ROMANZI 2.0

14 Novembre 2009

RITRATTO DI SIGNORA, di Henry James

Archiviato in: Giacomo Poet — artisticobuniva @ 12:59
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Isabel Archer è una giovane americana che vive ad Albany, immersa nei suoi libri. La lettura infatti per lei è l’unico mezzo  per conoscere la vita, per conoscere il tutto, anche se lei ammette che preferirebbe qualunque altro stimolo alla “carta stampata”. Vuole essere libera e conoscere il mondo, dai valori del Nuovo Mondo a cui è stata educata vuole passare a conoscere la Vecchia Europa, a fare esperienze e a vivere la sua vita. Le si presenta un’ opportunità, e parte quindi con la sua ricca zia Touchett alla volta dell’Inghilterra. Vivono quindi nella casa dello zio, a Gardencourt, una storica dimora che assomiglia molto ad una reggia, e di cui Isabel con occhio vigile raccoglie sistematicamente tutti i vari dettagli e le impressioni date da quella antica bellezza.
Qui c’è l’incontro con un suo pretendente, che però non si apre a lei, il cugino Ralph. Costui convince il padre a lasciare metà patrimonio a Isabel, che quindi alla morte dello zio si ritrova libera e ricca. Viaggia quindi verso Firenze, dove il suo amore per l’arte è spinto all’inverosimile: tutto ciò che vede le sembra stupendo e vivo di testimonianze del passato. Così come le opere anche le persone: qui incontra M.me Merle, che lei vede come “una dama rinascimentale”. Isabel vede in M.me Merle, anche lei americana ma ormai decisamente europea, gli stessi ideali che ha dentro se stessa: indipendenza e libertà.
M.me Merle fa conoscere a Isabel un uomo, Gilbert Osmond, che, contro il consiglio di chi l’ha fatta diventare ricca per poter scegliere liberamente, diventerà il marito di Isabel.

Solo alla fine si accorgerà dell’errore, quando tre anni dopo tornerà in Inghilterra per salutare il cugino Ralph morente, e reincontrerà Goodwood, un giovane pretendente respinto quache anno prima, a cui ora sente invece di doversi legare. Durante il soggiorno in Inghilterra i dubbi la travolgono e il senso di aver commesso mille errori ancora di più, ma sente che una scelta comporta dei doveri, e quindi decide di tornare a Roma dal marito, dove in una veste di raffinatezza a felicità si cela invece semplicità, solitudine e tristezza.

Il romanzo, in questo finale, rimane in sospeso, ma molto commovente.

Giacomo Poet

LE COSMICOMICHE, di Italo Calvino

Archiviato in: Susanna Garis — artisticobuniva @ 12:52
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E’ una raccolta di racconti originariamente pubblicati sui giornali. Sono dodici racconti che narrano la nascita di eventi come l’origine dell’universo, fino all’origine dell’uomo. In questi racconti, soprattutto negli ultimi, l’uomo viene chiamato il Nuovo. Il protagonista si chiama Ofwfq ed è il protagonista di tutte le storie. È un essere strano che c’è sempre, dall’origine dell’universo alla comparsa dell’uomo. La parte più bella secondo me è quando riesce a integrarsi nei “nuovi”: pur essendo un “diverso” lo accettano per quello che è. Forse è proprio per questo motivo che andrebbe letto, perchè nonostante tutto siamo tutti dei diversi però dobbiamo imparare a convivere.

È un libro avvincente poiché spiega le vicende cosmiche sotto forma di racconti, rendendoli ironici. È un libro che leggi volentieri e velocemente, è originale nonostante questi racconti siano stati scritti nel 1964.

Susanna Garis

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

Archiviato in: Alessia Bauducco — artisticobuniva @ 12:46
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Una storia malinconica, improntata sul sapere, sulla conoscenza e sulla scienza.

Victor Frankenstein, bravissimo scienziato lodato da tutti i suoi professori, è il protagonista di questa strana storia. Tutto inizia dopo la morte della madre, che genera la sua ossessione di voler creare un essere perfetto. Inizia i suoi studi, sia all’Università di giorno che al cimitero di notte. Riesce a realizzare il suo progetto ma si rende conto di aver fatto un grave errore. Crea un mostro vero e proprio impossibile da gestire, che riesce a scappare. Un delitto li ricongiunge: il mostro artefice del delitto del fratello, propone un patto, per il quale il dottore avrebbe dovuto creare un essere come il mostro ma donna; in cambio il questi se ne sarebbe andato. Non riesce però a mantenere la parola e il mostro, venutolo a sapere, uccide amici e familiari dello scienziato.

Questo romanzo dà vita ad un insieme di sensazioni: ansia, paura, interesse, e allo stesso tempo un senso di colpa da parte dello scienziato che ha creato la sua stessa rovina, distruggendo vite innocenti di persone a lui care. Il desiderio di Victor di vendicare tutte le vittime morte per mano della sua creatura, e la mente del mostro, che dopo un po’ si riavvicina all’animo umano capendo il dolore provocato dai suoi gesti.

Questo romanzo mi ha messo molta ansia, e anche se trovo che sia scritto molto bene non mi ha appassionato così tanto, probabilmente per via del genere.

Alessia Bauducco

MASTRO DON GESUALDO, di Giovanni Verga

Archiviato in: Morena Amparore — artisticobuniva @ 12:40
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Non sempre la vita è fatta d’oro, a volte bisogna guadagnarselo, come ha dovuto fare Gesualdo che, dopo aver vissuto un difficile periodo, riesce ad ottenere un’ascesa sociale grazie a Bianca.

Mastro don Gesualdo si potrebbe definire un dramma ambientato tra il popolo, la gente della Sicilia.

Lui avrà una marea di ostacoli che gli impediranno il cammino, come la moglie e la figlia (non leggittima, ma del cugino di Bianca). Infatti tra loro ci sarà sempre del conflitto, anche per la questione dei soldi. Infatti molti parenti tenteranno di ricavare qualcosa dal loro patrimonio.

La moglie determinerà la futura vita di Gesualdo, poichè lei lascerà Gesualdo e la figlia e scapperà con il suo amato. Gesualdo quando si ammalerà, dopo la morte della moglie, si trasferirà a Palermo, da sua figlia, dove vivrà in un palazzo aristocratico , fino alla fine dei suoi giorni.

In quest’opera quindi si può vedere la relazione tra nobili e poveri, il fatto di non farsi sottomettere dalla gente comune e di avere un interesse principalmente materiale, come si vede nell’inizio del racconto quando la casa dei Trao va in fiamme e il primo pensero è rivolto al contenuto della casa.

Morena Amparore

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO, di Italo Calvino

Archiviato in: Alessia Bauducco — artisticobuniva @ 12:36
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Il periodo della seconda guerra mondiale è difficile: si lotta per sopravvivere. Il protagonista, Pin, è un piccolo bambino che come tanti altri viene privato della sua infanzia, ma è molto più sveglio di quanto si potrebbe immaginare. Non è un bambino qualsiasi:  sa molte più cose soprattutto riguardo a questo periodo, rispetto ai suoi coetanei, tanto da riuscire  spesso ad interagire di più con qualche adulto che con  gli altri bambini.

L’infanzia di Pin è piuttosto travagliata; Calvino ci fa capire molto bene quale sia il sentimento e la sensazione che avvolge questo ragazzino: la solitudine. Distaccato dai suoi coetanei e allo stesso tempo senza esperienza per ritenersi al pari degli adulti. Forse la sua unica speranza è proprio nella guerra, per trovare un modo  per entrare in quel mondo di adulti. Un giorno riesce a rubare una P38 ad un ufficiale tedesco, che stava con la sorella mentre si prostituiva. In quella pistola ha forse riposto le sue speranze: conosce un partigiano e prova a unirsi a questo gruppo di persone che combattono contro il fascismo semplicemente per la libertà. Apprende nuovi tipi di ragionamenti, nuovi modi di fare, è un ragazzo senza peli sulla lingua e riesce ad inserirsi in questo gruppo. Trova l’Amico, quello che ha sempre desiderato conoscere, esattamente tutto ciò che ha sempre cercato durante la sua infanzia, qualcuno con cui relazionarsi. L’Amico, un uomo piuttosto maturo, è l’unico che abbia mai visto il sentiero dei nidi di ragno, posto in cui era anche nascosta la P38, e che conosceva solo il piccolo Pin.

Calvino è riuscito a rendere perfettamente le sensazioni portate dalla guerra, per farci capire com’era la vita durante la lotta tra partigiani e fascisti; ma soprattutto ci fa capire che ci sono dei valori e dei sentimenti che non ci possono essere tolti, mai, come in questo caso l’amicizia; quella vera, che va ricercata ed una volta trovata, va coltivata.

Alessia Bauducco

LA COSCIENZA DI ZENO, di Italo Svevo

Archiviato in: Sara Romagnoli — artisticobuniva @ 12:30
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La narrazione è in prima persona, firmata da un certo dottor S. il quale annuncia nella prefazione com’è nato questo libro e perchè è lui a pubblicarlo e non il suo paziente.

Zeno, il protagonista e scrittore del libro, si sottopone a delle cure di psicoanalisi dal suddetto dottor S. ma non essendo soddisfatto dei risultati, si rifiuta di seguire ancora le cure. Ed è così che il dottore per vendicarsi lo pubblica.

La narrazione esprime tutte le fasi della vita di Zeno e il rapporto che lui aveva con esse. Dopo tutto un gran bel giro di parole, questo libro non è semplicissimo, perchè è molto riflessivo; la psicoanalisi non è un argomento da trattare tutti i giorni, tanto meno in quegli anni in cui era agli esordi.

Se devo esser sincera, questo libro non mi ha dato nessun tipo di sensazione:  nel suo contesto mi sembra interessante, ma non è un argomento che mi ha colpito tantissimo. Lo consiglio a chi piacciono libri contorti e impegnativi, e naturalmente per chi è un patito di italo Svevo.

Sara Romagnoli

CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

Archiviato in: Alice De Bernard — artisticobuniva @ 12:23
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Leggendo questo romanzo, anche  a me, come al narratore, il signor Locwood , sarebbe piaciuto visitare la Tempestosa, ovvero la tenuta situata nello Yorkshire dove il susseguirsi di situazioni strane e lontane dalla nostra mentalità, raccontate in continui flashback, rendono questa storia interessante e appassionante.

I due protagonisti principali sono Heatcliff e Catherine, i quali sono cresciuti assieme nella tenuta la Tempestosa, e  che, con il tempo, seppur in modo diverso, condividono le stesse e esperienze e gli stessi sentimenti. Ma il loro amore viene ostacolato. Heatcliff  sparisce, e dopo diversi anni, al suo ritorno scopre che, Catherine ha sposato Edgar Linton, personaggio aristocratico. La rabbia di Heatcliff è incontrollabile, perciò cercherà di riconquistare  la sua vecchia  fiamma amorosa e di riappropriarsi della tenuta. Purtroppo Catherine muore e dopo questo brutto episodio Heatcliff  farà di tutto per rendere complicata la vita degli altri personaggi.

Le vicende scorrono in modo drammatico, con colpi di scena, comportamenti invidiosi e contradditori tra i personaggi, causati dalla gelosia.

Si tratta di un romanzo che, a parere mio, suscita forti emozioni e sentimenti anche dal punto di vista passionale. Inoltre, nella stessa storia l’Amore e l’Odio convivono, sconvolgendo completamente l’animo dei personaggi, ma permettono al lettore di immedesimarsi  in questa tempesta di forti sentimenti.

Alice De Bernard

IL DIAVOLO IN CORPO, di Raymond Radiguet

Archiviato in: Federica Finizio — artisticobuniva @ 12:16
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Una storia d’amore tra una giovane appena sposata con il marito soldato e un giovane adolescente che fugge dalle proprie responsabilità.
Il protagonista sedicenne è pronto a vivere un amore con un destino già segnato. I due si incontrano durante una passeggiata con le rispettive famiglie e da subito si sentono legati. Per Francois questo è il primo grande amore. Un amore vissuto alla giornata, probabilmente destinato a finire con la fine della guerra, quando il marito di lei sarà tornato a casa.  Allo stesso tempo il giovane ragazzo ha paura. Ha paura che lei si possa stancare di un adolescente senza esperienza ma è tormentato anche dalla paura che spingendosi oltre, lei possa spaventarsi. Non vuole essere considerato come il marito.
Ma questo amore non è destinato ad un lieto fine…..

Federica Finizio

MADAME BOVARY, di Gustave Flaubert

Archiviato in: Nadina Grahic — artisticobuniva @ 12:03
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Gustave Flaubert ci narra la storia di questa giovane donna francese, Emma Bovary, che, ammaliata dalla ricchezza e dal romanticismo cade nella perversa aria dell’adulterio per cercare in qulche modo di sfuggire alla monotonia del matrimonio, ricercando folli passioni e un grande amore. Così, incurante delle conseguenze e di tutto ciò che la circonda, Emma inizia questa sua “nuova” vita, fatta di sogni, amore, tradimento, in una continua lotta contro se stessa. Lo scrittore, appunto, ci svela questa frustrazione che Emma ha dentro di se, un continuo tormento che non riesce a placare; una donna insoddisfatta della propria vita e delle proprie scelte, che la portranno a una tragica fine.

Una storia sconvolgente resa tale ancor più dal modo di scrivere dell’autore, minuzioso nel raccontare e nel dettagliare queste passioni, anche se la storia può sembrare banale. L’uso di parole singolari e perfette, messe in quel modo e in quel determinato contesto, rendono ancor più travolgente questa storia.

Nadina Grahic

L’AMICO RITROVATO, di Fred Uhlman

Archiviato in: Marta Piccato — artisticobuniva @ 11:57
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Questo libro racconta la storia di due ragazzi che piano piano diventano amici nella Germania nazista. Sono due ragazzi di ceto sociale completamente diverso: Hans un ragazzino ebreo e Konradin un ragazzino aristocratico.

Tra i due nascerà un profonda amicizia sincera. I due ragazzi con l’avvento del nazismo verranno divisi, Hans verrà mandato in America, Konradin invece, rimasto in Germania, parteciperà all’uccisione di Hitler; in un secondo momento, Hans ricevendo una lettera con i caduti tedeschi ritroverà il nome del vecchio amico.

Questo libro mi è piaciuto molto, l’ho trovato scorrevole ed ho trovato molto interessanti la cose di cui parlava, non era il solito libro che trattava solo d’amicizia ma l’ affiancava a tematiche più serie. Non mi aspettavo finisse così ed, in un certo senso, sono stata fino alla fine col fiato sospeso. Mi è dispiaciuto molto per la morte di Konradin e che solo alla fine Hans si sia accorto della profonda amicizia tra i due; forse mi aspettavo un finale differente, nonostante questo consiglio vivamente di leggerlo.

Marta Piccato

LA RAGAZZA DI BUBE, di Carlo Cassola

Archiviato in: Marta Piccato — artisticobuniva @ 11:47
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La protagonista del libro si chiama Mara ed è una giovane ragazza fidanzata appunto con Bube. Bube era un partigiano messo in mezzo a questioni politiche. Si trasferirà in Francia, senza Mara, li verrà arrestato e condannato. Per stare accanto a Bube, tornato dalla Francia, Mara rinuncia alla sua vecchia vita.

Questo libro mi ha fatto pensare ai sacrifici che si fanno, per dare aiuto agli altri. Ho trovato bello il gesto di Mara, che sperava in una nuova vita con Bube. Mi è piaciuto molto anche com’è scritto, abbastanza scorrevole.

Marta Piccato

11 Novembre 2009

CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

Archiviato in: Margherita Scorzelli — artisticobuniva @ 23:30
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La storia parla di due ragazzi, Catherine e Heatcliff, che hanno condiviso le stesse esperienze e gli stessi sentimenti, pure se in modo diverso. Lei come figlia di un padre che, profondamente addolorato per la morte della moglie, è ormai diventato un alcolista; lui, un trovatello raccolto per caso in un giorno di tempesta, sempre maltrattato e umiliato.

Catherine, attirata dalla vita aristocratica si reca alla Grange, la tenuta dei vicini, per qualche tempo, per sposare infine Edgar Linton, mentre  Heatcliff sparisce. Ma torna alla Tempestosa con un piano ben preciso: ritrovare Catherine e riuscire ad appropriarsi della tenuta del patrigno per poterle stare vicino.

Purtroppo Catherine morirà mentre darà alla luce la piccola Cathy. La reazione di Heatcliff è preoccupante al punto di maledire l’amata.

La vicenda ora assume una piega tragica. Heatcliff fa di tutto per rendere la vita difficile agli altri. Sposa la sorella di Edgar, Isabella, per il solo piacere di farlo, la tortura in modo così brutale da farla fuggire a Londra, dove nascerà il piccolo Linton. Gli anni trascorrono veloci, il figlio di Isabella, deve recarsi a vivere col padre che ne fa strumento delle sue manipolazioni. Linton  sposerà Cathy, figlia di Catherine, molto legata al padre il quale è ormai in punto di morte; in tal modo erediterà la tenuta dei Linton e compirà la sua vendetta.

I suoi piani procedono: Cathy soffre la morte del padre e, abbandonata anche dal marito, trascorre i suoi giorni segregata nella Tempestosa; inoltre le è vietato di avvicinarsi ad Heatcliff  (il quale odia la sua somiglianza  con l’amata). Ma a questo punto Cathy comincia a provare interesse per Hadely, suo cugino, il quale, molto tempo prima, aveva tentato di avvicinare la ragazza, non avendo successo.

Alla fine comunque i due giovani riusciranno a comprendersi ed amarsi senza essere ostacolati da Heatcliff. Questo infatti si lascerà morire lentamente, accompagnato dalla sua ossessione.

Questo è un romanzo singolare e unico nel suo genere, un po’ per la sua trama contorta e un po’ per i messaggi che contiene; non mancano intrighi, colpi di scena, forti sensazioni, sentimenti appassionati. Il linguaggio è, a volte, crudo ma interessante.
E poi… Heathcliff! Introverso, selvaggio, ma soprattutto ardente e passionale. E’ stato per me un colpo di fulmine!!! A me “Cime tempestose” è piaciuto perché mi ha suscitato molte emozioni che me l’hanno reso indimenticabile. Mi ha coinvolto, facendomi quasi credere di essere uno dei personaggi. E’ un libro che ho letto tutto d’un fiato e ho riletto più volte… e ogni volta riesce sempre a farmi battere forte il cuore.

Libro bellissimo e appassionante.

Margherita Scorzelli

LA LUNA E I FALO’, di Cesare Pavese

Archiviato in: Marta Piccato — artisticobuniva @ 23:22
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Racconta la storia di Anguilla, un ragazzo andato via di casa per cercar fortuna. Quando Anguilla, diventato adulto e ricco, torna a casa ed ha a che fare con gente importante del paese, si accorge che i soldi non gli hanno portato felicità. Insieme a Nuto, un suo amico che è rimasto lì a fare il contadino, riscoprirà  la sua vecchia vita. Andrà nella cascina dove viveva da piccolo, prima di andarsene, e lì conoscerà Cinto, un bambino che gli ricorderà se stesso da giovane. Per problemi col padre Cinto andrà a vivere con Anguilla, che si prenderà a cuore la sua educazione.

Di questo libro mi è piaciuto soprattutto il viaggio temporale che compie Anguilla tornando nei posti della sua infanzia; mi è sembrato come se facesse una riscoperta di se stesso, di quello che era. Mi è piaciuto molto anche come è scritto, non ho trovato difficoltà nel leggerlo.

Marta Piccato

LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN, di Mark Twain

Archiviato in: Federica Finizio — artisticobuniva @ 23:17
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Lo scrittore vuole farci gustare le spensieratezze dei ragazzi del Mississippi, la loro genialità, le burle, gli scherzi, la corsa verso la libertà senza regole; una sorta di diario non puntualizzato da date, ma da episodi vissuti nella quotidianità innocente. E’ il protagonista stesso a raccontarci le sue avventure e lo fa usando il suo linguaggio, quello della vita di tutti i giorni, senza dare importanza agli errori grammaticali o alla forma.
Nella seconda parte del romanzo, una sorta di avventura nell’avventura, un cambiamento di ambientazione… Twain ci lascia viaggiare con al nostra fantasia, facendoci chiudere il libro ma lasciandoci viaggiare con i pensieri..

Federica Finizio

GITA AL FARO, di Virginia Woolf

Archiviato in: Federica Finizio — artisticobuniva @ 23:13
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La scrittrice ci fa capire come passa il tempo nella quotidianità di tutti i giorni e la semplicità che ci circonda. Il volume è diviso in tre, proprio per suddividere il tempo: passato, presente e futuro. Questi tre tempi riesce a contrapporli in modo da non lasciarne qualcuno in sospeso.

Ci si presenta la famiglia Ramsay.  La moglie è il punto forte della famiglia. Quando il padre ha delle debolezze sa di poter contare sull’appoggio della moglie. Nello stesso tempo c’è un odio che percorre la vita quotidiana di questa famiglia: uno dei figli piu piccoli non riesce proprio ad amare il padre e infatti cerca di ucciderlo.

Con degli amici decidono di andare a fare una gita fino al faro. Per il figlio più piccolo è un luogo di sogni.  La gita però non è possibile farla a causa del maltempo e viene rimandata. Peccato che dopo 10 anni la loro dimora vada in rovina e molte persone della famiglia muoiano.

È rimasta in sospeso la gita al farò che incuriosisce i sopravvissuti, i quali affrontano questa esperienza. Nel tragitto i figli si aspettano un comportamento diverso dal padre e invece ritrovano il padre che li riempie di complimenti…

Federica Finizio

10 Novembre 2009

GITA AL FARO, di Virginia Woolf

Archiviato in: Alessia Bauducco — artisticobuniva @ 11:12
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“Una gita al faro”: un romanzo scritto nei dettagli. I sentimenti saltano fuori da ogni riga! Molto particolare in alcuni punti, nonostante ciò non mi è piaciuto molto.

Racconta di una famiglia di otto figli gestiti esclusivamente dalla madre, ai quali lascia molta libertà di espressione. Adora i bambini e la loro semplicità: vorrebbe non crescessero mai per non perdere la fantasia e la serenità. E’ una donna molto altruista: nonostante la famiglia non sia agiata, cerca di aiutare chiunque ne abbia bisogno, anche solo con parole di conforto. Il padre è uno scrittore, che vive in un mondo tutto suo, dal quale ogni tanto esce e torna alla realtà. Più che altro quando si sente perso, ha bisogno di un contatto con la moglie per acquistare sicurezza.

La storia si svolge nel periodo della prima guerra mondiale e descrive molto bene i sentimenti dei vari protagonisti: il desiderio da parte del figlio più piccolo, James, di visitare il faro a seguito di una promessa della madre. La qual cosa riuscirà a fare solo più avanti negli anni.

Un libro di non facile comprensione all’inizio, in quanto vengono descritte una persona dopo l’altra, sia nei pensieri che dal punto di vista fisico, senza capire molto bene i collegamenti fra loro.  Solo andando avanti nel racconto si riesce a dare un senso alla storia.

Alessia Bauducco

ANNA KARENINA, di Lev Tolstoj

Archiviato in: Martina Bilancieri — artisticobuniva @ 11:00
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Questo libro racconta la storia di Anna, giovane donna sposata, che scopre una travolgente passione avendo conosciuto Aleksej Vronskij, bello e molto affascinante, da cui avrà una bambina che suo marito riconoscerà come propria.

Non riuscendo più a contenersi, a dimenticare Vronskij, Anna decide di partire con lui; il marito non acconsente comunque a darle il divorzio e le impedisce di vedere la bambina. Intanto il fratello di Anna, Stepan,  ha in corso una crisi matrimoniale a causa dei suoi continui tradimenti. In seguito Stepan e Dolly, la moglie, si riconcilieranno solo per i figli.

Questo romanzo non l’ho trovato tanto lontano dai giorni nostri: nonostante le convenzioni di un tempo comunque esistevano persone coraggiose o pronte a seguire se stessi pur di essere felici; certo per noi ora è più semplice essere felici, un divorzio non è più mal visto dalla società come neanche un figlio illegittimo. Forse Dolly ai giorni nostri avrebbe avuto la forza di divorziare dal marito con l’opportunità di essere felice, ricominciare a vivere e comunque di poter crescere i figli anche con la presenza di Stepan; certo avrebbero vissuto in posti diversi però se il desiderio di far crescere i propri figli con entrambi i genitori era così forte sarebbe bastato passare del tempo insieme. Anna ai giorni nostri avrebbe potuto vedere la bambina, anzi avrebbe potuto avere la custodia della figlia; quindi penso che oggi siamo più avvantaggiati però, per chi viveva a quei tempi, quello poteva significare felicità comunque.

Martina Bilancieri

UNO, NESSUNO E CENTOMILA, di Luigi Pirandello Susanna Bertolucci

Archiviato in: Susanna Bertolucci — artisticobuniva @ 10:53
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Il protagonista del romanzo si chiama Vitangelo Moscarda e ha ereditato una banca da suo padre. Un giorno però scopre, grazie alla moglie, un suo difetto fisico, e da quel momento capisce che le persone hanno un idea diversa da quella che ha lui di se stesso; quindi decide che non vuole che le persone lo vedano diversamente da come si vede lui. Andando avanti con questo tentativo, arriva alla follia vera e propria, che secondo me però non viene raccontata come un male ma come un modo per liberarsi dagli schemi. Infatti grazie alla follia lui vede il mondo diversamente, in quanto la pazzia libera dalle regole a cui bisogna sottostare, e quindi alla fine il protagonista dice che per cambiare il modo in cui si è non bisogna cambiare nome, ma non dare più un nome che identifichi le cose: infatti il nome rappresenta la morte, perchè la vita è un continuo evolversi, un continuo cambiamento.

Questo romanzo mi è piaciuto  molto in quato tratta il tema della follia non in modo negativo, ma anzi come un modo per liberarsi dalle regole che ci vengono imposte, e questa non è un idea comune, perchè la follia viene vista sempre come una cosa negativa, come una cosa maligna che fa paura, ma anche a mio parere non è sempre così.

Susanna Bertolucci

LE CITTA’ INVISIBILI, di Italo Calvino

Archiviato in: Virginia Giovani — artisticobuniva @ 10:47
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Il libro è particolare, come del resto l’intero repertorio di Calvino: non segue i tessuti di una trama normale, o per meglio dire classica.

Calvino scrive “Le città invisibili” ipotizzando un dialogo fra Marco Polo e l’imperatore Kublai Khan. Questo romanzo parla di come lo straniero, estraneo a quelle terre e giunto in ognuna delle 55 città per la prima volta, sia impressionato e incuriosito. Il Signor Polo deve però spiegarsi principalmente a gesti con il suo interlocutore, essendovi una grande differenza linguistica che li divide e  che rende titubante l’imparatore. Differenze mano a mano appianate con l’apprendere della lingua di Marco Polo.

L’opera di Calvino mette in risalto anche le paure che un uomo potente, all’apice della scala sociale, può incontrare durante il suo cammino. La scrittura di Calvino non è facile da comprendere e francamente ho trovato difficile arrivare alla conclusione del libro. Lo stile dello scrittore, seppure molto elogiato dalla critica internazionale e uno dei maggiori esponenti per la letteratura italiana del Novecento, non mi ha appassionato. Ma ciò non toglie che il libro possa interessare qualcuno che riesca ad apprezzare meglio di me questo scrittore.

Virginia Giovani

SIDDHARTA, di Hermann Hesse

Archiviato in: Nadina Grahic — artisticobuniva @ 10:41
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Hermann Hesse ci pone, attraverso questo libro, in una reltà diversa… in una ricerca continua e sfrenata, verso qualcosa che solo in pochi sono riusciti a cogliere. Siddharta, appunto, è il protagonista di questo romanzo, un racconto pieno di pensieri profondi, di dottrine da seguire… una ricerca verso il proprio io e verso una pace interiore che gli permetta di vivere interamente la propria vita!

Questo è il viaggio che intraprende il giovane Siddharta, un viaggio lungo e faticoso, pieno di emozioni e riflessioni, un viaggio lontano dai nostri tempi, immerso in un’India antica, ma che, allo stesso tempo, ci fa riflettere sulle cose anche più banali che ci sfuggono nella nostra vita troppo frenetica.

Un libro filosofico, che a primo impatto può sembrare noioso, ma ci regala una lettura facile e scorrevole, anche se con qualche pensiero un po’ più complesso.

Nadina Grahic

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