Isabel Archer è una giovane americana che vive ad Albany, immersa nei suoi libri. La lettura infatti per lei è l’unico mezzo per conoscere la vita, per conoscere il tutto, anche se lei ammette che preferirebbe qualunque altro stimolo alla “carta stampata”. Vuole essere libera e conoscere il mondo, dai valori del Nuovo Mondo a cui è stata educata vuole passare a conoscere la Vecchia Europa, a fare esperienze e a vivere la sua vita. Le si presenta un’ opportunità, e parte quindi con la sua ricca zia Touchett alla volta dell’Inghilterra. Vivono quindi nella casa dello zio, a Gardencourt, una storica dimora che assomiglia molto ad una reggia, e di cui Isabel con occhio vigile raccoglie sistematicamente tutti i vari dettagli e le impressioni date da quella antica bellezza.
Qui c’è l’incontro con un suo pretendente, che però non si apre a lei, il cugino Ralph. Costui convince il padre a lasciare metà patrimonio a Isabel, che quindi alla morte dello zio si ritrova libera e ricca. Viaggia quindi verso Firenze, dove il suo amore per l’arte è spinto all’inverosimile: tutto ciò che vede le sembra stupendo e vivo di testimonianze del passato. Così come le opere anche le persone: qui incontra M.me Merle, che lei vede come “una dama rinascimentale”. Isabel vede in M.me Merle, anche lei americana ma ormai decisamente europea, gli stessi ideali che ha dentro se stessa: indipendenza e libertà.
M.me Merle fa conoscere a Isabel un uomo, Gilbert Osmond, che, contro il consiglio di chi l’ha fatta diventare ricca per poter scegliere liberamente, diventerà il marito di Isabel.
Solo alla fine si accorgerà dell’errore, quando tre anni dopo tornerà in Inghilterra per salutare il cugino Ralph morente, e reincontrerà Goodwood, un giovane pretendente respinto quache anno prima, a cui ora sente invece di doversi legare. Durante il soggiorno in Inghilterra i dubbi la travolgono e il senso di aver commesso mille errori ancora di più, ma sente che una scelta comporta dei doveri, e quindi decide di tornare a Roma dal marito, dove in una veste di raffinatezza a felicità si cela invece semplicità, solitudine e tristezza.
Il romanzo, in questo finale, rimane in sospeso, ma molto commovente.
Giacomo Poet