita che gli scivola dalle mani, e senza rendersene conto la direzione ha preso una piega inaspettata, nel loro caso tragicamente definitiva.

Virginia Giovani

IL ROSSO E IL NERO, di Stendhal

Archiviato in: Morena Amparore — artisticobuniva @ 23:25
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Questo romanzo è stato importante per la storia, infatti ha messo in evidenza le problematiche legate ai ruoli sociali all’interno del Paese. Ambientato in Francia, viene descritto il problema di un uomo che cerca un posto in mezzo a tutta gente assetata di potere.

Il sindaco aveva bisogno di qualcuno che  educasse e  insegnasse il latino ai suoi figli. Venne preso un ragazzo di campagna, di umili origini, Julien Sorel, come nuovo precettore. Un ragazzo di umili origini ma con una grande passione per la letteratura latina. Conosceva a memoria alcuni tratti della Bibbia, che espose anche a voce davanti alla famiglia Rènal, avendo un grande successo. Lui ambiva a salire nella società, nonostante disprezzasse pesantemente il modo di essere dei potenti all’interno di quella stessa società.

Lui aveva vissuto fin da piccolo una vita difficile a causa del modo di trattarlo del padre, che lo picchiava e lo sgridava soprattutto per il fatto che lui “perdeva tempo” sui libri invece di controllare l’andamento del lavoro. Aveva anche dei fratelli che, come il padre, lo trattavano malissimo, picchiandolo e insultandolo. Aveva quasi deciso di scappare da tutto quell’orrore che lo circondava, non sopportava più le prediche del padre per lo studio o per il tempo passato in chiesa, quando invece avrebbe dovuto lavorare per portare avanti la famiglia.

L’incarico datogli come insegnate privato, nonostante non rendesse molto, gli permetteva di studiare ed imparare, visto che il sindaco possedeva molti libri, ed inoltre aveva la possibilità di acquistarne. Appena messo piede in quella casa, tra lui e la signora Rènal, ci fu subito confidenza, che si trasformò poi in lunghe passeggiate per la città, in cui avevano la possibilità di comunicare e di esprimersi. Julien fu subito affascinato dalla signora, innamorandosene. Tra i due si formò un unione che venne poi divisa dalla distanza, ma non si ruppe l’amore quando Julien andò al seminario.

Andò poi a servizio dal marchese La Mole, ed ebbe una storia con la figlia, che si trasformerà poi in matrimonio, nonostante il marchese abbia il presentimento che il ragazzo voglia solo ambire ad una bella posizione, cosa che effettivamente Julien vorrebbe. Ma nonostante ciò, tutto questo viene distrutto dopo che la signora Rènal dà informazioni sul conto del giovane, così pieno di sè, che non si univa a nulla se non ai libri, mettendo il marchese in allarme.

Il matrimonio non avrà luogo, ma al posto ci sarà un omicidio, da parte di Julien nei confronti della signora Rènal che, nonostante l’ amasse, aveva architettato quel messaggio per non farlo “salire” di grado. Tutta quella vita che sembrava andare bene si era rivelata la fine, il punto finale della vita sociale di Julien.

Morena Amparore

LA CASA IN COLLINA, di Cesare Pavese

Archiviato in: Sonia Revel — artisticobuniva @ 23:09
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“La casa in collina” è un romanzo scritto da Cesare Pavese che narra la storia di Corrado, un insegnante di scienze. Egli insegna a Torino, ma non vive in città, bensì sulla collina torinese con madre e figlia.

Tutta la vicenda è ambientata nel duro periodo della seconda guerra mondiale. Cesare Pavese con queste pagine da lui scritte si identifica con Corrado e fa capire bene come sia stato difficile vivere e prendere decisioni in quei anni, in cui si passano giornate girovagando in cerca di un luogo sereno. Il romanzo cambia volto quando il protagonista va in un’osteria di paese e ritrova Cate, donna con cui in passato aveva avuto una relazione. Proprio da qui in avanti lei cercherà di tirar fuori i pensieri e gli ideali politici che Corrado portava dentro sè, ma senza arrivare ad un risultato.

Romanzo interessante ma allo stesso tempo complicato in quanto i capitoli non coinvolgono totalmente il lettore.

Sonia Revel

L’AMICO RITROVATO, di Fred Uhlman

Archiviato in: Morena Amparore — artisticobuniva @ 23:06
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Quando l’amicizia si trasforma in odio, ma coninua ad esserci unione. Questo è quello che è successo ad Hans e Konradin, due studenti, uno di famiglia ebrea, l’altro aristocratico con ideee hitleriane. I due ragazzi condividono insieme sogni e passioni durante l’adolescenza, facendo i conti con le proprie origini, oltre che ai vari accadimenti nella scuola, che porteranno all’espansione del razzismo tra molti.

I genitori di Hans decidono di mandare il figlio a studiare negli Stati Uniti, ma prima di partire Hans riceve una lettera dall’amico, in cui Konranin rivela la stima che nutre per Hitler, però allo stesso tempo è dispiaciuto per la sua partenza. Dopo non si vedranno più, ma anni dopo Hans riceve inaspettatamente un opuscolo del liceo che aveva frequentato, in ricordo degli allievi caduti durante la seconda guerra mondiale. Lì legge il nome di Konradin, giustiziato per aver partecipato al fallito attentato contro Hitler del  2 luglio 1944 …

…. ed è così che Hans ha ritrovato l’amico!

Morena Amparore

RITRATTO DI SIGNORA, di Henry James

Archiviato in: Giacomo Poet — artisticobuniva @ 12:59
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Isabel Archer è una giovane americana che vive ad Albany, immersa nei suoi libri. La lettura infatti per lei è l’unico mezzo  per conoscere la vita, per conoscere il tutto, anche se lei ammette che preferirebbe qualunque altro stimolo alla “carta stampata”. Vuole essere libera e conoscere il mondo, dai valori del Nuovo Mondo a cui è stata educata vuole passare a conoscere la Vecchia Europa, a fare esperienze e a vivere la sua vita. Le si presenta un’ opportunità, e parte quindi con la sua ricca zia Touchett alla volta dell’Inghilterra. Vivono quindi nella casa dello zio, a Gardencourt, una storica dimora che assomiglia molto ad una reggia, e di cui Isabel con occhio vigile raccoglie sistematicamente tutti i vari dettagli e le impressioni date da quella antica bellezza.
Qui c’è l’incontro con un suo pretendente, che però non si apre a lei, il cugino Ralph. Costui convince il padre a lasciare metà patrimonio a Isabel, che quindi alla morte dello zio si ritrova libera e ricca. Viaggia quindi verso Firenze, dove il suo amore per l’arte è spinto all’inverosimile: tutto ciò che vede le sembra stupendo e vivo di testimonianze del passato. Così come le opere anche le persone: qui incontra M.me Merle, che lei vede come “una dama rinascimentale”. Isabel vede in M.me Merle, anche lei americana ma ormai decisamente europea, gli stessi ideali che ha dentro se stessa: indipendenza e libertà.
M.me Merle fa conoscere a Isabel un uomo, Gilbert Osmond, che, contro il consiglio di chi l’ha fatta diventare ricca per poter scegliere liberamente, diventerà il marito di Isabel.

Solo alla fine si accorgerà dell’errore, quando tre anni dopo tornerà in Inghilterra per salutare il cugino Ralph morente, e reincontrerà Goodwood, un giovane pretendente respinto quache anno prima, a cui ora sente invece di doversi legare. Durante il soggiorno in Inghilterra i dubbi la travolgono e il senso di aver commesso mille errori ancora di più, ma sente che una scelta comporta dei doveri, e quindi decide di tornare a Roma dal marito, dove in una veste di raffinatezza a felicità si cela invece semplicità, solitudine e tristezza.

Il romanzo, in questo finale, rimane in sospeso, ma molto commovente.

Giacomo Poet

LE COSMICOMICHE, di Italo Calvino

Archiviato in: Susanna Garis — artisticobuniva @ 12:52
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E’ una raccolta di racconti originariamente pubblicati sui giornali. Sono dodici racconti che narrano la nascita di eventi come l’origine dell’universo, fino all’origine dell’uomo. In questi racconti, soprattutto negli ultimi, l’uomo viene chiamato il Nuovo. Il protagonista si chiama Ofwfq ed è il protagonista di tutte le storie. È un essere strano che c’è sempre, dall’origine dell’universo alla comparsa dell’uomo. La parte più bella secondo me è quando riesce a integrarsi nei “nuovi”: pur essendo un “diverso” lo accettano per quello che è. Forse è proprio per questo motivo che andrebbe letto, perchè nonostante tutto siamo tutti dei diversi però dobbiamo imparare a convivere.

È un libro avvincente poiché spiega le vicende cosmiche sotto forma di racconti, rendendoli ironici. È un libro che leggi volentieri e velocemente, è originale nonostante questi racconti siano stati scritti nel 1964.

Susanna Garis

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Archiviato in: Alessia Bauducco — artisticobuniva @ 12:46
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Una storia malinconica, improntata sul sapere, sulla conoscenza e sulla scienza.

Victor Frankenstein, bravissimo scienziato lodato da tutti i suoi professori, è il protagonista di questa strana storia. Tutto inizia dopo la morte della madre, che genera la sua ossessione di voler creare un essere perfetto. Inizia i suoi studi, sia all’Università di giorno che al cimitero di notte. Riesce a realizzare il suo progetto ma si rende conto di aver fatto un grave errore. Crea un mostro vero e proprio impossibile da gestire, che riesce a scappare. Un delitto li ricongiunge: il mostro artefice del delitto del fratello, propone un patto, per il quale il dottore avrebbe dovuto creare un essere come il mostro ma donna; in cambio il questi se ne sarebbe andato. Non riesce però a mantenere la parola e il mostro, venutolo a sapere, uccide amici e familiari dello scienziato.

Questo romanzo dà vita ad un insieme di sensazioni: ansia, paura, interesse, e allo stesso tempo un senso di colpa da parte dello scienziato che ha creato la sua stessa rovina, distruggendo vite innocenti di persone a lui care. Il desiderio di Victor di vendicare tutte le vittime morte per mano della sua creatura, e la mente del mostro, che dopo un po’ si riavvicina all’animo umano capendo il dolore provocato dai suoi gesti.

Questo romanzo mi ha messo molta ansia, e anche se trovo che sia scritto molto bene non mi ha appassionato così tanto, probabilmente per via del genere.

Alessia Bauducco

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